Otite media purulenta cronica, non specificata

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Definizione

L'otite media purulenta cronica (CSOM, dall'inglese Chronic Suppurative Otitis Media) è uno stato infiammatorio persistente e di lunga durata che colpisce l'orecchio medio e la cavità mastoidea. Questa condizione è clinicamente definita dalla presenza di una perforazione permanente della membrana timpanica associata a episodi ricorrenti o continui di secrezione auricolare (fuoriuscita di pus o siero) che perdurano per un periodo superiore alle 2-6 settimane, nonostante i trattamenti convenzionali.

A differenza dell'otite media acuta, che è un'infezione improvvisa e solitamente autolimitante, la forma cronica purulenta rappresenta un fallimento dei meccanismi di guarigione dell'orecchio. La classificazione "non specificata" (codice ICD-11 AA91.Z) viene utilizzata quando la patologia presenta le caratteristiche cliniche della suppurazione cronica ma non è ulteriormente dettagliata come associata a specifiche complicanze come il colesteatoma o altre varianti istopatologiche definite.

Questa patologia non coinvolge solo il timpano, ma può estendersi alla mucosa dell'orecchio medio, alla catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) e alle cellule aeree della mastoide (l'osso spugnoso situato dietro l'orecchio). Se non trattata adeguatamente, può portare a danni permanenti alle strutture uditive e, in rari casi, a gravi complicanze intracraniche.

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Cause e Fattori di Rischio

L'insorgenza dell'otite media purulenta cronica è quasi sempre il risultato di un'otite media acuta non risolta o di ripetuti episodi infettivi che portano alla perforazione del timpano. Una volta che la membrana timpanica è perforata, l'orecchio medio perde la sua protezione naturale contro l'ambiente esterno, facilitando l'ingresso di batteri attraverso il condotto uditivo esterno.

I principali agenti patogeni coinvolti differiscono da quelli delle infezioni acute e includono spesso batteri Gram-negativi e opportunisti:

  • Pseudomonas aeruginosa: il microrganismo più frequentemente isolato, noto per la sua resistenza a molti antibiotici.
  • Staphylococcus aureus: comune nelle infezioni croniche della pelle e delle mucose.
  • Proteus mirabilis e Klebsiella pneumoniae.
  • In alcuni casi, possono essere presenti anche funghi (otomicosi) o batteri anaerobi.

I fattori di rischio che predispongono allo sviluppo della cronicità includono:

  1. Disfunzione della tuba di Eustachio: se il condotto che collega l'orecchio alla gola non funziona correttamente, l'orecchio medio non viene ventilato, creando un ambiente umido ideale per i batteri.
  2. Infezioni ricorrenti delle vie respiratorie superiori: come la rinite cronica o la sinusite, che mantengono uno stato infiammatorio costante nella zona nasofaringea.
  3. Traumi: lesioni fisiche alla membrana timpanica (es. da cotton fioc o barotraumi).
  4. Condizioni socio-economiche: il sovraffollamento, la scarsa igiene e la difficoltà di accesso alle cure mediche sono fattori determinanti, specialmente nei paesi in via di sviluppo.
  5. Malformazioni cranio-facciali: come la palatoschisi, che compromettono la funzione tubarica.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'otite media purulenta cronica è dominato da due sintomi principali che tendono a persistere nel tempo o a ripresentarsi ciclicamente.

Il sintomo cardine è l'otorrea, ovvero la fuoriuscita di liquido dall'orecchio. Questa secrezione può essere continua o intermittente (spesso peggiora dopo un raffreddore o dopo che l'acqua è entrata nell'orecchio). Il liquido può apparire giallastro, verdastro o trasparente e, in alcuni casi, può presentare un odore sgradevole (fetido), suggerendo la presenza di batteri anaerobi o una scarsa igiene locale.

Il secondo sintomo fondamentale è l'ipoacusia (calo dell'udito). Si tratta solitamente di una sordità di tipo trasmissivo, causata dalla perforazione del timpano e dalla presenza di secrezioni che impediscono la corretta vibrazione degli ossicini. Se l'infezione danneggia gravemente la catena ossiculare o se le tossine batteriche penetrano nell'orecchio interno, può evolvere in un'ipoacusia neurosensoriale o mista.

