Disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
I disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati (codificati nell'ICD-11 come 6C45.Z) rappresentano una categoria diagnostica utilizzata quando i quadri clinici derivanti dal consumo di cocaina non rientrano precisamente in altre sottocategorie più definite, come la dipendenza conclamata, l'astinenza specifica o l'intossicazione acuta chiaramente delineata. La cocaina è un potente alcaloide stimolante ottenuto dalle foglie della pianta Erythroxylum coca, originaria del Sud America. Agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, bloccando il riassorbimento della dopamina nelle sinapsi neuronali, il che porta a un accumulo di questo neurotrasmettitore e a una stimolazione intensa e prolungata dei circuiti del piacere e della ricompensa.
Questa classificazione "non specificata" viene spesso impiegata in contesti di emergenza o durante le prime fasi di valutazione clinica, quando è evidente che l'uso della sostanza sta causando una compromissione significativa della salute fisica, mentale o del funzionamento sociale dell'individuo, ma non sono ancora stati raccolti dati sufficienti per una diagnosi più granulare. Nonostante la mancanza di una specifica sottocategoria, i rischi associati a questi disturbi sono estremamente elevati, coinvolgendo complicanze multisistemiche che possono variare da lievi alterazioni dell'umore a eventi cardiovascolari fatali.
L'uso di cocaina può avvenire attraverso diverse modalità: l'inalazione (sniffing), l'iniezione endovenosa o il fumo (sotto forma di crack). Ognuna di queste vie di somministrazione altera la velocità di insorgenza degli effetti e la loro durata, influenzando direttamente la gravità dei disturbi correlati. Indipendentemente dalla via di assunzione, la sostanza induce una rapida tolleranza, spingendo l'utilizzatore a consumare dosi sempre maggiori per ottenere gli stessi effetti, innescando un ciclo di consumo compulsivo.
Cause e Fattori di Rischio
L'insorgenza dei disturbi legati alla cocaina è il risultato di un'interazione complessa tra fattori biologici, psicologici e ambientali. Dal punto di vista biologico, la predisposizione genetica gioca un ruolo cruciale; studi su gemelli suggeriscono che circa il 40-60% della vulnerabilità alla dipendenza da sostanze sia ereditario. Le variazioni nei geni che codificano per i recettori della dopamina possono rendere alcuni individui più sensibili agli effetti euforizzanti della cocaina o più inclini a sviluppare comportamenti impulsivi.
I fattori psicologici includono la presenza di disturbi mentali preesistenti, una condizione nota come doppia diagnosi. Individui affetti da depressione, disturbo bipolare o ADHD possono ricorrere alla cocaina come forma di "automedicazione" per alleviare temporaneamente i propri sintomi, finendo però per aggravare la patologia sottostante. Anche i tratti di personalità, come la ricerca di sensazioni forti (sensation seeking) e la scarsa tolleranza alla frustrazione, aumentano il rischio di sperimentazione e abuso.
L'ambiente sociale e familiare esercita un'influenza determinante. L'esposizione precoce al consumo di droghe all'interno della famiglia, la disponibilità della sostanza nel proprio quartiere, lo stress cronico derivante da condizioni socio-economiche svantaggiate e la pressione dei pari sono tutti fattori che facilitano l'inizio del consumo. Inoltre, traumi infantili, abusi fisici o psicologici e la mancanza di un supporto emotivo stabile possono alterare lo sviluppo dei circuiti cerebrali deputati alla regolazione dello stress, rendendo la cocaina un rifugio apparentemente efficace ma distruttivo.
Infine, i meccanismi di neuroplasticità cerebrale spiegano perché il disturbo persista nel tempo. L'uso continuativo di cocaina rimodella letteralmente il cervello, indebolendo le aree della corteccia prefrontale responsabili del controllo degli impulsi e del processo decisionale. Questo rende estremamente difficile per il soggetto interrompere il consumo, nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi dei disturbi dovuti all'uso di cocaina possono essere suddivisi in manifestazioni acute (legate all'assunzione immediata) e croniche (derivanti dall'uso prolungato). Poiché la cocaina stimola il sistema nervoso simpatico, i segni fisici sono spesso evidenti e immediati.
