Sintomi psicotici nella demenza

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Definizione

I sintomi psicotici nella demenza rappresentano una categoria specifica di manifestazioni cliniche che rientrano nel più ampio spettro dei Sintomi Comportamentali e Psicologici della Demenza (BPSD). Questa condizione, identificata dal codice ICD-11 6D86.0, si riferisce alla comparsa di allucinazioni e deliri in individui che hanno già ricevuto una diagnosi di declino cognitivo cronico. Non si tratta di una malattia a sé stante, ma di una complicazione frequente che può emergere in diverse fasi di patologie come la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza a corpi di Lewy.

A differenza dei disturbi psicotici primari (come la schizofrenia), i sintomi psicotici nella demenza sono direttamente correlati alle alterazioni neurobiologiche e strutturali del cervello causate dalla neurodegenerazione. Questi sintomi possono variare da percezioni sensoriali errate a convinzioni fisse e false che non rispondono al ragionamento logico. La loro presenza è spesso fonte di grande sofferenza sia per il paziente, che vive in una realtà distorta e spesso minacciosa, sia per i caregiver, che devono gestire comportamenti difficili e imprevedibili.

La comprensione di questi sintomi è fondamentale perché la loro comparsa segna spesso un punto di svolta nel decorso della malattia, associandosi a un declino funzionale più rapido e a una maggiore necessità di assistenza continua. Identificare correttamente se un paziente soffre di paranoia o se sta avendo allucinazioni visive permette di impostare una strategia terapeutica mirata, che privilegi inizialmente interventi non farmacologici per migliorare la qualità della vita quotidiana.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base dei sintomi psicotici nella demenza sono multifattoriali e coinvolgono complessi cambiamenti neurochimici. La ricerca scientifica ha evidenziato che la degenerazione dei neuroni in aree critiche del cervello, come i lobi frontali e temporali, interrompe i circuiti che regolano la percezione e il giudizio della realtà. Uno dei meccanismi principali riguarda lo squilibrio dei neurotrasmettitori: un eccesso di attività dopaminergica o una carenza di acetilcolina sono spesso associati alla comparsa di deliri e percezioni alterate.

Oltre ai fattori biologici, esistono diversi fattori di rischio e trigger ambientali che possono scatenare o aggravare la psicosi:

  • Danni strutturali cerebrali: La localizzazione delle lesioni (ad esempio, atrofia della corteccia prefrontale) influisce sul tipo di sintomo psicotico manifestato.
  • Comorbilità mediche: Infezioni (come quelle urinarie), dolore non diagnosticato, disidratazione o stitichezza possono causare uno stato di confusione che esacerba la psicosi.
  • Deficit sensoriali: La perdita dell'udito o della vista può portare il paziente a interpretare male gli stimoli ambientali, favorendo l'insorgenza di allucinazioni.
  • Fattori ambientali: Ambienti troppo rumorosi, scarsamente illuminati o cambiamenti improvvisi nella routine quotidiana e nel personale di assistenza possono generare ansia e insicurezza, alimentando pensieri paranoici.
  • Isolamento sociale: La mancanza di stimolazione cognitiva e sociale può accelerare il distacco dalla realtà.

È importante distinguere questi sintomi cronici dal delirium (o stato confusionale acuto), che è una condizione medica d'emergenza caratterizzata da un esordio improvviso e fluttuante, spesso causata da malattie sistemiche o tossicità da farmaci.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi psicotici nella demenza si manifestano principalmente attraverso due categorie: i deliri e le allucinazioni. A questi si associano spesso disturbi del comportamento che complicano il quadro clinico.

Deliri

Il delirio è una convinzione falsa, ferma e incrollabile, nonostante le prove contrarie. Nella demenza, i deliri sono solitamente meno complessi e bizzarri rispetto a quelli della schizofrenia. I più comuni includono:

  • Delirio di persecuzione: Il paziente crede fermamente di essere vittima di un complotto, di essere seguito o che qualcuno voglia avvelenarlo.
  • Delirio di furto: Molto frequente, consiste nella convinzione che familiari o badanti stiano rubando oggetti personali o denaro. Spesso nasce dal fatto che il paziente dimentica dove ha riposto le cose.
  • Delirio di gelosia (Sindrome di Otello): La convinzione infondata che il coniuge o il partner sia infedele.
  • Falso riconoscimento: Il paziente può credere che la propria casa non sia la sua, o che i propri familiari siano degli impostori (Sindrome di Capgras).

