Disturbo dello sviluppo intellettivo, provvisorio

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Definizione

Il Disturbo dello sviluppo intellettivo, provvisorio (codificato nell'ICD-11 come 6A00.4) è una categoria diagnostica utilizzata quando un bambino, solitamente di età inferiore ai 4 anni, mostra evidenze cliniche significative di un deficit cognitivo e funzionale, ma non è ancora possibile effettuare una valutazione formale e standardizzata del funzionamento intellettivo e del comportamento adattivo. Questa condizione viene definita "provvisoria" proprio perché riflette una situazione in evoluzione, dove la certezza diagnostica di una disabilità intellettiva permanente non può essere ancora stabilita con precisione a causa dell'età del soggetto o della presenza di limitazioni sensoriali o fisiche che interferiscono con i test.

In ambito clinico, questa diagnosi viene spesso associata al concetto di "Ritardo Globale dello Sviluppo". Si applica a bambini che non raggiungono le tappe evolutive attese in diverse aree del funzionamento intellettivo, come il linguaggio, la motricità, la cognizione e le abilità sociali. L'uso del termine "provvisorio" è fondamentale per garantire che il bambino riceva immediatamente il supporto e gli interventi necessari, senza dover attendere che sia abbastanza grande per completare un test del QI (Quoziente Intellettivo) o altre valutazioni psicometriche complesse.

È importante sottolineare che questa diagnosi richiede una rivalutazione periodica. Con la crescita del bambino e il miglioramento delle sue capacità di comunicazione o di coordinazione, i clinici saranno in grado di determinare se il ritardo osservato era temporaneo (magari dovuto a fattori ambientali o di salute superabili) o se evolverà in un disturbo dello sviluppo intellettivo definitivo. La diagnosi provvisoria funge quindi da ponte per assicurare la continuità assistenziale in una fase critica della plasticità cerebrale.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base di un disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio sono estremamente eterogenee e possono essere classificate in base al momento in cui agiscono sul sistema nervoso in via di sviluppo. Spesso, la causa esatta rimane sconosciuta (idiopatica), ma la ricerca medica ha identificato numerosi fattori contribuenti.

Fattori Genetici e Congeniti: Molte condizioni sono determinate da anomalie cromosomiche o mutazioni genetiche. Tra le più note figurano la Sindrome di Down, la Sindrome dell'X Fragile e la Sindrome di Rett. Anche errori congeniti del metabolismo, come l'ipotiroidismo congenito non trattato o la fenilchetonuria, possono causare un precoce rallentamento dello sviluppo cognitivo.

Fattori Prenatali: L'ambiente intrauterino gioca un ruolo cruciale. L'esposizione materna a sostanze teratogene (alcol, droghe, farmaci specifici), infezioni contratte durante la gravidanza (come rosolia, citomegalovirus o toxoplasmosi) e una grave malnutrizione materna possono compromettere lo sviluppo cerebrale del feto. Anche la preeclampsia o l'insufficienza placentare, che riducono l'apporto di ossigeno e nutrienti, sono fattori di rischio significativi.

Fattori Perinatali e Postnatali: Le complicazioni durante il parto, come l'asfissia neonatale o il trauma da parto, possono causare lesioni cerebrali permanenti. La nascita prematura estrema e il basso peso alla nascita sono anch'essi correlati a un rischio maggiore di ritardi evolutivi. Nel periodo postnatale, infezioni come la meningite o l'encefalite, traumi cranici gravi, esposizione a tossine ambientali (come il piombo) e situazioni di grave deprivazione socio-affettiva o maltrattamento possono alterare profondamente il percorso di crescita del bambino.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio variano notevolmente da bambino a bambino, ma il tratto comune è il mancato raggiungimento delle pietre miliari dello sviluppo nelle tempistiche considerate normali. I sintomi coinvolgono diverse sfere del funzionamento.

Sviluppo Motorio: Uno dei primi segnali è spesso un ritardo psicomotorio. Il bambino può impiegare molto più tempo del previsto per imparare a stare seduto senza appoggio, a gattonare o a camminare. In alcuni casi si osserva una marcata ipotonia muscolare (scarso tono muscolare) o, al contrario, una rigidità che limita i movimenti fluidi. Può essere presente anche una scarsa coordinazione o mancanza di equilibrio.

