Ulcera gastrica associata a Helicobacter pylori

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Definizione

L'ulcera gastrica associata a Helicobacter pylori è una patologia infiammatoria della mucosa dello stomaco caratterizzata dalla formazione di una lesione a forma di cratere, che penetra attraverso lo strato muscolare della mucosa gastrica. Questa condizione è causata principalmente dall'infezione cronica da parte del batterio Helicobacter pylori (H. pylori), un microrganismo gram-negativo a forma di spirale che ha la capacità unica di sopravvivere nell'ambiente estremamente acido dello stomaco umano.

A differenza di una semplice gastrite, che rappresenta un'infiammazione superficiale della mucosa, l'ulcera gastrica comporta una vera e propria interruzione dell'integrità del tessuto. L'infezione da H. pylori è responsabile della stragrande maggioranza delle ulcere gastriche non correlate all'uso di farmaci antinfiammatori. Il batterio colonizza lo strato di muco protettivo dello stomaco e altera i meccanismi di difesa locali, rendendo la parete gastrica vulnerabile all'azione corrosiva dell'acido cloridrico e della pepsina.

Questa patologia rientra nel più ampio spettro della malattia ulcerosa peptica, che comprende anche l'ulcera duodenale. Sebbene la prevalenza dell'infezione da H. pylori sia in calo nei paesi sviluppati grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, l'ulcera gastrica rimane una causa significativa di morbilità e può portare a complicazioni gravi, come emorragie o perforazioni, se non trattata adeguatamente con una terapia eradicante specifica.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria di questa condizione è l'infezione da Helicobacter pylori. Questo batterio ha sviluppato strategie evolutive sofisticate per prosperare nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che converte l'urea presente nel succo gastrico in ammoniaca e anidride carbonica. L'ammoniaca neutralizza l'acidità circostante, creando un microambiente alcalino che permette al batterio di sopravvivere e muoversi attraverso il muco per aderire alle cellule epiteliali.

Una volta stabilito, l'H. pylori innesca una risposta immunitaria cronica. Il corpo invia globuli bianchi per combattere l'infezione, ma questi non riescono a raggiungere il batterio protetto dal muco. Di conseguenza, rilasciano sostanze infiammatorie (citochine) che danneggiano involontariamente le cellule della mucosa gastrica. Questo processo indebolisce la barriera protettiva, permettendo ai succhi gastrici di "digerire" la parete dello stomaco, portando alla formazione dell'ulcera.

Oltre alla presenza del batterio, esistono diversi fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo dell'ulcera o peggiorarne il decorso:

  • Uso di FANS: L'assunzione concomitante di farmaci antinfiammatori non steroidei (come aspirina, ibuprofene o naprossene) agisce in sinergia con l'H. pylori, aumentando drasticamente il rischio di lesioni gastriche.
  • Fumo di sigaretta: Il tabagismo riduce la produzione di bicarbonato (che neutralizza l'acido) e rallenta i processi di guarigione della mucosa.
  • Consumo di alcol: L'alcol può irritare e consumare il rivestimento mucoso dello stomaco, aumentando la produzione di acido.
  • Fattori genetici: Alcune persone presentano una predisposizione ereditaria che rende la loro mucosa più suscettibile all'attacco batterico.
  • Stress psicofisico estremo: Sebbene lo stress comune non causi l'ulcera, traumi gravi, interventi chirurgici maggiori o grandi ustioni possono favorire la comparsa di ulcere da stress.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'ulcera gastrica associata a H. pylori può variare da forme quasi asintomatiche a presentazioni molto dolorose e debilitanti. Il sintomo cardine è il dolore nella parte superiore dell'addome, spesso descritto come un bruciore o un senso di vuoto, localizzato tra lo sterno e l'ombelico.

A differenza dell'ulcera duodenale, dove il dolore spesso migliora mangiando, nell'ulcera gastrica il dolore addominale può essere scatenato o peggiorato dall'assunzione di cibo, poiché il pasto stimola la produzione di acido che irrita la lesione aperta.