Allucinazioni

Le allucinazioni sono percezioni sensoriali in assenza di uno stimolo reale.

  • Allucinazioni visive: Sono le più frequenti nella demenza (specialmente in quella a corpi di Lewy). Il paziente vede persone, bambini o animali che non ci sono.
  • Allucinazioni uditive: Meno comuni delle visive, consistono nel sentire voci, rumori o musica.
  • Allucinazioni tattili o olfattive: Più rare, comportano la sensazione di insetti sulla pelle o odori sgradevoli inesistenti.

Sintomi Associati

La presenza di psicosi scatena spesso una serie di reazioni comportamentali:

  • Agitazione psicomotoria: Il paziente appare irrequieto, cammina continuamente senza meta (vagabondaggio) o compie gesti ripetitivi.
  • Aggressività: Può essere verbale o fisica, spesso come reazione difensiva a un delirio di persecuzione.
  • Irritabilità e ansia: Uno stato di tensione costante dovuto alla percezione di un ambiente ostile.
  • Disturbi del sonno: L'insonnia o l'inversione del ritmo sonno-veglia possono peggiorare le allucinazioni notturne.
  • Apatia o depressione: In alcuni casi, il paziente può chiudersi in se stesso come risposta al disorientamento.
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Diagnosi

La diagnosi dei sintomi psicotici nella demenza è essenzialmente clinica e si basa sull'osservazione del comportamento e sulla raccolta di informazioni dettagliate dai familiari. Non esiste un singolo test di laboratorio per confermare la psicosi, ma il medico segue un protocollo rigoroso:

  1. Anamnesi e Colloquio: Il medico valuta la storia clinica del paziente, la natura dei sintomi (quando sono iniziati, quanto durano, se sono peggiorati) e l'impatto sulla vita quotidiana. È fondamentale escludere che i sintomi siano causati da nuovi farmaci o cambiamenti recenti nella salute fisica.
  2. Scale di Valutazione: Vengono utilizzati strumenti standardizzati come il Neuropsychiatric Inventory (NPI) o la Brief Psychiatric Rating Scale (BPRS) per quantificare la gravità dei sintomi psicotici e monitorare la risposta al trattamento.
  3. Esame Obiettivo e Neurologico: Per identificare segni di altre patologie o effetti collaterali di farmaci.
  4. Esami di Laboratorio: Analisi del sangue (emocromo, elettroliti, funzionalità tiroidea, livelli di vitamina B12) ed esame delle urine per escludere infezioni o squilibri metabolici che potrebbero causare disorientamento e allucinazioni.
  5. Neuroimaging: Una TC o una Risonanza Magnetica (RM) del encefalo possono essere utili per valutare la progressione della demenza o escludere eventi acuti come ictus o tumori.

Un passaggio cruciale è la diagnosi differenziale con il delirium. Mentre la psicosi nella demenza è persistente, il delirium è un'alterazione acuta dell'attenzione e della consapevolezza che richiede un intervento medico immediato.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento dei sintomi psicotici nella demenza deve essere personalizzato e multidimensionale. L'obiettivo principale non è necessariamente l'eliminazione totale dei sintomi, ma la riduzione della sofferenza del paziente e il miglioramento della sicurezza.

Approcci Non Farmacologici (Prima Linea)

Prima di ricorrere ai farmaci, è essenziale intervenire sull'ambiente e sulla comunicazione:

  • Validazione Emotiva: Invece di contraddire il paziente (che può aumentare l'aggressività), è meglio convalidare l'emozione che prova. Se il paziente ha paura di un ladro inesistente, è più utile rassicurarlo sulla sua sicurezza piuttosto che spiegargli logicamente che non c'è nessuno.
  • Modifica dell'Ambiente: Migliorare l'illuminazione per eliminare ombre che potrebbero essere scambiate per persone, ridurre i rumori forti e mantenere una routine prevedibile.
  • Terapie Occupazionali: Attività come la musicoterapia, la pet therapy o la stimolazione sensoriale possono ridurre l'ansia e la frequenza delle allucinazioni.
  • Supporto ai Caregiver: Educare chi assiste il paziente a riconoscere i trigger e a gestire le crisi riduce lo stress del nucleo familiare.

