Degenerazione dell'iride o del corpo ciliare

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Definizione

La degenerazione dell'iride o del corpo ciliare comprende un gruppo eterogeneo di condizioni patologiche caratterizzate dal progressivo deterioramento strutturale e funzionale di queste due componenti fondamentali dell'uvea anteriore. L'iride è la membrana circolare e pigmentata responsabile della regolazione del diametro pupillare e, di conseguenza, della quantità di luce che raggiunge la retina. Il corpo ciliare, situato immediatamente dietro l'iride, svolge due ruoli cruciali: la produzione dell'umore acqueo (il liquido che mantiene la pressione intraoculare) e il controllo dell'accomodazione attraverso il muscolo ciliare, che permette la messa a fuoco degli oggetti a diverse distanze.

Questi processi degenerativi possono manifestarsi come un assottigliamento del tessuto (atrofia), la formazione di fori o fessurazioni, o alterazioni nella pigmentazione. Sebbene alcune forme di degenerazione siano legate al naturale processo di invecchiamento, altre sono il risultato di sindromi specifiche, traumi o infiammazioni croniche. La degenerazione può colpire lo stroma dell'iride, l'epitelio pigmentato posteriore o le fibre muscolari del corpo ciliare, portando a complicazioni che possono compromettere seriamente la capacità visiva, come lo sviluppo di un glaucoma secondario.

Clinicamente, queste alterazioni non sono solo un problema estetico legato alla forma della pupilla, ma rappresentano una sfida diagnostica e terapeutica, poiché spesso associate a disfunzioni del drenaggio dei fluidi oculari o a instabilità della lente naturale dell'occhio (il cristallino). Comprendere la natura della degenerazione è essenziale per prevenire danni irreversibili al nervo ottico.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause della degenerazione dell'iride e del corpo ciliare sono molteplici e possono essere classificate in base alla loro origine primaria o secondaria. Una delle forme più note e complesse è la Sindrome Iridocorneale Endoteliale (ICE), che include l'atrofia essenziale dell'iride, la sindrome di Chandler e la sindrome di Cogan-Reese. In queste condizioni, le cellule dell'endotelio corneale proliferano in modo anomalo, migrando sopra l'angolo di drenaggio e sulla superficie dell'iride, causando contrazioni che portano alla degenerazione del tessuto.

Altre cause comuni includono:

  • Invecchiamento (Degenerazione Senile): Con l'avanzare dell'età, è comune osservare una lieve atrofia del margine pupillare e una perdita di pigmento, spesso senza conseguenze funzionali gravi.
  • Infiammazioni Croniche: L'uveite cronica o ricorrente può causare danni permanenti ai tessuti uveali, portando a una progressiva atrofia e alla formazione di aderenze (sinechie).
  • Traumi Oculari: Traumi contusivi o perforanti possono danneggiare direttamente l'iride o il corpo ciliare, interrompendo l'apporto vascolare e innescando processi degenerativi post-traumatici.
  • Ischemia Oculare: Condizioni che riducono l'apporto di sangue all'occhio, come la vasculopatia diabetica legata al diabete mellito o l'occlusione della carotide, possono causare una ischemia del segmento anteriore con conseguente necrosi e atrofia dei tessuti.
  • Procedure Chirurgiche: Interventi intraoculari complessi o ripetuti possono, in rari casi, esitare in una degenerazione localizzata dei tessuti uveali.
  • Fattori Genetici: Alcune forme di degenerazione sono ereditarie e si manifestano nell'ambito di malformazioni oculari congenite.

I fattori di rischio principali includono la familiarità per malattie oculari degenerative, la presenza di malattie sistemiche vascolari e una storia clinica di ipertensione oculare non controllata.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della degenerazione dell'iride o del corpo ciliare variano significativamente a seconda dell'estensione del danno e della causa sottostante. Nelle fasi iniziali, la condizione può essere asintomatica e venire rilevata solo durante una visita oculistica di routine. Tuttavia, con il progredire della patologia, il paziente può avvertire diversi disturbi.