Linguaggio e Comunicazione: Il ritardo nella comparsa delle prime parole o dell'uso di frasi semplici è un sintomo cardine. Il bambino potrebbe non rispondere al proprio nome, avere difficoltà a seguire istruzioni semplici o mostrare un limitato uso della gestualità per comunicare i propri bisogni. In alcuni casi, si nota una tendenza alla ripetizione di parole senza un fine comunicativo apparente.

Area Cognitiva e Apprendimento: Si manifesta come una generica difficoltà di apprendimento di nuove abilità. Il bambino fatica a comprendere il concetto di causa-effetto, ha una memoria a breve termine limitata e mostra scarso interesse per il gioco simbolico (ad esempio, far finta di dare da mangiare a una bambola). La curiosità verso l'ambiente circostante può apparire ridotta, portando a una condizione di apatia o disinteresse.

Comportamento e Sfera Sociale: Le interazioni con i coetanei e gli adulti possono essere problematiche, configurando un deficit nelle interazioni sociali. Il bambino può mostrare irritabilità eccessiva, crisi di pianto difficili da consolare o, al contrario, un distacco emotivo. Possono comparire comportamenti ripetitivi o una marcata stereotipia motoria (come dondolarsi o sventolare le mani). Sono comuni anche iperattività, impulsività e disturbi del sonno.

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Diagnosi

Il processo diagnostico per il disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio è multidisciplinare e richiede un'osservazione attenta e prolungata nel tempo. Poiché la diagnosi è, per definizione, non definitiva, l'obiettivo principale è identificare le aree di forza e di debolezza del bambino per impostare un piano terapeutico.

Valutazione Clinica: Il neuropsichiatra infantile conduce un'anamnesi dettagliata, indagando la storia della gravidanza, del parto e i primi mesi di vita. L'esame obiettivo serve a escludere segni neurologici focali o dismorfismi che potrebbero suggerire una sindrome genetica specifica. Viene valutata l'interazione spontanea del bambino e la sua risposta agli stimoli ambientali.

Test di Sviluppo: In assenza della possibilità di somministrare test del QI standardizzati (come le scale Wechsler), si utilizzano scale di sviluppo specifiche per la prima infanzia, come le Scale Bayley dello sviluppo infantile o le Scale Griffiths. Questi strumenti misurano il quoziente di sviluppo (QS) anziché il QI, valutando aree come la motricità fine e grossolana, il linguaggio e la cognizione visuo-spaziale.

Valutazione del Comportamento Adattivo: È fondamentale capire come il bambino si comporta nella vita quotidiana. Si utilizzano interviste strutturate ai genitori (come le scale Vineland) per valutare l'autonomia personale, la comunicazione e la socializzazione nel contesto domestico e scolastico.

Indagini Strumentali: Per escludere cause organiche sottostanti, il medico può prescrivere:

  • Esami genetici: Cariotipo, analisi CGH-array per microdelezioni o test per l'X Fragile.
  • Neuroimaging: Risonanza Magnetica (RM) dell'encefalo per individuare malformazioni strutturali.
  • Esami metabolici: Test del sangue e delle urine per escludere malattie metaboliche rare.
  • Valutazioni sensoriali: Test dell'udito (audiometria o potenziali evocati) e visite oculistiche, poiché un deficit sensoriale può simulare un ritardo intellettivo.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio deve essere tempestivo, intensivo e personalizzato. L'approccio è riabilitativo e mira a sfruttare la neuroplasticità tipica dei primi anni di vita.

Intervento Precoce: La ricerca dimostra che gli interventi iniziati prima dei 3 anni hanno i risultati migliori. Il piano di trattamento viene coordinato da un'équipe multidisciplinare e coinvolge diverse figure professionali.

Terapie Riabilitative:

  • Logopedia: Essenziale per stimolare la comunicazione verbale e non verbale, migliorare la comprensione linguistica e correggere eventuali difficoltà di deglutizione o articolazione.
  • Psicomotricità: Aiuta il bambino a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo, migliorare la coordinazione motoria e favorire l'interazione con lo spazio e gli oggetti.
  • Terapia Occupazionale: Si concentra sul miglioramento delle abilità necessarie per la vita quotidiana, come mangiare da soli, vestirsi e manipolare piccoli oggetti.
  • Terapia Comportamentale: Approcci come l'ABA (Applied Behavior Analysis) possono essere utilizzati per ridurre comportamenti problematici e promuovere l'acquisizione di abilità sociali e cognitive.

