Retinopatia del prematuro

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Definizione

La retinopatia del prematuro (spesso abbreviata come ROP, dall'inglese Retinopathy of Prematurity) è una patologia vascolare che colpisce la retina dei neonati nati prematuramente. Si tratta di una condizione potenzialmente grave che, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può portare a complicazioni visive permanenti, incluso il distacco della retina e la cecità. La malattia è caratterizzata da uno sviluppo anomalo dei vasi sanguigni retinici, che smettono di crescere normalmente e iniziano a proliferare in modo disordinato.

In un feto a termine, la vascolarizzazione della retina (il tessuto sensibile alla luce che riveste il fondo dell'occhio) si completa solitamente nelle ultime settimane di gravidanza. Quando un bambino nasce molto in anticipo, questo processo viene interrotto. L'ambiente extrauterino, ricco di ossigeno rispetto a quello protetto dell'utero, può alterare i segnali chimici che guidano la crescita dei vasi, portando alla formazione di vasi sanguigni fragili e malfunzionanti. Questi nuovi vasi possono causare cicatrici fibrose che, contraendosi, esercitano una trazione sulla retina.

La classificazione internazionale della ROP si basa sulla localizzazione della malattia (Zone I, II, III), sull'estensione circonferenziale (espressa in ore di orologio) e sulla gravità delle alterazioni (Stadi da 1 a 5). Lo stadio 1 rappresenta una forma lieve, mentre lo stadio 5 indica un distacco totale della retina. Esiste inoltre la cosiddetta "Plus disease", una condizione in cui i vasi sanguigni del polo posteriore dell'occhio appaiono marcatamente dilatati e tortuosi, indicando una fase attiva e aggressiva della malattia che richiede un intervento immediato.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della retinopatia del prematuro è l'immaturità del sistema vascolare retinico al momento della nascita. Tuttavia, la patogenesi è multifattoriale e coinvolge una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali e clinici. Il fattore di rischio più determinante è il grado di prematurità: minore è l'età gestazionale e più basso è il peso alla nascita, maggiore è la probabilità di sviluppare la ROP. In particolare, i neonati con un peso inferiore ai 1.250-1.500 grammi o nati prima della 31ª settimana di gestazione sono considerati ad alto rischio.

L'ossigenoterapia è stata storicamente identificata come uno dei principali fattori scatenanti. Sebbene l'ossigeno sia vitale per la sopravvivenza dei neonati pretermine che soffrono di sindrome da distress respiratorio, livelli eccessivamente alti o fluttuazioni repentine della saturazione di ossigeno nel sangue possono inibire i fattori di crescita vascolare (come il VEGF) e successivamente stimolarne una produzione eccessiva e patologica. La gestione moderna dell'ossigeno nelle unità di terapia intensiva neonatale (TIN) mira a mantenere un equilibrio delicato per minimizzare questo rischio.

Altri fattori di rischio significativi includono:

  • Infezioni e infiammazioni: La presenza di sepsi neonatale o infiammazioni sistemiche può accelerare il danno vascolare.
  • Anemia e trasfusioni: I neonati che soffrono di anemia o che ricevono frequenti trasfusioni di sangue sembrano avere una suscettibilità maggiore.
  • Crescita post-natale scarsa: Un insufficiente aumento di peso nelle prime settimane di vita è correlato a un rischio più elevato di progressione della malattia.
  • Complicazioni sistemiche: Patologie come l'emorragia intraventricolare o il dotto arterioso pervio possono influenzare indirettamente la stabilità emodinamica del neonato, riflettendosi sulla salute oculare.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, la retinopatia del prematuro non presenta sintomi visibili esternamente. Il neonato non avverte dolore e non ci sono segni che i genitori possano notare ad occhio nudo. Per questo motivo, lo screening oftalmologico sistematico è l'unico modo per individuare la patologia prima che causi danni irreversibili. Tuttavia, con il progredire della malattia verso gli stadi più avanzati (Stadi 4 e 5), possono manifestarsi segni clinici evidenti.

Uno dei segni più gravi è la leucocoria, ovvero la comparsa di un riflesso biancastro nella pupilla (spesso chiamato "occhio di gatto"), che indica la presenza di un distacco di retina o di una massa fibrosa dietro il cristallino. Altri sintomi che possono emergere nei mesi successivi includono lo strabismo, dove gli occhi non sono allineati correttamente, o il nistagmo, caratterizzato da movimenti oculari involontari e ritmici.

