Anoressia nervosa, non specificata

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Definizione

L'anoressia nervosa, non specificata (codificata nell'ICD-11 con il codice 6B80.Z) è una categoria diagnostica utilizzata quando un individuo presenta le caratteristiche cliniche fondamentali dell'anoressia nervosa, ma il quadro clinico non è ancora stato pienamente classificato in uno dei sottotipi specifici (come quello restrittivo o con abbuffate e condotte di eliminazione) o quando le informazioni disponibili sono insufficienti per una categorizzazione più dettagliata. Nonostante la dicitura "non specificata", questa condizione rappresenta un disturbo del comportamento alimentare (DCA) grave e potenzialmente letale, caratterizzato da una restrizione persistente dell'apporto energetico, un peso corporeo significativamente basso per l'età e la statura, e una profonda alterazione della percezione del proprio corpo.

Il nucleo centrale di questa patologia risiede nel desiderio ossessivo di magrezza e nel terrore patologico di aumentare di peso. Chi ne soffre mette in atto comportamenti estremi per controllare il proprio peso, che vanno oltre la semplice dieta, trasformandosi in una vera e propria prigione psicologica. La variante "non specificata" viene spesso impiegata nelle fasi iniziali della valutazione clinica o in contesti di emergenza, ma richiede la stessa attenzione e tempestività d'intervento delle forme specificate.

Dal punto di vista clinico, l'anoressia nervosa non è solo un problema legato al cibo, ma è un disturbo mentale complesso in cui il controllo del corpo e del peso diventa il principale meccanismo di gestione di sofferenze emotive profonde, bassa autostima o conflitti relazionali. La malnutrizione che ne deriva colpisce quasi ogni organo del corpo umano, rendendo necessaria una gestione multidisciplinare che integri aspetti psichiatrici, nutrizionali e medici.

2

Cause e Fattori di Rischio

L'eziologia dell'anoressia nervosa è multifattoriale, derivando da una complessa interazione tra vulnerabilità genetica, fattori biologici, tratti psicologici e influenze socio-culturali. Non esiste una singola causa, ma piuttosto una "tempesta perfetta" di elementi che convergono in un individuo suscettibile.

  • Fattori Biologici e Genetici: Studi su gemelli e famiglie suggeriscono una forte componente ereditaria. Esistono variazioni genetiche che possono influenzare i circuiti cerebrali legati alla ricompensa, all'autocontrollo e alla regolazione dell'appetito. Alterazioni nei livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina giocano un ruolo cruciale nella regolazione dell'umore e dell'impulsività, contribuendo alla rigidità comportamentale tipica di questi pazienti.
  • Fattori Psicologici: Alcuni tratti della personalità sono considerati precursori comuni. Il perfezionismo clinico, la bassa autostima, la difficoltà nella regolazione delle emozioni e una tendenza all'ossessività sono spesso presenti molto prima dell'esordio del disturbo. L'anoressia può diventare un modo per sentire di avere il "controllo" su almeno un aspetto della propria vita quando tutto il resto appare caotico o opprimente.
  • Fattori Socio-Culturali: La pressione sociale verso la magrezza, amplificata dai media e dai social network, gioca un ruolo significativo. L'idealizzazione di corpi eccessivamente magri come sinonimo di successo e bellezza può spingere persone vulnerabili a iniziare diete restrittive che poi degenerano nel disturbo. Anche la partecipazione a sport o attività che enfatizzano il peso (come la danza classica, la ginnastica artistica o il ciclismo professionistico) può aumentare il rischio.
  • Eventi Stressanti: Traumi, lutti, cambiamenti significativi (come il passaggio all'università o la fine di una relazione) o dinamiche familiari disfunzionali possono fungere da fattori scatenanti in individui già predisposti.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'anoressia nervosa, non specificata, si manifestano su tre livelli: fisico, comportamentale e psicologico. La gravità dei sintomi è spesso proporzionale al grado di malnutrizione.