I sintomi comuni includono:

  • Bruciore di stomaco (pirosi): Una sensazione di calore che risale verso la gola, spesso associata a reflusso gastroesofageo.
  • Nausea e vomito: Sensazioni di malessere generale che possono culminare in episodi di vomito dopo i pasti.
  • Gonfiore addominale e meteorismo: Una sensazione di tensione e pienezza eccessiva.
  • Sazietà precoce: Sentirsi pieni dopo aver mangiato solo pochi bocconi.
  • Eruttazioni frequenti: Spesso accompagnate da un sapore acido in bocca.
  • Perdita di appetito: Dovuta spesso alla paura che il cibo scateni il dolore.

Nelle fasi più avanzate o in presenza di complicazioni, possono comparire segni di allarme che richiedono attenzione immediata:

  • Perdita di peso involontaria: Spesso legata alla ridotta assunzione di cibo.
  • Feci nere e catramose: Segno di un'emorragia digestiva superiore (sangue digerito).
  • Vomito con sangue: Che può apparire rosso vivo o simile a "posa di caffè".
  • Anemia: Causata da un sanguinamento cronico e microscopico, che porta a senso di spossatezza e pallore.
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Diagnosi

La diagnosi di ulcera gastrica associata a H. pylori richiede un approccio combinato per confermare la presenza della lesione e identificare il batterio. Il medico inizierà con un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo, ma i test strumentali sono indispensabili.

L'esame d'elezione è la gastroscopia (Esofagogastroduodenoscopia o EGDS). Durante questa procedura, un sottile tubo flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso la bocca per visualizzare direttamente la mucosa dello stomaco. La gastroscopia permette non solo di vedere l'ulcera, ma anche di eseguire biopsie (prelievi di piccoli frammenti di tessuto). La biopsia è fondamentale nell'ulcera gastrica per escludere la presenza di neoplasie maligne, come l'adenocarcinoma gastrico, che possono talvolta simulare un'ulcera benigna.

Per la ricerca specifica dell'Helicobacter pylori, si possono utilizzare diversi metodi:

  1. Test del respiro (Urea Breath Test): Il paziente beve una soluzione contenente urea marcata con un isotopo del carbonio. Se il batterio è presente, l'ureasi scinde l'urea e il carbonio marcato viene rilevato nell'aria espirata. È considerato uno dei test non invasivi più accurati.
  2. Ricerca dell'antigene fecale: Un test semplice che ricerca tracce del batterio in un campione di feci.
  3. Test rapido all'ureasi (RUT): Eseguito su un frammento bioptico prelevato durante la gastroscopia; fornisce un risultato rapido virando di colore in presenza del batterio.
  4. Esame istologico: Il patologo osserva al microscopio i campioni di biopsia per identificare direttamente i batteri e valutare il grado di infiammazione.
  5. Sierologia: Ricerca degli anticorpi nel sangue, ma è meno utilizzata oggi perché non distingue tra un'infezione passata e una in corso.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'ulcera gastrica associata a H. pylori ha due obiettivi principali: eliminare l'infezione batterica e permettere la guarigione della lesione mucosa. Una volta eradicato il batterio, il rischio di recidiva dell'ulcera scende drasticamente (sotto il 5%).

La terapia standard è la cosiddetta terapia eradicante, che consiste in una combinazione di farmaci da assumere per un periodo di 10-14 giorni:

  • Inibitori della Pompa Protonica (IPP): Farmaci come l'omeprazolo, l'esomeprazolo o il pantoprazolo. Riducono drasticamente la produzione di acido gastrico, alleviando il dolore e creando l'ambiente ideale per la guarigione della mucosa e per l'azione degli antibiotici.
  • Antibiotici: Solitamente si utilizzano due o tre antibiotici in combinazione per prevenire le resistenze batteriche. I più comuni includono l'amoxicillina, la claritromicina e il metronidazolo.
  • Sali di bismuto: Talvolta aggiunti (nella terapia quadrupla) per la loro azione protettiva sulla mucosa e l'effetto antibatterico diretto.

È fondamentale che il paziente segua scrupolosamente lo schema terapeutico senza saltare dosi, anche se i sintomi migliorano dopo pochi giorni. L'interruzione precoce può portare allo sviluppo di ceppi di H. pylori resistenti agli antibiotici, rendendo molto difficile la cura successiva.