Sintomi Fisici Acuti
Durante l'uso, è comune osservare pupille dilatate e una marcata accelerazione del battito cardiaco. Il soggetto può presentare pressione arteriosa elevata e un aumento della temperatura corporea noto come ipertermia. Altri segni comuni includono sudorazione eccessiva, tremori muscolari e una significativa perdita di appetito. In casi di assunzione massiccia, possono insorgere aritmie cardiache gravi o convulsioni.
Sintomi Psichici e Comportamentali
L'effetto psicologico immediato è caratterizzato da un intenso senso di euforia, eccessiva fiducia in se stessi e logorrea. Tuttavia, questo stato può trasformarsi rapidamente in ansia acuta e irritabilità. Con l'aumentare del dosaggio o della frequenza, possono comparire sintomi psicotici come la paranoia (sentirsi perseguitati) e allucinazioni, spesso di tipo tattile (come la sensazione di insetti che strisciano sotto la pelle, nota come "cimici della cocaina"). Il comportamento può diventare imprevedibile, sfociando talvolta in aggressività verbale o fisica.
Manifestazioni Croniche e Complicanze
L'uso a lungo termine porta a un deterioramento generale della salute. Si osserva spesso insonnia cronica e una persistente stanchezza o astenia quando l'effetto della sostanza svanisce (fase di crash). Chi sniffa cocaina può sviluppare perdita dell'olfatto, epistassi frequenti e, nei casi più gravi, la perforazione del setto nasale. A livello sistemico, il rischio di infarto del miocardio e ictus aumenta drasticamente, anche in soggetti giovani senza precedenti patologie cardiache. Possono inoltre manifestarsi cefalee ricorrenti e dolori addominali cronici dovuti alla vasocostrizione dei vasi mesenterici.
Diagnosi
La diagnosi dei disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati, richiede un approccio clinico multidisciplinare. Il primo passo è l'anamnesi dettagliata, condotta in un ambiente non giudicante per incoraggiare il paziente a riferire onestamente la frequenza, la quantità e la modalità di assunzione della sostanza. Il medico valuterà anche l'impatto del consumo sulla vita lavorativa, relazionale e legale del soggetto.
L'esame obiettivo è fondamentale per rilevare i segni fisici sopra descritti, come segni di iniezione (se la sostanza è usata per via endovenosa), danni alle mucose nasali o alterazioni del ritmo cardiaco. Gli esami tossicologici sono lo strumento di conferma principale: la cocaina e i suoi metaboliti (come la benzoilecgonina) possono essere rilevati nelle urine per circa 2-4 giorni dopo l'ultimo uso, mentre l'analisi del capello può fornire una cronologia del consumo su diversi mesi.
Oltre ai test tossicologici, vengono spesso prescritti esami di approfondimento per valutare i danni d'organo:
- Elettrocardiogramma (ECG): per individuare aritmie o segni di ischemia miocardica.
- Esami del sangue completi: per monitorare la funzionalità epatica e renale, spesso compromessa da sostanze da taglio tossiche.
- Valutazione psichiatrica: per identificare eventuali disturbi concomitanti come la depressione o disturbi d'ansia, che richiedono un trattamento parallelo.
La diagnosi "non specificata" viene mantenuta finché il quadro clinico non si stabilizza o finché non emergono criteri sufficienti per classificare il disturbo come dipendenza o abuso secondo i criteri standardizzati.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dei disturbi legati alla cocaina è complesso, poiché non esiste attualmente un farmaco specifico approvato dalle autorità regolatorie (come l'EMA o la FDA) per la dipendenza da cocaina, a differenza di quanto avviene per gli oppiacei o l'alcol. Pertanto, l'approccio principale è di tipo psicosociale e comportamentale.
Interventi Psicologici
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è considerata il gold standard. Aiuta i pazienti a identificare le situazioni ad alto rischio (trigger) che scatenano il desiderio di usare la droga e a sviluppare strategie di coping efficaci per evitare le ricadute. Un altro approccio efficace è il Contingency Management (CM), un sistema basato su incentivi materiali (voucher o premi) per premiare l'astinenza documentata da test tossicologici negativi.
