Disturbi neurologici da carenza nutrizionale non specificati

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Definizione

I disturbi neurologici da carenza nutrizionale rappresentano un gruppo eterogeneo di condizioni patologiche che colpiscono il sistema nervoso centrale e periferico a causa di un apporto insufficiente, di un malassorbimento o di un'eccessiva perdita di nutrienti essenziali. Il codice ICD-11 8D40.Z si riferisce specificamente a quelle manifestazioni neurologiche in cui la carenza nutritiva è accertata o fortemente sospettata, ma non è ancora stata identificata con precisione la singola sostanza mancante (come una specifica vitamina o un minerale) o dove coesistono deficit multipli che rendono il quadro clinico complesso e non classificabile sotto una singola etichetta specifica.

Il sistema nervoso è uno degli apparati più metabolicamente attivi del corpo umano e dipende strettamente da un flusso costante di micronutrienti per mantenere l'integrità delle membrane neuronali, la sintesi dei neurotrasmettitori e la produzione di mielina, la guaina protettiva dei nervi. Quando questi elementi vengono a mancare, si innescano processi di degenerazione assonale, demielinizzazione o squilibri biochimici che portano a una vasta gamma di sintomi neurologici. Sebbene molte carenze siano oggi rare nei paesi sviluppati, esse rimangono una causa significativa di morbilità in popolazioni specifiche, come gli anziani, i pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica o coloro che soffrono di disturbi da abuso di sostanze.

Questa categoria "non specificata" è fondamentale nella pratica clinica perché permette di inquadrare il paziente che presenta segni neurologici evidenti legati allo stato nutrizionale prima che i test di laboratorio confermino l'esatto profilo biochimico. Spesso, infatti, le carenze nutrizionali non si presentano in modo isolato: un paziente malnutrito può soffrire contemporaneamente di deficit di diverse vitamine del gruppo B, vitamina E e oligoelementi, creando un quadro clinico sovrapposto che richiede un approccio diagnostico e terapeutico globale.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale possono essere suddivise in tre grandi categorie: apporto dietetico insufficiente, malassorbimento cronico e aumento del fabbisogno metabolico.

L'apporto dietetico insufficiente è spesso legato a condizioni socio-economiche, ma anche a scelte alimentari estremamente restrittive o a disturbi del comportamento alimentare. Ad esempio, diete vegane non correttamente integrate possono portare nel tempo a gravi carenze, così come regimi alimentari monotoni tipici di alcune fasce della popolazione anziana che vive in isolamento. Un'altra causa primaria è l'alcolismo cronico, in cui l'alcol non solo sostituisce i nutrienti essenziali nella dieta, ma interferisce attivamente con il loro assorbimento a livello intestinale e con il loro metabolismo epatico.

Il malassorbimento è una causa frequente nei paesi industrializzati. Condizioni come la celiachia, il morbo di Crohn o la colite ulcerosa possono compromettere la capacità dell'intestino tenue di assorbire vitamine liposolubili (A, D, E, K) e idrosolubili (complesso B). Anche gli interventi di chirurgia bariatrica per il trattamento dell'obesità grave rappresentano un fattore di rischio significativo, poiché alterano l'anatomia gastrointestinale riducendo la superficie di assorbimento. Altre condizioni includono l'anemia perniciosa, che impedisce l'assorbimento della vitamina B12 a causa della mancanza del fattore intrinseco.

Infine, esistono fattori di rischio legati a stati fisiologici o patologici che aumentano il fabbisogno di nutrienti. La gravidanza e l'allattamento, le malattie infettive croniche, l'ipertiroidismo e l'uso prolungato di alcuni farmaci (come gli anticonvulsivanti o alcuni antibiotici) possono esaurire rapidamente le riserve corporee di vitamine e minerali, portando alla comparsa di sintomi neurologici se non adeguatamente compensati.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale sono estremamente vari e dipendono dalle aree del sistema nervoso maggiormente colpite. In generale, si possono distinguere manifestazioni a carico del sistema nervoso periferico, del sistema nervoso centrale e funzioni cognitive.