I bambini che hanno avuto la ROP, anche se regredita spontaneamente, hanno un rischio maggiore di sviluppare difetti refrattivi precoci, in particolare una miopia grave o elevata. In alcuni casi, può verificarsi una visione offuscata o una riduzione significativa dell'acutezza visiva che porta all'ambliopia (occhio pigro). Se la malattia evolve in un glaucoma secondario a causa della chiusura dell'angolo irido-corneale, il bambino potrebbe manifestare dolore oculare e fotofobia, sebbene questi casi siano rari e legati a stadi terminali.

In sintesi, i sintomi principali includono:

  • Riflesso bianco nella pupilla (stadi avanzati).
  • Deviazione degli assi oculari.
  • Movimenti oscillatori degli occhi.
  • Difficoltà a vedere oggetti lontani.
  • Perdita della vista dovuta a distacco retinico.
  • Sanguinamento interno all'occhio (rilevabile solo all'esame clinico).
4

Diagnosi

La diagnosi della retinopatia del prematuro si basa esclusivamente su un esame del fondo oculare eseguito da un oculista esperto in patologie pediatriche. Poiché la malattia è inizialmente asintomatica, esistono protocolli internazionali rigorosi che stabiliscono quali neonati debbano essere sottoposti a screening. In genere, tutti i nati prima della 30ª-31ª settimana o con un peso inferiore a 1.500 grammi vengono inseriti in un programma di monitoraggio.

L'esame viene eseguito previa instillazione di colliri midriatici per dilatare la pupilla. L'oculista utilizza un oftalmoscopio indiretto e una lente speciale per visualizzare la periferia della retina. Durante la procedura, può essere utilizzato un piccolo strumento chiamato blefarostato per tenere aperte le palpebre e un depressore sclerale per ruotare delicatamente l'occhio e permettere una visione completa della retina periferica. Sebbene l'esame possa essere fastidioso per il neonato, è fondamentale per la prevenzione della cecità.

Negli ultimi anni, l'uso della fotografia digitale del fondo oculare (tramite sistemi come la RetCam) è diventato sempre più comune. Queste immagini ad alta risoluzione permettono di documentare oggettivamente l'evoluzione della malattia, facilitando il teleconsulto tra centri specializzati e migliorando la precisione della diagnosi. La diagnosi deve specificare lo stadio, la zona e la presenza o assenza di "Plus disease". Il monitoraggio continua a intervalli regolari (solitamente ogni 1-2 settimane) finché la retina non è completamente vascolarizzata o finché la ROP non è regredita.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della ROP è riservato ai casi che raggiungono una soglia di gravità definita "tipo 1" (secondo lo studio ETROP), dove il rischio di distacco della retina è elevato. La maggior parte dei casi di ROP di stadio 1 o 2 regredisce spontaneamente senza necessità di intervento, richiedendo solo un attento monitoraggio.

Le opzioni terapeutiche principali includono:

  1. Fotocoagulazione Laser: È attualmente il trattamento standard. Il laser viene utilizzato per distruggere la parte periferica della retina che non ha ancora ricevuto vasi sanguigni. Questo riduce la produzione di fattori di crescita (VEGF) che alimentano i vasi anomali, favorendo la regressione della malattia. Sebbene comporti la perdita della visione periferica, è estremamente efficace nel preservare la visione centrale.
  2. Iniezioni Intravitreali di Anti-VEGF: Questa terapia innovativa prevede l'iniezione di farmaci (come ranibizumab o bevacizumab) direttamente all'interno dell'occhio. Questi farmaci bloccano l'azione del fattore di crescita vascolare endoteliale, permettendo ai vasi normali di continuare a crescere e portando a una rapida regressione dei vasi patologici. È spesso preferita per la ROP che colpisce la Zona I (la più centrale), poiché preserva maggiormente l'integrità retinica rispetto al laser.
  3. Crioterapia: Ormai raramente utilizzata, consiste nel congelamento della retina periferica. È stata ampiamente sostituita dal laser perché causa più infiammazione e gonfiore post-operatorio.
  4. Chirurgia Vitreo-Retinica: Nei casi avanzati (Stadio 4 o 5), dove si è già verificato un distacco della retina, è necessario ricorrere a interventi chirurgici complessi come la vitrectomia o il cerchiaggio sclerale. L'obiettivo in questi casi è riattaccare la retina, anche se il recupero visivo è spesso limitato.

