Uveite anteriore

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Definizione

L'uveite anteriore è un processo infiammatorio che colpisce la porzione anteriore dell'uvea, la membrana vascolare intermedia dell'occhio situata tra la sclera (la parte bianca) e la retina. L'uvea è composta da tre parti principali: l'iride, il corpo ciliare e la coroide. Quando l'infiammazione interessa specificamente l'iride, si parla di irite; se invece coinvolge anche il corpo ciliare, il termine corretto è iridociclite.

Questa condizione rappresenta la forma più comune di uveite, costituendo circa il 75-90% di tutti i casi di infiammazione uveale. A differenza delle forme posteriori, l'uveite anteriore è spesso caratterizzata da un esordio acuto e da una sintomatologia dolorosa che spinge il paziente a consultare rapidamente un medico. L'infiammazione provoca la rottura della barriera emato-acquosa, permettendo a proteine e globuli bianchi di riversarsi nell'umore acqueo (il liquido che riempie la camera anteriore dell'occhio), alterando la trasparenza dei mezzi diottrici e potenzialmente danneggiando le strutture oculari interne.

Sebbene possa colpire persone di ogni età, l'uveite anteriore si manifesta con maggiore frequenza nei giovani adulti e nelle persone di mezza età. Può presentarsi in forma monolaterale (un solo occhio) o bilaterale, e può essere classificata come acuta (se dura meno di tre mesi), cronica (se persiste oltre i tre mesi o recidiva rapidamente dopo la sospensione della terapia) o ricorrente (episodi distinti separati da periodi di inattività senza trattamento).

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'uveite anteriore sono estremamente variegate e possono essere suddivise in tre grandi categorie: idiopatiche, sistemiche (autoimmuni) e infettive.

  1. Cause Idiopatiche: In circa il 50% dei casi, nonostante indagini approfondite, non è possibile identificare una causa sottostante specifica. In questi casi l'infiammazione viene definita idiopatica. Molti di questi pazienti presentano però una predisposizione genetica legata all'antigene HLA-B27.

  2. Malattie Sistemiche e Autoimmuni: L'uveite anteriore è spesso la manifestazione oculare di una patologia che colpisce l'intero organismo. Tra le più comuni troviamo:

    • Spondiloartropatie sieronegative: La spondilite anchilosante è strettamente correlata all'uveite anteriore. Altre condizioni includono l'artrite reattiva (un tempo nota come sindrome di Reiter) e l'artrite associata a psoriasi.
    • Malattie Infiammatorie Intestinali: Pazienti affetti da malattia di Crohn o colite ulcerosa hanno un rischio aumentato di sviluppare episodi di iridociclite.
    • Sarcoidosi: La sarcoidosi può causare un'uveite di tipo granulomatoso, spesso bilaterale.
    • Artrite Idiopatica Giovanile (AIG): Nei bambini, l'artrite idiopatica giovanile è una causa comune e pericolosa, poiché spesso l'uveite è asintomatica (occhio bianco) ma può portare a gravi complicazioni se non diagnosticata precocemente.
    • Altre: La malattia di Behçet e il lupus eritematoso sistemico.
  3. Cause Infettive: Diversi agenti patogeni possono scatenare l'infiammazione, tra cui:

    • Virus: Il virus herpes simplex (HSV) e il virus della varicella-zoster (herpes zoster od oculare) sono responsabili di molte forme unilaterali.
    • Batteri: La sifilide, la tubercolosi e la malattia di Lyme.
    • Parassiti: Sebbene più rara per il segmento anteriore, la toxoplasmosi può talvolta coinvolgere l'iride.
  4. Traumi e Farmaci: Un trauma oculare contusivo o penetrante può causare un'uveite traumatica. Inoltre, alcuni farmaci sistemici o locali possono indurre infiammazione come effetto collaterale.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'uveite anteriore acuta compaiono solitamente in modo repentino, nell'arco di poche ore o giorni. La presentazione clinica tipica è dominata da una triade di segni: dolore, rossore e sensibilità alla luce.

