Ulcera esofagea virale

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Definizione

L'ulcera esofagea virale è una lesione della mucosa dell'esofago, il condotto muscolare che trasporta il cibo dalla bocca allo stomaco, causata da un'infezione virale. A differenza delle comuni ulcere causate dal reflusso acido, queste lesioni sono il risultato diretto dell'aggressione dei tessuti da parte di specifici agenti virali. Sebbene l'esofago sia dotato di meccanismi di difesa robusti, alcune condizioni possono rendere la sua mucosa vulnerabile all'attacco di virus che, in condizioni normali, non causerebbero danni significativi in questo distretto.

Questa patologia rientra nel più ampio spettro delle esofagiti infettive. Si manifesta tipicamente con la formazione di una o più piaghe aperte (ulcere) che possono variare in dimensione, profondità e numero a seconda del virus responsabile e dello stato di salute generale del paziente. Nella maggior parte dei casi, l'ulcera esofagea virale è considerata un'infezione opportunistica, ovvero una malattia che colpisce prevalentemente individui con un sistema immunitario compromesso o indebolito.

La comprensione di questa condizione è fondamentale poiché, se non trattata adeguatamente, può portare a complicazioni severe come emorragie digestive, perforazioni esofagee o una restrizione permanente del lume dell'esofago (stenosi), rendendo estremamente difficile l'alimentazione. La gestione richiede un approccio multidisciplinare che includa il gastroenterologo, l'infettivologo e, talvolta, il nutrizionista.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali dell'ulcera esofagea virale sono riconducibili a tre ceppi virali principali, ognuno dei quali presenta caratteristiche patogeniche distinte:

  1. Virus Herpes Simplex (HSV): Il tipo 1 (HSV-1) è il responsabile più comune. L'infezione può derivare dalla riattivazione di un virus latente nel corpo o, meno frequentemente, da un'infezione primaria che si diffonde dall'orofaringe all'esofago.
  2. Citomegalovirus (CMV): Questo virus appartiene alla famiglia degli Herpesvirus. A differenza dell'HSV, il CMV tende a colpire gli strati più profondi della parete esofagea (cellule endoteliali e fibroblasti), causando ulcere spesso più grandi e profonde.
  3. Virus Varicella-Zoster (VZV): Sebbene più raro, il virus responsabile della varicella e del fuoco di Sant'Antonio può causare ulcerazioni esofagee, solitamente in associazione a manifestazioni cutanee sistemiche.
  4. Virus dell'Immunodeficienza Umana (HIV): Oltre a predisporre ad altre infezioni, l'HIV stesso può causare ulcere esofagee giganti durante la fase di sieroconversione o in stadi avanzati della malattia.

I fattori di rischio che aumentano drasticamente la probabilità di sviluppare ulcere esofagee virali includono:

  • Immunosoppressione: Pazienti affetti da HIV/AIDS, specialmente con bassi livelli di linfociti CD4.
  • Trapianti d'organo: L'uso di farmaci antirigetto sopprime le difese immunitarie, facilitando la riattivazione del CMV.
  • Terapie oncologiche: La chemioterapia e la radioterapia (specialmente se diretta al torace) possono danneggiare la mucosa e indebolire la risposta immunitaria.
  • Patologie ematologiche: Condizioni come la leucemia o il linfoma.
  • Uso prolungato di corticosteroidi: Questi farmaci, se assunti ad alte dosi per lungo tempo, riducono la capacità del corpo di combattere i virus.
  • Malattie croniche debilitanti: Il diabete mellito non controllato o l'insufficienza renale cronica possono alterare la barriera mucosa.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro sintomatologico dell'ulcera esofagea virale è spesso acuto e debilitante. Il sintomo cardine, presente nella quasi totalità dei pazienti, è l'odinofagia, ovvero un dolore intenso e bruciante durante la deglutizione. Questo dolore è spesso così severo da indurre il paziente a evitare di mangiare o bere.