Altri sintomi comuni includono:

  • Senso di orecchio chiuso o pressione all'interno del condotto.
  • Acufene, descritto come fischi, ronzii o pulsazioni avvertite nell'orecchio colpito.
  • Dolore all'orecchio, che tuttavia è spesso assente nelle fasi croniche stabili. Se compare un dolore forte e persistente, potrebbe indicare una riacutizzazione o lo sviluppo di una complicanza.

In presenza di complicanze più serie, possono manifestarsi:

  • Vertigini o instabilità, che indicano un coinvolgimento del labirinto (orecchio interno).
  • Paralisi del nervo facciale, se l'infiammazione erode il canale osseo in cui passa il nervo che muove i muscoli del viso.
  • Cefalea intensa, febbre, nausea e vomito, che possono segnalare un'estensione dell'infezione verso il cervello (meningite o ascesso).
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Diagnosi

La diagnosi di otite media purulenta cronica è prevalentemente clinica e si basa sull'anamnesi del paziente e sull'esame obiettivo specialistico.

  1. Otoscopia e Otomicroscopia: È l'esame fondamentale. Il medico utilizza un otoscopio o, meglio, un microscopio clinico per visualizzare il condotto uditivo e la membrana timpanica. Questo permette di identificare la sede e la dimensione della perforazione, lo stato della mucosa dell'orecchio medio (che può apparire edematosa o polipoide) e la presenza di secrezioni.
  2. Esame Audiometrico Tonale: serve a valutare l'entità della perdita uditiva. È essenziale per determinare se il danno è limitato alla trasmissione del suono o se coinvolge anche la funzione nervosa dell'orecchio.
  3. Esame Colturale del secreto: viene prelevato un campione della secrezione auricolare per identificare con precisione il batterio responsabile e determinare, tramite l'antibiogramma, quale antibiotico sia più efficace.
  4. Diagnostica per Immagini (TC e RM): la Tomografia Computerizzata (TC) dell'osso temporale senza contrasto è l'esame di scelta per valutare l'estensione dell'infiammazione alla mastoide, l'integrità della catena degli ossicini e l'eventuale erosione delle pareti ossee. La Risonanza Magnetica (RM) è riservata ai casi in cui si sospettano complicanze intracraniche.
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Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è duplice: eliminare l'infezione (rendere l'orecchio "asciutto") e, se possibile, ripristinare la funzione uditiva.

Terapia Medica

La gestione iniziale è solitamente conservativa e si basa sulla toilette auricolare. Questa procedura, eseguita dallo specialista, consiste nella pulizia accurata del condotto uditivo dalle secrezioni e dai detriti mediante aspirazione. Un orecchio pulito permette ai farmaci di raggiungere direttamente la mucosa infetta.

La terapia farmacologica prevede l'uso di gocce auricolari antibiotiche (spesso a base di chinolonici come la ciprofloxacina). Gli antibiotici topici sono preferiti a quelli sistemici (per via orale) perché raggiungono concentrazioni molto più elevate nel sito dell'infezione con minori effetti collaterali. In alcuni casi, possono essere associati a corticosteroidi per ridurre l'infiammazione della mucosa.

Gli antibiotici per via orale o iniettiva sono riservati ai casi resistenti, alle riacutizzazioni gravi o quando si sospetta una diffusione dell'infezione oltre l'orecchio medio.

Terapia Chirurgica

Se la terapia medica non riesce a chiudere la perforazione o se l'infezione continua a ripresentarsi, è necessario l'intervento chirurgico. Le procedure principali sono:

  • Miringoplastica: la semplice chiusura della perforazione timpanica utilizzando un innesto (solitamente fascia del muscolo temporale o cartilagine).
  • Timpanoplastica: un intervento più complesso che prevede la ricostruzione della membrana timpanica e, se necessario, della catena degli ossicini (ossiculoplastica).
  • Mastoidectomia: rimozione delle cellule ossee infette della mastoide, eseguita quando l'infezione è profondamente radicata nell'osso.
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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'otite media purulenta cronica è generalmente buona se la condizione viene diagnosticata e trattata tempestivamente. Con una corretta igiene e l'uso di antibiotici mirati, la maggior parte dei pazienti riesce a ottenere un orecchio asciutto e privo di infezione.