Dopo circa 4-8 settimane dal termine della terapia, è necessario eseguire un test di controllo (solitamente l'Urea Breath Test o il test delle feci) per confermare l'avvenuta eradicazione. Nel caso dell'ulcera gastrica, il medico potrebbe consigliare una seconda gastroscopia di controllo dopo qualche mese per assicurarsi che la lesione sia completamente rimarginata.

In aggiunta ai farmaci, si consiglia di evitare l'uso di FANS, smettere di fumare e limitare il consumo di alcol e cibi eccessivamente irritanti (spezie piccanti, caffè in eccesso) durante la fase di guarigione.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per l'ulcera gastrica associata a H. pylori è eccellente se l'infezione viene diagnosticata e trattata correttamente. Con il completamento della terapia antibiotica e la conferma dell'eradicazione, la maggior parte delle ulcere guarisce completamente entro 6-8 settimane.

Se l'infezione non viene eliminata, l'ulcera tende a diventare cronica o a ripresentarsi ciclicamente. Le complicazioni a lungo termine possono essere gravi:

  • Emorragia digestiva: La lesione può erodere un vaso sanguigno, causando sanguinamenti che possono variare da lievi (causando anemia) a massivi e pericolosi per la vita.
  • Perforazione: L'ulcera può attraversare l'intera parete dello stomaco, riversando il contenuto gastrico nella cavità addominale e causando una peritonite acuta.
  • Ostruzione gastrica: Cicatrici ripetute vicino al piloro (l'uscita dello stomaco) possono restringere il passaggio del cibo, causando vomito persistente.
  • Rischio oncologico: L'infezione cronica da H. pylori è un fattore di rischio accertato per lo sviluppo di tumore allo stomaco e del linfoma MALT. L'eradicazione del batterio riduce significativamente questo rischio.
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Prevenzione

Prevenire l'ulcera gastrica significa principalmente prevenire l'infezione da Helicobacter pylori e proteggere la mucosa gastrica da insulti esterni.

Sebbene le modalità esatte di trasmissione del batterio non siano del tutto chiarite, si ritiene che avvenga per via oro-fecale o oro-orale. Alcune misure preventive includono:

  • Igiene personale: Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone, specialmente prima di mangiare e dopo aver usato il bagno.
  • Sicurezza alimentare: Consumare acqua potabile sicura e cibi lavati o cucinati correttamente.
  • Uso prudente dei farmaci: Evitare l'automedicazione con FANS. Se è necessario un trattamento prolungato con questi farmaci, consultare il medico per l'eventuale associazione con un farmaco protettore dello stomaco.
  • Stile di vita: Non fumare e limitare il consumo di alcolici contribuisce a mantenere integra la barriera mucosa gastrica.

Non esiste attualmente un vaccino contro l'H. pylori, quindi la diagnosi precoce e il trattamento dei soggetti infetti rimangono le strategie principali per prevenire la diffusione e le complicanze.

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Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare il proprio medico di medicina generale se si avverte un dolore persistente allo stomaco che dura da più di una settimana o che tende a ripresentarsi con frequenza. Anche sintomi come gonfiore costante, nausea frequente o una digestione insolitamente lenta meritano un approfondimento.

Esistono tuttavia dei segnali di allarme che richiedono un consulto medico urgente o l'accesso al pronto soccorso:

  • Comparsa di vomito con sangue o materiale scuro simile a fondi di caffè.
  • Emissione di feci nere, lucide e maleodoranti.
  • Dolore addominale improvviso, acuto e trafittivo che non accenna a diminuire.
  • Senso di svenimento, vertigini o pallore estremo (segni di possibile anemia acuta o emorragia).
  • Difficoltà a deglutire o sensazione di cibo bloccato in gola.
  • Perdita di peso rapida e inspiegabile.

Un intervento tempestivo non solo accelera la guarigione e allevia il dolore, ma è fondamentale per prevenire le complicanze più gravi legate alla malattia ulcerosa.