Altri sintomi comuni includono:

  • Disfagia: la sensazione che il cibo si arresti o faccia fatica a scendere lungo l'esofago. Questo può riguardare sia i solidi che i liquidi.
  • Dolore retrosternale: un dolore localizzato dietro lo sterno, che può essere costante o accentuato dal passaggio del cibo.
  • Nausea e vomito: spesso correlati all'irritazione della mucosa o al dolore intenso.
  • Calo ponderale: una perdita di peso involontaria dovuta all'incapacità di alimentarsi correttamente a causa del dolore.
  • Febbre e astenia: sintomi sistemici che indicano una risposta infiammatoria o l'attività virale in corso.
  • Eccessiva salivazione: prodotta come riflesso al dolore esofageo.
  • Singulto: causato dall'irritazione del nervo vago o del diaframma vicino alle lesioni esofagee.

In casi più gravi, possono manifestarsi segni di emorragia digestiva superiore, come:

  • Ematemesi: vomito di sangue rosso vivo o a "posa di caffè".
  • Melena: emissione di feci nere, catramose e maleodoranti, segno di sangue digerito.

È importante notare che nei pazienti con HIV/AIDS, le ulcere virali possono coesistere con altre infezioni, come la candidosi esofagea, complicando ulteriormente il quadro clinico e la sintomatologia.

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Diagnosi

Il sospetto clinico basato sui sintomi (specialmente l'odinofagia in un paziente immunocompromesso) deve essere confermato attraverso indagini strumentali e di laboratorio.

L'esame d'elezione è l'esofagogastroduodenoscopia (EGDS). Durante questa procedura, un tubo flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso la bocca per visualizzare direttamente la mucosa dell'esofago. L'aspetto delle ulcere può fornire indizi importanti:

  • Le ulcere da HSV appaiono solitamente piccole, multiple e superficiali, con bordi rilevati (spesso descritte come ulcere "a vulcano").
  • Le ulcere da CMV tendono a essere più grandi, singole e profonde, localizzate spesso nella parte distale dell'esofago.

Tuttavia, l'aspetto visivo non è sufficiente per una diagnosi definitiva. È indispensabile eseguire delle biopsie (prelievi di piccoli frammenti di tessuto). La tecnica di campionamento è cruciale:

  • Per il sospetto di HSV, i prelievi devono essere effettuati ai bordi dell'ulcera, dove il virus replica attivamente nelle cellule epiteliali.
  • Per il sospetto di CMV, i prelievi devono essere effettuati dalla base dell'ulcera, poiché il virus colpisce i tessuti connettivi e vascolari profondi.

I campioni bioptici vengono poi analizzati tramite:

  1. Esame istologico: Ricerca di inclusioni virali tipiche (come l'effetto a "occhio di gufo" per il CMV o le inclusioni di Cowdry tipo A per l'HSV).
  2. Immunoistochimica: Utilizzo di anticorpi specifici per identificare le proteine virali.
  3. PCR (Polymerase Chain Reaction): Una tecnica molecolare molto sensibile per rilevare il DNA virale nel tessuto.
  4. Coltura virale: Meno comune oggi, ma utile in casi selezionati per testare la sensibilità ai farmaci.

In alcuni casi, possono essere richiesti esami del sangue per valutare la carica virale sistemica o lo stato immunitario complessivo del paziente.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'ulcera esofagea virale si pone tre obiettivi principali: eradicare o controllare l'infezione virale, alleviare i sintomi e prevenire le complicanze.

Terapia Antivirale Specifica

La scelta del farmaco dipende dal virus identificato:

  • Per HSV: Si utilizzano farmaci come l'aciclovir, il valaciclovir o il famciclovir. Nei casi gravi o in pazienti che non possono assumere farmaci per via orale, l'aciclovir viene somministrato per via endovenosa.
  • Per CMV: Il trattamento d'elezione è il ganciclovir (spesso endovenoso inizialmente) o il valganciclovir (orale). In caso di resistenza o intolleranza, si possono utilizzare il foscarnet o il cidofovir.
  • Per ulcere associate a HIV: Oltre agli antivirali specifici, è fondamentale ottimizzare la terapia antiretrovirale (HAART) per migliorare la conta dei linfociti CD4 e la risposta immunitaria globale. Per le ulcere idiopatiche giganti associate a HIV, possono essere prescritti corticosteroidi sistemici o talidomide sotto stretto controllo medico.