Sintomi Fisici

La restrizione calorica prolungata porta il corpo in uno stato di "risparmio energetico", causando:

  • Perdita di peso significativa: Spesso rapida e drastica, con riduzione della massa grassa e muscolare.
  • Amenorrea: Assenza del ciclo mestruale per almeno tre mesi consecutivi nelle donne in età fertile.
  • Bradicardia: Rallentamento della frequenza cardiaca, che può portare a svenimenti.
  • Ipotensione: Pressione sanguigna molto bassa.
  • Astenia: Una sensazione di stanchezza estrema e mancanza di energia.
  • Vertigine e capogiri: Spesso dovuti a cali di pressione o ipoglicemia.
  • Alopecia: I capelli diventano fragili e cadono.
  • Lanugo: Crescita di una peluria sottile e morbida sul viso e sul corpo per mantenere il calore corporeo.
  • Stipsi: Rallentamento della motilità intestinale dovuto alla mancanza di cibo.
  • Disidratazione: Pelle secca e alterazioni elettrolitiche.
  • Osteoporosi: Indebolimento delle ossa con aumento del rischio di fratture.

Sintomi Comportamentali

  • Restrizione alimentare estrema: Saltare i pasti, ridurre drasticamente le porzioni o eliminare interi gruppi alimentari (es. carboidrati o grassi).
  • Rituali alimentari: Tagliare il cibo in pezzi piccolissimi, masticare eccessivamente a lungo o spostare il cibo nel piatto per simulare il consumo.
  • Iperattività: Esercizio fisico eccessivo e compulsivo, spesso praticato anche in condizioni di salute precarie o maltempo.
  • Isolamento sociale: Evitare situazioni che coinvolgono il cibo (cene, feste) per non dover giustificare la propria condotta alimentare.
  • Uso di camuffamenti: Indossare abiti larghi o a strati per nascondere la perdita di peso o per scaldarsi.

Sintomi Psicologici

  • Distorsione dell'immagine corporea: La persona si vede grassa nonostante sia oggettivamente sottopeso.
  • Paura intensa di ingrassare: Un'ansia paralizzante legata all'idea di aumentare anche solo di pochi grammi.
  • Irritabilità e sbalzi d'umore: Spesso esacerbati dalla fame cronica.
  • Insonnia: Difficoltà a prendere sonno o risvegli precoci.
  • Pensiero ossessivo: Preoccupazione costante per le calorie, il peso e il cibo.
4

Diagnosi

Il processo diagnostico per l'anoressia nervosa, non specificata, inizia con un'anamnesi approfondita e un esame obiettivo. Poiché i pazienti spesso tendono a minimizzare o nascondere i sintomi a causa della natura del disturbo, il coinvolgimento dei familiari può essere prezioso.

  1. Valutazione Clinica: Il medico calcola l'Indice di Massa Corporea (BMI). Nell'adulto, un BMI inferiore a 18,5 è indicativo di sottopeso, ma nell'anoressia si raggiungono spesso valori molto più bassi (sotto 15 nei casi gravi). Nei bambini e adolescenti si utilizzano i percentili di crescita.
  2. Esami di Laboratorio: Sono fondamentali per valutare i danni organici. Includono l'emocromo completo, il dosaggio degli elettroliti (potassio, sodio, calcio), test della funzionalità renale ed epatica, e il monitoraggio della glicemia. Spesso si riscontrano squilibri che possono causare un'aritmia cardiaca fatale.
  3. Elettrocardiogramma (ECG): Per rilevare anomalie del ritmo cardiaco o prolungamento dell'intervallo QT, comuni nella malnutrizione grave.
  4. Valutazione Psichiatrica: Utilizzo di interviste strutturate e test psicometrici per valutare la presenza di depressione, ansia o disturbo ossessivo-compulsivo, che spesso coesistono con l'anoressia.
  5. Densitometria Ossea (DEXA): Per valutare la densità minerale ossea, specialmente se l'amenorrea persiste da oltre sei mesi.

La diagnosi di "non specificata" viene mantenuta finché non emerge un quadro più chiaro che permetta di distinguere tra la forma restrittiva pura e quella con condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi).

5

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'anoressia nervosa è un processo lungo e complesso che richiede un'équipe multidisciplinare composta da psichiatri, psicologi, dietisti e medici internisti. L'obiettivo primario è la stabilizzazione medica, seguita dalla riabilitazione nutrizionale e dal supporto psicologico.