Supporto Farmacologico
Sebbene non esistano farmaci specifici, i medici possono prescrivere terapie per gestire i sintomi collaterali. Gli antidepressivi possono essere utili per trattare la depressione che spesso accompagna la fase di disintossicazione. I farmaci stabilizzatori dell'umore o i neurolettici possono essere impiegati in caso di sintomi psicotici o grave aggressività. Alcune ricerche promettenti stanno studiando l'uso di farmaci che agiscono sui recettori del glutammato o del GABA per ridurre il craving (il desiderio impulsivo della sostanza).
Percorsi Riabilitativi
Il recupero può avvenire in diversi setting:
- Trattamento ambulatoriale: adatto a chi ha un forte supporto sociale e un disturbo meno grave.
- Comunità terapeutiche: programmi residenziali a lungo termine che offrono un ambiente protetto e un supporto costante per ricostruire uno stile di vita sano.
- Gruppi di auto-aiuto: come i Cocainomani Anonimi (CA) o i Narcotici Anonimi (NA), che forniscono un supporto tra pari basato sul modello dei 12 passi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i disturbi dovuti all'uso di cocaina è variabile e dipende da numerosi fattori, tra cui la durata del consumo, la presenza di disturbi psichiatrici coesistenti e la solidità della rete di supporto del paziente. La cocaina induce cambiamenti profondi e duraturi nella chimica cerebrale, il che significa che il rischio di ricaduta rimane elevato anche dopo lunghi periodi di astinenza.
Il decorso tipico è spesso caratterizzato da cicli di astinenza seguiti da ricadute, specialmente nei primi 6-12 mesi di trattamento. Tuttavia, con un intervento tempestivo e integrato, molti individui riescono a raggiungere una remissione stabile. Il recupero delle funzioni cognitive, come la memoria e l'attenzione, può richiedere diversi mesi di completa sobrietà. Le complicanze fisiche, come i danni cardiaci, possono purtroppo essere permanenti, influenzando la qualità della vita a lungo termine.
Un fattore prognostico positivo è la motivazione intrinseca del paziente e la sua partecipazione attiva a programmi di psicoterapia. Al contrario, l'isolamento sociale e la persistenza in ambienti dove la droga è facilmente reperibile peggiorano significativamente le prospettive di guarigione.
Prevenzione
La prevenzione dei disturbi da uso di cocaina deve agire su più livelli. La prevenzione primaria si concentra sull'educazione dei giovani e delle popolazioni a rischio, fornendo informazioni accurate sui pericoli della sostanza e promuovendo abilità sociali (life skills) per resistere alla pressione del gruppo.
La prevenzione secondaria mira all'identificazione precoce del consumo sperimentale per evitare che si trasformi in un disturbo cronico. Screening regolari in contesti scolastici o lavorativi e interventi brevi condotti dai medici di medicina generale possono fare la differenza.
Infine, la prevenzione terziaria riguarda la riduzione del danno per chi è già affetto dal disturbo, prevenendo overdose fatali e la diffusione di malattie infettive (come HIV o Epatite C) legate allo scambio di siringhe o a comportamenti sessuali a rischio sotto l'effetto della droga. Politiche pubbliche che riducano lo stigma associato alla tossicodipendenza sono essenziali per incoraggiare le persone a cercare aiuto senza timore di essere giudicate.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale consultare un medico o rivolgersi al pronto soccorso immediatamente se si manifestano segni di sovradosaggio o complicanze acute, quali:
- Dolore toracico improvviso o senso di oppressione al petto.
- Difficoltà respiratorie o fiato corto.
- Convulsioni o tremori incontrollabili.
- Stato di confusione mentale estrema o allucinazioni terrificanti.
- Pensieri di autolesionismo o ideazione suicidaria.
- Febbre molto alta non spiegata da altre cause.
Anche in assenza di un'emergenza acuta, è consigliabile cercare supporto professionale se si avverte che il consumo di cocaina sta diventando difficile da controllare, se si trascurano le responsabilità quotidiane o se amici e familiari esprimono preoccupazione per il proprio comportamento. Chiedere aiuto è il primo e più importante passo verso il recupero e la salvaguardia della propria vita.
Disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati
Definizione
I disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati (codificati nell'ICD-11 come 6C45.Z) rappresentano una categoria diagnostica utilizzata quando i quadri clinici derivanti dal consumo di cocaina non rientrano precisamente in altre sottocategorie più definite, come la dipendenza conclamata, l'astinenza specifica o l'intossicazione acuta chiaramente delineata. La cocaina è un potente alcaloide stimolante ottenuto dalle foglie della pianta Erythroxylum coca, originaria del Sud America. Agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, bloccando il riassorbimento della dopamina nelle sinapsi neuronali, il che porta a un accumulo di questo neurotrasmettitore e a una stimolazione intensa e prolungata dei circuiti del piacere e della ricompensa.
Questa classificazione "non specificata" viene spesso impiegata in contesti di emergenza o durante le prime fasi di valutazione clinica, quando è evidente che l'uso della sostanza sta causando una compromissione significativa della salute fisica, mentale o del funzionamento sociale dell'individuo, ma non sono ancora stati raccolti dati sufficienti per una diagnosi più granulare. Nonostante la mancanza di una specifica sottocategoria, i rischi associati a questi disturbi sono estremamente elevati, coinvolgendo complicanze multisistemiche che possono variare da lievi alterazioni dell'umore a eventi cardiovascolari fatali.
L'uso di cocaina può avvenire attraverso diverse modalità: l'inalazione (sniffing), l'iniezione endovenosa o il fumo (sotto forma di crack). Ognuna di queste vie di somministrazione altera la velocità di insorgenza degli effetti e la loro durata, influenzando direttamente la gravità dei disturbi correlati. Indipendentemente dalla via di assunzione, la sostanza induce una rapida tolleranza, spingendo l'utilizzatore a consumare dosi sempre maggiori per ottenere gli stessi effetti, innescando un ciclo di consumo compulsivo.
Cause e Fattori di Rischio
L'insorgenza dei disturbi legati alla cocaina è il risultato di un'interazione complessa tra fattori biologici, psicologici e ambientali. Dal punto di vista biologico, la predisposizione genetica gioca un ruolo cruciale; studi su gemelli suggeriscono che circa il 40-60% della vulnerabilità alla dipendenza da sostanze sia ereditario. Le variazioni nei geni che codificano per i recettori della dopamina possono rendere alcuni individui più sensibili agli effetti euforizzanti della cocaina o più inclini a sviluppare comportamenti impulsivi.
I fattori psicologici includono la presenza di disturbi mentali preesistenti, una condizione nota come doppia diagnosi. Individui affetti da depressione, disturbo bipolare o ADHD possono ricorrere alla cocaina come forma di "automedicazione" per alleviare temporaneamente i propri sintomi, finendo però per aggravare la patologia sottostante. Anche i tratti di personalità, come la ricerca di sensazioni forti (sensation seeking) e la scarsa tolleranza alla frustrazione, aumentano il rischio di sperimentazione e abuso.
L'ambiente sociale e familiare esercita un'influenza determinante. L'esposizione precoce al consumo di droghe all'interno della famiglia, la disponibilità della sostanza nel proprio quartiere, lo stress cronico derivante da condizioni socio-economiche svantaggiate e la pressione dei pari sono tutti fattori che facilitano l'inizio del consumo. Inoltre, traumi infantili, abusi fisici o psicologici e la mancanza di un supporto emotivo stabile possono alterare lo sviluppo dei circuiti cerebrali deputati alla regolazione dello stress, rendendo la cocaina un rifugio apparentemente efficace ma distruttivo.
Infine, i meccanismi di neuroplasticità cerebrale spiegano perché il disturbo persista nel tempo. L'uso continuativo di cocaina rimodella letteralmente il cervello, indebolendo le aree della corteccia prefrontale responsabili del controllo degli impulsi e del processo decisionale. Questo rende estremamente difficile per il soggetto interrompere il consumo, nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi dei disturbi dovuti all'uso di cocaina possono essere suddivisi in manifestazioni acute (legate all'assunzione immediata) e croniche (derivanti dall'uso prolungato). Poiché la cocaina stimola il sistema nervoso simpatico, i segni fisici sono spesso evidenti e immediati.
