Corea indotta da farmaci

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Definizione

La corea indotta da farmaci è un disturbo del movimento caratterizzato dalla comparsa di movimenti involontari, brevi, irregolari e non ritmici, che sembrano fluire da una parte del corpo all'altra. Il termine "corea" deriva dal greco antico e significa "danza", a causa dell'aspetto fluido e continuo dei movimenti che colpiscono i pazienti. Questa condizione non è una malattia primaria del sistema nervoso, ma una reazione avversa o un effetto collaterale legato all'assunzione, alla sospensione o al sovradosaggio di determinate sostanze farmacologiche.

Dal punto di vista fisiopatologico, la corea è generalmente il risultato di uno squilibrio nei circuiti dei gangli della base, strutture cerebrali profonde responsabili della regolazione del movimento. In particolare, si ritiene che un'eccessiva attività del sistema dopaminergico o un'ipersensibilità dei recettori della dopamina giochino un ruolo cruciale. Quando un farmaco altera questo delicato equilibrio, il cervello perde la capacità di sopprimere i movimenti indesiderati, portando alle manifestazioni cliniche tipiche.

È importante distinguere la corea acuta da forme più croniche e potenzialmente irreversibili, come la discinesia tardiva, che può insorgere dopo anni di terapia con farmaci neurolettici. Sebbene la corea indotta da farmaci possa essere allarmante per il paziente e i familiari, in molti casi è reversibile una volta identificata la causa e modificata la terapia farmacologica sotto stretto controllo medico.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause della corea indotta da farmaci sono molteplici e coinvolgono diverse classi di medicinali. La causa più comune è legata ai farmaci che agiscono sul sistema della dopamina. Tra questi, i principali responsabili sono:

  • Farmaci per la malattia di Parkinson: L'uso prolungato di levodopa o di agonisti della dopamina può portare a fluttuazioni motorie e alla comparsa di ipercinesia (movimenti eccessivi). In questo contesto, la corea è spesso definita "discinesia da picco dose".
  • Neurolettici e Antipsicotici: Utilizzati per trattare la schizofrenia e altri disturbi psichiatrici, questi farmaci bloccano i recettori della dopamina. Paradossalmente, sia l'assunzione che la sospensione brusca possono scatenare movimenti coreici. I farmaci di vecchia generazione (es. aloperidolo, clorpromazina) presentano un rischio maggiore rispetto agli antipsicotici atipici di nuova generazione.
  • Antiemetici: Alcuni farmaci usati per la nausea e il vomito, come la metoclopramide, agiscono come bloccanti della dopamina e possono causare reazioni extrapiramidali, inclusa la corea.
  • Anticonvulsivanti: Farmaci come la fenitoina, l'acido valproico e l'etosussimide sono stati associati a casi rari di movimenti involontari.
  • Stimolanti: L'uso di anfetamine, metilfenidato o cocaina può indurre corea a causa del massiccio rilascio di dopamina nel cervello.
  • Contraccettivi orali e Terapia Ormonale: Gli estrogeni possono sensibilizzare i recettori dopaminergici, scatenando la corea in donne predisposte (spesso con una storia pregressa di corea di Sydenham o corea gravidica).

I fattori di rischio includono l'età avanzata (maggiore suscettibilità ai farmaci neurolettici), il genere femminile (particolarmente per le forme legate agli ormoni), la presenza di preesistenti danni cerebrali o malattie neurologiche, e la predisposizione genetica. Anche la durata del trattamento e il dosaggio elevato aumentano significativamente la probabilità di sviluppare questo disturbo.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della corea indotta da farmaci è dominato da movimenti involontari che possono variare da lievi a gravemente invalidanti. Questi movimenti sono tipicamente imprevedibili e possono colpire qualsiasi distretto muscolare.

