Occlusioni vascolari retiniche non specificate

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1

Definizione

Le occlusioni vascolari retiniche rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie vascolari dell'occhio caratterizzate dall'interruzione del normale flusso sanguigno all'interno dei vasi che irrorano la retina. La retina è il tessuto sensibile alla luce situato nella parte posteriore dell'occhio, fondamentale per la trasduzione degli stimoli luminosi in segnali nervosi inviati al cervello. Quando un vaso sanguigno retinico si ostruisce, il tessuto retinico soffre per la mancanza di ossigeno (ischemia) o per l'accumulo di fluidi e sangue, portando a un deterioramento della funzione visiva.

Sotto la dicitura "non specificate" (codice ICD-11 9B74.Z) si raggruppano quelle condizioni in cui l'ostruzione interessa il sistema vascolare retinico senza che sia stata ancora definita la natura esatta (arteriosa o venosa) o la localizzazione specifica (tronco principale o branca periferica). In generale, queste occlusioni si dividono in due grandi categorie: le occlusioni venose retiniche (più comuni) e le occlusioni arteriose retiniche (vere e proprie emergenze mediche).

L'occlusione venosa si verifica quando un trombo blocca la vena centrale della retina o una delle sue branche, causando un ristagno di sangue e un aumento della pressione idrostatica che porta a emorragie e edema. L'occlusione arteriosa, invece, è paragonabile a un "ictus dell'occhio", dove il blocco di un'arteria impedisce al sangue ossigenato di raggiungere le cellule fotorecettrici, causandone la morte rapida se il flusso non viene ripristinato tempestivamente.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base delle occlusioni vascolari retiniche sono molteplici e spesso legate a condizioni sistemiche che influenzano la salute dell'intero apparato circolatorio. Il meccanismo principale è solitamente la formazione di un trombo (un coagulo di sangue) o l'arrivo di un embolo (un frammento di placca o coagulo proveniente da un'altra parte del corpo, come le carotidi o il cuore).

I principali fattori di rischio includono:

  • Ipertensione arteriosa: È il fattore di rischio più significativo. La pressione alta danneggia le pareti dei vasi e favorisce l'aterosclerosi.
  • Diabete mellito: alti livelli di glucosio nel sangue danneggiano i piccoli vasi (microangiopatia) e alterano la coagulazione.
  • Età avanzata: L'incidenza aumenta drasticamente dopo i 60 anni a causa del naturale invecchiamento dei vasi.
  • Ipercolesterolemia e dislipidemie: L'accumulo di grassi nel sangue favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
  • Glaucoma: L'elevata pressione intraoculare può comprimere i vasi retinici, facilitando la loro occlusione.
  • Patologie cardiovascolari: aritmie come la fibrillazione atriale o patologie delle valvole cardiache possono generare emboli che migrano verso l'occhio.
  • Stati di ipercoagulabilità: malattie del sangue che rendono il sangue più denso o incline a coagulare (es. sindrome da anticorpi antifosfolipidi, deficit di proteina C o S).
  • Fumo di sigaretta: danneggia l'endotelio vascolare e aumenta la viscosità ematica.

In casi più rari, soprattutto nei pazienti giovani, le occlusioni possono essere causate da vasculiti (infiammazioni dei vasi) o malattie autoimmuni sistemiche.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine di un'occlusione vascolare retinica è la perdita della vista, che solitamente presenta caratteristiche molto specifiche. A differenza di altre patologie oculari, queste occlusioni sono quasi sempre caratterizzate dall'assenza di dolore oculare, il che può purtroppo indurre alcuni pazienti a sottovalutare la gravità della situazione.

I sintomi principali includono:

  • Perdita della vista improvvisa: può variare da un leggero appannamento a una cecità quasi totale in un solo occhio (monoculare). Nelle occlusioni arteriose, la perdita è spesso istantanea e profonda.
  • Visione offuscata: spesso descritta come una sensazione di nebbia o di guardare attraverso un vetro sporco, che può peggiorare nel giro di poche ore o giorni.
  • Scotoma: presenza di una macchia scura o cieca nel campo visivo. Se l'occlusione riguarda una branca vascolare, il paziente potrebbe notare la mancanza di una porzione specifica del campo visivo (ad esempio, non vedere bene nella parte superiore o inferiore).
  • Visione distorta: le linee dritte possono apparire ondulate o spezzate, sintomo spesso legato all'insorgenza di un edema maculare (accumulo di liquido nella parte centrale della retina).
  • Mosche volanti: la comparsa improvvisa di corpi mobili o macchioline scure può verificarsi se l'occlusione causa un'emorragia nel corpo vitreo.
  • Sensibilità alla luce: sebbene meno comune, alcuni pazienti riferiscono un fastidio insolito alla luce intensa.