A livello periferico, il sintomo più comune è la neuropatia. I pazienti riferiscono spesso formicolio o sensazione di "spilli e aghi" alle estremità, che solitamente inizia dai piedi per poi risalire verso le mani. Questo può evolvere in una vera e propria perdita di sensibilità tattile e termica, rendendo difficile camminare o manipolare piccoli oggetti. In alcuni casi, il paziente avverte un dolore bruciante o scosse elettriche improvvise. Con il progredire della carenza, può comparire debolezza muscolare, che si manifesta con difficoltà a salire le scale o a sollevarsi da una sedia, accompagnata talvolta da crampi muscolari notturni e una progressiva riduzione dei riflessi.

A livello del sistema nervoso centrale, i sintomi possono essere ancora più invalidanti. L'atassia, ovvero la mancanza di coordinazione nei movimenti e l'instabilità nel camminare, è un segno classico di coinvolgimento del cervelletto o delle vie sensitive del midollo spinale. Il paziente può anche manifestare tremori involontari o movimenti oculari rapidi e incontrollati.

Le funzioni cognitive e psichiatriche sono frequentemente alterate. Il quadro può iniziare con una lieve irritabilità, stanchezza cronica e difficoltà a dormire. Se la carenza persiste, si osserva un marcato deficit di memoria e di concentrazione, che può evolvere in una vera e propria confusione mentale o stato confusionale acuto. Non sono rari i disturbi dell'umore come la depressione o l'ansia immotivata. Nei casi più gravi e cronici, possono insorgere allucinazioni, deliri e crisi epilettiche.

Infine, possono verificarsi disturbi visivi, come la visione offuscata, la comparsa di uno scotoma (una macchia scura nel campo visivo) o la visione doppia, spesso dovuti a una sofferenza del nervo ottico.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per i disturbi neurologici da carenza nutrizionale inizia con un'accurata anamnesi clinica. Il medico deve indagare le abitudini alimentari del paziente, l'eventuale consumo di alcol, la storia di interventi chirurgici addominali e la presenza di malattie croniche intestinali. L'esame obiettivo neurologico è fondamentale per identificare segni di neuropatia, alterazioni dei riflessi o deficit di coordinazione.

Gli esami di laboratorio rappresentano il pilastro della diagnosi. Un emocromo completo può rivelare la presenza di anemia (spesso macrocitica nelle carenze di B12 o folati). È essenziale dosare i livelli sierici delle vitamine sospette, in particolare la vitamina B12, l'acido folico, la tiamina (B1), la piridossina (B6) e la vitamina E. Tuttavia, poiché i livelli ematici non sempre riflettono accuratamente le riserve tissutali, possono essere necessari test più specifici come il dosaggio dell'acido metilmalonico o dell'omocisteina.

La diagnostica strumentale aiuta a confermare il danno neurologico e a escludere altre cause (come tumori o sclerosi multipla). L'elettromiografia (EMG) e gli studi di conduzione nervosa sono utilizzati per valutare l'entità della neuropatia periferica. La Risonanza Magnetica (RM) dell'encefalo o del midollo spinale può evidenziare aree di demielinizzazione o atrofia tipiche di alcune carenze vitaminiche avanzate.

In molti casi, la diagnosi viene confermata "ex juvantibus", ovvero osservando il miglioramento dei sintomi dopo la somministrazione terapeutica dei nutrienti mancanti.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale si basa su due pilastri: la correzione immediata del deficit e l'identificazione (e cura) della causa sottostante.

La supplementazione nutrizionale è l'intervento prioritario. Se i sintomi sono gravi o se è presente un malassorbimento intestinale, la somministrazione deve avvenire per via parenterale (iniezioni intramuscolari o endovenose) per garantire che il nutriente raggiunga effettivamente il sistema nervoso. Ad esempio, in caso di sospetta carenza di vitamine del gruppo B, si utilizzano spesso complessi vitaminici ad alto dosaggio. Una volta stabilizzato il quadro clinico, si può passare alla somministrazione orale per il mantenimento a lungo termine.