Il sintomo più caratteristico è la fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce). Poiché l'iride degenerata non è più in grado di restringersi correttamente o presenta dei fori, una quantità eccessiva di luce entra nell'occhio, causando abbagliamento e fastidio intenso in ambienti luminosi. A questo si associa spesso una visione offuscata o distorta, specialmente se la degenerazione coinvolge il corpo ciliare, influenzando la capacità di messa a fuoco.

Altre manifestazioni cliniche includono:

  • Alterazioni Pupillari: Si può osservare una corectopia (spostamento della pupilla dalla sua sede centrale) o una policoria (presenza di più aperture nell'iride che simulano più pupille).
  • Cambiamenti nel Colore dell'Occhio: L'atrofia può causare la perdita di pigmento, rendendo l'iride più chiara o rivelando aree traslucide.
  • Dolore e Fastidio: Se la degenerazione porta a un aumento della pressione intraoculare, il paziente può avvertire dolore oculare sordo, spesso accompagnato da mal di testa e, nei casi acuti, nausea.
  • Segni di Ipertensione Oculare: L'ipertono oculare è una complicanza frequente. Se non gestito, evolve in glaucoma, portando a una progressiva perdita del campo visivo periferico.
  • Alterazioni della Superficie: In caso di coinvolgimento endoteliale (come nella sindrome ICE), può comparire un edema corneale, che causa la visione di aloni colorati intorno alle luci e un ulteriore calo del visus.
  • Sintomi Irritativi: Possono verificarsi lacrimazione eccessiva e un lieve arrossamento oculare cronico.
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Diagnosi

La diagnosi di degenerazione dell'iride o del corpo ciliare richiede una valutazione oftalmologica completa e l'utilizzo di strumentazione avanzata per mappare l'estensione del danno tissutale. Il processo diagnostico inizia con l'esame alla lampada a fessura, che permette al medico di visualizzare l'iride ad alto ingrandimento, identificando aree di atrofia, fori (pseudopolicoria) o anomalie nella forma della pupilla.

Gli esami fondamentali includono:

  1. Gonioscopia: Questo test è cruciale per esaminare l'angolo di drenaggio dell'occhio. Permette di individuare la presenza di sinechie anteriori periferiche (aderenze tra iride e cornea) che sono tipiche delle degenerazioni patologiche e che possono ostruire il deflusso dell'umore acqueo.
  2. Tonometria: La misurazione della pressione intraoculare è indispensabile, poiché la degenerazione uveale è strettamente correlata al rischio di glaucoma.
  3. Biomicroscopia Ultrasonica (UBM): Questo esame ecografico ad alta frequenza è particolarmente utile per visualizzare il corpo ciliare, che si trova dietro l'iride e non è visibile direttamente. L'UBM può rilevare atrofia del corpo ciliare, cisti o distacchi.
  4. Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) del segmento anteriore: Fornisce immagini ad alta risoluzione delle strutture anteriori dell'occhio, permettendo di misurare con precisione lo spessore dell'iride e di monitorare i cambiamenti nel tempo.
  5. Pachimetria corneale: Utile per valutare lo stato della cornea, specialmente se si sospetta una sindrome ICE che coinvolge l'endotelio.
  6. Esame del fondo oculare e del campo visivo: Necessari per valutare se la degenerazione ha già causato danni al nervo ottico.
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Trattamento e Terapie

Attualmente non esiste una terapia in grado di invertire il processo di degenerazione dei tessuti dell'iride o del corpo ciliare. Il trattamento è quindi focalizzato sulla gestione delle complicanze, sul controllo dei sintomi e sulla preservazione della funzione visiva residua.

Gestione Medica

Il pilastro della terapia medica è il controllo della pressione intraoculare per prevenire il glaucoma. Vengono utilizzati colliri ipotonizzanti (come analoghi delle prostaglandine, beta-bloccanti o inibitori dell'anidrasi carbonica). Se la degenerazione è causata da un'infiammazione, possono essere prescritti corticosteroidi topici per ridurre lo stato flogistico.

Gestione dei Sintomi Visivi

Per i pazienti che soffrono di grave fotofobia a causa dei fori nell'iride, le opzioni includono:

  • Lenti a contatto estetiche o protesiche: Queste lenti presentano un'iride dipinta che copre le aree degenerate, riducendo l'ingresso di luce parassita.
  • Occhiali da sole filtranti: Per migliorare il comfort visivo in esterni.

