Altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale

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Definizione

La categoria ICD-11 identificata dal codice 9A10.Y, denominata "Altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale", comprende una serie di condizioni patologiche rare o meno comuni che colpiscono la ghiandola lacrimale principale, ma che non rientrano nelle classificazioni più frequenti come le infiammazioni acute (dacrioadeniti) o le neoplasie maligne. La ghiandola lacrimale è una struttura fondamentale dell'apparato oculare, situata nella porzione supero-esterna dell'orbita, responsabile della produzione della componente acquosa del film lacrimale, essenziale per la lubrificazione, la nutrizione e la protezione della cornea.

In questo gruppo eterogeneo di disturbi rientrano principalmente le cisti duttali lacrimali (note anche come dacriops), le fistole della ghiandola lacrimale (sia congenite che acquisite), il prolasso o l'erniazione della ghiandola e le anomalie strutturali non infiammatorie. Sebbene queste condizioni possano sembrare meno gravi rispetto a un tumore, esse possono alterare significativamente la dinamica lacrimale, causando fastidio cronico, alterazioni estetiche e, in casi avanzati, compromettere la funzione visiva.

Comprendere queste patologie richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia orbitaria. La ghiandola è divisa dal muscolo elevatore della palpebra superiore in due lobi: il lobo orbitario (più grande e profondo) e il lobo palpebrale (più piccolo e superficiale). La maggior parte dei disturbi specificati in questa categoria si manifesta a livello del lobo palpebrale o dei dotti escretori che portano le lacrime nel fornice congiuntivale superiore.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base degli "altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale" variano notevolmente a seconda della specifica condizione clinica. Per quanto riguarda i dacriops (cisti lacrimali), la causa principale è l'ostruzione dei dotti escretori della ghiandola. Questa ostruzione può essere determinata da processi infiammatori cronici della congiuntiva, come la congiuntivite cicatriziale, il tracoma o traumi locali che portano alla formazione di tessuto cicatriziale che strozza il dotto, causando l'accumulo di liquido e la successiva dilatazione cistica.

Le fistole della ghiandola lacrimale, invece, possono avere un'origine congenita, derivante da un'anomalia dello sviluppo embrionale dei dotti lacrimali, oppure acquisita. Le forme acquisite sono spesso la conseguenza di traumi penetranti nella regione palpebrale superiore, interventi chirurgici orbitali o complicanze di ascessi ghiandolari precedentemente drenati in modo incompleto.

Il prolasso della ghiandola lacrimale è spesso associato all'invecchiamento o a condizioni che indeboliscono il setto orbitario e i legamenti sospensori della ghiandola (come il legamento di Whitnall). Fattori di rischio includono l'infiammazione cronica delle palpebre, come la blefarite ricorrente, o patologie sistemiche che causano edema orbitario cronico. In alcuni casi, il prolasso può essere una componente della dermatocalasi (eccesso di pelle palpebrale).

Infine, alcune alterazioni della ghiandola possono essere correlate a malattie sistemiche immunomediate che, pur non manifestandosi con una dacrioadenite classica, alterano la struttura ghiandolare, come la sarcoidosi o la sindrome di Sjögren, sebbene queste ultime abbiano solitamente codici ICD specifici.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi variano in base alla natura del disturbo, ma il segno clinico più comune è la presenza di un gonfiore della palpebra superiore, localizzato tipicamente nel quadrante supero-esterno. Questo rigonfiamento può essere asintomatico o associato a una sensazione di pesantezza.

Nel caso dei dacriops, il paziente riferisce spesso la comparsa di una massa morbida, liscia e talvolta traslucida visibile sollevando la palpebra superiore. Un sintomo caratteristico è l'aumento delle dimensioni della cisti durante il pianto o in risposta a stimoli che aumentano la produzione di lacrime. Se la cisti diventa molto voluminosa, può causare ptosi palpebrale (palpebra calante) per effetto meccanico o indurre un astigmatismo da pressione sulla cornea, portando a una visione offuscata.