Tuttavia, la chiusura spontanea della perforazione timpanica è rara nelle forme croniche; pertanto, senza chirurgia, il rischio di nuove infezioni rimane elevato. Se trascurata, la patologia può portare a una perdita uditiva progressiva e permanente.

Le complicanze gravi, sebbene rare nell'era antibiotica, includono la mastoidite acuta, la labirintite, la meningite batterica e l'ascesso cerebrale. Queste condizioni rappresentano emergenze mediche che richiedono un intervento immediato.

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Prevenzione

La prevenzione si basa principalmente sulla gestione corretta delle infezioni acute dell'orecchio e sulla protezione della membrana timpanica già danneggiata.

  • Trattamento tempestivo: curare adeguatamente ogni episodio di otite media acuta, specialmente nei bambini, per evitare che la perforazione diventi permanente.
  • Protezione dall'acqua: per chi ha una perforazione timpanica nota, è fondamentale evitare che l'acqua entri nell'orecchio durante il bagno, la doccia o il nuoto. L'uso di tappi su misura o cotone imbevuto di vaselina è fortemente raccomandato.
  • Igiene nasale: mantenere le vie aeree superiori libere tramite lavaggi nasali con soluzioni saline può aiutare a migliorare la funzione della tuba di Eustachio.
  • Evitare manovre traumatiche: non utilizzare mai cotton fioc o altri oggetti per pulire l'orecchio, poiché possono danneggiare ulteriormente il timpano o spingere i batteri più in profondità.
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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un medico otorinolaringoiatra se si manifesta uno dei seguenti segnali:

  • Fuoriuscita di liquido dall'orecchio che persiste per più di due settimane.
  • Calo dell'udito improvviso o progressivo in un orecchio che ha sofferto di infezioni passate.
  • Comparsa di dolore profondo e pulsante associato a febbre.
  • Senso di vertigine o perdita di equilibrio.
  • Comparsa di asimmetria nel viso (sospetta paralisi facciale).
  • Mal di testa insolitamente forte associato a rigidità del collo.

Un intervento precoce non solo preserva la capacità uditiva, ma previene lo sviluppo di complicanze che potrebbero mettere a rischio la vita del paziente.

Otite media purulenta cronica, non specificata

Definizione

L'otite media purulenta cronica (CSOM, dall'inglese Chronic Suppurative Otitis Media) è uno stato infiammatorio persistente e di lunga durata che colpisce l'orecchio medio e la cavità mastoidea. Questa condizione è clinicamente definita dalla presenza di una perforazione permanente della membrana timpanica associata a episodi ricorrenti o continui di secrezione auricolare (fuoriuscita di pus o siero) che perdurano per un periodo superiore alle 2-6 settimane, nonostante i trattamenti convenzionali.

A differenza dell'otite media acuta, che è un'infezione improvvisa e solitamente autolimitante, la forma cronica purulenta rappresenta un fallimento dei meccanismi di guarigione dell'orecchio. La classificazione "non specificata" (codice ICD-11 AA91.Z) viene utilizzata quando la patologia presenta le caratteristiche cliniche della suppurazione cronica ma non è ulteriormente dettagliata come associata a specifiche complicanze come il colesteatoma o altre varianti istopatologiche definite.

Questa patologia non coinvolge solo il timpano, ma può estendersi alla mucosa dell'orecchio medio, alla catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) e alle cellule aeree della mastoide (l'osso spugnoso situato dietro l'orecchio). Se non trattata adeguatamente, può portare a danni permanenti alle strutture uditive e, in rari casi, a gravi complicanze intracraniche.

Cause e Fattori di Rischio

L'insorgenza dell'otite media purulenta cronica è quasi sempre il risultato di un'otite media acuta non risolta o di ripetuti episodi infettivi che portano alla perforazione del timpano. Una volta che la membrana timpanica è perforata, l'orecchio medio perde la sua protezione naturale contro l'ambiente esterno, facilitando l'ingresso di batteri attraverso il condotto uditivo esterno.

I principali agenti patogeni coinvolti differiscono da quelli delle infezioni acute e includono spesso batteri Gram-negativi e opportunisti:

  • Pseudomonas aeruginosa: il microrganismo più frequentemente isolato, noto per la sua resistenza a molti antibiotici.
  • Staphylococcus aureus: comune nelle infezioni croniche della pelle e delle mucose.
  • Proteus mirabilis e Klebsiella pneumoniae.
  • In alcuni casi, possono essere presenti anche funghi (otomicosi) o batteri anaerobi.