Le manifestazioni principali includono:

  • Movimenti degli arti: Il paziente può presentare scatti improvvisi delle dita, delle mani o dei piedi. Questi movimenti possono sembrare gesti semi-volontari (come aggiustarsi i capelli o i vestiti) che il paziente usa per mascherare l'involontarietà, un fenomeno noto come "paracinesia".
  • Coinvolgimento facciale: Sono comuni smorfie facciali, ammiccamenti eccessivi, arricciamento delle labbra o protrusione della lingua.
  • Atetosi: Spesso associata alla corea, consiste in movimenti lenti, sinuosi e vermicolari, che colpiscono soprattutto le parti distali degli arti (mani e dita).
  • Disartria: La coordinazione dei muscoli della fonazione può essere compromessa, rendendo il linguaggio inceppato o difficile da comprendere.
  • Disfagia: Nei casi più gravi, i movimenti involontari possono interessare i muscoli della gola, causando difficoltà a deglutire e aumentando il rischio di aspirazione.
  • Instabilità posturale: La corea che colpisce il tronco e le gambe può alterare l'equilibrio, portando a una andatura instabile e aumentando il rischio di cadute.
  • Ipotonia: Spesso si riscontra una riduzione del tono muscolare basale.
  • Acatisia: Una sensazione soggettiva di irrequietezza motoria che spinge il paziente a muoversi continuamente.
  • Distonia: Contrazioni muscolari prolungate che causano posture anomale o movimenti ripetitivi.

I sintomi tendono a peggiorare durante lo stress emotivo o l'attività fisica e scompaiono completamente durante il sonno. In alcuni pazienti, la corea può essere accompagnata da sintomi psichiatrici come ansia, irritabilità o labilità emotiva, spesso legati al disagio sociale causato dai movimenti visibili.

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Diagnosi

La diagnosi di corea indotta da farmaci è essenzialmente clinica e si basa su un'attenta anamnesi e sull'esame obiettivo neurologico. Il medico deve ricostruire con precisione la cronologia dell'assunzione dei farmaci per stabilire una correlazione temporale tra l'inizio (o la variazione del dosaggio) di una sostanza e la comparsa dei sintomi.

Il processo diagnostico prevede:

  1. Anamnesi Farmacologica: È il passaggio più critico. Il medico indagherà su tutti i farmaci assunti, inclusi quelli da banco, gli integratori e le sostanze ricreative. Particolare attenzione viene data ai neurolettici, agli antiemetici e ai farmaci per il Parkinson.
  2. Esame Neurologico: Serve a caratterizzare il tipo di movimento (corea vs tremore o tic) e a valutarne la gravità. Scale di valutazione come la AIMS (Abnormal Involuntary Movement Scale) vengono spesso utilizzate per monitorare l'entità dei movimenti.
  3. Esami del Sangue: Utili per escludere altre cause di corea, come squilibri elettrolitici, ipertiroidismo, lupus eritematoso sistemico o malattie metaboliche.
  4. Neuroimaging (RM o TC cerebrale): Sebbene la corea indotta da farmaci non mostri alterazioni strutturali specifiche, la risonanza magnetica è utile per escludere ictus, tumori o segni di neurodegenerazione (come nella malattia di Huntington).
  5. Test Genetici: Vengono presi in considerazione solo se la storia familiare suggerisce una malattia ereditaria e se i sintomi persistono nonostante la sospensione del farmaco sospetto.

La diagnosi differenziale è fondamentale per distinguere questa condizione da altre forme di corea, come quella autoimmune, vascolare o ereditaria.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento primario della corea indotta da farmaci consiste nella gestione della terapia farmacologica che ha scatenato il disturbo. L'approccio deve essere personalizzato e guidato da uno specialista neurologo o psichiatra.

Le strategie terapeutiche includono:

  • Sospensione o Riduzione del Farmaco: Se possibile, il farmaco responsabile viene gradualmente sospeso o il dosaggio viene ridotto. È fondamentale non interrompere mai bruscamente i farmaci antipsicotici o dopaminergici senza supervisione medica, poiché ciò potrebbe peggiorare i sintomi o causare una sindrome da sospensione.
  • Sostituzione del Farmaco: Se il paziente necessita assolutamente di una terapia antipsicotica, il medico può decidere di passare a un farmaco con un profilo di rischio minore per i disturbi del movimento (come la clozapina o la quetiapina).
  • Aggiustamento della Levodopa: Nei pazienti con malattia di Parkinson, il medico può frazionare le dosi di levodopa o aggiungere farmaci che ne prolungano l'effetto per evitare i picchi plasmatici che causano la corea.
  • Terapie Farmacologiche Specifiche: Se la corea è grave e non risponde alla modifica della terapia di base, possono essere prescritti farmaci per controllare i movimenti:
    • Inibitori del VMAT2: Farmaci come la tetrabenazina o la deutetrabenazina agiscono riducendo la quantità di dopamina disponibile nelle sinapsi e sono molto efficaci nel ridurre i movimenti coreici.
    • Benzodiazepine: Possono essere utilizzate a breve termine per ridurre l'intensità dei movimenti grazie al loro effetto rilassante e sedativo.
    • Amantadina: Talvolta utilizzata per ridurre le discinesie indotte da levodopa.

