Parkinsonismo secondario

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Definizione

Il parkinsonismo secondario è una condizione clinica caratterizzata da un insieme di segni e sintomi motori che mimano quelli della malattia di Parkinson idiopatica, ma che riconoscono una causa esterna, identificabile e spesso potenzialmente reversibile. A differenza della forma primaria, che è una patologia neurodegenerativa progressiva a eziologia ignota, il parkinsonismo secondario è la conseguenza di un danno al sistema dei gangli della base o di un'interferenza con le vie dopaminergiche cerebrali provocata da fattori specifici come farmaci, tossine, traumi o altre patologie sistemiche.

Dal punto di vista fisiopatologico, questa condizione si manifesta quando la trasmissione della dopamina nel cervello viene interrotta o ridotta. La dopamina è un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti fluidi e coordinati; quando i suoi recettori sono bloccati (come nel caso di alcuni farmaci) o quando le cellule che la producono sono danneggiate da insulti vascolari o tossici, il paziente sviluppa la tipica sintomatologia parkinsoniana. È fondamentale distinguere precocemente questa forma dalla malattia di Parkinson classica, poiché l'approccio terapeutico e la prognosi possono variare drasticamente.

Sebbene i sintomi possano apparire identici a quelli della forma idiopatica, il parkinsonismo secondario presenta spesso caratteristiche peculiari, come un'insorgenza più rapida, una distribuzione dei sintomi più simmetrica sin dalle fasi iniziali e una risposta meno marcata alla terapia con levodopa. Comprendere la causa sottostante è il primo passo cruciale per impostare un trattamento efficace che, in molti casi, può portare alla risoluzione completa dei disturbi.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause del parkinsonismo secondario sono estremamente eterogenee e possono essere classificate in diverse categorie principali:

  1. Parkinsonismo Iatrogeno (Indotto da Farmaci): È la causa più comune di parkinsonismo secondario. Molti farmaci che bloccano i recettori della dopamina (antagonisti dopaminergici) possono scatenare i sintomi. Tra questi figurano gli antipsicotici (neurolettici) utilizzati in psichiatria, ma anche farmaci antiemetici comuni (usati per la nausea) come la metoclopramide. Anche alcuni calcio-antagonisti e farmaci per il trattamento del disturbo bipolare possono essere responsabili.
  2. Parkinsonismo Vascolare: Causato da piccoli ictus ripetuti o da una malattia dei piccoli vasi cerebrali che danneggia le aree del cervello responsabili del movimento. Spesso colpisce prevalentemente gli arti inferiori, portando a gravi difficoltà nel camminare.
  3. Tossine e Agenti Ambientali: L'esposizione prolungata a sostanze tossiche come il manganese (comune in alcuni contesti industriali), il monossido di carbonio, il cianuro o il metanolo può danneggiare i gangli della base. Storicamente, anche l'esposizione alla neurotossina MPTP è stata collegata a forme gravi di parkinsonismo.
  4. Traumi Cranici: Traumi ripetuti al capo, tipici di sport da contatto come il pugilato (la cosiddetta "demenza pugilistica"), possono causare danni strutturali che portano a sintomi parkinsoniani cronici.
  5. Infezioni: Sebbene più raro oggi, il parkinsonismo può svilupparsi a seguito di un'encefalite (come l'encefalite letargica del secolo scorso) o in associazione a infezioni virali moderne come l'HIV.
  6. Cause Metaboliche e Altre Patologie: Malattie come la malattia di Wilson (accumulo di rame), l'idrocefalo normoteso o la presenza di un tumore al cervello possono comprimere o danneggiare le strutture dopaminergiche.

