Cataratta (Cataratta non specificata)

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1

Definizione

La cataratta è una condizione patologica caratterizzata dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale situata all'interno dell'occhio, posizionata subito dietro l'iride. Il cristallino svolge un ruolo fondamentale nel processo visivo: agisce come l'obiettivo di una macchina fotografica, mettendo a fuoco la luce sulla retina per creare immagini nitide. Quando questa lente si opacizza, la luce non riesce più a passare in modo uniforme, provocando una visione annebbiata o distorta che non può essere corretta completamente con l'uso di occhiali o lenti a contatto.

Il termine "cataratta non specificata" (codice ICD-11 9B10.Z) viene utilizzato in ambito clinico per indicare l'opacizzazione del cristallino quando non ne è ancora stata definita la causa esatta (senile, traumatica, congenita o secondaria) o quando si fa riferimento alla patologia nel suo insieme. Sebbene sia spesso associata all'invecchiamento, la cataratta può colpire individui di ogni età, influenzando significativamente la qualità della vita, l'autonomia personale e la sicurezza, specialmente in attività come la guida o la lettura.

Dal punto di vista fisiopatologico, la cataratta è il risultato di cambiamenti biochimici nelle proteine che compongono il cristallino (chiamate cristalline). Con il passare del tempo, o a causa di fattori esterni, queste proteine tendono ad aggregarsi tra loro, creando dei piccoli ammassi che bloccano o deviano i raggi luminosi. Questo processo è solitamente lento e indolore, ma se non trattato, può portare a una grave compromissione visiva o, nei casi più avanzati, alla cecità legale.

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Cause e Fattori di Rischio

L'invecchiamento rappresenta la causa principale della cataratta. Con l'avanzare dell'età, il cristallino diventa meno flessibile, più spesso e meno trasparente. Tuttavia, esistono numerosi altri fattori che possono accelerare questo processo o causare la comparsa precoce della malattia. Tra i fattori di rischio più rilevanti troviamo:

  • Patologie sistemiche: Il diabete è uno dei principali fattori di rischio metabolici. Livelli elevati di zucchero nel sangue possono alterare l'equilibrio osmotico del cristallino, portando a un'opacizzazione precoce. Anche l'ipertensione è stata correlata a un aumento del rischio.
  • Stile di vita e ambiente: L'esposizione prolungata e non protetta ai raggi ultravioletti (UV) del sole danneggia le fibre del cristallino. Il fumo di tabacco aumenta lo stress ossidativo oculare, raddoppiando la probabilità di sviluppare la cataratta. Anche l'abuso di alcol è considerato un fattore contribuente.
  • Traumi oculari: Lesioni dirette all'occhio, perforazioni o forti contusioni possono danneggiare il cristallino, causando una cataratta traumatica che può manifestarsi anche anni dopo l'incidente.
  • Farmaci: L'uso prolungato di corticosteroidi (cortisone), sia per via sistemica che sotto forma di colliri, è una causa nota di cataratta sottocapsulare posteriore.
  • Infiammazioni e interventi precedenti: Malattie infiammatorie croniche dell'occhio, come l'uveite, o precedenti interventi chirurgici per altre patologie (come il glaucoma o il distacco di retina) possono favorire l'insorgenza dell'opacità.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della cataratta si sviluppano solitamente in modo graduale e possono variare a seconda della zona del cristallino colpita (nucleare, corticale o sottocapsulare). Nelle fasi iniziali, il paziente potrebbe non notare alcun cambiamento significativo, ma con il progredire dell'opacizzazione, i segnali diventano evidenti.

Il sintomo cardine è la visione offuscata, spesso descritta come il guardare attraverso un vetro appannato o un velo di nebbia. Questa sensazione non migliora sbattendo le palpebre o pulendo gli occhiali. Molti pazienti riferiscono una marcata sensibilità alla luce (abbagliamento), specialmente durante la guida notturna a causa dei fari delle altre auto o in presenza di luce solare intensa.