Ulcera gastrica associata a Helicobacter pylori

Definizione

L'ulcera gastrica associata a Helicobacter pylori è una patologia infiammatoria della mucosa dello stomaco caratterizzata dalla formazione di una lesione a forma di cratere, che penetra attraverso lo strato muscolare della mucosa gastrica. Questa condizione è causata principalmente dall'infezione cronica da parte del batterio Helicobacter pylori (H. pylori), un microrganismo gram-negativo a forma di spirale che ha la capacità unica di sopravvivere nell'ambiente estremamente acido dello stomaco umano.

A differenza di una semplice gastrite, che rappresenta un'infiammazione superficiale della mucosa, l'ulcera gastrica comporta una vera e propria interruzione dell'integrità del tessuto. L'infezione da H. pylori è responsabile della stragrande maggioranza delle ulcere gastriche non correlate all'uso di farmaci antinfiammatori. Il batterio colonizza lo strato di muco protettivo dello stomaco e altera i meccanismi di difesa locali, rendendo la parete gastrica vulnerabile all'azione corrosiva dell'acido cloridrico e della pepsina.

Questa patologia rientra nel più ampio spettro della malattia ulcerosa peptica, che comprende anche l'ulcera duodenale. Sebbene la prevalenza dell'infezione da H. pylori sia in calo nei paesi sviluppati grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, l'ulcera gastrica rimane una causa significativa di morbilità e può portare a complicazioni gravi, come emorragie o perforazioni, se non trattata adeguatamente con una terapia eradicante specifica.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria di questa condizione è l'infezione da Helicobacter pylori. Questo batterio ha sviluppato strategie evolutive sofisticate per prosperare nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che converte l'urea presente nel succo gastrico in ammoniaca e anidride carbonica. L'ammoniaca neutralizza l'acidità circostante, creando un microambiente alcalino che permette al batterio di sopravvivere e muoversi attraverso il muco per aderire alle cellule epiteliali.

Una volta stabilito, l'H. pylori innesca una risposta immunitaria cronica. Il corpo invia globuli bianchi per combattere l'infezione, ma questi non riescono a raggiungere il batterio protetto dal muco. Di conseguenza, rilasciano sostanze infiammatorie (citochine) che danneggiano involontariamente le cellule della mucosa gastrica. Questo processo indebolisce la barriera protettiva, permettendo ai succhi gastrici di "digerire" la parete dello stomaco, portando alla formazione dell'ulcera.

Oltre alla presenza del batterio, esistono diversi fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo dell'ulcera o peggiorarne il decorso:

  • Uso di FANS: L'assunzione concomitante di farmaci antinfiammatori non steroidei (come aspirina, ibuprofene o naprossene) agisce in sinergia con l'H. pylori, aumentando drasticamente il rischio di lesioni gastriche.
  • Fumo di sigaretta: Il tabagismo riduce la produzione di bicarbonato (che neutralizza l'acido) e rallenta i processi di guarigione della mucosa.
  • Consumo di alcol: L'alcol può irritare e consumare il rivestimento mucoso dello stomaco, aumentando la produzione di acido.
  • Fattori genetici: Alcune persone presentano una predisposizione ereditaria che rende la loro mucosa più suscettibile all'attacco batterico.
  • Stress psicofisico estremo: Sebbene lo stress comune non causi l'ulcera, traumi gravi, interventi chirurgici maggiori o grandi ustioni possono favorire la comparsa di ulcere da stress.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'ulcera gastrica associata a H. pylori può variare da forme quasi asintomatiche a presentazioni molto dolorose e debilitanti. Il sintomo cardine è il dolore nella parte superiore dell'addome, spesso descritto come un bruciore o un senso di vuoto, localizzato tra lo sterno e l'ombelico.

A differenza dell'ulcera duodenale, dove il dolore spesso migliora mangiando, nell'ulcera gastrica il dolore addominale può essere scatenato o peggiorato dall'assunzione di cibo, poiché il pasto stimola la produzione di acido che irrita la lesione aperta.