I fattori di rischio includono l'età avanzata (specialmente per la forma vascolare), la predisposizione genetica a metabolizzare i farmaci in modo inefficiente e la presenza di patologie cardiovascolari preesistenti come l'ipertensione e il diabete.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico del parkinsonismo secondario è dominato dalla cosiddetta "triade parkinsoniana", ma con sfumature che aiutano il medico nella diagnosi differenziale. I sintomi principali includono:

  • Tremore: Spesso si manifesta come un tremore a riposo, tipicamente alle mani, che scompare durante il movimento volontario. Tuttavia, nel parkinsonismo secondario, il tremore può essere meno evidente o più irregolare rispetto alla malattia di Parkinson idiopatica.
  • Bradicinesia: Si tratta della lentezza nei movimenti e della perdita della spontaneità motoria. Il paziente impiega più tempo per svolgere attività quotidiane semplici come vestirsi o mangiare.
  • Rigidità muscolare: Una sensazione di resistenza nei muscoli degli arti e del tronco, che può causare dolore e limitazione del movimento. Spesso descritta come "rigidità a ruota dentata".
  • Instabilità posturale: Una compromissione dell'equilibrio che aumenta significativamente il rischio di cadute frequenti.

Oltre a questi sintomi cardine, possono manifestarsi:

  • Ipomimia: Una ridotta espressività del volto, che appare fisso o simile a una maschera.
  • Micrografia: Un cambiamento nella scrittura, che diventa progressivamente più piccola e difficile da leggere.
  • Disturbi del cammino: Il paziente può presentare passi brevi, trascinati e una riduzione del pendolamento delle braccia. Nel parkinsonismo vascolare, è tipica la "marcia a piccoli passi" con base allargata.
  • Sialorrea: Un'eccessiva salivazione dovuta alla ridotta frequenza della deglutizione spontanea.
  • Disfagia: Nelle fasi più avanzate o in forme specifiche, può comparire difficoltà a deglutire.
  • Sintomi Cognitivi e Psichiatrici: Possono verificarsi declino cognitivo, depressione, ansia e disturbi del sonno.
  • Incontinenza urinaria: Particolarmente comune nelle forme vascolari o associate a idrocefalo.

Una caratteristica distintiva del parkinsonismo secondario è spesso la simmetria: i sintomi tendono a colpire entrambi i lati del corpo contemporaneamente, a differenza della malattia di Parkinson che solitamente inizia in modo asimmetrico.

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Diagnosi

La diagnosi di parkinsonismo secondario è prevalentemente clinica e si basa su un'anamnesi estremamente dettagliata e un esame obiettivo neurologico approfondito. Il medico deve indagare meticolosamente l'uso di farmaci passati e presenti, l'esposizione a tossine ambientali e la storia medica generale del paziente.

Gli strumenti diagnostici includono:

  1. Revisione Farmacologica: È il primo passo fondamentale. Identificare l'assunzione di neurolettici o antiemetici può confermare un parkinsonismo iatrogeno.
  2. Risonanza Magnetica (RM) o TC Encefalo: Questi esami sono essenziali per escludere cause strutturali. Possono rivelare segni di ictus multipli (parkinsonismo vascolare), tumori, accumuli di metalli o segni di idrocefalo normoteso (dilatazione dei ventricoli cerebrali).
  3. DaTscan (Tomografia a emissione di fotone singolo): Questa tecnica di imaging nucleare valuta l'integrità dei terminali dopaminergici presinaptici. Nella malattia di Parkinson idiopatica, il DaTscan è quasi sempre alterato. Nel parkinsonismo indotto da farmaci, il DaTscan è solitamente normale, poiché il problema risiede nel blocco dei recettori e non nella perdita dei neuroni che producono dopamina.
  4. Esami del Sangue: Utili per escludere squilibri metabolici, carenze vitaminiche o malattie rare come la malattia di Wilson (dosaggio della ceruloplasmina e del rame).
  5. Test alla Levodopa: Si osserva la risposta del paziente alla somministrazione di levodopa. Una scarsa risposta suggerisce spesso una forma di parkinsonismo secondario o atipico piuttosto che la malattia di Parkinson classica.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento del parkinsonismo secondario si concentra primariamente sulla rimozione o sulla gestione della causa scatenante. A differenza della forma idiopatica, dove la terapia è puramente sintomatica e cronica, qui esiste la possibilità di una guarigione o di un miglioramento significativo.