Riabilitazione Nutrizionale

Il primo passo è il ripristino del peso corporeo in modo sicuro. Questo deve avvenire gradualmente per evitare la "sindrome da rialimentazione" (refeeding syndrome), una condizione potenzialmente letale causata da rapidi spostamenti elettrolitici quando si reintroduce il cibo dopo un lungo digiuno. Un piano alimentare personalizzato aiuta il paziente a reimparare a mangiare in modo equilibrato, normalizzando i segnali di fame e sazietà.

Psicoterapia

La terapia è il pilastro del trattamento a lungo termine. Le forme più efficaci includono:

  • Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT-E): Focalizzata specificamente sui disturbi alimentari, aiuta a identificare e modificare i pensieri distorti sul cibo e sul corpo.
  • Terapia Basata sulla Famiglia (FBT o Modello Maudsley): Particolarmente efficace per adolescenti, coinvolge i genitori come alleati attivi nel processo di recupero del peso del figlio.
  • Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT): Utile per migliorare la regolazione emotiva e la tolleranza allo stress.

Trattamento Farmacologico

Non esistono farmaci specifici per "curare" l'anoressia, ma possono essere prescritti per gestire le comorbidità. Gli antidepressivi (come gli SSRI) possono essere utili per trattare la depressione o l'ansia una volta che il peso è stato parzialmente ripristinato. In alcuni casi, bassi dosaggi di antipsicotici atipici possono essere usati per ridurre l'ossessività e l'ansia legata al pasto.

Livelli di Cura

A seconda della gravità, il trattamento può avvenire in regime ambulatoriale, in day-hospital, in comunità residenziali specializzate o, nei casi di instabilità medica acuta, tramite ricovero ospedaliero.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'anoressia nervosa è variabile e dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Circa il 50% dei pazienti raggiunge una guarigione completa, il 30% mostra miglioramenti significativi pur mantenendo alcuni tratti del disturbo, mentre il 20% sviluppa una forma cronica.

Il decorso può essere caratterizzato da ricadute, specialmente durante periodi di forte stress. È importante sottolineare che l'anoressia nervosa ha il più alto tasso di mortalità tra tutti i disturbi psichiatrici, dovuto sia alle complicanze mediche (insufficienza cardiaca, squilibri elettrolitici) sia all'alto rischio di suicidio. Tuttavia, con un trattamento adeguato e continuativo, la maggior parte delle persone può riprendere una vita piena e soddisfacente.

7

Prevenzione

La prevenzione si basa sulla promozione di una cultura del corpo sana e sulla diagnosi precoce. Alcune strategie includono:

  • Educazione nelle scuole: Programmi che insegnano l'alfabetizzazione mediatica per decostruire gli ideali di bellezza irrealistici.
  • Supporto familiare: Promuovere pasti condivisi in un clima sereno e incoraggiare l'autostima non legata all'aspetto fisico.
  • Formazione dei medici di base: Per riconoscere i primi segnali di allarme (come un calo di peso ingiustificato o l'eccessivo esercizio fisico) prima che il disturbo si cronicizzi.
  • Regolamentazione della moda e dei media: Evitare l'uso di modelli eccessivamente sottopeso nelle campagne pubblicitarie.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare un medico o uno specialista in disturbi alimentari non appena si notano i primi segnali, poiché l'intervento precoce è il miglior predittore di successo terapeutico. I segnali che richiedono attenzione immediata includono:

  • Perdita di peso rapida e inspiegabile.
  • Preoccupazione eccessiva per le calorie e il contenuto di grassi dei cibi.
  • Scomparsa del ciclo mestruale.
  • Esercizio fisico compulsivo che interferisce con le attività quotidiane.
  • Svenimenti, vertigini o sensazione costante di freddo.
  • Cambiamenti drastici dell'umore o isolamento sociale legato ai pasti.

Non aspettare che la persona raggiunga un peso estremamente basso per chiedere aiuto; la sofferenza psicologica precede spesso la manifestazione fisica evidente.