Dopo il trattamento, il bambino deve essere seguito con controlli frequenti per assicurarsi che la malattia non si ripresenti e per gestire eventuali complicazioni a lungo termine.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi della retinopatia del prematuro è notevolmente migliorata grazie ai moderni programmi di screening e alle terapie avanzate. La stragrande maggioranza dei neonati colpiti da forme lievi (Stadi 1 e 2) guarisce completamente senza alcun impatto sulla vista. Tuttavia, per i casi che richiedono trattamento, l'esito dipende dalla tempestività dell'intervento e dalla zona della retina coinvolta.

Se la ROP viene trattata con successo, il bambino può sviluppare una visione normale o quasi normale. Tuttavia, questi pazienti rimangono ad alto rischio per tutta la vita di sviluppare altre problematiche oculari. Oltre alla miopia, è comune riscontrare un rischio aumentato di glaucoma ad angolo chiuso e di cataratta precoce. Il distacco di retina può verificarsi anche anni dopo, durante l'adolescenza o l'età adulta, a causa della fragilità del tessuto retinico.

Nei casi più sfortunati di stadio 5 non trattabile, la prognosi visiva è infausta, portando alla cecità bilaterale. È fondamentale sottolineare che il successo del trattamento non termina con la dimissione dall'ospedale; il follow-up a lungo termine è essenziale per garantire che il bambino riceva la correzione ottica necessaria (occhiali) e la terapia per l'ambliopia se necessaria.

7

Prevenzione

La prevenzione della ROP inizia con la prevenzione del parto prematuro. Una corretta assistenza prenatale e la gestione delle gravidanze a rischio sono i pilastri fondamentali. Una volta che il bambino è nato prematuramente, la prevenzione si sposta sulla gestione clinica all'interno della terapia intensiva neonatale.

Le strategie preventive includono:

  • Monitoraggio rigoroso dell'ossigeno: L'uso di sensori precisi e la definizione di target di saturazione di ossigeno (solitamente tra l'89% e il 95%) hanno dimostrato di ridurre drasticamente l'incidenza delle forme gravi di ROP.
  • Nutrizione ottimale: L'uso del latte materno e un adeguato apporto calorico e proteico supportano lo sviluppo generale e oculare del neonato.
  • Somministrazione di Vitamina E: In passato utilizzata per le sue proprietà antiossidanti, sebbene il suo ruolo sia oggi meno centrale rispetto alla gestione dell'ossigeno.
  • Screening tempestivo: Non previene l'insorgenza della malattia, ma previene le sue conseguenze più devastanti permettendo un trattamento precoce.

L'educazione dei genitori è un altro aspetto cruciale della prevenzione secondaria: comprendere l'importanza di non saltare mai le visite oculistiche di controllo può fare la differenza tra una vita di visione normale e la disabilità visiva.

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Quando Consultare un Medico

Nella maggior parte dei casi, è l'equipe della terapia intensiva neonatale a programmare le visite necessarie. Tuttavia, i genitori devono essere vigili una volta tornati a casa. È necessario consultare immediatamente un oculista pediatrico o il pediatra se si notano i seguenti segni nel bambino:

  • Un riflesso bianco o grigiastro all'interno della pupilla (leucocoria).
  • Gli occhi che sembrano non muoversi insieme o che puntano in direzioni diverse (strabismo).
  • Movimenti oculari rapidi e sussultori (nistagmo).
  • Il bambino non sembra seguire con lo sguardo gli oggetti colorati o il volto dei genitori dopo i 3 mesi di età corretta.
  • Tendenza a strofinarsi eccessivamente gli occhi o segni di fastidio alla luce.

Inoltre, è fondamentale rispettare rigorosamente il calendario dei controlli oculistici raccomandati, anche se il bambino sembra vedere bene, poiché molte complicazioni della ROP possono essere rilevate solo attraverso un esame professionale del fondo oculare.