Le fistole lacrimali si manifestano tipicamente con una lacrimazione eccessiva anomala: le lacrime, invece di scorrere sulla superficie oculare, fuoriescono da un piccolo orifizio cutaneo situato sulla palpebra superiore o lateralmente al canto esterno. Questo può causare irritazione della pelle circostante e un costante senso di bagnato.

In caso di prolasso della ghiandola, il paziente nota una massa mobile e non dolente che "sporge" nella parte esterna della palpebra superiore, spesso bilateralmente. Sebbene non causi solitamente dolore, può associarsi a senso di corpo estraneo e arrossamento oculare dovuto all'alterata distribuzione del film lacrimale.

Altri sintomi possibili includono:

  • Dolore oculare o fastidio localizzato (raro, a meno che non vi sia un'infezione sovrapposta).
  • Occhio secco paradossale, se il disturbo compromette la normale secrezione lacrimale.
  • Iperemia congiuntivale (arrossamento della congiuntiva).
  • In casi rari di masse voluminose, si può osservare una lieve proptosi (occhio sporgente) o visione doppia (diplopia) dovuta allo spostamento del bulbo oculare.
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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo oftalmologico. Il medico valuterà la posizione, la consistenza e la mobilità di eventuali masse palpebrali. L'esame alla lampada a fessura è fondamentale per visualizzare i dotti escretori e identificare eventuali cisti traslucide nel fornice superiore.

Per distinguere questi disturbi da una dacrioadenite o da un tumore della ghiandola lacrimale, sono spesso necessari esami strumentali di imaging:

  1. Ecografia orbitaria: Utile per distinguere tra masse solide e cistiche (come i dacriops).
  2. Tomografia Computerizzata (TC) dell'orbita: Fornisce dettagli ossei e spaziali, utile per valutare l'estensione di una ghiandola prolassata o la presenza di calcoli (dacriliti).
  3. Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione per lo studio dei tessuti molli dell'orbita, permettendo di visualizzare con precisione la struttura della ghiandola e i rapporti con i muscoli extraoculari.

In presenza di una fistola, può essere eseguita una dacriocistografia o l'iniezione di un colorante (come la fluoresceina) per mappare il tragitto fistoloso. Se si sospetta una patologia sistemica sottostante o se la massa presenta caratteristiche atipiche (consistenza dura, crescita rapida), può essere indicata una biopsia incisionale per escludere processi linfoproliferativi o neoplasie.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento degli altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale dipende strettamente dalla sintomatologia e dall'impatto estetico o funzionale.

Per i dacriops (cisti), se sono piccoli e asintomatici, si può optare per l'osservazione clinica. Tuttavia, se causano fastidio o deformità, il trattamento d'elezione è la rimozione chirurgica. La tecnica preferita è la marsupializzazione della cisti verso il fornice congiuntivale o l'escissione completa della parete cistica. È fondamentale prestare attenzione a non danneggiare i dotti escretori adiacenti per evitare di indurre un occhio secco iatrogeno.

Le fistole lacrimali richiedono solitamente l'escissione chirurgica del tragitto fistoloso. L'intervento mira a chiudere l'apertura anomala e, se possibile, a reindirizzare il flusso lacrimale verso il fornice congiuntivale.

Il prolasso della ghiandola lacrimale viene trattato chirurgicamente tramite una procedura chiamata dacriopessi. Durante questo intervento, la ghiandola viene riposizionata nella sua sede naturale (la fossa lacrimale dell'osso frontale) e fissata al periostio mediante suture non riassorbibili. Spesso questa procedura viene eseguita in concomitanza con una blefaroplastica superiore.

Nei casi in cui il disturbo causi un'alterazione del film lacrimale, la terapia medica si avvale dell'uso di sostituti lacrimali (lacrime artificiali in gel o collirio) per gestire i sintomi di secchezza oculare. Se è presente un'infiammazione secondaria, possono essere prescritti brevi cicli di corticosteroidi topici o antibiotici se si sospetta una sovrainfezione (ad esempio, una secrezione oculare purulenta).

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Prognosi e Decorso

La prognosi per la maggior parte di questi disturbi è eccellente. Gli interventi chirurgici per dacriops e prolasso della ghiandola hanno tassi di successo molto elevati e portano a una risoluzione completa dei sintomi estetici e funzionali.