Oltre alla terapia farmacologica, il supporto psicologico può essere utile per gestire l'impatto emotivo e sociale della malattia. La fisioterapia può aiutare a migliorare l'equilibrio e a prevenire le cadute.

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Prognosi e Decorso

La prognosi della corea indotta da farmaci è generalmente favorevole, ma dipende strettamente dal tipo di farmaco coinvolto e dalla durata dell'esposizione.

Nelle forme acute (come quelle causate da stimolanti o da reazioni idiosincrasiche a breve termine), i sintomi solitamente si risolvono entro pochi giorni o settimane dalla sospensione della sostanza. Nella corea indotta da levodopa, i movimenti involontari tendono a persistere finché il dosaggio rimane elevato, ma possono essere gestiti con aggiustamenti terapeutici.

La situazione è più complessa nel caso della discinesia tardiva causata da neurolettici. In questo caso, i movimenti possono persistere per mesi o anni dopo la sospensione del farmaco e, in alcuni casi, possono diventare permanenti. Tuttavia, anche in queste situazioni, l'introduzione di nuovi trattamenti come gli inibitori del VMAT2 ha migliorato significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Il decorso può essere influenzato anche dalle condizioni generali di salute del paziente. Un intervento precoce è il fattore determinante per una risoluzione completa e senza esiti.

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Prevenzione

La prevenzione della corea indotta da farmaci si basa sull'uso prudente e consapevole dei farmaci a rischio. Le linee guida principali includono:

  • Prescrizione Appropriata: I medici dovrebbero prescrivere farmaci neurolettici o antiemetici solo quando strettamente necessario e per la durata minima efficace.
  • Monitoraggio Regolare: I pazienti in terapia cronica con antipsicotici o levodopa devono essere sottoposti a controlli neurologici periodici per identificare precocemente segni minimi di movimenti involontari.
  • Scelta di Farmaci a Basso Rischio: Preferire, quando possibile, antipsicotici di seconda generazione che hanno una minore affinità per i recettori D2 della dopamina nel sistema motorio.
  • Educazione del Paziente: Informare i pazienti e i caregiver sui possibili effetti collaterali motori, istruendoli a segnalare immediatamente qualsiasi movimento anomalo del viso, della lingua o degli arti.
  • Evitare l'Automedicazione: È fondamentale non assumere farmaci che influenzano il sistema nervoso centrale senza consiglio medico, inclusi alcuni farmaci comuni per la nausea.
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Quando Consultare un Medico

È necessario consultare un medico o uno specialista neurologo non appena si notano i primi segni di movimenti involontari. Non bisogna attendere che i sintomi diventino invalidanti.

I segnali d'allarme che richiedono una valutazione immediata includono:

  • Comparsa di scatti improvvisi o movimenti "a danza" delle mani o dei piedi.
  • Difficoltà persistente nel tenere ferma la lingua o movimenti ripetitivi delle labbra.
  • Sviluppo di una parola biascicata o difficoltà improvvisa nella deglutizione.
  • Senso di irrequietezza interna che impedisce di stare seduti fermi.
  • Peggioramento della coordinazione motoria che causa cadute o incidenti.

Se i sintomi compaiono dopo l'inizio di un nuovo farmaco o dopo un cambio di dosaggio, è fondamentale comunicarlo tempestivamente al medico prescrittore. Una gestione rapida può prevenire la cronicizzazione del disturbo e garantire un ritorno alla normale funzionalità motoria.