Sintomi Fisici Acuti
Durante l'uso, è comune osservare pupille dilatate e una marcata accelerazione del battito cardiaco. Il soggetto può presentare pressione arteriosa elevata e un aumento della temperatura corporea noto come ipertermia. Altri segni comuni includono sudorazione eccessiva, tremori muscolari e una significativa perdita di appetito. In casi di assunzione massiccia, possono insorgere aritmie cardiache gravi o convulsioni.
Sintomi Psichici e Comportamentali
L'effetto psicologico immediato è caratterizzato da un intenso senso di euforia, eccessiva fiducia in se stessi e logorrea. Tuttavia, questo stato può trasformarsi rapidamente in ansia acuta e irritabilità. Con l'aumentare del dosaggio o della frequenza, possono comparire sintomi psicotici come la paranoia (sentirsi perseguitati) e allucinazioni, spesso di tipo tattile (come la sensazione di insetti che strisciano sotto la pelle, nota come "cimici della cocaina"). Il comportamento può diventare imprevedibile, sfociando talvolta in aggressività verbale o fisica.
Manifestazioni Croniche e Complicanze
L'uso a lungo termine porta a un deterioramento generale della salute. Si osserva spesso insonnia cronica e una persistente stanchezza o astenia quando l'effetto della sostanza svanisce (fase di crash). Chi sniffa cocaina può sviluppare perdita dell'olfatto, epistassi frequenti e, nei casi più gravi, la perforazione del setto nasale. A livello sistemico, il rischio di infarto del miocardio e ictus aumenta drasticamente, anche in soggetti giovani senza precedenti patologie cardiache. Possono inoltre manifestarsi cefalee ricorrenti e dolori addominali cronici dovuti alla vasocostrizione dei vasi mesenterici.
Diagnosi
La diagnosi dei disturbi dovuti all'uso di cocaina, non specificati, richiede un approccio clinico multidisciplinare. Il primo passo è l'anamnesi dettagliata, condotta in un ambiente non giudicante per incoraggiare il paziente a riferire onestamente la frequenza, la quantità e la modalità di assunzione della sostanza. Il medico valuterà anche l'impatto del consumo sulla vita lavorativa, relazionale e legale del soggetto.
L'esame obiettivo è fondamentale per rilevare i segni fisici sopra descritti, come segni di iniezione (se la sostanza è usata per via endovenosa), danni alle mucose nasali o alterazioni del ritmo cardiaco. Gli esami tossicologici sono lo strumento di conferma principale: la cocaina e i suoi metaboliti (come la benzoilecgonina) possono essere rilevati nelle urine per circa 2-4 giorni dopo l'ultimo uso, mentre l'analisi del capello può fornire una cronologia del consumo su diversi mesi.
Oltre ai test tossicologici, vengono spesso prescritti esami di approfondimento per valutare i danni d'organo:
- Elettrocardiogramma (ECG): per individuare aritmie o segni di ischemia miocardica.
- Esami del sangue completi: per monitorare la funzionalità epatica e renale, spesso compromessa da sostanze da taglio tossiche.
- Valutazione psichiatrica: per identificare eventuali disturbi concomitanti come la depressione o disturbi d'ansia, che richiedono un trattamento parallelo.
La diagnosi "non specificata" viene mantenuta finché il quadro clinico non si stabilizza o finché non emergono criteri sufficienti per classificare il disturbo come dipendenza o abuso secondo i criteri standardizzati.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dei disturbi legati alla cocaina è complesso, poiché non esiste attualmente un farmaco specifico approvato dalle autorità regolatorie (come l'EMA o la FDA) per la dipendenza da cocaina, a differenza di quanto avviene per gli oppiacei o l'alcol. Pertanto, l'approccio principale è di tipo psicosociale e comportamentale.
Interventi Psicologici
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è considerata il gold standard. Aiuta i pazienti a identificare le situazioni ad alto rischio (trigger) che scatenano il desiderio di usare la droga e a sviluppare strategie di coping efficaci per evitare le ricadute. Un altro approccio efficace è il Contingency Management (CM), un sistema basato su incentivi materiali (voucher o premi) per premiare l'astinenza documentata da test tossicologici negativi.