I sintomi comuni includono:

  • Bruciore di stomaco (pirosi): Una sensazione di calore che risale verso la gola, spesso associata a reflusso gastroesofageo.
  • Nausea e vomito: Sensazioni di malessere generale che possono culminare in episodi di vomito dopo i pasti.
  • Gonfiore addominale e meteorismo: Una sensazione di tensione e pienezza eccessiva.
  • Sazietà precoce: Sentirsi pieni dopo aver mangiato solo pochi bocconi.
  • Eruttazioni frequenti: Spesso accompagnate da un sapore acido in bocca.
  • Perdita di appetito: Dovuta spesso alla paura che il cibo scateni il dolore.

Nelle fasi più avanzate o in presenza di complicazioni, possono comparire segni di allarme che richiedono attenzione immediata:

  • Perdita di peso involontaria: Spesso legata alla ridotta assunzione di cibo.
  • Feci nere e catramose: Segno di un'emorragia digestiva superiore (sangue digerito).
  • Vomito con sangue: Che può apparire rosso vivo o simile a "posa di caffè".
  • Anemia: Causata da un sanguinamento cronico e microscopico, che porta a senso di spossatezza e pallore.

Diagnosi

La diagnosi di ulcera gastrica associata a H. pylori richiede un approccio combinato per confermare la presenza della lesione e identificare il batterio. Il medico inizierà con un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo, ma i test strumentali sono indispensabili.

L'esame d'elezione è la gastroscopia (Esofagogastroduodenoscopia o EGDS). Durante questa procedura, un sottile tubo flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso la bocca per visualizzare direttamente la mucosa dello stomaco. La gastroscopia permette non solo di vedere l'ulcera, ma anche di eseguire biopsie (prelievi di piccoli frammenti di tessuto). La biopsia è fondamentale nell'ulcera gastrica per escludere la presenza di neoplasie maligne, come l'adenocarcinoma gastrico, che possono talvolta simulare un'ulcera benigna.

Per la ricerca specifica dell'Helicobacter pylori, si possono utilizzare diversi metodi:

  1. Test del respiro (Urea Breath Test): Il paziente beve una soluzione contenente urea marcata con un isotopo del carbonio. Se il batterio è presente, l'ureasi scinde l'urea e il carbonio marcato viene rilevato nell'aria espirata. È considerato uno dei test non invasivi più accurati.
  2. Ricerca dell'antigene fecale: Un test semplice che ricerca tracce del batterio in un campione di feci.
  3. Test rapido all'ureasi (RUT): Eseguito su un frammento bioptico prelevato durante la gastroscopia; fornisce un risultato rapido virando di colore in presenza del batterio.
  4. Esame istologico: Il patologo osserva al microscopio i campioni di biopsia per identificare direttamente i batteri e valutare il grado di infiammazione.
  5. Sierologia: Ricerca degli anticorpi nel sangue, ma è meno utilizzata oggi perché non distingue tra un'infezione passata e una in corso.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'ulcera gastrica associata a H. pylori ha due obiettivi principali: eliminare l'infezione batterica e permettere la guarigione della lesione mucosa. Una volta eradicato il batterio, il rischio di recidiva dell'ulcera scende drasticamente (sotto il 5%).

La terapia standard è la cosiddetta terapia eradicante, che consiste in una combinazione di farmaci da assumere per un periodo di 10-14 giorni:

  • Inibitori della Pompa Protonica (IPP): Farmaci come l'omeprazolo, l'esomeprazolo o il pantoprazolo. Riducono drasticamente la produzione di acido gastrico, alleviando il dolore e creando l'ambiente ideale per la guarigione della mucosa e per l'azione degli antibiotici.
  • Antibiotici: Solitamente si utilizzano due o tre antibiotici in combinazione per prevenire le resistenze batteriche. I più comuni includono l'amoxicillina, la claritromicina e il metronidazolo.
  • Sali di bismuto: Talvolta aggiunti (nella terapia quadrupla) per la loro azione protettiva sulla mucosa e l'effetto antibatterico diretto.

È fondamentale che il paziente segua scrupolosamente lo schema terapeutico senza saltare dosi, anche se i sintomi migliorano dopo pochi giorni. L'interruzione precoce può portare allo sviluppo di ceppi di H. pylori resistenti agli antibiotici, rendendo molto difficile la cura successiva.