Parallelamente alla supplementazione, è necessario intervenire sulla dieta. Un nutrizionista o un dietologo possono aiutare il paziente a strutturare un piano alimentare equilibrato che prevenga ricadute. Se la causa è l'alcolismo, è indispensabile intraprendere un percorso di disintossicazione e supporto psicologico. Se la carenza è dovuta a malattie come la celiachia, la rigorosa aderenza a una dieta priva di glutine è essenziale per permettere alla mucosa intestinale di rigenerarsi e riprendere la sua funzione assorbente.

Per la gestione dei sintomi dolorosi legati alla neuropatia, possono essere prescritti farmaci specifici come anticonvulsivanti (usati per il dolore neuropatico) o antidepressivi triciclici, che aiutano a modulare la trasmissione del dolore. La fisioterapia è spesso raccomandata per i pazienti con atassia o debolezza muscolare, al fine di migliorare l'equilibrio, la forza e la sicurezza nel cammino.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Se la carenza viene identificata e trattata nelle fasi iniziali, molti dei sintomi neurologici sono completamente reversibili. Il sistema nervoso ha una discreta capacità di recupero, specialmente per quanto riguarda le funzioni cognitive e le fasi precoci della neuropatia periferica.

Tuttavia, se il deficit nutrizionale persiste per lungo tempo, il danno ai nervi o al midollo spinale può diventare permanente. La degenerazione assonale cronica e la perdita neuronale non possono essere invertite completamente, lasciando il paziente con esiti come insensibilità persistente, debolezza residua o difficoltà croniche di coordinazione. In casi estremi, come nella sindrome di Wernicke-Korsakoff non trattata (legata alla carenza di tiamina), il danno cerebrale può portare a una grave e irreversibile perdita di memoria.

Il decorso è generalmente lento e progressivo se la causa non viene rimossa, ma può presentare peggioramenti acuti in occasione di stress fisici, infezioni o cambiamenti drastici nella dieta. Con un trattamento adeguato, i primi miglioramenti si osservano solitamente entro pochi giorni o settimane, ma il recupero completo può richiedere diversi mesi o anni.

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Prevenzione

La prevenzione si basa sull'educazione alimentare e sul monitoraggio dei soggetti a rischio. Una dieta varia che includa fonti adeguate di proteine, cereali integrali, frutta, verdura e grassi sani è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di micronutrienti nella popolazione sana.

Per i gruppi a rischio, la prevenzione deve essere più attiva:

  • Anziani: Monitoraggio regolare dello stato nutrizionale e, se necessario, uso di integratori multivitaminici.
  • Vegani e Vegetariani: Supplementazione obbligatoria di vitamina B12 e monitoraggio dei livelli di ferro e zinco.
  • Pazienti bariatrici: Follow-up permanente con esami del sangue periodici e assunzione costante di integratori specifici prescritti dal chirurgo.
  • Pazienti con malattie croniche intestinali: Gestione ottimale della patologia di base per minimizzare il malassorbimento.

Limitare il consumo di alcol è un altro fattore preventivo cruciale, poiché l'etanolo è uno dei principali nemici dell'assorbimento dei nutrienti essenziali per il cervello.

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Quando Consultare un Medico

È importante non sottovalutare i segnali che il corpo invia. Si dovrebbe consultare un medico se si manifestano i seguenti sintomi, specialmente se persistono per più di qualche giorno:

  • Comparsa di formicolii persistenti o intorpidimento a mani e piedi.
  • Sensazione insolita di debolezza alle gambe che rende difficile camminare o salire le scale.
  • Episodi di confusione mentale, insolite dimenticanze o difficoltà a concentrarsi sul lavoro.
  • Cambiamenti inspiegabili dell'umore, come una profonda tristezza o un'eccessiva irritabilità.
  • Problemi di equilibrio o frequenti capogiri.
  • Alterazioni della vista non spiegate da problemi oculistici diretti.

Un intervento precoce può fare la differenza tra un recupero completo e un danno neurologico permanente. Se si appartiene a una categoria a rischio (ad esempio, se si è stati sottoposti a chirurgia gastrica o si segue una dieta molto restrittiva), è consigliabile discutere preventivamente con il proprio medico di base la necessità di esami di screening nutrizionale.