Il sintomo cardine è il dolore oculare, spesso descritto come un dolore profondo, sordo e pulsante, che può irradiarsi verso la tempia o l'area orbitaria, causando talvolta una vera e propria cefalea. Questo dolore è accentuato dal movimento dell'iride e del corpo ciliare, motivo per cui il paziente avverte un peggioramento quando cerca di mettere a fuoco oggetti vicini.

L'arrossamento oculare è un altro segno distintivo. Si manifesta tipicamente come un "ciliary flush" (iniezione pericorneale), ovvero un alone rosso-violaceo localizzato intorno al bordo della cornea, dovuto alla dilatazione dei vasi sanguigni profondi.

La fotofobia (estrema sensibilità alla luce) è spesso così intensa da costringere il paziente a indossare occhiali da sole anche in ambienti chiusi o a tenere l'occhio chiuso. La luce, stimolando la costrizione pupillare, provoca dolore a causa dell'infiammazione dello sfintere dell'iride.

Altri sintomi comuni includono:

  • Visione offuscata o annebbiata, causata dalla presenza di cellule infiammatorie e proteine nell'umore acqueo che disperdono la luce.
  • Lacrimazione eccessiva (epifora), non accompagnata però da secrezioni purulente (tipiche invece delle congiuntiviti batteriche).
  • Miosi, ovvero una pupilla più piccola rispetto all'occhio sano, dovuta allo spasmo del muscolo costrittore dell'iride.
  • Percezione di mosche volanti o piccoli punti mobili nel campo visivo, sebbene questo sintomo sia più frequente nelle uveiti intermedie o posteriori.
  • In rari casi di aumento della pressione oculare, il paziente può riferire la percezione di aloni colorati intorno alle luci.
  • Una generale riduzione della vista, che può variare da lieve a moderata a seconda della gravità dell'essudazione infiammatoria.
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Diagnosi

La diagnosi di uveite anteriore è di competenza dell'oftalmologo e si basa su un esame clinico approfondito. Lo strumento principale è la lampada a fessura (biomicroscopia), che permette di visualizzare i segni microscopici dell'infiammazione.

Durante l'esame, il medico ricerca:

  • Effetto Tyndall (Cellule e Flare): La presenza di globuli bianchi (cellule) che fluttuano nell'umore acqueo e di proteine (flare) che rendono il liquido torbido, simile a polvere illuminata da un raggio di luce in una stanza buia.
  • Precipitati cheratici: Accumuli di cellule infiammatorie che aderiscono alla superficie interna della cornea (endotelio). La loro forma e dimensione possono suggerire se l'uveite è granulomatosa o non granulomatosa.
  • Ipopyon: Nei casi gravi, le cellule infiammatorie possono accumularsi sul fondo della camera anteriore formando un livello biancastro visibile a occhio nudo.
  • Sinechie posteriori: Aderenze tra l'iride e il cristallino, che possono causare una pupilla di forma irregolare.

Oltre alla lampada a fessura, vengono eseguiti:

  • Tonometria: Per misurare la pressione intraoculare, che può essere bassa (per ridotta produzione di umore acqueo) o alta (se l'infiammazione o le sinechie ostruiscono il deflusso).
  • Esame del fondo oculare: Previa dilatazione della pupilla, per escludere il coinvolgimento della retina o della coroide.

Una volta confermata l'uveite, è fondamentale indagare la causa. Se l'episodio è il primo, lieve e monolaterale, potrebbero non essere necessari esami sistemici. Se invece l'uveite è ricorrente, bilaterale, granulomatosa o colpisce un bambino, si procede con:

  • Esami del sangue: Ricerca dell'antigene HLA-B27, test per sifilide (VDRL/TPHA), livelli di ACE (per la sarcoidosi), emocromo e indici di flogosi (VES, PCR).
  • Imaging: Radiografia del torace o TC (per sarcoidosi o tubercolosi) e radiografia delle articolazioni sacro-iliache (per la spondilite anchilosante).
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Trattamento e Terapie

L'obiettivo principale del trattamento è ridurre l'infiammazione, alleviare il dolore e prevenire danni permanenti alle strutture oculari che potrebbero compromettere la vista.