Terapia di Supporto e Sintomatica

  • Gestione del dolore: Possono essere prescritti analgesici sistemici. In alcuni casi, l'uso di anestetici locali viscosi (come la lidocaina) da deglutire prima dei pasti può fornire un sollievo temporaneo.
  • Inibitori della Pompa Protonica (IPP): Sebbene l'ulcera non sia causata dall'acido, ridurre l'acidità gastrica aiuta a prevenire l'irritazione ulteriore della lesione aperta, favorendo la guarigione.
  • Nutrizione: Se l'odinofagia è estrema, può essere necessario il ricovero per idratazione endovenosa o nutrizione parenterale. Una dieta morbida o liquida, a temperatura ambiente e non irritante (evitando cibi acidi, piccanti o molto caldi), è consigliata durante la fase acuta.
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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'ulcera esofagea virale dipende fortemente dallo stato immunitario del paziente e dalla tempestività del trattamento.

In pazienti con un sistema immunitario temporaneamente indebolito, la guarigione completa avviene solitamente entro 2-4 settimane dall'inizio della terapia antivirale appropriata. Le ulcere da HSV tendono a guarire più rapidamente rispetto a quelle da CMV.

Tuttavia, nei pazienti con immunodeficienza cronica o severa (come nei trapiantati o nei pazienti con AIDS avanzato), il rischio di recidiva è elevato. In questi casi, potrebbe essere necessaria una terapia di mantenimento a lungo termine con dosaggi ridotti di antivirali per prevenire nuove manifestazioni.

Le possibili complicazioni, sebbene rare con le terapie moderne, includono:

  • Emorragia: Sanguinamento dalle ulcere profonde.
  • Perforazione esofagea: Una condizione di emergenza medica in cui l'ulcera attraversa l'intera parete dell'esofago.
  • Stenosi esofagea: La formazione di tessuto cicatriziale durante la guarigione può restringere l'esofago, causando disfagia cronica.
  • Sovrainfezioni: Le ulcere aperte possono diventare sito di infezioni batteriche o fungine secondarie.
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Prevenzione

La prevenzione dell'ulcera esofagea virale si concentra principalmente sulla gestione dei fattori di rischio sottostanti:

  1. Monitoraggio Immunologico: Per i pazienti con HIV, mantenere una carica virale non rilevabile e una buona conta di CD4 attraverso la terapia antiretrovirale è la misura preventiva più efficace.
  2. Profilassi Antivirale: Nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo o d'organo solido, viene spesso prescritta una profilassi con aciclovir o valganciclovir durante i periodi di massima immunosoppressione.
  3. Igiene e Stile di Vita: Lavare frequentemente le mani e limitare il contatto con persone affette da infezioni virali attive (come l'herpes labiale) può ridurre il rischio di trasmissione primaria.
  4. Controllo delle Patologie Concomitanti: Gestire adeguatamente il diabete e altre malattie croniche aiuta a mantenere l'integrità delle barriere mucose.
  5. Revisione dei Farmaci: Valutare con il medico la necessità di terapie steroidee prolungate e cercare, dove possibile, di utilizzare la dose minima efficace.
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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a un centro di gastroenterologia se si manifestano i seguenti segnali di allarme:

  • Comparsa improvvisa di forte dolore durante la deglutizione (odinofagia), specialmente se si appartiene a una categoria a rischio (pazienti oncologici, trapiantati, persone con HIV).
  • Difficoltà persistente a deglutire solidi o liquidi (disfagia).
  • Dolore toracico che non scompare e che non sembra legato a problemi cardiaci.
  • Presenza di sangue nel vomito o feci nere e catramose.
  • Rapida e involontaria perdita di peso associata a inappetenza.
  • Febbre persistente associata a sintomi digestivi.

Non bisogna mai sottovalutare il dolore esofageo, specialmente se impedisce la normale alimentazione, poiché la diagnosi precoce è la chiave per evitare danni permanenti all'esofago e garantire una rapida ripresa.