  • Sospensione dei Farmaci Responsabili: Nel caso di parkinsonismo iatrogeno, la sospensione graduale (sotto stretto controllo medico) del farmaco incriminato porta solitamente alla risoluzione dei sintomi entro poche settimane o mesi. Se il farmaco non può essere sospeso (ad esempio un antipsicotico necessario), il medico può optare per molecole di nuova generazione con minori effetti collaterali extrapiramidali.
  • Terapia Farmacologica Sintomatica: Sebbene la levodopa sia meno efficace nel parkinsonismo secondario, può essere tentata a dosaggi adeguati per alleviare la rigidità e la lentezza. Altri farmaci come l'amantadina possono essere utili in casi specifici.
  • Gestione dei Fattori Vascolari: Nel parkinsonismo vascolare, è fondamentale controllare rigorosamente la pressione arteriosa, il colesterolo e la glicemia per prevenire ulteriori danni ischemici al cervello.
  • Intervento Chirurgico: In caso di idrocefalo normoteso, l'inserimento di uno shunt ventricolo-peritoneale può drenare il liquido in eccesso e migliorare drasticamente i sintomi motori e cognitivi.
  • Riabilitazione Fisica e Occupazionale: La fisioterapia è essenziale per migliorare l'equilibrio, la forza muscolare e prevenire le cadute. La logopedia può aiutare in caso di difficoltà a deglutire o problemi di fonazione.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi del parkinsonismo secondario dipende interamente dalla causa sottostante e dalla tempestività dell'intervento.

  • Forme Iatrogene: Hanno generalmente una prognosi eccellente. Una volta rimosso il farmaco, la maggior parte dei pazienti torna alla normalità, sebbene in alcuni casi i sintomi possano persistere per mesi o, raramente, diventare permanenti se il danno è stato prolungato.
  • Forme Vascolari: Il decorso tende a essere a "gradini", con peggioramenti improvvisi in corrispondenza di nuovi eventi ischemici. La stabilità può essere raggiunta con un buon controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, ma il recupero completo è difficile.
  • Forme Tossiche o Traumatiche: Il danno può essere stabile o progressivo a seconda dell'entità dell'insulto iniziale. In questi casi, la gestione è focalizzata sul mantenimento della funzionalità residua.
  • Forme Infettive: La prognosi varia in base alla gravità dell'infezione e alla risposta alle terapie antimicrobiche o antivirali.

In generale, il parkinsonismo secondario non riduce necessariamente l'aspettativa di vita se la causa viene gestita correttamente, ma può impattare significativamente sulla qualità della vita a causa delle limitazioni motorie.

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Prevenzione

La prevenzione del parkinsonismo secondario si basa sulla gestione attenta dei fattori scatenanti noti:

  1. Uso Prudente dei Farmaci: I medici dovrebbero prescrivere neurolettici e antiemetici solo quando strettamente necessario, utilizzando la dose minima efficace e monitorando attentamente la comparsa di segni motori precoci.
  2. Salute Cardiovascolare: Prevenire l'ipertensione, il diabete e l'ipercolesterolemia riduce drasticamente il rischio di parkinsonismo vascolare.
  3. Sicurezza sul Lavoro: Utilizzare dispositivi di protezione individuale in ambienti industriali dove si maneggiano metalli pesanti o sostanze chimiche tossiche.
  4. Protezione dai Traumi: Utilizzare caschi e protezioni adeguate durante attività sportive o lavorative ad alto rischio di impatto cranico.
  5. Stile di Vita Sano: Una dieta equilibrata e l'esercizio fisico regolare contribuiscono alla salute generale del cervello e del sistema vascolare.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a un neurologo se si notano cambiamenti improvvisi o graduali nelle capacità motorie. In particolare, prestare attenzione a:

  • Comparsa di un tremore persistente a una mano o a una gamba.
  • Sensazione di estrema rigidità o fatica a iniziare un movimento (come alzarsi da una sedia).
  • Cambiamenti nel modo di camminare, specialmente se si avverte un senso di instabilità o si verificano cadute inspiegabili.
  • Se si sta assumendo un nuovo farmaco per disturbi psichiatrici o gastrici e si nota la comparsa di lentezza o tremori.

Un intervento precoce è essenziale: nel caso del parkinsonismo secondario, identificare la causa può significare la differenza tra una disabilità cronica e un recupero completo.