Il decorso post-operatorio richiede solitamente l'uso di colliri antibiotici e anti-infiammatori per alcune settimane. Le recidive sono rare se l'escissione delle cisti o la fissazione della ghiandola sono state eseguite correttamente. Tuttavia, è importante monitorare il paziente nel tempo per l'eventuale insorgenza di iposecrezione lacrimale, specialmente se l'intervento ha coinvolto una porzione significativa del tessuto ghiandolare o dei dotti.

Nelle forme congenite non trattate, il disturbo rimane generalmente stabile per tutta la vita, ma può peggiorare in termini di visibilità estetica con l'avanzare dell'età e il rilassamento dei tessuti palpebrali.

7

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le forme congenite o degenerative (come il prolasso senile). Tuttavia, è possibile ridurre il rischio di sviluppare disturbi acquisiti seguendo alcune precauzioni:

  • Protezione oculare: Utilizzare occhiali protettivi durante attività lavorative o sportive a rischio per prevenire traumi orbitali che potrebbero causare fistole o ostruzioni duttali.
  • Igiene palpebrale: Curare tempestivamente blefariti e congiuntiviti per evitare che l'infiammazione cronica porti alla cicatrizzazione dei dotti lacrimali.
  • Gestione delle patologie sistemiche: Seguire correttamente le terapie per malattie come la sarcoidosi può prevenire alterazioni strutturali secondarie della ghiandola.
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Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a un medico oculista se si nota uno dei seguenti segni:

  • Comparsa di un rigonfiamento persistente nella parte superiore ed esterna dell'occhio.
  • Lacrimazione eccessiva che non risponde ai comuni colliri o che fuoriesce dalla pelle della palpebra.
  • Sensazione di pressione o spostamento del bulbo oculare.
  • Comparsa improvvisa di visione offuscata o visione doppia.
  • Un cambiamento estetico significativo della palpebra superiore che interferisce con la chiusura dell'occhio.

Un controllo tempestivo permette di escludere patologie più gravi e di pianificare il trattamento più idoneo per preservare la salute della superficie oculare e la qualità della vista.

Altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale

Definizione

La categoria ICD-11 identificata dal codice 9A10.Y, denominata "Altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale", comprende una serie di condizioni patologiche rare o meno comuni che colpiscono la ghiandola lacrimale principale, ma che non rientrano nelle classificazioni più frequenti come le infiammazioni acute (dacrioadeniti) o le neoplasie maligne. La ghiandola lacrimale è una struttura fondamentale dell'apparato oculare, situata nella porzione supero-esterna dell'orbita, responsabile della produzione della componente acquosa del film lacrimale, essenziale per la lubrificazione, la nutrizione e la protezione della cornea.

In questo gruppo eterogeneo di disturbi rientrano principalmente le cisti duttali lacrimali (note anche come dacriops), le fistole della ghiandola lacrimale (sia congenite che acquisite), il prolasso o l'erniazione della ghiandola e le anomalie strutturali non infiammatorie. Sebbene queste condizioni possano sembrare meno gravi rispetto a un tumore, esse possono alterare significativamente la dinamica lacrimale, causando fastidio cronico, alterazioni estetiche e, in casi avanzati, compromettere la funzione visiva.

Comprendere queste patologie richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia orbitaria. La ghiandola è divisa dal muscolo elevatore della palpebra superiore in due lobi: il lobo orbitario (più grande e profondo) e il lobo palpebrale (più piccolo e superficiale). La maggior parte dei disturbi specificati in questa categoria si manifesta a livello del lobo palpebrale o dei dotti escretori che portano le lacrime nel fornice congiuntivale superiore.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base degli "altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale" variano notevolmente a seconda della specifica condizione clinica. Per quanto riguarda i dacriops (cisti lacrimali), la causa principale è l'ostruzione dei dotti escretori della ghiandola. Questa ostruzione può essere determinata da processi infiammatori cronici della congiuntiva, come la congiuntivite cicatriziale, il tracoma o traumi locali che portano alla formazione di tessuto cicatriziale che strozza il dotto, causando l'accumulo di liquido e la successiva dilatazione cistica.