I fattori di rischio che predispongono allo sviluppo della cronicità includono:

  1. Disfunzione della tuba di Eustachio: se il condotto che collega l'orecchio alla gola non funziona correttamente, l'orecchio medio non viene ventilato, creando un ambiente umido ideale per i batteri.
  2. Infezioni ricorrenti delle vie respiratorie superiori: come la rinite cronica o la sinusite, che mantengono uno stato infiammatorio costante nella zona nasofaringea.
  3. Traumi: lesioni fisiche alla membrana timpanica (es. da cotton fioc o barotraumi).
  4. Condizioni socio-economiche: il sovraffollamento, la scarsa igiene e la difficoltà di accesso alle cure mediche sono fattori determinanti, specialmente nei paesi in via di sviluppo.
  5. Malformazioni cranio-facciali: come la palatoschisi, che compromettono la funzione tubarica.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'otite media purulenta cronica è dominato da due sintomi principali che tendono a persistere nel tempo o a ripresentarsi ciclicamente.

Il sintomo cardine è l'otorrea, ovvero la fuoriuscita di liquido dall'orecchio. Questa secrezione può essere continua o intermittente (spesso peggiora dopo un raffreddore o dopo che l'acqua è entrata nell'orecchio). Il liquido può apparire giallastro, verdastro o trasparente e, in alcuni casi, può presentare un odore sgradevole (fetido), suggerendo la presenza di batteri anaerobi o una scarsa igiene locale.

Il secondo sintomo fondamentale è l'ipoacusia (calo dell'udito). Si tratta solitamente di una sordità di tipo trasmissivo, causata dalla perforazione del timpano e dalla presenza di secrezioni che impediscono la corretta vibrazione degli ossicini. Se l'infezione danneggia gravemente la catena ossiculare o se le tossine batteriche penetrano nell'orecchio interno, può evolvere in un'ipoacusia neurosensoriale o mista.

Altri sintomi comuni includono:

  • Senso di orecchio chiuso o pressione all'interno del condotto.
  • Acufene, descritto come fischi, ronzii o pulsazioni avvertite nell'orecchio colpito.
  • Dolore all'orecchio, che tuttavia è spesso assente nelle fasi croniche stabili. Se compare un dolore forte e persistente, potrebbe indicare una riacutizzazione o lo sviluppo di una complicanza.

In presenza di complicanze più serie, possono manifestarsi:

  • Vertigini o instabilità, che indicano un coinvolgimento del labirinto (orecchio interno).
  • Paralisi del nervo facciale, se l'infiammazione erode il canale osseo in cui passa il nervo che muove i muscoli del viso.
  • Cefalea intensa, febbre, nausea e vomito, che possono segnalare un'estensione dell'infezione verso il cervello (meningite o ascesso).

Diagnosi

La diagnosi di otite media purulenta cronica è prevalentemente clinica e si basa sull'anamnesi del paziente e sull'esame obiettivo specialistico.

  1. Otoscopia e Otomicroscopia: È l'esame fondamentale. Il medico utilizza un otoscopio o, meglio, un microscopio clinico per visualizzare il condotto uditivo e la membrana timpanica. Questo permette di identificare la sede e la dimensione della perforazione, lo stato della mucosa dell'orecchio medio (che può apparire edematosa o polipoide) e la presenza di secrezioni.
  2. Esame Audiometrico Tonale: serve a valutare l'entità della perdita uditiva. È essenziale per determinare se il danno è limitato alla trasmissione del suono o se coinvolge anche la funzione nervosa dell'orecchio.
  3. Esame Colturale del secreto: viene prelevato un campione della secrezione auricolare per identificare con precisione il batterio responsabile e determinare, tramite l'antibiogramma, quale antibiotico sia più efficace.
  4. Diagnostica per Immagini (TC e RM): la Tomografia Computerizzata (TC) dell'osso temporale senza contrasto è l'esame di scelta per valutare l'estensione dell'infiammazione alla mastoide, l'integrità della catena degli ossicini e l'eventuale erosione delle pareti ossee. La Risonanza Magnetica (RM) è riservata ai casi in cui si sospettano complicanze intracraniche.

Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è duplice: eliminare l'infezione (rendere l'orecchio "asciutto") e, se possibile, ripristinare la funzione uditiva.

Terapia Medica

La gestione iniziale è solitamente conservativa e si basa sulla toilette auricolare. Questa procedura, eseguita dallo specialista, consiste nella pulizia accurata del condotto uditivo dalle secrezioni e dai detriti mediante aspirazione. Un orecchio pulito permette ai farmaci di raggiungere direttamente la mucosa infetta.

La terapia farmacologica prevede l'uso di gocce auricolari antibiotiche (spesso a base di chinolonici come la ciprofloxacina). Gli antibiotici topici sono preferiti a quelli sistemici (per via orale) perché raggiungono concentrazioni molto più elevate nel sito dell'infezione con minori effetti collaterali. In alcuni casi, possono essere associati a corticosteroidi per ridurre l'infiammazione della mucosa.

Gli antibiotici per via orale o iniettiva sono riservati ai casi resistenti, alle riacutizzazioni gravi o quando si sospetta una diffusione dell'infezione oltre l'orecchio medio.

Terapia Chirurgica

Se la terapia medica non riesce a chiudere la perforazione o se l'infezione continua a ripresentarsi, è necessario l'intervento chirurgico. Le procedure principali sono:

  • Miringoplastica: la semplice chiusura della perforazione timpanica utilizzando un innesto (solitamente fascia del muscolo temporale o cartilagine).
  • Timpanoplastica: un intervento più complesso che prevede la ricostruzione della membrana timpanica e, se necessario, della catena degli ossicini (ossiculoplastica).
  • Mastoidectomia: rimozione delle cellule ossee infette della mastoide, eseguita quando l'infezione è profondamente radicata nell'osso.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'otite media purulenta cronica è generalmente buona se la condizione viene diagnosticata e trattata tempestivamente. Con una corretta igiene e l'uso di antibiotici mirati, la maggior parte dei pazienti riesce a ottenere un orecchio asciutto e privo di infezione.

Tuttavia, la chiusura spontanea della perforazione timpanica è rara nelle forme croniche; pertanto, senza chirurgia, il rischio di nuove infezioni rimane elevato. Se trascurata, la patologia può portare a una perdita uditiva progressiva e permanente.

Le complicanze gravi, sebbene rare nell'era antibiotica, includono la mastoidite acuta, la labirintite, la meningite batterica e l'ascesso cerebrale. Queste condizioni rappresentano emergenze mediche che richiedono un intervento immediato.

Prevenzione

La prevenzione si basa principalmente sulla gestione corretta delle infezioni acute dell'orecchio e sulla protezione della membrana timpanica già danneggiata.

  • Trattamento tempestivo: curare adeguatamente ogni episodio di otite media acuta, specialmente nei bambini, per evitare che la perforazione diventi permanente.
  • Protezione dall'acqua: per chi ha una perforazione timpanica nota, è fondamentale evitare che l'acqua entri nell'orecchio durante il bagno, la doccia o il nuoto. L'uso di tappi su misura o cotone imbevuto di vaselina è fortemente raccomandato.
  • Igiene nasale: mantenere le vie aeree superiori libere tramite lavaggi nasali con soluzioni saline può aiutare a migliorare la funzione della tuba di Eustachio.
  • Evitare manovre traumatiche: non utilizzare mai cotton fioc o altri oggetti per pulire l'orecchio, poiché possono danneggiare ulteriormente il timpano o spingere i batteri più in profondità.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un medico otorinolaringoiatra se si manifesta uno dei seguenti segnali:

  • Fuoriuscita di liquido dall'orecchio che persiste per più di due settimane.
  • Calo dell'udito improvviso o progressivo in un orecchio che ha sofferto di infezioni passate.
  • Comparsa di dolore profondo e pulsante associato a febbre.
  • Senso di vertigine o perdita di equilibrio.
  • Comparsa di asimmetria nel viso (sospetta paralisi facciale).
  • Mal di testa insolitamente forte associato a rigidità del collo.

Un intervento precoce non solo preserva la capacità uditiva, ma previene lo sviluppo di complicanze che potrebbero mettere a rischio la vita del paziente.

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