Terapie Farmacologiche

I farmaci vengono utilizzati solo quando i sintomi psicotici causano grave pericolo (aggressività verso sé o altri) o sofferenza estrema e gli approcci non farmacologici hanno fallito.

  • Antipsicotici Atipici: Farmaci come il risperidone, l'olanzapina o la quetiapina possono essere prescritti a dosaggi molto bassi. Tuttavia, il loro uso deve essere limitato nel tempo a causa del rischio di effetti collaterali gravi, inclusi problemi cardiovascolari e un aumento della mortalità negli anziani con demenza.
  • Inibitori della colinesterasi: Farmaci come il donepezil o la rivastigmina, usati per la memoria, possono talvolta ridurre le allucinazioni, specialmente nella demenza a corpi di Lewy.
  • Antidepressivi e Ansiolitici: Possono essere utili se la psicosi è accompagnata da forte depressione o agitazione.
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Prognosi e Decorso

La comparsa di sintomi psicotici nella demenza è generalmente considerata un indicatore di una fase più avanzata della malattia. Il decorso è variabile: in alcuni pazienti i sintomi possono essere transitori e risolversi con piccoli aggiustamenti ambientali, mentre in altri possono diventare cronici e richiedere una gestione farmacologica a lungo termine.

La presenza di psicosi è spesso associata a:

  • Una progressione più rapida del declino cognitivo.
  • Una maggiore difficoltà nelle attività della vita quotidiana.
  • Un aumento del rischio di cadute e ospedalizzazioni.
  • Un carico assistenziale molto elevato per i caregiver, che spesso porta alla decisione di ricovero in strutture specializzate.

Tuttavia, con una gestione adeguata e un supporto costante, molti pazienti possono raggiungere una stabilità comportamentale che permette loro di mantenere una buona interazione sociale e un livello di comfort accettabile per lungo tempo.

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Prevenzione

Non è sempre possibile prevenire la comparsa di sintomi psicotici, poiché dipendono in gran parte dall'evoluzione biologica della demenza. Tuttavia, alcune strategie possono ridurne la probabilità o la gravità:

  • Mantenere la Salute Fisica: Controlli regolari per gestire dolore, udito e vista. Una buona idratazione e una dieta equilibrata sono fondamentali.
  • Stimolazione Cognitiva Costante: Mantenere il cervello attivo con attività adeguate alle capacità del paziente aiuta a preservare il contatto con la realtà.
  • Ambiente Sereno: Evitare traslochi frequenti o cambiamenti drastici nell'arredamento. La stabilità ambientale è un potente fattore protettivo contro il disorientamento.
  • Monitoraggio dei Farmaci: Revisionare periodicamente con il medico tutti i farmaci assunti per evitare interazioni che possano causare confusione mentale.
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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a uno specialista (geriatra, neurologo o psichiatra) se si verificano le seguenti situazioni:

  • Cambiamento Improvviso: Se i sintomi psicotici compaiono o peggiorano drasticamente nel giro di pochi giorni (potrebbe trattarsi di un'infezione o di un problema medico acuto).
  • Pericolo per la Sicurezza: Se il paziente manifesta aggressività fisica o minaccia di farsi del male o di fare del male agli altri.
  • Rifiuto di Cibo o Farmaci: Se i deliri portano il paziente a smettere di mangiare, bere o assumere terapie vitali per paura di essere avvelenato.
  • Grave Sofferenza Emotiva: Se il paziente vive in uno stato di terrore costante a causa delle allucinazioni.
  • Esaurimento del Caregiver: Quando chi assiste il paziente non riesce più a gestire la situazione e manifesta segni di forte stress o depressione.

Un intervento precoce permette di escludere cause reversibili e di impostare un piano di cura che protegga la dignità e il benessere del paziente.