Le fistole della ghiandola lacrimale, invece, possono avere un'origine congenita, derivante da un'anomalia dello sviluppo embrionale dei dotti lacrimali, oppure acquisita. Le forme acquisite sono spesso la conseguenza di traumi penetranti nella regione palpebrale superiore, interventi chirurgici orbitali o complicanze di ascessi ghiandolari precedentemente drenati in modo incompleto.

Il prolasso della ghiandola lacrimale è spesso associato all'invecchiamento o a condizioni che indeboliscono il setto orbitario e i legamenti sospensori della ghiandola (come il legamento di Whitnall). Fattori di rischio includono l'infiammazione cronica delle palpebre, come la blefarite ricorrente, o patologie sistemiche che causano edema orbitario cronico. In alcuni casi, il prolasso può essere una componente della dermatocalasi (eccesso di pelle palpebrale).

Infine, alcune alterazioni della ghiandola possono essere correlate a malattie sistemiche immunomediate che, pur non manifestandosi con una dacrioadenite classica, alterano la struttura ghiandolare, come la sarcoidosi o la sindrome di Sjögren, sebbene queste ultime abbiano solitamente codici ICD specifici.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi variano in base alla natura del disturbo, ma il segno clinico più comune è la presenza di un gonfiore della palpebra superiore, localizzato tipicamente nel quadrante supero-esterno. Questo rigonfiamento può essere asintomatico o associato a una sensazione di pesantezza.

Nel caso dei dacriops, il paziente riferisce spesso la comparsa di una massa morbida, liscia e talvolta traslucida visibile sollevando la palpebra superiore. Un sintomo caratteristico è l'aumento delle dimensioni della cisti durante il pianto o in risposta a stimoli che aumentano la produzione di lacrime. Se la cisti diventa molto voluminosa, può causare ptosi palpebrale (palpebra calante) per effetto meccanico o indurre un astigmatismo da pressione sulla cornea, portando a una visione offuscata.

Le fistole lacrimali si manifestano tipicamente con una lacrimazione eccessiva anomala: le lacrime, invece di scorrere sulla superficie oculare, fuoriescono da un piccolo orifizio cutaneo situato sulla palpebra superiore o lateralmente al canto esterno. Questo può causare irritazione della pelle circostante e un costante senso di bagnato.

In caso di prolasso della ghiandola, il paziente nota una massa mobile e non dolente che "sporge" nella parte esterna della palpebra superiore, spesso bilateralmente. Sebbene non causi solitamente dolore, può associarsi a senso di corpo estraneo e arrossamento oculare dovuto all'alterata distribuzione del film lacrimale.

Altri sintomi possibili includono:

  • Dolore oculare o fastidio localizzato (raro, a meno che non vi sia un'infezione sovrapposta).
  • Occhio secco paradossale, se il disturbo compromette la normale secrezione lacrimale.
  • Iperemia congiuntivale (arrossamento della congiuntiva).
  • In casi rari di masse voluminose, si può osservare una lieve proptosi (occhio sporgente) o visione doppia (diplopia) dovuta allo spostamento del bulbo oculare.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo oftalmologico. Il medico valuterà la posizione, la consistenza e la mobilità di eventuali masse palpebrali. L'esame alla lampada a fessura è fondamentale per visualizzare i dotti escretori e identificare eventuali cisti traslucide nel fornice superiore.

Per distinguere questi disturbi da una dacrioadenite o da un tumore della ghiandola lacrimale, sono spesso necessari esami strumentali di imaging:

  1. Ecografia orbitaria: Utile per distinguere tra masse solide e cistiche (come i dacriops).
  2. Tomografia Computerizzata (TC) dell'orbita: Fornisce dettagli ossei e spaziali, utile per valutare l'estensione di una ghiandola prolassata o la presenza di calcoli (dacriliti).
  3. Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione per lo studio dei tessuti molli dell'orbita, permettendo di visualizzare con precisione la struttura della ghiandola e i rapporti con i muscoli extraoculari.

In presenza di una fistola, può essere eseguita una dacriocistografia o l'iniezione di un colorante (come la fluoresceina) per mappare il tragitto fistoloso. Se si sospetta una patologia sistemica sottostante o se la massa presenta caratteristiche atipiche (consistenza dura, crescita rapida), può essere indicata una biopsia incisionale per escludere processi linfoproliferativi o neoplasie.