Retinopatia del prematuro

Definizione

La retinopatia del prematuro (spesso abbreviata come ROP, dall'inglese Retinopathy of Prematurity) è una patologia vascolare che colpisce la retina dei neonati nati prematuramente. Si tratta di una condizione potenzialmente grave che, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può portare a complicazioni visive permanenti, incluso il distacco della retina e la cecità. La malattia è caratterizzata da uno sviluppo anomalo dei vasi sanguigni retinici, che smettono di crescere normalmente e iniziano a proliferare in modo disordinato.

In un feto a termine, la vascolarizzazione della retina (il tessuto sensibile alla luce che riveste il fondo dell'occhio) si completa solitamente nelle ultime settimane di gravidanza. Quando un bambino nasce molto in anticipo, questo processo viene interrotto. L'ambiente extrauterino, ricco di ossigeno rispetto a quello protetto dell'utero, può alterare i segnali chimici che guidano la crescita dei vasi, portando alla formazione di vasi sanguigni fragili e malfunzionanti. Questi nuovi vasi possono causare cicatrici fibrose che, contraendosi, esercitano una trazione sulla retina.

La classificazione internazionale della ROP si basa sulla localizzazione della malattia (Zone I, II, III), sull'estensione circonferenziale (espressa in ore di orologio) e sulla gravità delle alterazioni (Stadi da 1 a 5). Lo stadio 1 rappresenta una forma lieve, mentre lo stadio 5 indica un distacco totale della retina. Esiste inoltre la cosiddetta "Plus disease", una condizione in cui i vasi sanguigni del polo posteriore dell'occhio appaiono marcatamente dilatati e tortuosi, indicando una fase attiva e aggressiva della malattia che richiede un intervento immediato.

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della retinopatia del prematuro è l'immaturità del sistema vascolare retinico al momento della nascita. Tuttavia, la patogenesi è multifattoriale e coinvolge una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali e clinici. Il fattore di rischio più determinante è il grado di prematurità: minore è l'età gestazionale e più basso è il peso alla nascita, maggiore è la probabilità di sviluppare la ROP. In particolare, i neonati con un peso inferiore ai 1.250-1.500 grammi o nati prima della 31ª settimana di gestazione sono considerati ad alto rischio.

L'ossigenoterapia è stata storicamente identificata come uno dei principali fattori scatenanti. Sebbene l'ossigeno sia vitale per la sopravvivenza dei neonati pretermine che soffrono di sindrome da distress respiratorio, livelli eccessivamente alti o fluttuazioni repentine della saturazione di ossigeno nel sangue possono inibire i fattori di crescita vascolare (come il VEGF) e successivamente stimolarne una produzione eccessiva e patologica. La gestione moderna dell'ossigeno nelle unità di terapia intensiva neonatale (TIN) mira a mantenere un equilibrio delicato per minimizzare questo rischio.

Altri fattori di rischio significativi includono:

  • Infezioni e infiammazioni: La presenza di sepsi neonatale o infiammazioni sistemiche può accelerare il danno vascolare.
  • Anemia e trasfusioni: I neonati che soffrono di anemia o che ricevono frequenti trasfusioni di sangue sembrano avere una suscettibilità maggiore.
  • Crescita post-natale scarsa: Un insufficiente aumento di peso nelle prime settimane di vita è correlato a un rischio più elevato di progressione della malattia.
  • Complicazioni sistemiche: Patologie come l'emorragia intraventricolare o il dotto arterioso pervio possono influenzare indirettamente la stabilità emodinamica del neonato, riflettendosi sulla salute oculare.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, la retinopatia del prematuro non presenta sintomi visibili esternamente. Il neonato non avverte dolore e non ci sono segni che i genitori possano notare ad occhio nudo. Per questo motivo, lo screening oftalmologico sistematico è l'unico modo per individuare la patologia prima che causi danni irreversibili. Tuttavia, con il progredire della malattia verso gli stadi più avanzati (Stadi 4 e 5), possono manifestarsi segni clinici evidenti.

Uno dei segni più gravi è la leucocoria, ovvero la comparsa di un riflesso biancastro nella pupilla (spesso chiamato "occhio di gatto"), che indica la presenza di un distacco di retina o di una massa fibrosa dietro il cristallino. Altri sintomi che possono emergere nei mesi successivi includono lo strabismo, dove gli occhi non sono allineati correttamente, o il nistagmo, caratterizzato da movimenti oculari involontari e ritmici.