  1. Corticosteroidi topici: Rappresentano il cardine della terapia. Vengono somministrati sotto forma di colliri (es. desametasone o prednisolone). La frequenza di somministrazione dipende dalla gravità: nei casi acuti può essere necessaria una goccia ogni ora, per poi scalare gradualmente la dose man mano che l'infiammazione si placa. È fondamentale non sospendere bruscamente la terapia per evitare l'effetto "rebound" (recidiva immediata).

  2. Midriatici e Cicloplegici: Questi colliri (es. atropina, tropicamide o ciclopentolato) servono a dilatare la pupilla e a paralizzare temporaneamente il muscolo ciliare. Questo ha un duplice scopo: ridurre il dolore causato dallo spasmo muscolare e prevenire la formazione di sinechie posteriori (evitando che l'iride si attacchi al cristallino).

  3. Terapie Sistemiche: Se l'uveite è causata da un'infezione batterica o virale, è necessario associare antibiotici o antivirali specifici. Nelle forme autoimmuni croniche o resistenti ai colliri, il medico può prescrivere corticosteroidi per via orale o farmaci immunosoppressori e biologici.

  4. Gestione delle Complicazioni: Se la pressione oculare aumenta, vengono prescritti colliri ipotonizzanti. In caso di complicazioni a lungo termine come la cataratta, può essere necessario l'intervento chirurgico una volta che l'infiammazione è sotto controllo da almeno tre mesi.

Il paziente deve essere monitorato strettamente con visite di controllo frequenti per valutare la risposta alla terapia e monitorare eventuali effetti collaterali dei farmaci, come l'aumento della pressione oculare indotto dagli steroidi.

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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'uveite anteriore è generalmente favorevole, a patto che la diagnosi sia tempestiva e il trattamento adeguato. La maggior parte degli episodi acuti si risolve entro poche settimane senza lasciare esiti permanenti.

Tuttavia, il decorso può essere complicato in caso di forme croniche o recidivanti. Le complicazioni principali che possono minacciare la vista includono:

  • Cataratta: L'opacizzazione del cristallino è comune a causa sia dell'infiammazione cronica che dell'uso prolungato di corticosteroidi.
  • Glaucoma: L'aumento della pressione intraoculare può danneggiare il nervo ottico in modo irreversibile.
  • Edema maculare cistoide: L'accumulo di liquido nella parte centrale della retina (macula) può causare una significativa perdita della visione centrale.
  • Cheratopatia a bandelletta: Depositi di calcio sulla cornea, tipici dei bambini con artrite idiopatica giovanile.

La prevenzione delle recidive dipende dalla gestione della patologia sistemica sottostante. Molti pazienti con HLA-B27 positivo sperimentano episodi ricorrenti nel corso della vita, ma con una gestione attenta possono mantenere una funzione visiva eccellente.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per l'uveite anteriore idiopatica, ma è possibile adottare strategie per ridurre il rischio di recidive e complicazioni:

  • Gestione delle malattie sistemiche: Seguire rigorosamente le terapie per patologie come la spondilite anchilosante o le malattie intestinali croniche riduce la frequenza degli attacchi oculari.
  • Protezione oculare: Utilizzare occhiali protettivi durante attività a rischio per evitare traumi oculari.
  • Igiene e salute generale: Trattare tempestivamente le infezioni sistemiche che potrebbero coinvolgere l'occhio.
  • Screening: I bambini affetti da artrite idiopatica giovanile devono sottoporsi a controlli oculistici periodici programmati (ogni 3-6 mesi), anche in assenza di sintomi, poiché la loro uveite è spesso silente.
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Quando Consultare un Medico

L'uveite anteriore è una condizione che richiede una valutazione medica urgente. È necessario contattare un oftalmologo o recarsi in un pronto soccorso oculistico se si manifestano i seguenti segnali:

  • Dolore oculare persistente o sordo.
  • Arrossamento localizzato intorno alla cornea che non migliora con i comuni colliri lubrificanti.
  • Improvvisa e marcata sensibilità alla luce.
  • Visione annebbiata o comparsa di macchie nel campo visivo.
  • Differenza di dimensione tra le due pupille associata a dolore.

Un intervento precoce non solo accelera la guarigione e riduce il dolore, ma è fondamentale per evitare che l'infiammazione causi danni strutturali permanenti che potrebbero richiedere interventi chirurgici complessi o portare alla perdita della vista.