È fondamentale notare che i sintomi colpiscono solitamente un solo occhio. Se entrambi gli occhi sono coinvolti simultaneamente, la causa è più probabilmente di origine neurologica centrale o legata a una crisi ipertensiva grave.

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Diagnosi

La diagnosi di un'occlusione vascolare retinica deve essere tempestiva e viene effettuata da un medico oculista attraverso una serie di esami clinici e strumentali.

  1. Esame del fondo oculare: previa dilatazione della pupilla con appositi colliri, l'oculista osserva direttamente la retina. In caso di occlusione venosa, si noteranno emorragie diffuse, vene turgide e tortuose. In caso di occlusione arteriosa, la retina apparirà pallida ed esangue, con una caratteristica "macchia rosso ciliegia" al centro della macula.
  2. Tomografia a Coerenza Ottica (OCT): È un esame non invasivo che permette di ottenere scansioni ad altissima risoluzione degli strati retinici. È fondamentale per diagnosticare e monitorare l'edema maculare, ovvero il rigonfiamento della zona centrale della retina.
  3. Fluorangiografia retinica: prevede l'iniezione di un colorante (fluoresceina) in una vena del braccio. Il colorante raggiunge i vasi oculari e, tramite fotografie speciali, permette di visualizzare esattamente dove il flusso è interrotto e se ci sono aree di mancata irrorazione (ischemia) o perdite di liquido.
  4. Campo visivo: utile per mappare le aree di perdita della sensibilità visiva e monitorare l'estensione del danno.

Oltre agli esami oculistici, è indispensabile un inquadramento sistemico. Il paziente verrà spesso indirizzato a eseguire esami del sangue (glicemia, profilo lipidico, test della coagulazione), monitoraggio della pressione arteriosa ed ecocolordoppler delle carotidi per identificare la causa scatenante e prevenire eventi simili nell'altro occhio o a livello cerebrale (ictus).

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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle occlusioni vascolari retiniche si pone due obiettivi principali: limitare il danno visivo immediato e gestire le complicanze a lungo termine.

Trattamento dell'Occlusione Arteriosa (Emergenza)

Se il paziente si presenta entro poche ore dall'evento, si tenta di ripristinare il flusso sanguigno tramite:

  • Massaggio oculare: per cercare di spostare l'embolo più a valle.
  • Paracentesi della camera anteriore: rimozione di una piccola quantità di umore acqueo per abbassare drasticamente la pressione oculare e favorire la riapertura del vaso.
  • Farmaci ipotonizzanti: per ridurre la pressione intraoculare.

Trattamento dell'Occlusione Venosa e delle Complicanze

Per le occlusioni venose, il trattamento si concentra sulla gestione dell'edema maculare e della neovascolarizzazione (crescita di vasi anomali):

  • Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF: questi farmaci bloccano il fattore di crescita vascolare endoteliale, riducendo il gonfiamento della retina e migliorando la vista.
  • Iniezioni intravitreali di corticosteroidi: utilizzate per ridurre l'infiammazione e l'edema, spesso sotto forma di impianti a lento rilascio.
  • Fotocoagulazione laser: il laser viene utilizzato per distruggere le aree di retina ischemica, prevenendo la formazione di vasi anomali che potrebbero causare emorragie gravi o un tipo aggressivo di glaucoma (glaucoma neovascolare).

È essenziale, parallelamente, trattare la patologia sistemica sottostante (controllo della pressione, del diabete e del colesterolo) per ridurre il rischio di recidive.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi delle occlusioni vascolari retiniche è estremamente variabile e dipende dal tipo di vaso coinvolto, dall'estensione dell'area colpita e dalla tempestività dell'intervento.

Nelle occlusioni arteriose, la prognosi è purtroppo spesso riservata. Se il flusso non viene ripristinato entro 90-120 minuti, il danno ai fotorecettori diventa irreversibile, portando a una perdita della vista permanente e grave.