Sintomi psicotici nella demenza

Definizione

I sintomi psicotici nella demenza rappresentano una categoria specifica di manifestazioni cliniche che rientrano nel più ampio spettro dei Sintomi Comportamentali e Psicologici della Demenza (BPSD). Questa condizione, identificata dal codice ICD-11 6D86.0, si riferisce alla comparsa di allucinazioni e deliri in individui che hanno già ricevuto una diagnosi di declino cognitivo cronico. Non si tratta di una malattia a sé stante, ma di una complicazione frequente che può emergere in diverse fasi di patologie come la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza a corpi di Lewy.

A differenza dei disturbi psicotici primari (come la schizofrenia), i sintomi psicotici nella demenza sono direttamente correlati alle alterazioni neurobiologiche e strutturali del cervello causate dalla neurodegenerazione. Questi sintomi possono variare da percezioni sensoriali errate a convinzioni fisse e false che non rispondono al ragionamento logico. La loro presenza è spesso fonte di grande sofferenza sia per il paziente, che vive in una realtà distorta e spesso minacciosa, sia per i caregiver, che devono gestire comportamenti difficili e imprevedibili.

La comprensione di questi sintomi è fondamentale perché la loro comparsa segna spesso un punto di svolta nel decorso della malattia, associandosi a un declino funzionale più rapido e a una maggiore necessità di assistenza continua. Identificare correttamente se un paziente soffre di paranoia o se sta avendo allucinazioni visive permette di impostare una strategia terapeutica mirata, che privilegi inizialmente interventi non farmacologici per migliorare la qualità della vita quotidiana.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base dei sintomi psicotici nella demenza sono multifattoriali e coinvolgono complessi cambiamenti neurochimici. La ricerca scientifica ha evidenziato che la degenerazione dei neuroni in aree critiche del cervello, come i lobi frontali e temporali, interrompe i circuiti che regolano la percezione e il giudizio della realtà. Uno dei meccanismi principali riguarda lo squilibrio dei neurotrasmettitori: un eccesso di attività dopaminergica o una carenza di acetilcolina sono spesso associati alla comparsa di deliri e percezioni alterate.

Oltre ai fattori biologici, esistono diversi fattori di rischio e trigger ambientali che possono scatenare o aggravare la psicosi:

  • Danni strutturali cerebrali: La localizzazione delle lesioni (ad esempio, atrofia della corteccia prefrontale) influisce sul tipo di sintomo psicotico manifestato.
  • Comorbilità mediche: Infezioni (come quelle urinarie), dolore non diagnosticato, disidratazione o stitichezza possono causare uno stato di confusione che esacerba la psicosi.
  • Deficit sensoriali: La perdita dell'udito o della vista può portare il paziente a interpretare male gli stimoli ambientali, favorendo l'insorgenza di allucinazioni.
  • Fattori ambientali: Ambienti troppo rumorosi, scarsamente illuminati o cambiamenti improvvisi nella routine quotidiana e nel personale di assistenza possono generare ansia e insicurezza, alimentando pensieri paranoici.
  • Isolamento sociale: La mancanza di stimolazione cognitiva e sociale può accelerare il distacco dalla realtà.

È importante distinguere questi sintomi cronici dal delirium (o stato confusionale acuto), che è una condizione medica d'emergenza caratterizzata da un esordio improvviso e fluttuante, spesso causata da malattie sistemiche o tossicità da farmaci.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi psicotici nella demenza si manifestano principalmente attraverso due categorie: i deliri e le allucinazioni. A questi si associano spesso disturbi del comportamento che complicano il quadro clinico.

Deliri

Il delirio è una convinzione falsa, ferma e incrollabile, nonostante le prove contrarie. Nella demenza, i deliri sono solitamente meno complessi e bizzarri rispetto a quelli della schizofrenia. I più comuni includono:

  • Delirio di persecuzione: Il paziente crede fermamente di essere vittima di un complotto, di essere seguito o che qualcuno voglia avvelenarlo.
  • Delirio di furto: Molto frequente, consiste nella convinzione che familiari o badanti stiano rubando oggetti personali o denaro. Spesso nasce dal fatto che il paziente dimentica dove ha riposto le cose.
  • Delirio di gelosia (Sindrome di Otello): La convinzione infondata che il coniuge o il partner sia infedele.
  • Falso riconoscimento: Il paziente può credere che la propria casa non sia la sua, o che i propri familiari siano degli impostori (Sindrome di Capgras).