Uveite anteriore

Definizione

L'uveite anteriore è un processo infiammatorio che colpisce la porzione anteriore dell'uvea, la membrana vascolare intermedia dell'occhio situata tra la sclera (la parte bianca) e la retina. L'uvea è composta da tre parti principali: l'iride, il corpo ciliare e la coroide. Quando l'infiammazione interessa specificamente l'iride, si parla di irite; se invece coinvolge anche il corpo ciliare, il termine corretto è iridociclite.

Questa condizione rappresenta la forma più comune di uveite, costituendo circa il 75-90% di tutti i casi di infiammazione uveale. A differenza delle forme posteriori, l'uveite anteriore è spesso caratterizzata da un esordio acuto e da una sintomatologia dolorosa che spinge il paziente a consultare rapidamente un medico. L'infiammazione provoca la rottura della barriera emato-acquosa, permettendo a proteine e globuli bianchi di riversarsi nell'umore acqueo (il liquido che riempie la camera anteriore dell'occhio), alterando la trasparenza dei mezzi diottrici e potenzialmente danneggiando le strutture oculari interne.

Sebbene possa colpire persone di ogni età, l'uveite anteriore si manifesta con maggiore frequenza nei giovani adulti e nelle persone di mezza età. Può presentarsi in forma monolaterale (un solo occhio) o bilaterale, e può essere classificata come acuta (se dura meno di tre mesi), cronica (se persiste oltre i tre mesi o recidiva rapidamente dopo la sospensione della terapia) o ricorrente (episodi distinti separati da periodi di inattività senza trattamento).

Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'uveite anteriore sono estremamente variegate e possono essere suddivise in tre grandi categorie: idiopatiche, sistemiche (autoimmuni) e infettive.

  1. Cause Idiopatiche: In circa il 50% dei casi, nonostante indagini approfondite, non è possibile identificare una causa sottostante specifica. In questi casi l'infiammazione viene definita idiopatica. Molti di questi pazienti presentano però una predisposizione genetica legata all'antigene HLA-B27.

  2. Malattie Sistemiche e Autoimmuni: L'uveite anteriore è spesso la manifestazione oculare di una patologia che colpisce l'intero organismo. Tra le più comuni troviamo:

    • Spondiloartropatie sieronegative: La spondilite anchilosante è strettamente correlata all'uveite anteriore. Altre condizioni includono l'artrite reattiva (un tempo nota come sindrome di Reiter) e l'artrite associata a psoriasi.
    • Malattie Infiammatorie Intestinali: Pazienti affetti da malattia di Crohn o colite ulcerosa hanno un rischio aumentato di sviluppare episodi di iridociclite.
    • Sarcoidosi: La sarcoidosi può causare un'uveite di tipo granulomatoso, spesso bilaterale.
    • Artrite Idiopatica Giovanile (AIG): Nei bambini, l'artrite idiopatica giovanile è una causa comune e pericolosa, poiché spesso l'uveite è asintomatica (occhio bianco) ma può portare a gravi complicazioni se non diagnosticata precocemente.
    • Altre: La malattia di Behçet e il lupus eritematoso sistemico.
  3. Cause Infettive: Diversi agenti patogeni possono scatenare l'infiammazione, tra cui:

    • Virus: Il virus herpes simplex (HSV) e il virus della varicella-zoster (herpes zoster od oculare) sono responsabili di molte forme unilaterali.
    • Batteri: La sifilide, la tubercolosi e la malattia di Lyme.
    • Parassiti: Sebbene più rara per il segmento anteriore, la toxoplasmosi può talvolta coinvolgere l'iride.
  4. Traumi e Farmaci: Un trauma oculare contusivo o penetrante può causare un'uveite traumatica. Inoltre, alcuni farmaci sistemici o locali possono indurre infiammazione come effetto collaterale.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'uveite anteriore acuta compaiono solitamente in modo repentino, nell'arco di poche ore o giorni. La presentazione clinica tipica è dominata da una triade di segni: dolore, rossore e sensibilità alla luce.