Ulcera esofagea virale

Definizione

L'ulcera esofagea virale è una lesione della mucosa dell'esofago, il condotto muscolare che trasporta il cibo dalla bocca allo stomaco, causata da un'infezione virale. A differenza delle comuni ulcere causate dal reflusso acido, queste lesioni sono il risultato diretto dell'aggressione dei tessuti da parte di specifici agenti virali. Sebbene l'esofago sia dotato di meccanismi di difesa robusti, alcune condizioni possono rendere la sua mucosa vulnerabile all'attacco di virus che, in condizioni normali, non causerebbero danni significativi in questo distretto.

Questa patologia rientra nel più ampio spettro delle esofagiti infettive. Si manifesta tipicamente con la formazione di una o più piaghe aperte (ulcere) che possono variare in dimensione, profondità e numero a seconda del virus responsabile e dello stato di salute generale del paziente. Nella maggior parte dei casi, l'ulcera esofagea virale è considerata un'infezione opportunistica, ovvero una malattia che colpisce prevalentemente individui con un sistema immunitario compromesso o indebolito.

La comprensione di questa condizione è fondamentale poiché, se non trattata adeguatamente, può portare a complicazioni severe come emorragie digestive, perforazioni esofagee o una restrizione permanente del lume dell'esofago (stenosi), rendendo estremamente difficile l'alimentazione. La gestione richiede un approccio multidisciplinare che includa il gastroenterologo, l'infettivologo e, talvolta, il nutrizionista.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali dell'ulcera esofagea virale sono riconducibili a tre ceppi virali principali, ognuno dei quali presenta caratteristiche patogeniche distinte:

  1. Virus Herpes Simplex (HSV): Il tipo 1 (HSV-1) è il responsabile più comune. L'infezione può derivare dalla riattivazione di un virus latente nel corpo o, meno frequentemente, da un'infezione primaria che si diffonde dall'orofaringe all'esofago.
  2. Citomegalovirus (CMV): Questo virus appartiene alla famiglia degli Herpesvirus. A differenza dell'HSV, il CMV tende a colpire gli strati più profondi della parete esofagea (cellule endoteliali e fibroblasti), causando ulcere spesso più grandi e profonde.
  3. Virus Varicella-Zoster (VZV): Sebbene più raro, il virus responsabile della varicella e del fuoco di Sant'Antonio può causare ulcerazioni esofagee, solitamente in associazione a manifestazioni cutanee sistemiche.
  4. Virus dell'Immunodeficienza Umana (HIV): Oltre a predisporre ad altre infezioni, l'HIV stesso può causare ulcere esofagee giganti durante la fase di sieroconversione o in stadi avanzati della malattia.

I fattori di rischio che aumentano drasticamente la probabilità di sviluppare ulcere esofagee virali includono:

  • Immunosoppressione: Pazienti affetti da HIV/AIDS, specialmente con bassi livelli di linfociti CD4.
  • Trapianti d'organo: L'uso di farmaci antirigetto sopprime le difese immunitarie, facilitando la riattivazione del CMV.
  • Terapie oncologiche: La chemioterapia e la radioterapia (specialmente se diretta al torace) possono danneggiare la mucosa e indebolire la risposta immunitaria.
  • Patologie ematologiche: Condizioni come la leucemia o il linfoma.
  • Uso prolungato di corticosteroidi: Questi farmaci, se assunti ad alte dosi per lungo tempo, riducono la capacità del corpo di combattere i virus.
  • Malattie croniche debilitanti: Il diabete mellito non controllato o l'insufficienza renale cronica possono alterare la barriera mucosa.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro sintomatologico dell'ulcera esofagea virale è spesso acuto e debilitante. Il sintomo cardine, presente nella quasi totalità dei pazienti, è l'odinofagia, ovvero un dolore intenso e bruciante durante la deglutizione. Questo dolore è spesso così severo da indurre il paziente a evitare di mangiare o bere.