Allucinazioni

Le allucinazioni sono percezioni sensoriali in assenza di uno stimolo reale.

  • Allucinazioni visive: Sono le più frequenti nella demenza (specialmente in quella a corpi di Lewy). Il paziente vede persone, bambini o animali che non ci sono.
  • Allucinazioni uditive: Meno comuni delle visive, consistono nel sentire voci, rumori o musica.
  • Allucinazioni tattili o olfattive: Più rare, comportano la sensazione di insetti sulla pelle o odori sgradevoli inesistenti.

Sintomi Associati

La presenza di psicosi scatena spesso una serie di reazioni comportamentali:

  • Agitazione psicomotoria: Il paziente appare irrequieto, cammina continuamente senza meta (vagabondaggio) o compie gesti ripetitivi.
  • Aggressività: Può essere verbale o fisica, spesso come reazione difensiva a un delirio di persecuzione.
  • Irritabilità e ansia: Uno stato di tensione costante dovuto alla percezione di un ambiente ostile.
  • Disturbi del sonno: L'insonnia o l'inversione del ritmo sonno-veglia possono peggiorare le allucinazioni notturne.
  • Apatia o depressione: In alcuni casi, il paziente può chiudersi in se stesso come risposta al disorientamento.

Diagnosi

La diagnosi dei sintomi psicotici nella demenza è essenzialmente clinica e si basa sull'osservazione del comportamento e sulla raccolta di informazioni dettagliate dai familiari. Non esiste un singolo test di laboratorio per confermare la psicosi, ma il medico segue un protocollo rigoroso:

  1. Anamnesi e Colloquio: Il medico valuta la storia clinica del paziente, la natura dei sintomi (quando sono iniziati, quanto durano, se sono peggiorati) e l'impatto sulla vita quotidiana. È fondamentale escludere che i sintomi siano causati da nuovi farmaci o cambiamenti recenti nella salute fisica.
  2. Scale di Valutazione: Vengono utilizzati strumenti standardizzati come il Neuropsychiatric Inventory (NPI) o la Brief Psychiatric Rating Scale (BPRS) per quantificare la gravità dei sintomi psicotici e monitorare la risposta al trattamento.
  3. Esame Obiettivo e Neurologico: Per identificare segni di altre patologie o effetti collaterali di farmaci.
  4. Esami di Laboratorio: Analisi del sangue (emocromo, elettroliti, funzionalità tiroidea, livelli di vitamina B12) ed esame delle urine per escludere infezioni o squilibri metabolici che potrebbero causare disorientamento e allucinazioni.
  5. Neuroimaging: Una TC o una Risonanza Magnetica (RM) del encefalo possono essere utili per valutare la progressione della demenza o escludere eventi acuti come ictus o tumori.

Un passaggio cruciale è la diagnosi differenziale con il delirium. Mentre la psicosi nella demenza è persistente, il delirium è un'alterazione acuta dell'attenzione e della consapevolezza che richiede un intervento medico immediato.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dei sintomi psicotici nella demenza deve essere personalizzato e multidimensionale. L'obiettivo principale non è necessariamente l'eliminazione totale dei sintomi, ma la riduzione della sofferenza del paziente e il miglioramento della sicurezza.

Approcci Non Farmacologici (Prima Linea)

Prima di ricorrere ai farmaci, è essenziale intervenire sull'ambiente e sulla comunicazione:

  • Validazione Emotiva: Invece di contraddire il paziente (che può aumentare l'aggressività), è meglio convalidare l'emozione che prova. Se il paziente ha paura di un ladro inesistente, è più utile rassicurarlo sulla sua sicurezza piuttosto che spiegargli logicamente che non c'è nessuno.
  • Modifica dell'Ambiente: Migliorare l'illuminazione per eliminare ombre che potrebbero essere scambiate per persone, ridurre i rumori forti e mantenere una routine prevedibile.
  • Terapie Occupazionali: Attività come la musicoterapia, la pet therapy o la stimolazione sensoriale possono ridurre l'ansia e la frequenza delle allucinazioni.
  • Supporto ai Caregiver: Educare chi assiste il paziente a riconoscere i trigger e a gestire le crisi riduce lo stress del nucleo familiare.