Nelle occlusioni venose, il decorso è più lento. Molti pazienti recuperano una parte della visione grazie alle terapie moderne (anti-VEGF). Tuttavia, se si sviluppa un'ischemia retinica estesa, il rischio di complicanze come il distacco della retina o il glaucoma neovascolare rimane alto. Il monitoraggio deve proseguire per mesi o anni, poiché l'edema maculare può ripresentarsi ciclicamente.

In generale, le occlusioni di branca (che colpiscono solo un piccolo vaso) hanno una prognosi molto migliore rispetto alle occlusioni della vena o dell'arteria centrale della retina.

7

Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace, specialmente per chi presenta già fattori di rischio cardiovascolare. Le strategie principali includono:

  • Controllo rigoroso della pressione arteriosa: mantenere i valori entro i limiti consigliati dal medico.
  • Gestione del diabete: monitorare regolarmente l'emoglobina glicata e seguire la dieta prescritta.
  • Alimentazione equilibrata: ridurre l'apporto di grassi saturi e sale per proteggere le arterie.
  • Attività fisica regolare: aiuta a mantenere l'elasticità dei vasi e a controllare il peso corporeo.
  • Smettere di fumare: il fumo è uno dei principali nemici della microcircolazione retinica.
  • Controlli oculistici periodici: specialmente dopo i 50 anni o in presenza di glaucoma, una visita annuale con esame del fondo oculare può identificare segni precoci di sofferenza vascolare.
8

Quando Consultare un Medico

Un'occlusione vascolare retinica deve essere considerata un'emergenza medica fino a prova contraria. È necessario contattare immediatamente un oculista o recarsi al pronto soccorso se si avverte:

  1. Una improvvisa perdita della vista in un occhio, anche se parziale.
  2. La comparsa di una "tenda" o di un'ombra scura che copre parte del campo visivo.
  3. Un improvviso e marcato appannamento visivo non accompagnato da dolore.
  4. La visione di lampi di luce seguiti da una pioggia di mosche volanti.

Non bisogna mai attendere che il sintomo passi da solo: nel caso delle occlusioni arteriose, ogni minuto è prezioso per tentare di salvare la capacità visiva dell'occhio colpito.

Occlusioni vascolari retiniche non specificate

Definizione

Le occlusioni vascolari retiniche rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie vascolari dell'occhio caratterizzate dall'interruzione del normale flusso sanguigno all'interno dei vasi che irrorano la retina. La retina è il tessuto sensibile alla luce situato nella parte posteriore dell'occhio, fondamentale per la trasduzione degli stimoli luminosi in segnali nervosi inviati al cervello. Quando un vaso sanguigno retinico si ostruisce, il tessuto retinico soffre per la mancanza di ossigeno (ischemia) o per l'accumulo di fluidi e sangue, portando a un deterioramento della funzione visiva.

Sotto la dicitura "non specificate" (codice ICD-11 9B74.Z) si raggruppano quelle condizioni in cui l'ostruzione interessa il sistema vascolare retinico senza che sia stata ancora definita la natura esatta (arteriosa o venosa) o la localizzazione specifica (tronco principale o branca periferica). In generale, queste occlusioni si dividono in due grandi categorie: le occlusioni venose retiniche (più comuni) e le occlusioni arteriose retiniche (vere e proprie emergenze mediche).

L'occlusione venosa si verifica quando un trombo blocca la vena centrale della retina o una delle sue branche, causando un ristagno di sangue e un aumento della pressione idrostatica che porta a emorragie e edema. L'occlusione arteriosa, invece, è paragonabile a un "ictus dell'occhio", dove il blocco di un'arteria impedisce al sangue ossigenato di raggiungere le cellule fotorecettrici, causandone la morte rapida se il flusso non viene ripristinato tempestivamente.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base delle occlusioni vascolari retiniche sono molteplici e spesso legate a condizioni sistemiche che influenzano la salute dell'intero apparato circolatorio. Il meccanismo principale è solitamente la formazione di un trombo (un coagulo di sangue) o l'arrivo di un embolo (un frammento di placca o coagulo proveniente da un'altra parte del corpo, come le carotidi o il cuore).