Altri sintomi comuni includono:

  • Disfagia: la sensazione che il cibo si arresti o faccia fatica a scendere lungo l'esofago. Questo può riguardare sia i solidi che i liquidi.
  • Dolore retrosternale: un dolore localizzato dietro lo sterno, che può essere costante o accentuato dal passaggio del cibo.
  • Nausea e vomito: spesso correlati all'irritazione della mucosa o al dolore intenso.
  • Calo ponderale: una perdita di peso involontaria dovuta all'incapacità di alimentarsi correttamente a causa del dolore.
  • Febbre e astenia: sintomi sistemici che indicano una risposta infiammatoria o l'attività virale in corso.
  • Eccessiva salivazione: prodotta come riflesso al dolore esofageo.
  • Singulto: causato dall'irritazione del nervo vago o del diaframma vicino alle lesioni esofagee.

In casi più gravi, possono manifestarsi segni di emorragia digestiva superiore, come:

  • Ematemesi: vomito di sangue rosso vivo o a "posa di caffè".
  • Melena: emissione di feci nere, catramose e maleodoranti, segno di sangue digerito.

È importante notare che nei pazienti con HIV/AIDS, le ulcere virali possono coesistere con altre infezioni, come la candidosi esofagea, complicando ulteriormente il quadro clinico e la sintomatologia.

Diagnosi

Il sospetto clinico basato sui sintomi (specialmente l'odinofagia in un paziente immunocompromesso) deve essere confermato attraverso indagini strumentali e di laboratorio.

L'esame d'elezione è l'esofagogastroduodenoscopia (EGDS). Durante questa procedura, un tubo flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso la bocca per visualizzare direttamente la mucosa dell'esofago. L'aspetto delle ulcere può fornire indizi importanti:

  • Le ulcere da HSV appaiono solitamente piccole, multiple e superficiali, con bordi rilevati (spesso descritte come ulcere "a vulcano").
  • Le ulcere da CMV tendono a essere più grandi, singole e profonde, localizzate spesso nella parte distale dell'esofago.

Tuttavia, l'aspetto visivo non è sufficiente per una diagnosi definitiva. È indispensabile eseguire delle biopsie (prelievi di piccoli frammenti di tessuto). La tecnica di campionamento è cruciale:

  • Per il sospetto di HSV, i prelievi devono essere effettuati ai bordi dell'ulcera, dove il virus replica attivamente nelle cellule epiteliali.
  • Per il sospetto di CMV, i prelievi devono essere effettuati dalla base dell'ulcera, poiché il virus colpisce i tessuti connettivi e vascolari profondi.

I campioni bioptici vengono poi analizzati tramite:

  1. Esame istologico: Ricerca di inclusioni virali tipiche (come l'effetto a "occhio di gufo" per il CMV o le inclusioni di Cowdry tipo A per l'HSV).
  2. Immunoistochimica: Utilizzo di anticorpi specifici per identificare le proteine virali.
  3. PCR (Polymerase Chain Reaction): Una tecnica molecolare molto sensibile per rilevare il DNA virale nel tessuto.
  4. Coltura virale: Meno comune oggi, ma utile in casi selezionati per testare la sensibilità ai farmaci.

In alcuni casi, possono essere richiesti esami del sangue per valutare la carica virale sistemica o lo stato immunitario complessivo del paziente.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'ulcera esofagea virale si pone tre obiettivi principali: eradicare o controllare l'infezione virale, alleviare i sintomi e prevenire le complicanze.

Terapia Antivirale Specifica

La scelta del farmaco dipende dal virus identificato:

  • Per HSV: Si utilizzano farmaci come l'aciclovir, il valaciclovir o il famciclovir. Nei casi gravi o in pazienti che non possono assumere farmaci per via orale, l'aciclovir viene somministrato per via endovenosa.
  • Per CMV: Il trattamento d'elezione è il ganciclovir (spesso endovenoso inizialmente) o il valganciclovir (orale). In caso di resistenza o intolleranza, si possono utilizzare il foscarnet o il cidofovir.
  • Per ulcere associate a HIV: Oltre agli antivirali specifici, è fondamentale ottimizzare la terapia antiretrovirale (HAART) per migliorare la conta dei linfociti CD4 e la risposta immunitaria globale. Per le ulcere idiopatiche giganti associate a HIV, possono essere prescritti corticosteroidi sistemici o talidomide sotto stretto controllo medico.