Anoressia nervosa, non specificata

Definizione

L'anoressia nervosa, non specificata (codificata nell'ICD-11 con il codice 6B80.Z) è una categoria diagnostica utilizzata quando un individuo presenta le caratteristiche cliniche fondamentali dell'anoressia nervosa, ma il quadro clinico non è ancora stato pienamente classificato in uno dei sottotipi specifici (come quello restrittivo o con abbuffate e condotte di eliminazione) o quando le informazioni disponibili sono insufficienti per una categorizzazione più dettagliata. Nonostante la dicitura "non specificata", questa condizione rappresenta un disturbo del comportamento alimentare (DCA) grave e potenzialmente letale, caratterizzato da una restrizione persistente dell'apporto energetico, un peso corporeo significativamente basso per l'età e la statura, e una profonda alterazione della percezione del proprio corpo.

Il nucleo centrale di questa patologia risiede nel desiderio ossessivo di magrezza e nel terrore patologico di aumentare di peso. Chi ne soffre mette in atto comportamenti estremi per controllare il proprio peso, che vanno oltre la semplice dieta, trasformandosi in una vera e propria prigione psicologica. La variante "non specificata" viene spesso impiegata nelle fasi iniziali della valutazione clinica o in contesti di emergenza, ma richiede la stessa attenzione e tempestività d'intervento delle forme specificate.

Dal punto di vista clinico, l'anoressia nervosa non è solo un problema legato al cibo, ma è un disturbo mentale complesso in cui il controllo del corpo e del peso diventa il principale meccanismo di gestione di sofferenze emotive profonde, bassa autostima o conflitti relazionali. La malnutrizione che ne deriva colpisce quasi ogni organo del corpo umano, rendendo necessaria una gestione multidisciplinare che integri aspetti psichiatrici, nutrizionali e medici.

Cause e Fattori di Rischio

L'eziologia dell'anoressia nervosa è multifattoriale, derivando da una complessa interazione tra vulnerabilità genetica, fattori biologici, tratti psicologici e influenze socio-culturali. Non esiste una singola causa, ma piuttosto una "tempesta perfetta" di elementi che convergono in un individuo suscettibile.

  • Fattori Biologici e Genetici: Studi su gemelli e famiglie suggeriscono una forte componente ereditaria. Esistono variazioni genetiche che possono influenzare i circuiti cerebrali legati alla ricompensa, all'autocontrollo e alla regolazione dell'appetito. Alterazioni nei livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina giocano un ruolo cruciale nella regolazione dell'umore e dell'impulsività, contribuendo alla rigidità comportamentale tipica di questi pazienti.
  • Fattori Psicologici: Alcuni tratti della personalità sono considerati precursori comuni. Il perfezionismo clinico, la bassa autostima, la difficoltà nella regolazione delle emozioni e una tendenza all'ossessività sono spesso presenti molto prima dell'esordio del disturbo. L'anoressia può diventare un modo per sentire di avere il "controllo" su almeno un aspetto della propria vita quando tutto il resto appare caotico o opprimente.
  • Fattori Socio-Culturali: La pressione sociale verso la magrezza, amplificata dai media e dai social network, gioca un ruolo significativo. L'idealizzazione di corpi eccessivamente magri come sinonimo di successo e bellezza può spingere persone vulnerabili a iniziare diete restrittive che poi degenerano nel disturbo. Anche la partecipazione a sport o attività che enfatizzano il peso (come la danza classica, la ginnastica artistica o il ciclismo professionistico) può aumentare il rischio.
  • Eventi Stressanti: Traumi, lutti, cambiamenti significativi (come il passaggio all'università o la fine di una relazione) o dinamiche familiari disfunzionali possono fungere da fattori scatenanti in individui già predisposti.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'anoressia nervosa, non specificata, si manifestano su tre livelli: fisico, comportamentale e psicologico. La gravità dei sintomi è spesso proporzionale al grado di malnutrizione.