Terapie Farmacologiche

I farmaci vengono utilizzati solo quando i sintomi psicotici causano grave pericolo (aggressività verso sé o altri) o sofferenza estrema e gli approcci non farmacologici hanno fallito.

  • Antipsicotici Atipici: Farmaci come il risperidone, l'olanzapina o la quetiapina possono essere prescritti a dosaggi molto bassi. Tuttavia, il loro uso deve essere limitato nel tempo a causa del rischio di effetti collaterali gravi, inclusi problemi cardiovascolari e un aumento della mortalità negli anziani con demenza.
  • Inibitori della colinesterasi: Farmaci come il donepezil o la rivastigmina, usati per la memoria, possono talvolta ridurre le allucinazioni, specialmente nella demenza a corpi di Lewy.
  • Antidepressivi e Ansiolitici: Possono essere utili se la psicosi è accompagnata da forte depressione o agitazione.

Prognosi e Decorso

La comparsa di sintomi psicotici nella demenza è generalmente considerata un indicatore di una fase più avanzata della malattia. Il decorso è variabile: in alcuni pazienti i sintomi possono essere transitori e risolversi con piccoli aggiustamenti ambientali, mentre in altri possono diventare cronici e richiedere una gestione farmacologica a lungo termine.

La presenza di psicosi è spesso associata a:

  • Una progressione più rapida del declino cognitivo.
  • Una maggiore difficoltà nelle attività della vita quotidiana.
  • Un aumento del rischio di cadute e ospedalizzazioni.
  • Un carico assistenziale molto elevato per i caregiver, che spesso porta alla decisione di ricovero in strutture specializzate.

Tuttavia, con una gestione adeguata e un supporto costante, molti pazienti possono raggiungere una stabilità comportamentale che permette loro di mantenere una buona interazione sociale e un livello di comfort accettabile per lungo tempo.

Prevenzione

Non è sempre possibile prevenire la comparsa di sintomi psicotici, poiché dipendono in gran parte dall'evoluzione biologica della demenza. Tuttavia, alcune strategie possono ridurne la probabilità o la gravità:

  • Mantenere la Salute Fisica: Controlli regolari per gestire dolore, udito e vista. Una buona idratazione e una dieta equilibrata sono fondamentali.
  • Stimolazione Cognitiva Costante: Mantenere il cervello attivo con attività adeguate alle capacità del paziente aiuta a preservare il contatto con la realtà.
  • Ambiente Sereno: Evitare traslochi frequenti o cambiamenti drastici nell'arredamento. La stabilità ambientale è un potente fattore protettivo contro il disorientamento.
  • Monitoraggio dei Farmaci: Revisionare periodicamente con il medico tutti i farmaci assunti per evitare interazioni che possano causare confusione mentale.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a uno specialista (geriatra, neurologo o psichiatra) se si verificano le seguenti situazioni:

  • Cambiamento Improvviso: Se i sintomi psicotici compaiono o peggiorano drasticamente nel giro di pochi giorni (potrebbe trattarsi di un'infezione o di un problema medico acuto).
  • Pericolo per la Sicurezza: Se il paziente manifesta aggressività fisica o minaccia di farsi del male o di fare del male agli altri.
  • Rifiuto di Cibo o Farmaci: Se i deliri portano il paziente a smettere di mangiare, bere o assumere terapie vitali per paura di essere avvelenato.
  • Grave Sofferenza Emotiva: Se il paziente vive in uno stato di terrore costante a causa delle allucinazioni.
  • Esaurimento del Caregiver: Quando chi assiste il paziente non riesce più a gestire la situazione e manifesta segni di forte stress o depressione.

Un intervento precoce permette di escludere cause reversibili e di impostare un piano di cura che protegga la dignità e il benessere del paziente.

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