Corea indotta da farmaci

Definizione

La corea indotta da farmaci è un disturbo del movimento caratterizzato dalla comparsa di movimenti involontari, brevi, irregolari e non ritmici, che sembrano fluire da una parte del corpo all'altra. Il termine "corea" deriva dal greco antico e significa "danza", a causa dell'aspetto fluido e continuo dei movimenti che colpiscono i pazienti. Questa condizione non è una malattia primaria del sistema nervoso, ma una reazione avversa o un effetto collaterale legato all'assunzione, alla sospensione o al sovradosaggio di determinate sostanze farmacologiche.

Dal punto di vista fisiopatologico, la corea è generalmente il risultato di uno squilibrio nei circuiti dei gangli della base, strutture cerebrali profonde responsabili della regolazione del movimento. In particolare, si ritiene che un'eccessiva attività del sistema dopaminergico o un'ipersensibilità dei recettori della dopamina giochino un ruolo cruciale. Quando un farmaco altera questo delicato equilibrio, il cervello perde la capacità di sopprimere i movimenti indesiderati, portando alle manifestazioni cliniche tipiche.

È importante distinguere la corea acuta da forme più croniche e potenzialmente irreversibili, come la discinesia tardiva, che può insorgere dopo anni di terapia con farmaci neurolettici. Sebbene la corea indotta da farmaci possa essere allarmante per il paziente e i familiari, in molti casi è reversibile una volta identificata la causa e modificata la terapia farmacologica sotto stretto controllo medico.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della corea indotta da farmaci sono molteplici e coinvolgono diverse classi di medicinali. La causa più comune è legata ai farmaci che agiscono sul sistema della dopamina. Tra questi, i principali responsabili sono:

  • Farmaci per la malattia di Parkinson: L'uso prolungato di levodopa o di agonisti della dopamina può portare a fluttuazioni motorie e alla comparsa di ipercinesia (movimenti eccessivi). In questo contesto, la corea è spesso definita "discinesia da picco dose".
  • Neurolettici e Antipsicotici: Utilizzati per trattare la schizofrenia e altri disturbi psichiatrici, questi farmaci bloccano i recettori della dopamina. Paradossalmente, sia l'assunzione che la sospensione brusca possono scatenare movimenti coreici. I farmaci di vecchia generazione (es. aloperidolo, clorpromazina) presentano un rischio maggiore rispetto agli antipsicotici atipici di nuova generazione.
  • Antiemetici: Alcuni farmaci usati per la nausea e il vomito, come la metoclopramide, agiscono come bloccanti della dopamina e possono causare reazioni extrapiramidali, inclusa la corea.
  • Anticonvulsivanti: Farmaci come la fenitoina, l'acido valproico e l'etosussimide sono stati associati a casi rari di movimenti involontari.
  • Stimolanti: L'uso di anfetamine, metilfenidato o cocaina può indurre corea a causa del massiccio rilascio di dopamina nel cervello.
  • Contraccettivi orali e Terapia Ormonale: Gli estrogeni possono sensibilizzare i recettori dopaminergici, scatenando la corea in donne predisposte (spesso con una storia pregressa di corea di Sydenham o corea gravidica).

I fattori di rischio includono l'età avanzata (maggiore suscettibilità ai farmaci neurolettici), il genere femminile (particolarmente per le forme legate agli ormoni), la presenza di preesistenti danni cerebrali o malattie neurologiche, e la predisposizione genetica. Anche la durata del trattamento e il dosaggio elevato aumentano significativamente la probabilità di sviluppare questo disturbo.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della corea indotta da farmaci è dominato da movimenti involontari che possono variare da lievi a gravemente invalidanti. Questi movimenti sono tipicamente imprevedibili e possono colpire qualsiasi distretto muscolare.