Sintomi Fisici

La restrizione calorica prolungata porta il corpo in uno stato di "risparmio energetico", causando:

  • Perdita di peso significativa: Spesso rapida e drastica, con riduzione della massa grassa e muscolare.
  • Amenorrea: Assenza del ciclo mestruale per almeno tre mesi consecutivi nelle donne in età fertile.
  • Bradicardia: Rallentamento della frequenza cardiaca, che può portare a svenimenti.
  • Ipotensione: Pressione sanguigna molto bassa.
  • Astenia: Una sensazione di stanchezza estrema e mancanza di energia.
  • Vertigine e capogiri: Spesso dovuti a cali di pressione o ipoglicemia.
  • Alopecia: I capelli diventano fragili e cadono.
  • Lanugo: Crescita di una peluria sottile e morbida sul viso e sul corpo per mantenere il calore corporeo.
  • Stipsi: Rallentamento della motilità intestinale dovuto alla mancanza di cibo.
  • Disidratazione: Pelle secca e alterazioni elettrolitiche.
  • Osteoporosi: Indebolimento delle ossa con aumento del rischio di fratture.

Sintomi Comportamentali

  • Restrizione alimentare estrema: Saltare i pasti, ridurre drasticamente le porzioni o eliminare interi gruppi alimentari (es. carboidrati o grassi).
  • Rituali alimentari: Tagliare il cibo in pezzi piccolissimi, masticare eccessivamente a lungo o spostare il cibo nel piatto per simulare il consumo.
  • Iperattività: Esercizio fisico eccessivo e compulsivo, spesso praticato anche in condizioni di salute precarie o maltempo.
  • Isolamento sociale: Evitare situazioni che coinvolgono il cibo (cene, feste) per non dover giustificare la propria condotta alimentare.
  • Uso di camuffamenti: Indossare abiti larghi o a strati per nascondere la perdita di peso o per scaldarsi.

Sintomi Psicologici

  • Distorsione dell'immagine corporea: La persona si vede grassa nonostante sia oggettivamente sottopeso.
  • Paura intensa di ingrassare: Un'ansia paralizzante legata all'idea di aumentare anche solo di pochi grammi.
  • Irritabilità e sbalzi d'umore: Spesso esacerbati dalla fame cronica.
  • Insonnia: Difficoltà a prendere sonno o risvegli precoci.
  • Pensiero ossessivo: Preoccupazione costante per le calorie, il peso e il cibo.

Diagnosi

Il processo diagnostico per l'anoressia nervosa, non specificata, inizia con un'anamnesi approfondita e un esame obiettivo. Poiché i pazienti spesso tendono a minimizzare o nascondere i sintomi a causa della natura del disturbo, il coinvolgimento dei familiari può essere prezioso.

  1. Valutazione Clinica: Il medico calcola l'Indice di Massa Corporea (BMI). Nell'adulto, un BMI inferiore a 18,5 è indicativo di sottopeso, ma nell'anoressia si raggiungono spesso valori molto più bassi (sotto 15 nei casi gravi). Nei bambini e adolescenti si utilizzano i percentili di crescita.
  2. Esami di Laboratorio: Sono fondamentali per valutare i danni organici. Includono l'emocromo completo, il dosaggio degli elettroliti (potassio, sodio, calcio), test della funzionalità renale ed epatica, e il monitoraggio della glicemia. Spesso si riscontrano squilibri che possono causare un'aritmia cardiaca fatale.
  3. Elettrocardiogramma (ECG): Per rilevare anomalie del ritmo cardiaco o prolungamento dell'intervallo QT, comuni nella malnutrizione grave.
  4. Valutazione Psichiatrica: Utilizzo di interviste strutturate e test psicometrici per valutare la presenza di depressione, ansia o disturbo ossessivo-compulsivo, che spesso coesistono con l'anoressia.
  5. Densitometria Ossea (DEXA): Per valutare la densità minerale ossea, specialmente se l'amenorrea persiste da oltre sei mesi.

La diagnosi di "non specificata" viene mantenuta finché non emerge un quadro più chiaro che permetta di distinguere tra la forma restrittiva pura e quella con condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi).

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'anoressia nervosa è un processo lungo e complesso che richiede un'équipe multidisciplinare composta da psichiatri, psicologi, dietisti e medici internisti. L'obiettivo primario è la stabilizzazione medica, seguita dalla riabilitazione nutrizionale e dal supporto psicologico.