I bambini che hanno avuto la ROP, anche se regredita spontaneamente, hanno un rischio maggiore di sviluppare difetti refrattivi precoci, in particolare una miopia grave o elevata. In alcuni casi, può verificarsi una visione offuscata o una riduzione significativa dell'acutezza visiva che porta all'ambliopia (occhio pigro). Se la malattia evolve in un glaucoma secondario a causa della chiusura dell'angolo irido-corneale, il bambino potrebbe manifestare dolore oculare e fotofobia, sebbene questi casi siano rari e legati a stadi terminali.

In sintesi, i sintomi principali includono:

  • Riflesso bianco nella pupilla (stadi avanzati).
  • Deviazione degli assi oculari.
  • Movimenti oscillatori degli occhi.
  • Difficoltà a vedere oggetti lontani.
  • Perdita della vista dovuta a distacco retinico.
  • Sanguinamento interno all'occhio (rilevabile solo all'esame clinico).

Diagnosi

La diagnosi della retinopatia del prematuro si basa esclusivamente su un esame del fondo oculare eseguito da un oculista esperto in patologie pediatriche. Poiché la malattia è inizialmente asintomatica, esistono protocolli internazionali rigorosi che stabiliscono quali neonati debbano essere sottoposti a screening. In genere, tutti i nati prima della 30ª-31ª settimana o con un peso inferiore a 1.500 grammi vengono inseriti in un programma di monitoraggio.

L'esame viene eseguito previa instillazione di colliri midriatici per dilatare la pupilla. L'oculista utilizza un oftalmoscopio indiretto e una lente speciale per visualizzare la periferia della retina. Durante la procedura, può essere utilizzato un piccolo strumento chiamato blefarostato per tenere aperte le palpebre e un depressore sclerale per ruotare delicatamente l'occhio e permettere una visione completa della retina periferica. Sebbene l'esame possa essere fastidioso per il neonato, è fondamentale per la prevenzione della cecità.

Negli ultimi anni, l'uso della fotografia digitale del fondo oculare (tramite sistemi come la RetCam) è diventato sempre più comune. Queste immagini ad alta risoluzione permettono di documentare oggettivamente l'evoluzione della malattia, facilitando il teleconsulto tra centri specializzati e migliorando la precisione della diagnosi. La diagnosi deve specificare lo stadio, la zona e la presenza o assenza di "Plus disease". Il monitoraggio continua a intervalli regolari (solitamente ogni 1-2 settimane) finché la retina non è completamente vascolarizzata o finché la ROP non è regredita.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della ROP è riservato ai casi che raggiungono una soglia di gravità definita "tipo 1" (secondo lo studio ETROP), dove il rischio di distacco della retina è elevato. La maggior parte dei casi di ROP di stadio 1 o 2 regredisce spontaneamente senza necessità di intervento, richiedendo solo un attento monitoraggio.

Le opzioni terapeutiche principali includono:

  1. Fotocoagulazione Laser: È attualmente il trattamento standard. Il laser viene utilizzato per distruggere la parte periferica della retina che non ha ancora ricevuto vasi sanguigni. Questo riduce la produzione di fattori di crescita (VEGF) che alimentano i vasi anomali, favorendo la regressione della malattia. Sebbene comporti la perdita della visione periferica, è estremamente efficace nel preservare la visione centrale.
  2. Iniezioni Intravitreali di Anti-VEGF: Questa terapia innovativa prevede l'iniezione di farmaci (come ranibizumab o bevacizumab) direttamente all'interno dell'occhio. Questi farmaci bloccano l'azione del fattore di crescita vascolare endoteliale, permettendo ai vasi normali di continuare a crescere e portando a una rapida regressione dei vasi patologici. È spesso preferita per la ROP che colpisce la Zona I (la più centrale), poiché preserva maggiormente l'integrità retinica rispetto al laser.
  3. Crioterapia: Ormai raramente utilizzata, consiste nel congelamento della retina periferica. È stata ampiamente sostituita dal laser perché causa più infiammazione e gonfiore post-operatorio.
  4. Chirurgia Vitreo-Retinica: Nei casi avanzati (Stadio 4 o 5), dove si è già verificato un distacco della retina, è necessario ricorrere a interventi chirurgici complessi come la vitrectomia o il cerchiaggio sclerale. L'obiettivo in questi casi è riattaccare la retina, anche se il recupero visivo è spesso limitato.