Parkinsonismo secondario

Definizione

Il parkinsonismo secondario è una condizione clinica caratterizzata da un insieme di segni e sintomi motori che mimano quelli della malattia di Parkinson idiopatica, ma che riconoscono una causa esterna, identificabile e spesso potenzialmente reversibile. A differenza della forma primaria, che è una patologia neurodegenerativa progressiva a eziologia ignota, il parkinsonismo secondario è la conseguenza di un danno al sistema dei gangli della base o di un'interferenza con le vie dopaminergiche cerebrali provocata da fattori specifici come farmaci, tossine, traumi o altre patologie sistemiche.

Dal punto di vista fisiopatologico, questa condizione si manifesta quando la trasmissione della dopamina nel cervello viene interrotta o ridotta. La dopamina è un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti fluidi e coordinati; quando i suoi recettori sono bloccati (come nel caso di alcuni farmaci) o quando le cellule che la producono sono danneggiate da insulti vascolari o tossici, il paziente sviluppa la tipica sintomatologia parkinsoniana. È fondamentale distinguere precocemente questa forma dalla malattia di Parkinson classica, poiché l'approccio terapeutico e la prognosi possono variare drasticamente.

Sebbene i sintomi possano apparire identici a quelli della forma idiopatica, il parkinsonismo secondario presenta spesso caratteristiche peculiari, come un'insorgenza più rapida, una distribuzione dei sintomi più simmetrica sin dalle fasi iniziali e una risposta meno marcata alla terapia con levodopa. Comprendere la causa sottostante è il primo passo cruciale per impostare un trattamento efficace che, in molti casi, può portare alla risoluzione completa dei disturbi.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause del parkinsonismo secondario sono estremamente eterogenee e possono essere classificate in diverse categorie principali:

  1. Parkinsonismo Iatrogeno (Indotto da Farmaci): È la causa più comune di parkinsonismo secondario. Molti farmaci che bloccano i recettori della dopamina (antagonisti dopaminergici) possono scatenare i sintomi. Tra questi figurano gli antipsicotici (neurolettici) utilizzati in psichiatria, ma anche farmaci antiemetici comuni (usati per la nausea) come la metoclopramide. Anche alcuni calcio-antagonisti e farmaci per il trattamento del disturbo bipolare possono essere responsabili.
  2. Parkinsonismo Vascolare: Causato da piccoli ictus ripetuti o da una malattia dei piccoli vasi cerebrali che danneggia le aree del cervello responsabili del movimento. Spesso colpisce prevalentemente gli arti inferiori, portando a gravi difficoltà nel camminare.
  3. Tossine e Agenti Ambientali: L'esposizione prolungata a sostanze tossiche come il manganese (comune in alcuni contesti industriali), il monossido di carbonio, il cianuro o il metanolo può danneggiare i gangli della base. Storicamente, anche l'esposizione alla neurotossina MPTP è stata collegata a forme gravi di parkinsonismo.
  4. Traumi Cranici: Traumi ripetuti al capo, tipici di sport da contatto come il pugilato (la cosiddetta "demenza pugilistica"), possono causare danni strutturali che portano a sintomi parkinsoniani cronici.
  5. Infezioni: Sebbene più raro oggi, il parkinsonismo può svilupparsi a seguito di un'encefalite (come l'encefalite letargica del secolo scorso) o in associazione a infezioni virali moderne come l'HIV.
  6. Cause Metaboliche e Altre Patologie: Malattie come la malattia di Wilson (accumulo di rame), l'idrocefalo normoteso o la presenza di un tumore al cervello possono comprimere o danneggiare le strutture dopaminergiche.