Riabilitazione Nutrizionale

Il primo passo è il ripristino del peso corporeo in modo sicuro. Questo deve avvenire gradualmente per evitare la "sindrome da rialimentazione" (refeeding syndrome), una condizione potenzialmente letale causata da rapidi spostamenti elettrolitici quando si reintroduce il cibo dopo un lungo digiuno. Un piano alimentare personalizzato aiuta il paziente a reimparare a mangiare in modo equilibrato, normalizzando i segnali di fame e sazietà.

Psicoterapia

La terapia è il pilastro del trattamento a lungo termine. Le forme più efficaci includono:

  • Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT-E): Focalizzata specificamente sui disturbi alimentari, aiuta a identificare e modificare i pensieri distorti sul cibo e sul corpo.
  • Terapia Basata sulla Famiglia (FBT o Modello Maudsley): Particolarmente efficace per adolescenti, coinvolge i genitori come alleati attivi nel processo di recupero del peso del figlio.
  • Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT): Utile per migliorare la regolazione emotiva e la tolleranza allo stress.

Trattamento Farmacologico

Non esistono farmaci specifici per "curare" l'anoressia, ma possono essere prescritti per gestire le comorbidità. Gli antidepressivi (come gli SSRI) possono essere utili per trattare la depressione o l'ansia una volta che il peso è stato parzialmente ripristinato. In alcuni casi, bassi dosaggi di antipsicotici atipici possono essere usati per ridurre l'ossessività e l'ansia legata al pasto.

Livelli di Cura

A seconda della gravità, il trattamento può avvenire in regime ambulatoriale, in day-hospital, in comunità residenziali specializzate o, nei casi di instabilità medica acuta, tramite ricovero ospedaliero.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'anoressia nervosa è variabile e dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Circa il 50% dei pazienti raggiunge una guarigione completa, il 30% mostra miglioramenti significativi pur mantenendo alcuni tratti del disturbo, mentre il 20% sviluppa una forma cronica.

Il decorso può essere caratterizzato da ricadute, specialmente durante periodi di forte stress. È importante sottolineare che l'anoressia nervosa ha il più alto tasso di mortalità tra tutti i disturbi psichiatrici, dovuto sia alle complicanze mediche (insufficienza cardiaca, squilibri elettrolitici) sia all'alto rischio di suicidio. Tuttavia, con un trattamento adeguato e continuativo, la maggior parte delle persone può riprendere una vita piena e soddisfacente.

Prevenzione

La prevenzione si basa sulla promozione di una cultura del corpo sana e sulla diagnosi precoce. Alcune strategie includono:

  • Educazione nelle scuole: Programmi che insegnano l'alfabetizzazione mediatica per decostruire gli ideali di bellezza irrealistici.
  • Supporto familiare: Promuovere pasti condivisi in un clima sereno e incoraggiare l'autostima non legata all'aspetto fisico.
  • Formazione dei medici di base: Per riconoscere i primi segnali di allarme (come un calo di peso ingiustificato o l'eccessivo esercizio fisico) prima che il disturbo si cronicizzi.
  • Regolamentazione della moda e dei media: Evitare l'uso di modelli eccessivamente sottopeso nelle campagne pubblicitarie.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare un medico o uno specialista in disturbi alimentari non appena si notano i primi segnali, poiché l'intervento precoce è il miglior predittore di successo terapeutico. I segnali che richiedono attenzione immediata includono:

  • Perdita di peso rapida e inspiegabile.
  • Preoccupazione eccessiva per le calorie e il contenuto di grassi dei cibi.
  • Scomparsa del ciclo mestruale.
  • Esercizio fisico compulsivo che interferisce con le attività quotidiane.
  • Svenimenti, vertigini o sensazione costante di freddo.
  • Cambiamenti drastici dell'umore o isolamento sociale legato ai pasti.

Non aspettare che la persona raggiunga un peso estremamente basso per chiedere aiuto; la sofferenza psicologica precede spesso la manifestazione fisica evidente.

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