Interventi Chirurgici e Laser

In casi selezionati, possono essere necessari interventi più invasivi:

  • Iridoplastica o Pupilloplastica: Procedure chirurgiche per ricostruire la forma della pupilla o chiudere fori iridei di grandi dimensioni.
  • Chirurgia del Glaucoma: Se la terapia medica non è sufficiente a controllare la pressione, si può ricorrere alla trabeculectomia o all'impianto di dispositivi di drenaggio (valvole).
  • Trapianto di Cornea (Cheratoplastica): Necessario se la degenerazione è associata a un grave edema corneale irreversibile.
  • Protesi Iridee: In casi di aniridia traumatica o degenerazione totale, è possibile inserire chirurgicamente un diaframma irideo artificiale, sebbene sia una procedura complessa e non priva di rischi.
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Prognosi e Decorso

La prognosi della degenerazione dell'iride o del corpo ciliare dipende strettamente dalla causa sottostante. Le forme senili hanno generalmente un decorso benigno e non portano a una perdita significativa della vista. Al contrario, le forme patologiche come la sindrome ICE o le degenerazioni post-uveitiche tendono a essere progressive e richiedono un monitoraggio costante per tutta la vita.

Il rischio principale è lo sviluppo di un glaucoma refrattario, che rappresenta la causa primaria di cecità in questi pazienti. Se la pressione intraoculare viene mantenuta entro limiti normali, molti pazienti riescono a conservare una buona acuità visiva per decenni. Tuttavia, la comparsa di complicazioni come la cataratta (spesso accelerata dai processi degenerativi o dai trattamenti steroidei) o lo scompenso corneale può richiedere ulteriori interventi chirurgici che complicano il quadro clinico.

Il decorso è solitamente lento, ma i cambiamenti strutturali dell'iride sono irreversibili. La stabilità della condizione viene valutata attraverso controlli periodici (ogni 6-12 mesi) che includono la mappatura fotografica dell'iride e test funzionali del nervo ottico.

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Prevenzione

Non è possibile prevenire le forme genetiche o degenerative legate all'età. Tuttavia, è possibile adottare misure per ridurre il rischio di degenerazioni secondarie:

  • Protezione dai Traumi: Utilizzare occhiali protettivi durante attività lavorative a rischio o sport di contatto per evitare danni meccanici all'uvea.
  • Gestione delle Infiammazioni: Trattare tempestivamente e in modo adeguato ogni episodio di uveite per minimizzare i danni tissutali permanenti.
  • Controllo delle Malattie Sistemiche: Mantenere sotto controllo il diabete e la pressione arteriosa per prevenire l'ischemia oculare.
  • Screening Regolari: Sottoporsi a visite oculistiche complete, specialmente dopo i 40 anni, per individuare precocemente segni di atrofia o ipertensione oculare.
  • Protezione UV: Sebbene non ci sia un legame diretto esclusivo, l'uso di lenti che filtrano i raggi ultravioletti contribuisce alla salute generale dei tessuti oculari.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un oculista se si notano cambiamenti nell'aspetto dei propri occhi o nella qualità della visione. In particolare, i segnali di allarme che richiedono una valutazione urgente sono:

  • Cambiamento della forma della pupilla: Se la pupilla appare improvvisamente ovale, spostata o se compaiono nuovi "punti neri" nell'iride.
  • Aumento della sensibilità alla luce: Se la luce solare o artificiale diventa improvvisamente insopportabile.
  • Visione di aloni: La comparsa di cerchi colorati intorno alle fonti luminose, che può indicare un aumento della pressione oculare o un edema della cornea.
  • Dolore oculare persistente: Anche se di lieve entità, specialmente se associato ad arrossamento.
  • Calo della vista: Qualsiasi riduzione della nitidezza visiva o comparsa di zone d'ombra nel campo visivo.

Una diagnosi precoce è lo strumento più efficace per gestire le degenerazioni dell'iride e prevenire le complicanze più gravi, garantendo una migliore qualità della vita a lungo termine.