Altri sintomi comuni includono:

  • Difficoltà nella visione notturna: la necessità di una luce più forte per leggere o svolgere attività manuali e una generale riduzione della visibilità in condizioni di scarsa illuminazione.
  • Percezione alterata dei colori: i colori appaiono meno brillanti, sbiaditi o tendenti al giallastro/marrone. In alcuni casi, può diventare difficile distinguere il blu dal viola.
  • Visione doppia: conosciuta anche come diplopia monoculare, si verifica quando si percepiscono immagini multiple o sdoppiate da un solo occhio.
  • Cambiamenti frequenti della prescrizione ottica: un improvviso e frequente bisogno di cambiare la gradazione degli occhiali. Paradossalmente, alcuni pazienti ipermetropi notano un temporaneo miglioramento della visione da vicino (miopizzazione), fenomeno noto come "seconda vista", che però svanisce con il peggiorare della cataratta.
  • Presenza di aloni: La comparsa di cerchi luminosi o aloni attorno alle fonti di luce.
  • Macchie nel campo visivo: percezione di zone d'ombra o macchie fisse che interferiscono con la nitidezza dell'immagine.
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Diagnosi

La diagnosi di cataratta viene effettuata da un medico oculista attraverso un esame completo della vista. Il processo diagnostico non è invasivo e comprende diverse fasi per valutare l'entità dell'opacizzazione e l'impatto sulla funzione visiva.

  1. Test dell'acutezza visiva: Viene utilizzata la classica tabella ottotipica per misurare quanto il paziente riesce a leggere a diverse distanze. Questo test aiuta a quantificare la perdita visiva.
  2. Esame alla lampada a fessura: Questo strumento permette all'oculista di vedere le strutture anteriori dell'occhio sotto ingrandimento. Grazie a un sottile fascio di luce, il medico può esaminare il cristallino strato per strato, individuando la posizione esatta e l'estensione della cataratta.
  3. Esame del fondo oculare: Previa somministrazione di colliri per dilatare la pupilla (midriasi), l'oculista esamina la retina e il nervo ottico. Questo passaggio è fondamentale per escludere altre patologie, come la degenerazione maculare o il glaucoma, che potrebbero limitare il recupero visivo dopo un eventuale intervento.
  4. Tonometria: La misurazione della pressione intraoculare è necessaria per completare il quadro clinico e verificare la salute generale dell'occhio.
  5. Biometria oculare: Se si prospetta l'intervento chirurgico, viene eseguita una biometria per misurare la lunghezza dell'occhio e la curvatura della cornea. Questi dati sono indispensabili per calcolare il potere della lente intraoculare (IOL) che sostituirà il cristallino opaco.
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Trattamento e Terapie

Attualmente, non esistono farmaci, colliri o esercizi oculari in grado di far regredire la cataratta o di prevenirne la progressione in modo definitivo. L'unico trattamento risolutivo è l'intervento chirurgico.

Nelle fasi iniziali, quando i sintomi sono lievi, è possibile gestire la situazione migliorando l'illuminazione domestica, utilizzando lenti antiriflesso o aggiornando la prescrizione degli occhiali. Tuttavia, quando la cataratta inizia a interferire con le normali attività quotidiane (guidare, leggere, guardare la TV), la chirurgia diventa l'opzione raccomandata.

L'intervento moderno si avvale di una tecnica chiamata facoemulsificazione. Durante la procedura, che dura solitamente 15-20 minuti ed è eseguita in anestesia locale (spesso solo con colliri anestetici), il chirurgo effettua una micro-incisione nella cornea. Attraverso questa apertura, una sonda a ultrasuoni frammenta il cristallino opaco, che viene poi aspirato. Al suo posto viene inserita una lente intraoculare (IOL) artificiale, pieghevole e permanente.

Esistono diversi tipi di lenti intraoculari:

  • Monofocali: Correggono la visione per una sola distanza (solitamente da lontano), richiedendo l'uso di occhiali per la lettura.
  • Multifocali o EDOF: Consentono di vedere bene a più distanze, riducendo o eliminando la dipendenza dagli occhiali.
  • Toriche: Progettate specificamente per correggere anche l'astigmatismo preesistente.

L'intervento è oggi considerato uno dei più sicuri ed efficaci in medicina, con tassi di successo estremamente elevati e tempi di recupero rapidi.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti affetti da cataratta è eccellente, a patto che non siano presenti altre gravi patologie oculari concomitanti. Senza intervento, la cataratta progredisce inevitabilmente, portando a una perdita della vista sempre più invalidante. In rari casi, una cataratta molto avanzata (ipermatura) può causare complicazioni come l'infiammazione intraoculare o un aumento della pressione oculare.

Dopo l'intervento chirurgico, la maggior parte dei pazienti nota un miglioramento immediato della nitidezza visiva e della percezione dei colori. Il recupero completo avviene solitamente entro poche settimane, durante le quali è necessario instillare colliri antibiotici e antinfiammatori e seguire alcune precauzioni (evitare sforzi fisici intensi o di strofinare l'occhio).