Disturbi neurologici da carenza nutrizionale non specificati

Definizione

I disturbi neurologici da carenza nutrizionale rappresentano un gruppo eterogeneo di condizioni patologiche che colpiscono il sistema nervoso centrale e periferico a causa di un apporto insufficiente, di un malassorbimento o di un'eccessiva perdita di nutrienti essenziali. Il codice ICD-11 8D40.Z si riferisce specificamente a quelle manifestazioni neurologiche in cui la carenza nutritiva è accertata o fortemente sospettata, ma non è ancora stata identificata con precisione la singola sostanza mancante (come una specifica vitamina o un minerale) o dove coesistono deficit multipli che rendono il quadro clinico complesso e non classificabile sotto una singola etichetta specifica.

Il sistema nervoso è uno degli apparati più metabolicamente attivi del corpo umano e dipende strettamente da un flusso costante di micronutrienti per mantenere l'integrità delle membrane neuronali, la sintesi dei neurotrasmettitori e la produzione di mielina, la guaina protettiva dei nervi. Quando questi elementi vengono a mancare, si innescano processi di degenerazione assonale, demielinizzazione o squilibri biochimici che portano a una vasta gamma di sintomi neurologici. Sebbene molte carenze siano oggi rare nei paesi sviluppati, esse rimangono una causa significativa di morbilità in popolazioni specifiche, come gli anziani, i pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica o coloro che soffrono di disturbi da abuso di sostanze.

Questa categoria "non specificata" è fondamentale nella pratica clinica perché permette di inquadrare il paziente che presenta segni neurologici evidenti legati allo stato nutrizionale prima che i test di laboratorio confermino l'esatto profilo biochimico. Spesso, infatti, le carenze nutrizionali non si presentano in modo isolato: un paziente malnutrito può soffrire contemporaneamente di deficit di diverse vitamine del gruppo B, vitamina E e oligoelementi, creando un quadro clinico sovrapposto che richiede un approccio diagnostico e terapeutico globale.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale possono essere suddivise in tre grandi categorie: apporto dietetico insufficiente, malassorbimento cronico e aumento del fabbisogno metabolico.

L'apporto dietetico insufficiente è spesso legato a condizioni socio-economiche, ma anche a scelte alimentari estremamente restrittive o a disturbi del comportamento alimentare. Ad esempio, diete vegane non correttamente integrate possono portare nel tempo a gravi carenze, così come regimi alimentari monotoni tipici di alcune fasce della popolazione anziana che vive in isolamento. Un'altra causa primaria è l'alcolismo cronico, in cui l'alcol non solo sostituisce i nutrienti essenziali nella dieta, ma interferisce attivamente con il loro assorbimento a livello intestinale e con il loro metabolismo epatico.

Il malassorbimento è una causa frequente nei paesi industrializzati. Condizioni come la celiachia, il morbo di Crohn o la colite ulcerosa possono compromettere la capacità dell'intestino tenue di assorbire vitamine liposolubili (A, D, E, K) e idrosolubili (complesso B). Anche gli interventi di chirurgia bariatrica per il trattamento dell'obesità grave rappresentano un fattore di rischio significativo, poiché alterano l'anatomia gastrointestinale riducendo la superficie di assorbimento. Altre condizioni includono l'anemia perniciosa, che impedisce l'assorbimento della vitamina B12 a causa della mancanza del fattore intrinseco.

Infine, esistono fattori di rischio legati a stati fisiologici o patologici che aumentano il fabbisogno di nutrienti. La gravidanza e l'allattamento, le malattie infettive croniche, l'ipertiroidismo e l'uso prolungato di alcuni farmaci (come gli anticonvulsivanti o alcuni antibiotici) possono esaurire rapidamente le riserve corporee di vitamine e minerali, portando alla comparsa di sintomi neurologici se non adeguatamente compensati.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale sono estremamente vari e dipendono dalle aree del sistema nervoso maggiormente colpite. In generale, si possono distinguere manifestazioni a carico del sistema nervoso periferico, del sistema nervoso centrale e funzioni cognitive.