I fattori di rischio includono l'età avanzata (specialmente per la forma vascolare), la predisposizione genetica a metabolizzare i farmaci in modo inefficiente e la presenza di patologie cardiovascolari preesistenti come l'ipertensione e il diabete.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico del parkinsonismo secondario è dominato dalla cosiddetta "triade parkinsoniana", ma con sfumature che aiutano il medico nella diagnosi differenziale. I sintomi principali includono:

  • Tremore: Spesso si manifesta come un tremore a riposo, tipicamente alle mani, che scompare durante il movimento volontario. Tuttavia, nel parkinsonismo secondario, il tremore può essere meno evidente o più irregolare rispetto alla malattia di Parkinson idiopatica.
  • Bradicinesia: Si tratta della lentezza nei movimenti e della perdita della spontaneità motoria. Il paziente impiega più tempo per svolgere attività quotidiane semplici come vestirsi o mangiare.
  • Rigidità muscolare: Una sensazione di resistenza nei muscoli degli arti e del tronco, che può causare dolore e limitazione del movimento. Spesso descritta come "rigidità a ruota dentata".
  • Instabilità posturale: Una compromissione dell'equilibrio che aumenta significativamente il rischio di cadute frequenti.

Oltre a questi sintomi cardine, possono manifestarsi:

  • Ipomimia: Una ridotta espressività del volto, che appare fisso o simile a una maschera.
  • Micrografia: Un cambiamento nella scrittura, che diventa progressivamente più piccola e difficile da leggere.
  • Disturbi del cammino: Il paziente può presentare passi brevi, trascinati e una riduzione del pendolamento delle braccia. Nel parkinsonismo vascolare, è tipica la "marcia a piccoli passi" con base allargata.
  • Sialorrea: Un'eccessiva salivazione dovuta alla ridotta frequenza della deglutizione spontanea.
  • Disfagia: Nelle fasi più avanzate o in forme specifiche, può comparire difficoltà a deglutire.
  • Sintomi Cognitivi e Psichiatrici: Possono verificarsi declino cognitivo, depressione, ansia e disturbi del sonno.
  • Incontinenza urinaria: Particolarmente comune nelle forme vascolari o associate a idrocefalo.

Una caratteristica distintiva del parkinsonismo secondario è spesso la simmetria: i sintomi tendono a colpire entrambi i lati del corpo contemporaneamente, a differenza della malattia di Parkinson che solitamente inizia in modo asimmetrico.

Diagnosi

La diagnosi di parkinsonismo secondario è prevalentemente clinica e si basa su un'anamnesi estremamente dettagliata e un esame obiettivo neurologico approfondito. Il medico deve indagare meticolosamente l'uso di farmaci passati e presenti, l'esposizione a tossine ambientali e la storia medica generale del paziente.

Gli strumenti diagnostici includono:

  1. Revisione Farmacologica: È il primo passo fondamentale. Identificare l'assunzione di neurolettici o antiemetici può confermare un parkinsonismo iatrogeno.
  2. Risonanza Magnetica (RM) o TC Encefalo: Questi esami sono essenziali per escludere cause strutturali. Possono rivelare segni di ictus multipli (parkinsonismo vascolare), tumori, accumuli di metalli o segni di idrocefalo normoteso (dilatazione dei ventricoli cerebrali).
  3. DaTscan (Tomografia a emissione di fotone singolo): Questa tecnica di imaging nucleare valuta l'integrità dei terminali dopaminergici presinaptici. Nella malattia di Parkinson idiopatica, il DaTscan è quasi sempre alterato. Nel parkinsonismo indotto da farmaci, il DaTscan è solitamente normale, poiché il problema risiede nel blocco dei recettori e non nella perdita dei neuroni che producono dopamina.
  4. Esami del Sangue: Utili per escludere squilibri metabolici, carenze vitaminiche o malattie rare come la malattia di Wilson (dosaggio della ceruloplasmina e del rame).
  5. Test alla Levodopa: Si osserva la risposta del paziente alla somministrazione di levodopa. Una scarsa risposta suggerisce spesso una forma di parkinsonismo secondario o atipico piuttosto che la malattia di Parkinson classica.

Trattamento e Terapie

Il trattamento del parkinsonismo secondario si concentra primariamente sulla rimozione o sulla gestione della causa scatenante. A differenza della forma idiopatica, dove la terapia è puramente sintomatica e cronica, qui esiste la possibilità di una guarigione o di un miglioramento significativo.