Le manifestazioni principali includono:

  • Movimenti degli arti: Il paziente può presentare scatti improvvisi delle dita, delle mani o dei piedi. Questi movimenti possono sembrare gesti semi-volontari (come aggiustarsi i capelli o i vestiti) che il paziente usa per mascherare l'involontarietà, un fenomeno noto come "paracinesia".
  • Coinvolgimento facciale: Sono comuni smorfie facciali, ammiccamenti eccessivi, arricciamento delle labbra o protrusione della lingua.
  • Atetosi: Spesso associata alla corea, consiste in movimenti lenti, sinuosi e vermicolari, che colpiscono soprattutto le parti distali degli arti (mani e dita).
  • Disartria: La coordinazione dei muscoli della fonazione può essere compromessa, rendendo il linguaggio inceppato o difficile da comprendere.
  • Disfagia: Nei casi più gravi, i movimenti involontari possono interessare i muscoli della gola, causando difficoltà a deglutire e aumentando il rischio di aspirazione.
  • Instabilità posturale: La corea che colpisce il tronco e le gambe può alterare l'equilibrio, portando a una andatura instabile e aumentando il rischio di cadute.
  • Ipotonia: Spesso si riscontra una riduzione del tono muscolare basale.
  • Acatisia: Una sensazione soggettiva di irrequietezza motoria che spinge il paziente a muoversi continuamente.
  • Distonia: Contrazioni muscolari prolungate che causano posture anomale o movimenti ripetitivi.

I sintomi tendono a peggiorare durante lo stress emotivo o l'attività fisica e scompaiono completamente durante il sonno. In alcuni pazienti, la corea può essere accompagnata da sintomi psichiatrici come ansia, irritabilità o labilità emotiva, spesso legati al disagio sociale causato dai movimenti visibili.

Diagnosi

La diagnosi di corea indotta da farmaci è essenzialmente clinica e si basa su un'attenta anamnesi e sull'esame obiettivo neurologico. Il medico deve ricostruire con precisione la cronologia dell'assunzione dei farmaci per stabilire una correlazione temporale tra l'inizio (o la variazione del dosaggio) di una sostanza e la comparsa dei sintomi.

Il processo diagnostico prevede:

  1. Anamnesi Farmacologica: È il passaggio più critico. Il medico indagherà su tutti i farmaci assunti, inclusi quelli da banco, gli integratori e le sostanze ricreative. Particolare attenzione viene data ai neurolettici, agli antiemetici e ai farmaci per il Parkinson.
  2. Esame Neurologico: Serve a caratterizzare il tipo di movimento (corea vs tremore o tic) e a valutarne la gravità. Scale di valutazione come la AIMS (Abnormal Involuntary Movement Scale) vengono spesso utilizzate per monitorare l'entità dei movimenti.
  3. Esami del Sangue: Utili per escludere altre cause di corea, come squilibri elettrolitici, ipertiroidismo, lupus eritematoso sistemico o malattie metaboliche.
  4. Neuroimaging (RM o TC cerebrale): Sebbene la corea indotta da farmaci non mostri alterazioni strutturali specifiche, la risonanza magnetica è utile per escludere ictus, tumori o segni di neurodegenerazione (come nella malattia di Huntington).
  5. Test Genetici: Vengono presi in considerazione solo se la storia familiare suggerisce una malattia ereditaria e se i sintomi persistono nonostante la sospensione del farmaco sospetto.

La diagnosi differenziale è fondamentale per distinguere questa condizione da altre forme di corea, come quella autoimmune, vascolare o ereditaria.

Trattamento e Terapie

Il trattamento primario della corea indotta da farmaci consiste nella gestione della terapia farmacologica che ha scatenato il disturbo. L'approccio deve essere personalizzato e guidato da uno specialista neurologo o psichiatra.

Le strategie terapeutiche includono:

  • Sospensione o Riduzione del Farmaco: Se possibile, il farmaco responsabile viene gradualmente sospeso o il dosaggio viene ridotto. È fondamentale non interrompere mai bruscamente i farmaci antipsicotici o dopaminergici senza supervisione medica, poiché ciò potrebbe peggiorare i sintomi o causare una sindrome da sospensione.
  • Sostituzione del Farmaco: Se il paziente necessita assolutamente di una terapia antipsicotica, il medico può decidere di passare a un farmaco con un profilo di rischio minore per i disturbi del movimento (come la clozapina o la quetiapina).
  • Aggiustamento della Levodopa: Nei pazienti con malattia di Parkinson, il medico può frazionare le dosi di levodopa o aggiungere farmaci che ne prolungano l'effetto per evitare i picchi plasmatici che causano la corea.
  • Terapie Farmacologiche Specifiche: Se la corea è grave e non risponde alla modifica della terapia di base, possono essere prescritti farmaci per controllare i movimenti:
    • Inibitori del VMAT2: Farmaci come la tetrabenazina o la deutetrabenazina agiscono riducendo la quantità di dopamina disponibile nelle sinapsi e sono molto efficaci nel ridurre i movimenti coreici.
    • Benzodiazepine: Possono essere utilizzate a breve termine per ridurre l'intensità dei movimenti grazie al loro effetto rilassante e sedativo.
    • Amantadina: Talvolta utilizzata per ridurre le discinesie indotte da levodopa.