A livello periferico, il sintomo più comune è la neuropatia. I pazienti riferiscono spesso formicolio o sensazione di "spilli e aghi" alle estremità, che solitamente inizia dai piedi per poi risalire verso le mani. Questo può evolvere in una vera e propria perdita di sensibilità tattile e termica, rendendo difficile camminare o manipolare piccoli oggetti. In alcuni casi, il paziente avverte un dolore bruciante o scosse elettriche improvvise. Con il progredire della carenza, può comparire debolezza muscolare, che si manifesta con difficoltà a salire le scale o a sollevarsi da una sedia, accompagnata talvolta da crampi muscolari notturni e una progressiva riduzione dei riflessi.

A livello del sistema nervoso centrale, i sintomi possono essere ancora più invalidanti. L'atassia, ovvero la mancanza di coordinazione nei movimenti e l'instabilità nel camminare, è un segno classico di coinvolgimento del cervelletto o delle vie sensitive del midollo spinale. Il paziente può anche manifestare tremori involontari o movimenti oculari rapidi e incontrollati.

Le funzioni cognitive e psichiatriche sono frequentemente alterate. Il quadro può iniziare con una lieve irritabilità, stanchezza cronica e difficoltà a dormire. Se la carenza persiste, si osserva un marcato deficit di memoria e di concentrazione, che può evolvere in una vera e propria confusione mentale o stato confusionale acuto. Non sono rari i disturbi dell'umore come la depressione o l'ansia immotivata. Nei casi più gravi e cronici, possono insorgere allucinazioni, deliri e crisi epilettiche.

Infine, possono verificarsi disturbi visivi, come la visione offuscata, la comparsa di uno scotoma (una macchia scura nel campo visivo) o la visione doppia, spesso dovuti a una sofferenza del nervo ottico.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per i disturbi neurologici da carenza nutrizionale inizia con un'accurata anamnesi clinica. Il medico deve indagare le abitudini alimentari del paziente, l'eventuale consumo di alcol, la storia di interventi chirurgici addominali e la presenza di malattie croniche intestinali. L'esame obiettivo neurologico è fondamentale per identificare segni di neuropatia, alterazioni dei riflessi o deficit di coordinazione.

Gli esami di laboratorio rappresentano il pilastro della diagnosi. Un emocromo completo può rivelare la presenza di anemia (spesso macrocitica nelle carenze di B12 o folati). È essenziale dosare i livelli sierici delle vitamine sospette, in particolare la vitamina B12, l'acido folico, la tiamina (B1), la piridossina (B6) e la vitamina E. Tuttavia, poiché i livelli ematici non sempre riflettono accuratamente le riserve tissutali, possono essere necessari test più specifici come il dosaggio dell'acido metilmalonico o dell'omocisteina.

La diagnostica strumentale aiuta a confermare il danno neurologico e a escludere altre cause (come tumori o sclerosi multipla). L'elettromiografia (EMG) e gli studi di conduzione nervosa sono utilizzati per valutare l'entità della neuropatia periferica. La Risonanza Magnetica (RM) dell'encefalo o del midollo spinale può evidenziare aree di demielinizzazione o atrofia tipiche di alcune carenze vitaminiche avanzate.

In molti casi, la diagnosi viene confermata "ex juvantibus", ovvero osservando il miglioramento dei sintomi dopo la somministrazione terapeutica dei nutrienti mancanti.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale si basa su due pilastri: la correzione immediata del deficit e l'identificazione (e cura) della causa sottostante.

La supplementazione nutrizionale è l'intervento prioritario. Se i sintomi sono gravi o se è presente un malassorbimento intestinale, la somministrazione deve avvenire per via parenterale (iniezioni intramuscolari o endovenose) per garantire che il nutriente raggiunga effettivamente il sistema nervoso. Ad esempio, in caso di sospetta carenza di vitamine del gruppo B, si utilizzano spesso complessi vitaminici ad alto dosaggio. Una volta stabilizzato il quadro clinico, si può passare alla somministrazione orale per il mantenimento a lungo termine.