Degenerazione dell'iride o del corpo ciliare

Definizione

La degenerazione dell'iride o del corpo ciliare comprende un gruppo eterogeneo di condizioni patologiche caratterizzate dal progressivo deterioramento strutturale e funzionale di queste due componenti fondamentali dell'uvea anteriore. L'iride è la membrana circolare e pigmentata responsabile della regolazione del diametro pupillare e, di conseguenza, della quantità di luce che raggiunge la retina. Il corpo ciliare, situato immediatamente dietro l'iride, svolge due ruoli cruciali: la produzione dell'umore acqueo (il liquido che mantiene la pressione intraoculare) e il controllo dell'accomodazione attraverso il muscolo ciliare, che permette la messa a fuoco degli oggetti a diverse distanze.

Questi processi degenerativi possono manifestarsi come un assottigliamento del tessuto (atrofia), la formazione di fori o fessurazioni, o alterazioni nella pigmentazione. Sebbene alcune forme di degenerazione siano legate al naturale processo di invecchiamento, altre sono il risultato di sindromi specifiche, traumi o infiammazioni croniche. La degenerazione può colpire lo stroma dell'iride, l'epitelio pigmentato posteriore o le fibre muscolari del corpo ciliare, portando a complicazioni che possono compromettere seriamente la capacità visiva, come lo sviluppo di un glaucoma secondario.

Clinicamente, queste alterazioni non sono solo un problema estetico legato alla forma della pupilla, ma rappresentano una sfida diagnostica e terapeutica, poiché spesso associate a disfunzioni del drenaggio dei fluidi oculari o a instabilità della lente naturale dell'occhio (il cristallino). Comprendere la natura della degenerazione è essenziale per prevenire danni irreversibili al nervo ottico.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della degenerazione dell'iride e del corpo ciliare sono molteplici e possono essere classificate in base alla loro origine primaria o secondaria. Una delle forme più note e complesse è la Sindrome Iridocorneale Endoteliale (ICE), che include l'atrofia essenziale dell'iride, la sindrome di Chandler e la sindrome di Cogan-Reese. In queste condizioni, le cellule dell'endotelio corneale proliferano in modo anomalo, migrando sopra l'angolo di drenaggio e sulla superficie dell'iride, causando contrazioni che portano alla degenerazione del tessuto.

Altre cause comuni includono:

  • Invecchiamento (Degenerazione Senile): Con l'avanzare dell'età, è comune osservare una lieve atrofia del margine pupillare e una perdita di pigmento, spesso senza conseguenze funzionali gravi.
  • Infiammazioni Croniche: L'uveite cronica o ricorrente può causare danni permanenti ai tessuti uveali, portando a una progressiva atrofia e alla formazione di aderenze (sinechie).
  • Traumi Oculari: Traumi contusivi o perforanti possono danneggiare direttamente l'iride o il corpo ciliare, interrompendo l'apporto vascolare e innescando processi degenerativi post-traumatici.
  • Ischemia Oculare: Condizioni che riducono l'apporto di sangue all'occhio, come la vasculopatia diabetica legata al diabete mellito o l'occlusione della carotide, possono causare una ischemia del segmento anteriore con conseguente necrosi e atrofia dei tessuti.
  • Procedure Chirurgiche: Interventi intraoculari complessi o ripetuti possono, in rari casi, esitare in una degenerazione localizzata dei tessuti uveali.
  • Fattori Genetici: Alcune forme di degenerazione sono ereditarie e si manifestano nell'ambito di malformazioni oculari congenite.

I fattori di rischio principali includono la familiarità per malattie oculari degenerative, la presenza di malattie sistemiche vascolari e una storia clinica di ipertensione oculare non controllata.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della degenerazione dell'iride o del corpo ciliare variano significativamente a seconda dell'estensione del danno e della causa sottostante. Nelle fasi iniziali, la condizione può essere asintomatica e venire rilevata solo durante una visita oculistica di routine. Tuttavia, con il progredire della patologia, il paziente può avvertire diversi disturbi.