Una possibile evenienza post-operatoria è la cosiddetta "cataratta secondaria", ovvero l'opacizzazione della capsula posteriore che sostiene la lente artificiale. Questa condizione può manifestarsi mesi o anni dopo l'intervento e si risolve facilmente con un trattamento laser ambulatoriale (Capsulotomia YAG Laser) della durata di pochi minuti.

7

Prevenzione

Sebbene non sia possibile prevenire totalmente la cataratta legata all'età, si possono adottare comportamenti per rallentarne l'insorgenza e proteggere la salute degli occhi:

  • Protezione UV: Indossare occhiali da sole di qualità che blocchino il 100% dei raggi UVA e UVB e utilizzare cappelli con visiera all'aperto.
  • Alimentazione corretta: Una dieta ricca di antiossidanti, vitamine (C ed E) e carotenoidi (luteina e zeaxantina), presenti in frutta e verdura a foglia verde, può aiutare a contrastare lo stress ossidativo nel cristallino.
  • Smettere di fumare: Il fumo è un fattore di rischio modificabile estremamente significativo.
  • Controllo delle malattie sistemiche: Gestire correttamente il diabete e l'ipertensione attraverso controlli regolari e terapie adeguate.
  • Esami oculistici regolari: Soprattutto dopo i 50 anni, visite periodiche permettono di monitorare lo stato del cristallino e intervenire tempestivamente.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale programmare una visita oculistica se si riscontrano cambiamenti nella qualità della visione. In particolare, è bene consultare un professionista se:

  • Si avverte una visione annebbiata o "sporca" che non migliora.
  • La guida notturna diventa difficile a causa dell'abbagliamento.
  • Si percepisce una visione doppia in un occhio.
  • I colori sembrano improvvisamente spenti o ingialliti.
  • Si avverte un frequente affaticamento oculare o mal di testa associato allo sforzo visivo.

In caso di improvvisa perdita della vista, dolore oculare acuto o comparsa improvvisa di lampi di luce e mosche volanti, è necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso oculistico, poiché questi sintomi potrebbero indicare condizioni diverse e più urgenti della cataratta.

Cataratta

Definizione

La cataratta è una condizione patologica caratterizzata dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale situata all'interno dell'occhio, posizionata subito dietro l'iride. Il cristallino svolge un ruolo fondamentale nel processo visivo: agisce come l'obiettivo di una macchina fotografica, mettendo a fuoco la luce sulla retina per creare immagini nitide. Quando questa lente si opacizza, la luce non riesce più a passare in modo uniforme, provocando una visione annebbiata o distorta che non può essere corretta completamente con l'uso di occhiali o lenti a contatto.

Il termine "cataratta non specificata" (codice ICD-11 9B10.Z) viene utilizzato in ambito clinico per indicare l'opacizzazione del cristallino quando non ne è ancora stata definita la causa esatta (senile, traumatica, congenita o secondaria) o quando si fa riferimento alla patologia nel suo insieme. Sebbene sia spesso associata all'invecchiamento, la cataratta può colpire individui di ogni età, influenzando significativamente la qualità della vita, l'autonomia personale e la sicurezza, specialmente in attività come la guida o la lettura.

Dal punto di vista fisiopatologico, la cataratta è il risultato di cambiamenti biochimici nelle proteine che compongono il cristallino (chiamate cristalline). Con il passare del tempo, o a causa di fattori esterni, queste proteine tendono ad aggregarsi tra loro, creando dei piccoli ammassi che bloccano o deviano i raggi luminosi. Questo processo è solitamente lento e indolore, ma se non trattato, può portare a una grave compromissione visiva o, nei casi più avanzati, alla cecità legale.