Parallelamente alla supplementazione, è necessario intervenire sulla dieta. Un nutrizionista o un dietologo possono aiutare il paziente a strutturare un piano alimentare equilibrato che prevenga ricadute. Se la causa è l'alcolismo, è indispensabile intraprendere un percorso di disintossicazione e supporto psicologico. Se la carenza è dovuta a malattie come la celiachia, la rigorosa aderenza a una dieta priva di glutine è essenziale per permettere alla mucosa intestinale di rigenerarsi e riprendere la sua funzione assorbente.

Per la gestione dei sintomi dolorosi legati alla neuropatia, possono essere prescritti farmaci specifici come anticonvulsivanti (usati per il dolore neuropatico) o antidepressivi triciclici, che aiutano a modulare la trasmissione del dolore. La fisioterapia è spesso raccomandata per i pazienti con atassia o debolezza muscolare, al fine di migliorare l'equilibrio, la forza e la sicurezza nel cammino.

Prognosi e Decorso

La prognosi dei disturbi neurologici da carenza nutrizionale dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Se la carenza viene identificata e trattata nelle fasi iniziali, molti dei sintomi neurologici sono completamente reversibili. Il sistema nervoso ha una discreta capacità di recupero, specialmente per quanto riguarda le funzioni cognitive e le fasi precoci della neuropatia periferica.

Tuttavia, se il deficit nutrizionale persiste per lungo tempo, il danno ai nervi o al midollo spinale può diventare permanente. La degenerazione assonale cronica e la perdita neuronale non possono essere invertite completamente, lasciando il paziente con esiti come insensibilità persistente, debolezza residua o difficoltà croniche di coordinazione. In casi estremi, come nella sindrome di Wernicke-Korsakoff non trattata (legata alla carenza di tiamina), il danno cerebrale può portare a una grave e irreversibile perdita di memoria.

Il decorso è generalmente lento e progressivo se la causa non viene rimossa, ma può presentare peggioramenti acuti in occasione di stress fisici, infezioni o cambiamenti drastici nella dieta. Con un trattamento adeguato, i primi miglioramenti si osservano solitamente entro pochi giorni o settimane, ma il recupero completo può richiedere diversi mesi o anni.

Prevenzione

La prevenzione si basa sull'educazione alimentare e sul monitoraggio dei soggetti a rischio. Una dieta varia che includa fonti adeguate di proteine, cereali integrali, frutta, verdura e grassi sani è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di micronutrienti nella popolazione sana.

Per i gruppi a rischio, la prevenzione deve essere più attiva:

  • Anziani: Monitoraggio regolare dello stato nutrizionale e, se necessario, uso di integratori multivitaminici.
  • Vegani e Vegetariani: Supplementazione obbligatoria di vitamina B12 e monitoraggio dei livelli di ferro e zinco.
  • Pazienti bariatrici: Follow-up permanente con esami del sangue periodici e assunzione costante di integratori specifici prescritti dal chirurgo.
  • Pazienti con malattie croniche intestinali: Gestione ottimale della patologia di base per minimizzare il malassorbimento.

Limitare il consumo di alcol è un altro fattore preventivo cruciale, poiché l'etanolo è uno dei principali nemici dell'assorbimento dei nutrienti essenziali per il cervello.

Quando Consultare un Medico

È importante non sottovalutare i segnali che il corpo invia. Si dovrebbe consultare un medico se si manifestano i seguenti sintomi, specialmente se persistono per più di qualche giorno:

  • Comparsa di formicolii persistenti o intorpidimento a mani e piedi.
  • Sensazione insolita di debolezza alle gambe che rende difficile camminare o salire le scale.
  • Episodi di confusione mentale, insolite dimenticanze o difficoltà a concentrarsi sul lavoro.
  • Cambiamenti inspiegabili dell'umore, come una profonda tristezza o un'eccessiva irritabilità.
  • Problemi di equilibrio o frequenti capogiri.
  • Alterazioni della vista non spiegate da problemi oculistici diretti.

Un intervento precoce può fare la differenza tra un recupero completo e un danno neurologico permanente. Se si appartiene a una categoria a rischio (ad esempio, se si è stati sottoposti a chirurgia gastrica o si segue una dieta molto restrittiva), è consigliabile discutere preventivamente con il proprio medico di base la necessità di esami di screening nutrizionale.

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