Il sintomo cardine è il dolore oculare, spesso descritto come un dolore profondo, sordo e pulsante, che può irradiarsi verso la tempia o l'area orbitaria, causando talvolta una vera e propria cefalea. Questo dolore è accentuato dal movimento dell'iride e del corpo ciliare, motivo per cui il paziente avverte un peggioramento quando cerca di mettere a fuoco oggetti vicini.

L'arrossamento oculare è un altro segno distintivo. Si manifesta tipicamente come un "ciliary flush" (iniezione pericorneale), ovvero un alone rosso-violaceo localizzato intorno al bordo della cornea, dovuto alla dilatazione dei vasi sanguigni profondi.

La fotofobia (estrema sensibilità alla luce) è spesso così intensa da costringere il paziente a indossare occhiali da sole anche in ambienti chiusi o a tenere l'occhio chiuso. La luce, stimolando la costrizione pupillare, provoca dolore a causa dell'infiammazione dello sfintere dell'iride.

Altri sintomi comuni includono:

  • Visione offuscata o annebbiata, causata dalla presenza di cellule infiammatorie e proteine nell'umore acqueo che disperdono la luce.
  • Lacrimazione eccessiva (epifora), non accompagnata però da secrezioni purulente (tipiche invece delle congiuntiviti batteriche).
  • Miosi, ovvero una pupilla più piccola rispetto all'occhio sano, dovuta allo spasmo del muscolo costrittore dell'iride.
  • Percezione di mosche volanti o piccoli punti mobili nel campo visivo, sebbene questo sintomo sia più frequente nelle uveiti intermedie o posteriori.
  • In rari casi di aumento della pressione oculare, il paziente può riferire la percezione di aloni colorati intorno alle luci.
  • Una generale riduzione della vista, che può variare da lieve a moderata a seconda della gravità dell'essudazione infiammatoria.

Diagnosi

La diagnosi di uveite anteriore è di competenza dell'oftalmologo e si basa su un esame clinico approfondito. Lo strumento principale è la lampada a fessura (biomicroscopia), che permette di visualizzare i segni microscopici dell'infiammazione.

Durante l'esame, il medico ricerca:

  • Effetto Tyndall (Cellule e Flare): La presenza di globuli bianchi (cellule) che fluttuano nell'umore acqueo e di proteine (flare) che rendono il liquido torbido, simile a polvere illuminata da un raggio di luce in una stanza buia.
  • Precipitati cheratici: Accumuli di cellule infiammatorie che aderiscono alla superficie interna della cornea (endotelio). La loro forma e dimensione possono suggerire se l'uveite è granulomatosa o non granulomatosa.
  • Ipopyon: Nei casi gravi, le cellule infiammatorie possono accumularsi sul fondo della camera anteriore formando un livello biancastro visibile a occhio nudo.
  • Sinechie posteriori: Aderenze tra l'iride e il cristallino, che possono causare una pupilla di forma irregolare.

Oltre alla lampada a fessura, vengono eseguiti:

  • Tonometria: Per misurare la pressione intraoculare, che può essere bassa (per ridotta produzione di umore acqueo) o alta (se l'infiammazione o le sinechie ostruiscono il deflusso).
  • Esame del fondo oculare: Previa dilatazione della pupilla, per escludere il coinvolgimento della retina o della coroide.

Una volta confermata l'uveite, è fondamentale indagare la causa. Se l'episodio è il primo, lieve e monolaterale, potrebbero non essere necessari esami sistemici. Se invece l'uveite è ricorrente, bilaterale, granulomatosa o colpisce un bambino, si procede con:

  • Esami del sangue: Ricerca dell'antigene HLA-B27, test per sifilide (VDRL/TPHA), livelli di ACE (per la sarcoidosi), emocromo e indici di flogosi (VES, PCR).
  • Imaging: Radiografia del torace o TC (per sarcoidosi o tubercolosi) e radiografia delle articolazioni sacro-iliache (per la spondilite anchilosante).

Trattamento e Terapie

L'obiettivo principale del trattamento è ridurre l'infiammazione, alleviare il dolore e prevenire danni permanenti alle strutture oculari che potrebbero compromettere la vista.