Terapia di Supporto e Sintomatica

  • Gestione del dolore: Possono essere prescritti analgesici sistemici. In alcuni casi, l'uso di anestetici locali viscosi (come la lidocaina) da deglutire prima dei pasti può fornire un sollievo temporaneo.
  • Inibitori della Pompa Protonica (IPP): Sebbene l'ulcera non sia causata dall'acido, ridurre l'acidità gastrica aiuta a prevenire l'irritazione ulteriore della lesione aperta, favorendo la guarigione.
  • Nutrizione: Se l'odinofagia è estrema, può essere necessario il ricovero per idratazione endovenosa o nutrizione parenterale. Una dieta morbida o liquida, a temperatura ambiente e non irritante (evitando cibi acidi, piccanti o molto caldi), è consigliata durante la fase acuta.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'ulcera esofagea virale dipende fortemente dallo stato immunitario del paziente e dalla tempestività del trattamento.

In pazienti con un sistema immunitario temporaneamente indebolito, la guarigione completa avviene solitamente entro 2-4 settimane dall'inizio della terapia antivirale appropriata. Le ulcere da HSV tendono a guarire più rapidamente rispetto a quelle da CMV.

Tuttavia, nei pazienti con immunodeficienza cronica o severa (come nei trapiantati o nei pazienti con AIDS avanzato), il rischio di recidiva è elevato. In questi casi, potrebbe essere necessaria una terapia di mantenimento a lungo termine con dosaggi ridotti di antivirali per prevenire nuove manifestazioni.

Le possibili complicazioni, sebbene rare con le terapie moderne, includono:

  • Emorragia: Sanguinamento dalle ulcere profonde.
  • Perforazione esofagea: Una condizione di emergenza medica in cui l'ulcera attraversa l'intera parete dell'esofago.
  • Stenosi esofagea: La formazione di tessuto cicatriziale durante la guarigione può restringere l'esofago, causando disfagia cronica.
  • Sovrainfezioni: Le ulcere aperte possono diventare sito di infezioni batteriche o fungine secondarie.

Prevenzione

La prevenzione dell'ulcera esofagea virale si concentra principalmente sulla gestione dei fattori di rischio sottostanti:

  1. Monitoraggio Immunologico: Per i pazienti con HIV, mantenere una carica virale non rilevabile e una buona conta di CD4 attraverso la terapia antiretrovirale è la misura preventiva più efficace.
  2. Profilassi Antivirale: Nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo o d'organo solido, viene spesso prescritta una profilassi con aciclovir o valganciclovir durante i periodi di massima immunosoppressione.
  3. Igiene e Stile di Vita: Lavare frequentemente le mani e limitare il contatto con persone affette da infezioni virali attive (come l'herpes labiale) può ridurre il rischio di trasmissione primaria.
  4. Controllo delle Patologie Concomitanti: Gestire adeguatamente il diabete e altre malattie croniche aiuta a mantenere l'integrità delle barriere mucose.
  5. Revisione dei Farmaci: Valutare con il medico la necessità di terapie steroidee prolungate e cercare, dove possibile, di utilizzare la dose minima efficace.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a un centro di gastroenterologia se si manifestano i seguenti segnali di allarme:

  • Comparsa improvvisa di forte dolore durante la deglutizione (odinofagia), specialmente se si appartiene a una categoria a rischio (pazienti oncologici, trapiantati, persone con HIV).
  • Difficoltà persistente a deglutire solidi o liquidi (disfagia).
  • Dolore toracico che non scompare e che non sembra legato a problemi cardiaci.
  • Presenza di sangue nel vomito o feci nere e catramose.
  • Rapida e involontaria perdita di peso associata a inappetenza.
  • Febbre persistente associata a sintomi digestivi.

Non bisogna mai sottovalutare il dolore esofageo, specialmente se impedisce la normale alimentazione, poiché la diagnosi precoce è la chiave per evitare danni permanenti all'esofago e garantire una rapida ripresa.

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