Trattamento e Terapie

Il trattamento degli altri disturbi specificati della ghiandola lacrimale dipende strettamente dalla sintomatologia e dall'impatto estetico o funzionale.

Per i dacriops (cisti), se sono piccoli e asintomatici, si può optare per l'osservazione clinica. Tuttavia, se causano fastidio o deformità, il trattamento d'elezione è la rimozione chirurgica. La tecnica preferita è la marsupializzazione della cisti verso il fornice congiuntivale o l'escissione completa della parete cistica. È fondamentale prestare attenzione a non danneggiare i dotti escretori adiacenti per evitare di indurre un occhio secco iatrogeno.

Le fistole lacrimali richiedono solitamente l'escissione chirurgica del tragitto fistoloso. L'intervento mira a chiudere l'apertura anomala e, se possibile, a reindirizzare il flusso lacrimale verso il fornice congiuntivale.

Il prolasso della ghiandola lacrimale viene trattato chirurgicamente tramite una procedura chiamata dacriopessi. Durante questo intervento, la ghiandola viene riposizionata nella sua sede naturale (la fossa lacrimale dell'osso frontale) e fissata al periostio mediante suture non riassorbibili. Spesso questa procedura viene eseguita in concomitanza con una blefaroplastica superiore.

Nei casi in cui il disturbo causi un'alterazione del film lacrimale, la terapia medica si avvale dell'uso di sostituti lacrimali (lacrime artificiali in gel o collirio) per gestire i sintomi di secchezza oculare. Se è presente un'infiammazione secondaria, possono essere prescritti brevi cicli di corticosteroidi topici o antibiotici se si sospetta una sovrainfezione (ad esempio, una secrezione oculare purulenta).

Prognosi e Decorso

La prognosi per la maggior parte di questi disturbi è eccellente. Gli interventi chirurgici per dacriops e prolasso della ghiandola hanno tassi di successo molto elevati e portano a una risoluzione completa dei sintomi estetici e funzionali.

Il decorso post-operatorio richiede solitamente l'uso di colliri antibiotici e anti-infiammatori per alcune settimane. Le recidive sono rare se l'escissione delle cisti o la fissazione della ghiandola sono state eseguite correttamente. Tuttavia, è importante monitorare il paziente nel tempo per l'eventuale insorgenza di iposecrezione lacrimale, specialmente se l'intervento ha coinvolto una porzione significativa del tessuto ghiandolare o dei dotti.

Nelle forme congenite non trattate, il disturbo rimane generalmente stabile per tutta la vita, ma può peggiorare in termini di visibilità estetica con l'avanzare dell'età e il rilassamento dei tessuti palpebrali.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le forme congenite o degenerative (come il prolasso senile). Tuttavia, è possibile ridurre il rischio di sviluppare disturbi acquisiti seguendo alcune precauzioni:

  • Protezione oculare: Utilizzare occhiali protettivi durante attività lavorative o sportive a rischio per prevenire traumi orbitali che potrebbero causare fistole o ostruzioni duttali.
  • Igiene palpebrale: Curare tempestivamente blefariti e congiuntiviti per evitare che l'infiammazione cronica porti alla cicatrizzazione dei dotti lacrimali.
  • Gestione delle patologie sistemiche: Seguire correttamente le terapie per malattie come la sarcoidosi può prevenire alterazioni strutturali secondarie della ghiandola.

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a un medico oculista se si nota uno dei seguenti segni:

  • Comparsa di un rigonfiamento persistente nella parte superiore ed esterna dell'occhio.
  • Lacrimazione eccessiva che non risponde ai comuni colliri o che fuoriesce dalla pelle della palpebra.
  • Sensazione di pressione o spostamento del bulbo oculare.
  • Comparsa improvvisa di visione offuscata o visione doppia.
  • Un cambiamento estetico significativo della palpebra superiore che interferisce con la chiusura dell'occhio.

Un controllo tempestivo permette di escludere patologie più gravi e di pianificare il trattamento più idoneo per preservare la salute della superficie oculare e la qualità della vista.

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