Oltre alla terapia farmacologica, il supporto psicologico può essere utile per gestire l'impatto emotivo e sociale della malattia. La fisioterapia può aiutare a migliorare l'equilibrio e a prevenire le cadute.

Prognosi e Decorso

La prognosi della corea indotta da farmaci è generalmente favorevole, ma dipende strettamente dal tipo di farmaco coinvolto e dalla durata dell'esposizione.

Nelle forme acute (come quelle causate da stimolanti o da reazioni idiosincrasiche a breve termine), i sintomi solitamente si risolvono entro pochi giorni o settimane dalla sospensione della sostanza. Nella corea indotta da levodopa, i movimenti involontari tendono a persistere finché il dosaggio rimane elevato, ma possono essere gestiti con aggiustamenti terapeutici.

La situazione è più complessa nel caso della discinesia tardiva causata da neurolettici. In questo caso, i movimenti possono persistere per mesi o anni dopo la sospensione del farmaco e, in alcuni casi, possono diventare permanenti. Tuttavia, anche in queste situazioni, l'introduzione di nuovi trattamenti come gli inibitori del VMAT2 ha migliorato significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Il decorso può essere influenzato anche dalle condizioni generali di salute del paziente. Un intervento precoce è il fattore determinante per una risoluzione completa e senza esiti.

Prevenzione

La prevenzione della corea indotta da farmaci si basa sull'uso prudente e consapevole dei farmaci a rischio. Le linee guida principali includono:

  • Prescrizione Appropriata: I medici dovrebbero prescrivere farmaci neurolettici o antiemetici solo quando strettamente necessario e per la durata minima efficace.
  • Monitoraggio Regolare: I pazienti in terapia cronica con antipsicotici o levodopa devono essere sottoposti a controlli neurologici periodici per identificare precocemente segni minimi di movimenti involontari.
  • Scelta di Farmaci a Basso Rischio: Preferire, quando possibile, antipsicotici di seconda generazione che hanno una minore affinità per i recettori D2 della dopamina nel sistema motorio.
  • Educazione del Paziente: Informare i pazienti e i caregiver sui possibili effetti collaterali motori, istruendoli a segnalare immediatamente qualsiasi movimento anomalo del viso, della lingua o degli arti.
  • Evitare l'Automedicazione: È fondamentale non assumere farmaci che influenzano il sistema nervoso centrale senza consiglio medico, inclusi alcuni farmaci comuni per la nausea.

Quando Consultare un Medico

È necessario consultare un medico o uno specialista neurologo non appena si notano i primi segni di movimenti involontari. Non bisogna attendere che i sintomi diventino invalidanti.

I segnali d'allarme che richiedono una valutazione immediata includono:

  • Comparsa di scatti improvvisi o movimenti "a danza" delle mani o dei piedi.
  • Difficoltà persistente nel tenere ferma la lingua o movimenti ripetitivi delle labbra.
  • Sviluppo di una parola biascicata o difficoltà improvvisa nella deglutizione.
  • Senso di irrequietezza interna che impedisce di stare seduti fermi.
  • Peggioramento della coordinazione motoria che causa cadute o incidenti.

Se i sintomi compaiono dopo l'inizio di un nuovo farmaco o dopo un cambio di dosaggio, è fondamentale comunicarlo tempestivamente al medico prescrittore. Una gestione rapida può prevenire la cronicizzazione del disturbo e garantire un ritorno alla normale funzionalità motoria.

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