I principali fattori di rischio includono:

  • Ipertensione arteriosa: È il fattore di rischio più significativo. La pressione alta danneggia le pareti dei vasi e favorisce l'aterosclerosi.
  • Diabete mellito: alti livelli di glucosio nel sangue danneggiano i piccoli vasi (microangiopatia) e alterano la coagulazione.
  • Età avanzata: L'incidenza aumenta drasticamente dopo i 60 anni a causa del naturale invecchiamento dei vasi.
  • Ipercolesterolemia e dislipidemie: L'accumulo di grassi nel sangue favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
  • Glaucoma: L'elevata pressione intraoculare può comprimere i vasi retinici, facilitando la loro occlusione.
  • Patologie cardiovascolari: aritmie come la fibrillazione atriale o patologie delle valvole cardiache possono generare emboli che migrano verso l'occhio.
  • Stati di ipercoagulabilità: malattie del sangue che rendono il sangue più denso o incline a coagulare (es. sindrome da anticorpi antifosfolipidi, deficit di proteina C o S).
  • Fumo di sigaretta: danneggia l'endotelio vascolare e aumenta la viscosità ematica.

In casi più rari, soprattutto nei pazienti giovani, le occlusioni possono essere causate da vasculiti (infiammazioni dei vasi) o malattie autoimmuni sistemiche.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine di un'occlusione vascolare retinica è la perdita della vista, che solitamente presenta caratteristiche molto specifiche. A differenza di altre patologie oculari, queste occlusioni sono quasi sempre caratterizzate dall'assenza di dolore oculare, il che può purtroppo indurre alcuni pazienti a sottovalutare la gravità della situazione.

I sintomi principali includono:

  • Perdita della vista improvvisa: può variare da un leggero appannamento a una cecità quasi totale in un solo occhio (monoculare). Nelle occlusioni arteriose, la perdita è spesso istantanea e profonda.
  • Visione offuscata: spesso descritta come una sensazione di nebbia o di guardare attraverso un vetro sporco, che può peggiorare nel giro di poche ore o giorni.
  • Scotoma: presenza di una macchia scura o cieca nel campo visivo. Se l'occlusione riguarda una branca vascolare, il paziente potrebbe notare la mancanza di una porzione specifica del campo visivo (ad esempio, non vedere bene nella parte superiore o inferiore).
  • Visione distorta: le linee dritte possono apparire ondulate o spezzate, sintomo spesso legato all'insorgenza di un edema maculare (accumulo di liquido nella parte centrale della retina).
  • Mosche volanti: la comparsa improvvisa di corpi mobili o macchioline scure può verificarsi se l'occlusione causa un'emorragia nel corpo vitreo.
  • Sensibilità alla luce: sebbene meno comune, alcuni pazienti riferiscono un fastidio insolito alla luce intensa.

È fondamentale notare che i sintomi colpiscono solitamente un solo occhio. Se entrambi gli occhi sono coinvolti simultaneamente, la causa è più probabilmente di origine neurologica centrale o legata a una crisi ipertensiva grave.

Diagnosi

La diagnosi di un'occlusione vascolare retinica deve essere tempestiva e viene effettuata da un medico oculista attraverso una serie di esami clinici e strumentali.

  1. Esame del fondo oculare: previa dilatazione della pupilla con appositi colliri, l'oculista osserva direttamente la retina. In caso di occlusione venosa, si noteranno emorragie diffuse, vene turgide e tortuose. In caso di occlusione arteriosa, la retina apparirà pallida ed esangue, con una caratteristica "macchia rosso ciliegia" al centro della macula.
  2. Tomografia a Coerenza Ottica (OCT): È un esame non invasivo che permette di ottenere scansioni ad altissima risoluzione degli strati retinici. È fondamentale per diagnosticare e monitorare l'edema maculare, ovvero il rigonfiamento della zona centrale della retina.
  3. Fluorangiografia retinica: prevede l'iniezione di un colorante (fluoresceina) in una vena del braccio. Il colorante raggiunge i vasi oculari e, tramite fotografie speciali, permette di visualizzare esattamente dove il flusso è interrotto e se ci sono aree di mancata irrorazione (ischemia) o perdite di liquido.
  4. Campo visivo: utile per mappare le aree di perdita della sensibilità visiva e monitorare l'estensione del danno.

Oltre agli esami oculistici, è indispensabile un inquadramento sistemico. Il paziente verrà spesso indirizzato a eseguire esami del sangue (glicemia, profilo lipidico, test della coagulazione), monitoraggio della pressione arteriosa ed ecocolordoppler delle carotidi per identificare la causa scatenante e prevenire eventi simili nell'altro occhio o a livello cerebrale (ictus).