Cause e Fattori di Rischio

L'invecchiamento rappresenta la causa principale della cataratta. Con l'avanzare dell'età, il cristallino diventa meno flessibile, più spesso e meno trasparente. Tuttavia, esistono numerosi altri fattori che possono accelerare questo processo o causare la comparsa precoce della malattia. Tra i fattori di rischio più rilevanti troviamo:

  • Patologie sistemiche: Il diabete è uno dei principali fattori di rischio metabolici. Livelli elevati di zucchero nel sangue possono alterare l'equilibrio osmotico del cristallino, portando a un'opacizzazione precoce. Anche l'ipertensione è stata correlata a un aumento del rischio.
  • Stile di vita e ambiente: L'esposizione prolungata e non protetta ai raggi ultravioletti (UV) del sole danneggia le fibre del cristallino. Il fumo di tabacco aumenta lo stress ossidativo oculare, raddoppiando la probabilità di sviluppare la cataratta. Anche l'abuso di alcol è considerato un fattore contribuente.
  • Traumi oculari: Lesioni dirette all'occhio, perforazioni o forti contusioni possono danneggiare il cristallino, causando una cataratta traumatica che può manifestarsi anche anni dopo l'incidente.
  • Farmaci: L'uso prolungato di corticosteroidi (cortisone), sia per via sistemica che sotto forma di colliri, è una causa nota di cataratta sottocapsulare posteriore.
  • Infiammazioni e interventi precedenti: Malattie infiammatorie croniche dell'occhio, come l'uveite, o precedenti interventi chirurgici per altre patologie (come il glaucoma o il distacco di retina) possono favorire l'insorgenza dell'opacità.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della cataratta si sviluppano solitamente in modo graduale e possono variare a seconda della zona del cristallino colpita (nucleare, corticale o sottocapsulare). Nelle fasi iniziali, il paziente potrebbe non notare alcun cambiamento significativo, ma con il progredire dell'opacizzazione, i segnali diventano evidenti.

Il sintomo cardine è la visione offuscata, spesso descritta come il guardare attraverso un vetro appannato o un velo di nebbia. Questa sensazione non migliora sbattendo le palpebre o pulendo gli occhiali. Molti pazienti riferiscono una marcata sensibilità alla luce (abbagliamento), specialmente durante la guida notturna a causa dei fari delle altre auto o in presenza di luce solare intensa.

Altri sintomi comuni includono:

  • Difficoltà nella visione notturna: la necessità di una luce più forte per leggere o svolgere attività manuali e una generale riduzione della visibilità in condizioni di scarsa illuminazione.
  • Percezione alterata dei colori: i colori appaiono meno brillanti, sbiaditi o tendenti al giallastro/marrone. In alcuni casi, può diventare difficile distinguere il blu dal viola.
  • Visione doppia: conosciuta anche come diplopia monoculare, si verifica quando si percepiscono immagini multiple o sdoppiate da un solo occhio.
  • Cambiamenti frequenti della prescrizione ottica: un improvviso e frequente bisogno di cambiare la gradazione degli occhiali. Paradossalmente, alcuni pazienti ipermetropi notano un temporaneo miglioramento della visione da vicino (miopizzazione), fenomeno noto come "seconda vista", che però svanisce con il peggiorare della cataratta.
  • Presenza di aloni: La comparsa di cerchi luminosi o aloni attorno alle fonti di luce.
  • Macchie nel campo visivo: percezione di zone d'ombra o macchie fisse che interferiscono con la nitidezza dell'immagine.

Diagnosi

La diagnosi di cataratta viene effettuata da un medico oculista attraverso un esame completo della vista. Il processo diagnostico non è invasivo e comprende diverse fasi per valutare l'entità dell'opacizzazione e l'impatto sulla funzione visiva.

  1. Test dell'acutezza visiva: Viene utilizzata la classica tabella ottotipica per misurare quanto il paziente riesce a leggere a diverse distanze. Questo test aiuta a quantificare la perdita visiva.
  2. Esame alla lampada a fessura: Questo strumento permette all'oculista di vedere le strutture anteriori dell'occhio sotto ingrandimento. Grazie a un sottile fascio di luce, il medico può esaminare il cristallino strato per strato, individuando la posizione esatta e l'estensione della cataratta.
  3. Esame del fondo oculare: Previa somministrazione di colliri per dilatare la pupilla (midriasi), l'oculista esamina la retina e il nervo ottico. Questo passaggio è fondamentale per escludere altre patologie, come la degenerazione maculare o il glaucoma, che potrebbero limitare il recupero visivo dopo un eventuale intervento.
  4. Tonometria: La misurazione della pressione intraoculare è necessaria per completare il quadro clinico e verificare la salute generale dell'occhio.
  5. Biometria oculare: Se si prospetta l'intervento chirurgico, viene eseguita una biometria per misurare la lunghezza dell'occhio e la curvatura della cornea. Questi dati sono indispensabili per calcolare il potere della lente intraoculare (IOL) che sostituirà il cristallino opaco.