  • Sospensione dei Farmaci Responsabili: Nel caso di parkinsonismo iatrogeno, la sospensione graduale (sotto stretto controllo medico) del farmaco incriminato porta solitamente alla risoluzione dei sintomi entro poche settimane o mesi. Se il farmaco non può essere sospeso (ad esempio un antipsicotico necessario), il medico può optare per molecole di nuova generazione con minori effetti collaterali extrapiramidali.
  • Terapia Farmacologica Sintomatica: Sebbene la levodopa sia meno efficace nel parkinsonismo secondario, può essere tentata a dosaggi adeguati per alleviare la rigidità e la lentezza. Altri farmaci come l'amantadina possono essere utili in casi specifici.
  • Gestione dei Fattori Vascolari: Nel parkinsonismo vascolare, è fondamentale controllare rigorosamente la pressione arteriosa, il colesterolo e la glicemia per prevenire ulteriori danni ischemici al cervello.
  • Intervento Chirurgico: In caso di idrocefalo normoteso, l'inserimento di uno shunt ventricolo-peritoneale può drenare il liquido in eccesso e migliorare drasticamente i sintomi motori e cognitivi.
  • Riabilitazione Fisica e Occupazionale: La fisioterapia è essenziale per migliorare l'equilibrio, la forza muscolare e prevenire le cadute. La logopedia può aiutare in caso di difficoltà a deglutire o problemi di fonazione.

Prognosi e Decorso

La prognosi del parkinsonismo secondario dipende interamente dalla causa sottostante e dalla tempestività dell'intervento.

  • Forme Iatrogene: Hanno generalmente una prognosi eccellente. Una volta rimosso il farmaco, la maggior parte dei pazienti torna alla normalità, sebbene in alcuni casi i sintomi possano persistere per mesi o, raramente, diventare permanenti se il danno è stato prolungato.
  • Forme Vascolari: Il decorso tende a essere a "gradini", con peggioramenti improvvisi in corrispondenza di nuovi eventi ischemici. La stabilità può essere raggiunta con un buon controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, ma il recupero completo è difficile.
  • Forme Tossiche o Traumatiche: Il danno può essere stabile o progressivo a seconda dell'entità dell'insulto iniziale. In questi casi, la gestione è focalizzata sul mantenimento della funzionalità residua.
  • Forme Infettive: La prognosi varia in base alla gravità dell'infezione e alla risposta alle terapie antimicrobiche o antivirali.

In generale, il parkinsonismo secondario non riduce necessariamente l'aspettativa di vita se la causa viene gestita correttamente, ma può impattare significativamente sulla qualità della vita a causa delle limitazioni motorie.

Prevenzione

La prevenzione del parkinsonismo secondario si basa sulla gestione attenta dei fattori scatenanti noti:

  1. Uso Prudente dei Farmaci: I medici dovrebbero prescrivere neurolettici e antiemetici solo quando strettamente necessario, utilizzando la dose minima efficace e monitorando attentamente la comparsa di segni motori precoci.
  2. Salute Cardiovascolare: Prevenire l'ipertensione, il diabete e l'ipercolesterolemia riduce drasticamente il rischio di parkinsonismo vascolare.
  3. Sicurezza sul Lavoro: Utilizzare dispositivi di protezione individuale in ambienti industriali dove si maneggiano metalli pesanti o sostanze chimiche tossiche.
  4. Protezione dai Traumi: Utilizzare caschi e protezioni adeguate durante attività sportive o lavorative ad alto rischio di impatto cranico.
  5. Stile di Vita Sano: Una dieta equilibrata e l'esercizio fisico regolare contribuiscono alla salute generale del cervello e del sistema vascolare.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a un neurologo se si notano cambiamenti improvvisi o graduali nelle capacità motorie. In particolare, prestare attenzione a:

  • Comparsa di un tremore persistente a una mano o a una gamba.
  • Sensazione di estrema rigidità o fatica a iniziare un movimento (come alzarsi da una sedia).
  • Cambiamenti nel modo di camminare, specialmente se si avverte un senso di instabilità o si verificano cadute inspiegabili.
  • Se si sta assumendo un nuovo farmaco per disturbi psichiatrici o gastrici e si nota la comparsa di lentezza o tremori.

Un intervento precoce è essenziale: nel caso del parkinsonismo secondario, identificare la causa può significare la differenza tra una disabilità cronica e un recupero completo.

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