Supporto Farmacologico
Sebbene non esistano farmaci specifici, i medici possono prescrivere terapie per gestire i sintomi collaterali. Gli antidepressivi possono essere utili per trattare la depressione che spesso accompagna la fase di disintossicazione. I farmaci stabilizzatori dell'umore o i neurolettici possono essere impiegati in caso di sintomi psicotici o grave aggressività. Alcune ricerche promettenti stanno studiando l'uso di farmaci che agiscono sui recettori del glutammato o del GABA per ridurre il craving (il desiderio impulsivo della sostanza).
Percorsi Riabilitativi
Il recupero può avvenire in diversi setting:
- Trattamento ambulatoriale: adatto a chi ha un forte supporto sociale e un disturbo meno grave.
- Comunità terapeutiche: programmi residenziali a lungo termine che offrono un ambiente protetto e un supporto costante per ricostruire uno stile di vita sano.
- Gruppi di auto-aiuto: come i Cocainomani Anonimi (CA) o i Narcotici Anonimi (NA), che forniscono un supporto tra pari basato sul modello dei 12 passi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i disturbi dovuti all'uso di cocaina è variabile e dipende da numerosi fattori, tra cui la durata del consumo, la presenza di disturbi psichiatrici coesistenti e la solidità della rete di supporto del paziente. La cocaina induce cambiamenti profondi e duraturi nella chimica cerebrale, il che significa che il rischio di ricaduta rimane elevato anche dopo lunghi periodi di astinenza.
Il decorso tipico è spesso caratterizzato da cicli di astinenza seguiti da ricadute, specialmente nei primi 6-12 mesi di trattamento. Tuttavia, con un intervento tempestivo e integrato, molti individui riescono a raggiungere una remissione stabile. Il recupero delle funzioni cognitive, come la memoria e l'attenzione, può richiedere diversi mesi di completa sobrietà. Le complicanze fisiche, come i danni cardiaci, possono purtroppo essere permanenti, influenzando la qualità della vita a lungo termine.
Un fattore prognostico positivo è la motivazione intrinseca del paziente e la sua partecipazione attiva a programmi di psicoterapia. Al contrario, l'isolamento sociale e la persistenza in ambienti dove la droga è facilmente reperibile peggiorano significativamente le prospettive di guarigione.
Prevenzione
La prevenzione dei disturbi da uso di cocaina deve agire su più livelli. La prevenzione primaria si concentra sull'educazione dei giovani e delle popolazioni a rischio, fornendo informazioni accurate sui pericoli della sostanza e promuovendo abilità sociali (life skills) per resistere alla pressione del gruppo.
La prevenzione secondaria mira all'identificazione precoce del consumo sperimentale per evitare che si trasformi in un disturbo cronico. Screening regolari in contesti scolastici o lavorativi e interventi brevi condotti dai medici di medicina generale possono fare la differenza.
Infine, la prevenzione terziaria riguarda la riduzione del danno per chi è già affetto dal disturbo, prevenendo overdose fatali e la diffusione di malattie infettive (come HIV o Epatite C) legate allo scambio di siringhe o a comportamenti sessuali a rischio sotto l'effetto della droga. Politiche pubbliche che riducano lo stigma associato alla tossicodipendenza sono essenziali per incoraggiare le persone a cercare aiuto senza timore di essere giudicate.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale consultare un medico o rivolgersi al pronto soccorso immediatamente se si manifestano segni di sovradosaggio o complicanze acute, quali:
- Dolore toracico improvviso o senso di oppressione al petto.
- Difficoltà respiratorie o fiato corto.
- Convulsioni o tremori incontrollabili.
- Stato di confusione mentale estrema o allucinazioni terrificanti.
- Pensieri di autolesionismo o ideazione suicidaria.
- Febbre molto alta non spiegata da altre cause.
Anche in assenza di un'emergenza acuta, è consigliabile cercare supporto professionale se si avverte che il consumo di cocaina sta diventando difficile da controllare, se si trascurano le responsabilità quotidiane o se amici e familiari esprimono preoccupazione per il proprio comportamento. Chiedere aiuto è il primo e più importante passo verso il recupero e la salvaguardia della propria vita.