Trattamento e Terapie

Attualmente, non esistono farmaci, colliri o esercizi oculari in grado di far regredire la cataratta o di prevenirne la progressione in modo definitivo. L'unico trattamento risolutivo è l'intervento chirurgico.

Nelle fasi iniziali, quando i sintomi sono lievi, è possibile gestire la situazione migliorando l'illuminazione domestica, utilizzando lenti antiriflesso o aggiornando la prescrizione degli occhiali. Tuttavia, quando la cataratta inizia a interferire con le normali attività quotidiane (guidare, leggere, guardare la TV), la chirurgia diventa l'opzione raccomandata.

L'intervento moderno si avvale di una tecnica chiamata facoemulsificazione. Durante la procedura, che dura solitamente 15-20 minuti ed è eseguita in anestesia locale (spesso solo con colliri anestetici), il chirurgo effettua una micro-incisione nella cornea. Attraverso questa apertura, una sonda a ultrasuoni frammenta il cristallino opaco, che viene poi aspirato. Al suo posto viene inserita una lente intraoculare (IOL) artificiale, pieghevole e permanente.

Esistono diversi tipi di lenti intraoculari:

  • Monofocali: Correggono la visione per una sola distanza (solitamente da lontano), richiedendo l'uso di occhiali per la lettura.
  • Multifocali o EDOF: Consentono di vedere bene a più distanze, riducendo o eliminando la dipendenza dagli occhiali.
  • Toriche: Progettate specificamente per correggere anche l'astigmatismo preesistente.

L'intervento è oggi considerato uno dei più sicuri ed efficaci in medicina, con tassi di successo estremamente elevati e tempi di recupero rapidi.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti affetti da cataratta è eccellente, a patto che non siano presenti altre gravi patologie oculari concomitanti. Senza intervento, la cataratta progredisce inevitabilmente, portando a una perdita della vista sempre più invalidante. In rari casi, una cataratta molto avanzata (ipermatura) può causare complicazioni come l'infiammazione intraoculare o un aumento della pressione oculare.

Dopo l'intervento chirurgico, la maggior parte dei pazienti nota un miglioramento immediato della nitidezza visiva e della percezione dei colori. Il recupero completo avviene solitamente entro poche settimane, durante le quali è necessario instillare colliri antibiotici e antinfiammatori e seguire alcune precauzioni (evitare sforzi fisici intensi o di strofinare l'occhio).

Una possibile evenienza post-operatoria è la cosiddetta "cataratta secondaria", ovvero l'opacizzazione della capsula posteriore che sostiene la lente artificiale. Questa condizione può manifestarsi mesi o anni dopo l'intervento e si risolve facilmente con un trattamento laser ambulatoriale (Capsulotomia YAG Laser) della durata di pochi minuti.

Prevenzione

Sebbene non sia possibile prevenire totalmente la cataratta legata all'età, si possono adottare comportamenti per rallentarne l'insorgenza e proteggere la salute degli occhi:

  • Protezione UV: Indossare occhiali da sole di qualità che blocchino il 100% dei raggi UVA e UVB e utilizzare cappelli con visiera all'aperto.
  • Alimentazione corretta: Una dieta ricca di antiossidanti, vitamine (C ed E) e carotenoidi (luteina e zeaxantina), presenti in frutta e verdura a foglia verde, può aiutare a contrastare lo stress ossidativo nel cristallino.
  • Smettere di fumare: Il fumo è un fattore di rischio modificabile estremamente significativo.
  • Controllo delle malattie sistemiche: Gestire correttamente il diabete e l'ipertensione attraverso controlli regolari e terapie adeguate.
  • Esami oculistici regolari: Soprattutto dopo i 50 anni, visite periodiche permettono di monitorare lo stato del cristallino e intervenire tempestivamente.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale programmare una visita oculistica se si riscontrano cambiamenti nella qualità della visione. In particolare, è bene consultare un professionista se:

  • Si avverte una visione annebbiata o "sporca" che non migliora.
  • La guida notturna diventa difficile a causa dell'abbagliamento.
  • Si percepisce una visione doppia in un occhio.
  • I colori sembrano improvvisamente spenti o ingialliti.
  • Si avverte un frequente affaticamento oculare o mal di testa associato allo sforzo visivo.

In caso di improvvisa perdita della vista, dolore oculare acuto o comparsa improvvisa di lampi di luce e mosche volanti, è necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso oculistico, poiché questi sintomi potrebbero indicare condizioni diverse e più urgenti della cataratta.

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