Dopo il trattamento, il bambino deve essere seguito con controlli frequenti per assicurarsi che la malattia non si ripresenti e per gestire eventuali complicazioni a lungo termine.

Prognosi e Decorso

La prognosi della retinopatia del prematuro è notevolmente migliorata grazie ai moderni programmi di screening e alle terapie avanzate. La stragrande maggioranza dei neonati colpiti da forme lievi (Stadi 1 e 2) guarisce completamente senza alcun impatto sulla vista. Tuttavia, per i casi che richiedono trattamento, l'esito dipende dalla tempestività dell'intervento e dalla zona della retina coinvolta.

Se la ROP viene trattata con successo, il bambino può sviluppare una visione normale o quasi normale. Tuttavia, questi pazienti rimangono ad alto rischio per tutta la vita di sviluppare altre problematiche oculari. Oltre alla miopia, è comune riscontrare un rischio aumentato di glaucoma ad angolo chiuso e di cataratta precoce. Il distacco di retina può verificarsi anche anni dopo, durante l'adolescenza o l'età adulta, a causa della fragilità del tessuto retinico.

Nei casi più sfortunati di stadio 5 non trattabile, la prognosi visiva è infausta, portando alla cecità bilaterale. È fondamentale sottolineare che il successo del trattamento non termina con la dimissione dall'ospedale; il follow-up a lungo termine è essenziale per garantire che il bambino riceva la correzione ottica necessaria (occhiali) e la terapia per l'ambliopia se necessaria.

Prevenzione

La prevenzione della ROP inizia con la prevenzione del parto prematuro. Una corretta assistenza prenatale e la gestione delle gravidanze a rischio sono i pilastri fondamentali. Una volta che il bambino è nato prematuramente, la prevenzione si sposta sulla gestione clinica all'interno della terapia intensiva neonatale.

Le strategie preventive includono:

  • Monitoraggio rigoroso dell'ossigeno: L'uso di sensori precisi e la definizione di target di saturazione di ossigeno (solitamente tra l'89% e il 95%) hanno dimostrato di ridurre drasticamente l'incidenza delle forme gravi di ROP.
  • Nutrizione ottimale: L'uso del latte materno e un adeguato apporto calorico e proteico supportano lo sviluppo generale e oculare del neonato.
  • Somministrazione di Vitamina E: In passato utilizzata per le sue proprietà antiossidanti, sebbene il suo ruolo sia oggi meno centrale rispetto alla gestione dell'ossigeno.
  • Screening tempestivo: Non previene l'insorgenza della malattia, ma previene le sue conseguenze più devastanti permettendo un trattamento precoce.

L'educazione dei genitori è un altro aspetto cruciale della prevenzione secondaria: comprendere l'importanza di non saltare mai le visite oculistiche di controllo può fare la differenza tra una vita di visione normale e la disabilità visiva.

Quando Consultare un Medico

Nella maggior parte dei casi, è l'equipe della terapia intensiva neonatale a programmare le visite necessarie. Tuttavia, i genitori devono essere vigili una volta tornati a casa. È necessario consultare immediatamente un oculista pediatrico o il pediatra se si notano i seguenti segni nel bambino:

  • Un riflesso bianco o grigiastro all'interno della pupilla (leucocoria).
  • Gli occhi che sembrano non muoversi insieme o che puntano in direzioni diverse (strabismo).
  • Movimenti oculari rapidi e sussultori (nistagmo).
  • Il bambino non sembra seguire con lo sguardo gli oggetti colorati o il volto dei genitori dopo i 3 mesi di età corretta.
  • Tendenza a strofinarsi eccessivamente gli occhi o segni di fastidio alla luce.

Inoltre, è fondamentale rispettare rigorosamente il calendario dei controlli oculistici raccomandati, anche se il bambino sembra vedere bene, poiché molte complicazioni della ROP possono essere rilevate solo attraverso un esame professionale del fondo oculare.

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