Il sintomo più caratteristico è la fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce). Poiché l'iride degenerata non è più in grado di restringersi correttamente o presenta dei fori, una quantità eccessiva di luce entra nell'occhio, causando abbagliamento e fastidio intenso in ambienti luminosi. A questo si associa spesso una visione offuscata o distorta, specialmente se la degenerazione coinvolge il corpo ciliare, influenzando la capacità di messa a fuoco.

Altre manifestazioni cliniche includono:

  • Alterazioni Pupillari: Si può osservare una corectopia (spostamento della pupilla dalla sua sede centrale) o una policoria (presenza di più aperture nell'iride che simulano più pupille).
  • Cambiamenti nel Colore dell'Occhio: L'atrofia può causare la perdita di pigmento, rendendo l'iride più chiara o rivelando aree traslucide.
  • Dolore e Fastidio: Se la degenerazione porta a un aumento della pressione intraoculare, il paziente può avvertire dolore oculare sordo, spesso accompagnato da mal di testa e, nei casi acuti, nausea.
  • Segni di Ipertensione Oculare: L'ipertono oculare è una complicanza frequente. Se non gestito, evolve in glaucoma, portando a una progressiva perdita del campo visivo periferico.
  • Alterazioni della Superficie: In caso di coinvolgimento endoteliale (come nella sindrome ICE), può comparire un edema corneale, che causa la visione di aloni colorati intorno alle luci e un ulteriore calo del visus.
  • Sintomi Irritativi: Possono verificarsi lacrimazione eccessiva e un lieve arrossamento oculare cronico.

Diagnosi

La diagnosi di degenerazione dell'iride o del corpo ciliare richiede una valutazione oftalmologica completa e l'utilizzo di strumentazione avanzata per mappare l'estensione del danno tissutale. Il processo diagnostico inizia con l'esame alla lampada a fessura, che permette al medico di visualizzare l'iride ad alto ingrandimento, identificando aree di atrofia, fori (pseudopolicoria) o anomalie nella forma della pupilla.

Gli esami fondamentali includono:

  1. Gonioscopia: Questo test è cruciale per esaminare l'angolo di drenaggio dell'occhio. Permette di individuare la presenza di sinechie anteriori periferiche (aderenze tra iride e cornea) che sono tipiche delle degenerazioni patologiche e che possono ostruire il deflusso dell'umore acqueo.
  2. Tonometria: La misurazione della pressione intraoculare è indispensabile, poiché la degenerazione uveale è strettamente correlata al rischio di glaucoma.
  3. Biomicroscopia Ultrasonica (UBM): Questo esame ecografico ad alta frequenza è particolarmente utile per visualizzare il corpo ciliare, che si trova dietro l'iride e non è visibile direttamente. L'UBM può rilevare atrofia del corpo ciliare, cisti o distacchi.
  4. Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) del segmento anteriore: Fornisce immagini ad alta risoluzione delle strutture anteriori dell'occhio, permettendo di misurare con precisione lo spessore dell'iride e di monitorare i cambiamenti nel tempo.
  5. Pachimetria corneale: Utile per valutare lo stato della cornea, specialmente se si sospetta una sindrome ICE che coinvolge l'endotelio.
  6. Esame del fondo oculare e del campo visivo: Necessari per valutare se la degenerazione ha già causato danni al nervo ottico.

Trattamento e Terapie

Attualmente non esiste una terapia in grado di invertire il processo di degenerazione dei tessuti dell'iride o del corpo ciliare. Il trattamento è quindi focalizzato sulla gestione delle complicanze, sul controllo dei sintomi e sulla preservazione della funzione visiva residua.

Gestione Medica

Il pilastro della terapia medica è il controllo della pressione intraoculare per prevenire il glaucoma. Vengono utilizzati colliri ipotonizzanti (come analoghi delle prostaglandine, beta-bloccanti o inibitori dell'anidrasi carbonica). Se la degenerazione è causata da un'infiammazione, possono essere prescritti corticosteroidi topici per ridurre lo stato flogistico.

Gestione dei Sintomi Visivi

Per i pazienti che soffrono di grave fotofobia a causa dei fori nell'iride, le opzioni includono:

  • Lenti a contatto estetiche o protesiche: Queste lenti presentano un'iride dipinta che copre le aree degenerate, riducendo l'ingresso di luce parassita.
  • Occhiali da sole filtranti: Per migliorare il comfort visivo in esterni.