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle occlusioni vascolari retiniche si pone due obiettivi principali: limitare il danno visivo immediato e gestire le complicanze a lungo termine.

Trattamento dell'Occlusione Arteriosa (Emergenza)

Se il paziente si presenta entro poche ore dall'evento, si tenta di ripristinare il flusso sanguigno tramite:

  • Massaggio oculare: per cercare di spostare l'embolo più a valle.
  • Paracentesi della camera anteriore: rimozione di una piccola quantità di umore acqueo per abbassare drasticamente la pressione oculare e favorire la riapertura del vaso.
  • Farmaci ipotonizzanti: per ridurre la pressione intraoculare.

Trattamento dell'Occlusione Venosa e delle Complicanze

Per le occlusioni venose, il trattamento si concentra sulla gestione dell'edema maculare e della neovascolarizzazione (crescita di vasi anomali):

  • Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF: questi farmaci bloccano il fattore di crescita vascolare endoteliale, riducendo il gonfiamento della retina e migliorando la vista.
  • Iniezioni intravitreali di corticosteroidi: utilizzate per ridurre l'infiammazione e l'edema, spesso sotto forma di impianti a lento rilascio.
  • Fotocoagulazione laser: il laser viene utilizzato per distruggere le aree di retina ischemica, prevenendo la formazione di vasi anomali che potrebbero causare emorragie gravi o un tipo aggressivo di glaucoma (glaucoma neovascolare).

È essenziale, parallelamente, trattare la patologia sistemica sottostante (controllo della pressione, del diabete e del colesterolo) per ridurre il rischio di recidive.

Prognosi e Decorso

La prognosi delle occlusioni vascolari retiniche è estremamente variabile e dipende dal tipo di vaso coinvolto, dall'estensione dell'area colpita e dalla tempestività dell'intervento.

Nelle occlusioni arteriose, la prognosi è purtroppo spesso riservata. Se il flusso non viene ripristinato entro 90-120 minuti, il danno ai fotorecettori diventa irreversibile, portando a una perdita della vista permanente e grave.

Nelle occlusioni venose, il decorso è più lento. Molti pazienti recuperano una parte della visione grazie alle terapie moderne (anti-VEGF). Tuttavia, se si sviluppa un'ischemia retinica estesa, il rischio di complicanze come il distacco della retina o il glaucoma neovascolare rimane alto. Il monitoraggio deve proseguire per mesi o anni, poiché l'edema maculare può ripresentarsi ciclicamente.

In generale, le occlusioni di branca (che colpiscono solo un piccolo vaso) hanno una prognosi molto migliore rispetto alle occlusioni della vena o dell'arteria centrale della retina.

Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace, specialmente per chi presenta già fattori di rischio cardiovascolare. Le strategie principali includono:

  • Controllo rigoroso della pressione arteriosa: mantenere i valori entro i limiti consigliati dal medico.
  • Gestione del diabete: monitorare regolarmente l'emoglobina glicata e seguire la dieta prescritta.
  • Alimentazione equilibrata: ridurre l'apporto di grassi saturi e sale per proteggere le arterie.
  • Attività fisica regolare: aiuta a mantenere l'elasticità dei vasi e a controllare il peso corporeo.
  • Smettere di fumare: il fumo è uno dei principali nemici della microcircolazione retinica.
  • Controlli oculistici periodici: specialmente dopo i 50 anni o in presenza di glaucoma, una visita annuale con esame del fondo oculare può identificare segni precoci di sofferenza vascolare.

Quando Consultare un Medico

Un'occlusione vascolare retinica deve essere considerata un'emergenza medica fino a prova contraria. È necessario contattare immediatamente un oculista o recarsi al pronto soccorso se si avverte:

  1. Una improvvisa perdita della vista in un occhio, anche se parziale.
  2. La comparsa di una "tenda" o di un'ombra scura che copre parte del campo visivo.
  3. Un improvviso e marcato appannamento visivo non accompagnato da dolore.
  4. La visione di lampi di luce seguiti da una pioggia di mosche volanti.

Non bisogna mai attendere che il sintomo passi da solo: nel caso delle occlusioni arteriose, ogni minuto è prezioso per tentare di salvare la capacità visiva dell'occhio colpito.

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