Dopo circa 4-8 settimane dal termine della terapia, è necessario eseguire un test di controllo (solitamente l'Urea Breath Test o il test delle feci) per confermare l'avvenuta eradicazione. Nel caso dell'ulcera gastrica, il medico potrebbe consigliare una seconda gastroscopia di controllo dopo qualche mese per assicurarsi che la lesione sia completamente rimarginata.

In aggiunta ai farmaci, si consiglia di evitare l'uso di FANS, smettere di fumare e limitare il consumo di alcol e cibi eccessivamente irritanti (spezie piccanti, caffè in eccesso) durante la fase di guarigione.

Prognosi e Decorso

La prognosi per l'ulcera gastrica associata a H. pylori è eccellente se l'infezione viene diagnosticata e trattata correttamente. Con il completamento della terapia antibiotica e la conferma dell'eradicazione, la maggior parte delle ulcere guarisce completamente entro 6-8 settimane.

Se l'infezione non viene eliminata, l'ulcera tende a diventare cronica o a ripresentarsi ciclicamente. Le complicazioni a lungo termine possono essere gravi:

  • Emorragia digestiva: La lesione può erodere un vaso sanguigno, causando sanguinamenti che possono variare da lievi (causando anemia) a massivi e pericolosi per la vita.
  • Perforazione: L'ulcera può attraversare l'intera parete dello stomaco, riversando il contenuto gastrico nella cavità addominale e causando una peritonite acuta.
  • Ostruzione gastrica: Cicatrici ripetute vicino al piloro (l'uscita dello stomaco) possono restringere il passaggio del cibo, causando vomito persistente.
  • Rischio oncologico: L'infezione cronica da H. pylori è un fattore di rischio accertato per lo sviluppo di tumore allo stomaco e del linfoma MALT. L'eradicazione del batterio riduce significativamente questo rischio.

Prevenzione

Prevenire l'ulcera gastrica significa principalmente prevenire l'infezione da Helicobacter pylori e proteggere la mucosa gastrica da insulti esterni.

Sebbene le modalità esatte di trasmissione del batterio non siano del tutto chiarite, si ritiene che avvenga per via oro-fecale o oro-orale. Alcune misure preventive includono:

  • Igiene personale: Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone, specialmente prima di mangiare e dopo aver usato il bagno.
  • Sicurezza alimentare: Consumare acqua potabile sicura e cibi lavati o cucinati correttamente.
  • Uso prudente dei farmaci: Evitare l'automedicazione con FANS. Se è necessario un trattamento prolungato con questi farmaci, consultare il medico per l'eventuale associazione con un farmaco protettore dello stomaco.
  • Stile di vita: Non fumare e limitare il consumo di alcolici contribuisce a mantenere integra la barriera mucosa gastrica.

Non esiste attualmente un vaccino contro l'H. pylori, quindi la diagnosi precoce e il trattamento dei soggetti infetti rimangono le strategie principali per prevenire la diffusione e le complicanze.

Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare il proprio medico di medicina generale se si avverte un dolore persistente allo stomaco che dura da più di una settimana o che tende a ripresentarsi con frequenza. Anche sintomi come gonfiore costante, nausea frequente o una digestione insolitamente lenta meritano un approfondimento.

Esistono tuttavia dei segnali di allarme che richiedono un consulto medico urgente o l'accesso al pronto soccorso:

  • Comparsa di vomito con sangue o materiale scuro simile a fondi di caffè.
  • Emissione di feci nere, lucide e maleodoranti.
  • Dolore addominale improvviso, acuto e trafittivo che non accenna a diminuire.
  • Senso di svenimento, vertigini o pallore estremo (segni di possibile anemia acuta o emorragia).
  • Difficoltà a deglutire o sensazione di cibo bloccato in gola.
  • Perdita di peso rapida e inspiegabile.

Un intervento tempestivo non solo accelera la guarigione e allevia il dolore, ma è fondamentale per prevenire le complicanze più gravi legate alla malattia ulcerosa.

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