  1. Corticosteroidi topici: Rappresentano il cardine della terapia. Vengono somministrati sotto forma di colliri (es. desametasone o prednisolone). La frequenza di somministrazione dipende dalla gravità: nei casi acuti può essere necessaria una goccia ogni ora, per poi scalare gradualmente la dose man mano che l'infiammazione si placa. È fondamentale non sospendere bruscamente la terapia per evitare l'effetto "rebound" (recidiva immediata).

  2. Midriatici e Cicloplegici: Questi colliri (es. atropina, tropicamide o ciclopentolato) servono a dilatare la pupilla e a paralizzare temporaneamente il muscolo ciliare. Questo ha un duplice scopo: ridurre il dolore causato dallo spasmo muscolare e prevenire la formazione di sinechie posteriori (evitando che l'iride si attacchi al cristallino).

  3. Terapie Sistemiche: Se l'uveite è causata da un'infezione batterica o virale, è necessario associare antibiotici o antivirali specifici. Nelle forme autoimmuni croniche o resistenti ai colliri, il medico può prescrivere corticosteroidi per via orale o farmaci immunosoppressori e biologici.

  4. Gestione delle Complicazioni: Se la pressione oculare aumenta, vengono prescritti colliri ipotonizzanti. In caso di complicazioni a lungo termine come la cataratta, può essere necessario l'intervento chirurgico una volta che l'infiammazione è sotto controllo da almeno tre mesi.

Il paziente deve essere monitorato strettamente con visite di controllo frequenti per valutare la risposta alla terapia e monitorare eventuali effetti collaterali dei farmaci, come l'aumento della pressione oculare indotto dagli steroidi.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'uveite anteriore è generalmente favorevole, a patto che la diagnosi sia tempestiva e il trattamento adeguato. La maggior parte degli episodi acuti si risolve entro poche settimane senza lasciare esiti permanenti.

Tuttavia, il decorso può essere complicato in caso di forme croniche o recidivanti. Le complicazioni principali che possono minacciare la vista includono:

  • Cataratta: L'opacizzazione del cristallino è comune a causa sia dell'infiammazione cronica che dell'uso prolungato di corticosteroidi.
  • Glaucoma: L'aumento della pressione intraoculare può danneggiare il nervo ottico in modo irreversibile.
  • Edema maculare cistoide: L'accumulo di liquido nella parte centrale della retina (macula) può causare una significativa perdita della visione centrale.
  • Cheratopatia a bandelletta: Depositi di calcio sulla cornea, tipici dei bambini con artrite idiopatica giovanile.

La prevenzione delle recidive dipende dalla gestione della patologia sistemica sottostante. Molti pazienti con HLA-B27 positivo sperimentano episodi ricorrenti nel corso della vita, ma con una gestione attenta possono mantenere una funzione visiva eccellente.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per l'uveite anteriore idiopatica, ma è possibile adottare strategie per ridurre il rischio di recidive e complicazioni:

  • Gestione delle malattie sistemiche: Seguire rigorosamente le terapie per patologie come la spondilite anchilosante o le malattie intestinali croniche riduce la frequenza degli attacchi oculari.
  • Protezione oculare: Utilizzare occhiali protettivi durante attività a rischio per evitare traumi oculari.
  • Igiene e salute generale: Trattare tempestivamente le infezioni sistemiche che potrebbero coinvolgere l'occhio.
  • Screening: I bambini affetti da artrite idiopatica giovanile devono sottoporsi a controlli oculistici periodici programmati (ogni 3-6 mesi), anche in assenza di sintomi, poiché la loro uveite è spesso silente.

Quando Consultare un Medico

L'uveite anteriore è una condizione che richiede una valutazione medica urgente. È necessario contattare un oftalmologo o recarsi in un pronto soccorso oculistico se si manifestano i seguenti segnali:

  • Dolore oculare persistente o sordo.
  • Arrossamento localizzato intorno alla cornea che non migliora con i comuni colliri lubrificanti.
  • Improvvisa e marcata sensibilità alla luce.
  • Visione annebbiata o comparsa di macchie nel campo visivo.
  • Differenza di dimensione tra le due pupille associata a dolore.

Un intervento precoce non solo accelera la guarigione e riduce il dolore, ma è fondamentale per evitare che l'infiammazione causi danni strutturali permanenti che potrebbero richiedere interventi chirurgici complessi o portare alla perdita della vista.

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