Interventi Chirurgici e Laser

In casi selezionati, possono essere necessari interventi più invasivi:

  • Iridoplastica o Pupilloplastica: Procedure chirurgiche per ricostruire la forma della pupilla o chiudere fori iridei di grandi dimensioni.
  • Chirurgia del Glaucoma: Se la terapia medica non è sufficiente a controllare la pressione, si può ricorrere alla trabeculectomia o all'impianto di dispositivi di drenaggio (valvole).
  • Trapianto di Cornea (Cheratoplastica): Necessario se la degenerazione è associata a un grave edema corneale irreversibile.
  • Protesi Iridee: In casi di aniridia traumatica o degenerazione totale, è possibile inserire chirurgicamente un diaframma irideo artificiale, sebbene sia una procedura complessa e non priva di rischi.

Prognosi e Decorso

La prognosi della degenerazione dell'iride o del corpo ciliare dipende strettamente dalla causa sottostante. Le forme senili hanno generalmente un decorso benigno e non portano a una perdita significativa della vista. Al contrario, le forme patologiche come la sindrome ICE o le degenerazioni post-uveitiche tendono a essere progressive e richiedono un monitoraggio costante per tutta la vita.

Il rischio principale è lo sviluppo di un glaucoma refrattario, che rappresenta la causa primaria di cecità in questi pazienti. Se la pressione intraoculare viene mantenuta entro limiti normali, molti pazienti riescono a conservare una buona acuità visiva per decenni. Tuttavia, la comparsa di complicazioni come la cataratta (spesso accelerata dai processi degenerativi o dai trattamenti steroidei) o lo scompenso corneale può richiedere ulteriori interventi chirurgici che complicano il quadro clinico.

Il decorso è solitamente lento, ma i cambiamenti strutturali dell'iride sono irreversibili. La stabilità della condizione viene valutata attraverso controlli periodici (ogni 6-12 mesi) che includono la mappatura fotografica dell'iride e test funzionali del nervo ottico.

Prevenzione

Non è possibile prevenire le forme genetiche o degenerative legate all'età. Tuttavia, è possibile adottare misure per ridurre il rischio di degenerazioni secondarie:

  • Protezione dai Traumi: Utilizzare occhiali protettivi durante attività lavorative a rischio o sport di contatto per evitare danni meccanici all'uvea.
  • Gestione delle Infiammazioni: Trattare tempestivamente e in modo adeguato ogni episodio di uveite per minimizzare i danni tissutali permanenti.
  • Controllo delle Malattie Sistemiche: Mantenere sotto controllo il diabete e la pressione arteriosa per prevenire l'ischemia oculare.
  • Screening Regolari: Sottoporsi a visite oculistiche complete, specialmente dopo i 40 anni, per individuare precocemente segni di atrofia o ipertensione oculare.
  • Protezione UV: Sebbene non ci sia un legame diretto esclusivo, l'uso di lenti che filtrano i raggi ultravioletti contribuisce alla salute generale dei tessuti oculari.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un oculista se si notano cambiamenti nell'aspetto dei propri occhi o nella qualità della visione. In particolare, i segnali di allarme che richiedono una valutazione urgente sono:

  • Cambiamento della forma della pupilla: Se la pupilla appare improvvisamente ovale, spostata o se compaiono nuovi "punti neri" nell'iride.
  • Aumento della sensibilità alla luce: Se la luce solare o artificiale diventa improvvisamente insopportabile.
  • Visione di aloni: La comparsa di cerchi colorati intorno alle fonti luminose, che può indicare un aumento della pressione oculare o un edema della cornea.
  • Dolore oculare persistente: Anche se di lieve entità, specialmente se associato ad arrossamento.
  • Calo della vista: Qualsiasi riduzione della nitidezza visiva o comparsa di zone d'ombra nel campo visivo.

Una diagnosi precoce è lo strumento più efficace per gestire le degenerazioni dell'iride e prevenire le complicanze più gravi, garantendo una migliore qualità della vita a lungo termine.

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