Supporto alla Famiglia: I genitori giocano un ruolo centrale. Il "parent training" è fondamentale per fornire loro gli strumenti necessari per stimolare il bambino nel contesto quotidiano e per gestire lo stress emotivo legato alla diagnosi. Il supporto psicologico per la famiglia aiuta a elaborare l'incertezza legata alla natura "provvisoria" del disturbo.

Integrazione Scolastica: L'inserimento al nido o alla scuola dell'infanzia con il supporto di insegnanti di sostegno e assistenti all'autonomia è cruciale per la socializzazione e per l'apprendimento per imitazione dai pari.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio è estremamente variabile e dipende dalla causa sottostante, dalla gravità del ritardo iniziale e dalla tempestività dell'intervento.

In alcuni casi, i bambini mostrano un recupero significativo (catch-up) e, con il tempo, raggiungono i livelli di sviluppo dei coetanei, portando alla risoluzione della diagnosi. Questo accade più frequentemente quando il ritardo era legato a fattori ambientali, deprivazione o lievi ritardi maturativi.

In altri casi, il disturbo persiste e, una volta che il bambino raggiunge l'età scolare (solitamente dopo i 4-6 anni), la diagnosi viene convertita in un disturbo dello sviluppo intellettivo definitivo, classificato in base alla gravità (lieve, moderato, grave o estremo). È anche possibile che emergano altre condizioni correlate, come il disturbo dello spettro autistico o disturbi specifici dell'apprendimento.

Il monitoraggio costante è essenziale: una diagnosi provvisoria non è una condanna, ma un segnale di allerta che richiede attenzione continua per massimizzare il potenziale evolutivo del bambino.

7

Prevenzione

La prevenzione del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio si attua su diversi livelli, a partire dal periodo preconcezionale.

Prevenzione Primaria:

  • Cura preconcezionale: Assunzione di acido folico per prevenire difetti del tubo neurale e controllo delle malattie croniche materne (come il diabete).
  • Stile di vita in gravidanza: Astensione totale da alcol, fumo e droghe. Seguire una dieta equilibrata e sottoporsi a regolari controlli ostetrici.
  • Vaccinazioni: Assicurarsi di essere immunizzati contro malattie come la rosolia prima di intraprendere una gravidanza.
  • Screening neonatale: In Italia, lo screening neonatale esteso permette di individuare precocemente decine di malattie metaboliche che, se trattate subito, non causano danni intellettivi.

Prevenzione Secondaria: Consiste nell'identificazione precoce dei segnali di allarme attraverso i bilanci di salute effettuati dal pediatra di libera scelta. Intervenire ai primi segni di ritardo motorio o di linguaggio può prevenire l'aggravamento del quadro clinico e migliorare sensibilmente la prognosi a lungo termine.

8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale che i genitori si rivolgano al pediatra se notano discrepanze tra lo sviluppo del proprio figlio e quello dei coetanei, o se osservano la perdita di abilità precedentemente acquisite (regressione).

Alcuni segnali di allarme includono:

  • A 6 mesi: il bambino non sorride, non mantiene il contatto visivo o mostra una marcata flaccidità muscolare.
  • A 12 mesi: non indica gli oggetti, non emette lallazione o non risponde al proprio nome.
  • A 18 mesi: non cammina o non pronuncia nemmeno una parola intenzionale.
  • A 24 mesi: non usa frasi di due parole o mostra un interesse molto limitato per gli altri bambini.
  • In qualsiasi età: presenza di movimenti insoliti e ripetitivi, estrema difficoltà a calmarsi o problemi persistenti di alimentazione e sonno.

Un consulto precoce con un neuropsichiatra infantile permette di avviare l'iter diagnostico per il disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio e di iniziare il percorso di supporto più idoneo.

Disturbo dello sviluppo intellettivo, provvisorio

Definizione

Il Disturbo dello sviluppo intellettivo, provvisorio (codificato nell'ICD-11 come 6A00.4) è una categoria diagnostica utilizzata quando un bambino, solitamente di età inferiore ai 4 anni, mostra evidenze cliniche significative di un deficit cognitivo e funzionale, ma non è ancora possibile effettuare una valutazione formale e standardizzata del funzionamento intellettivo e del comportamento adattivo. Questa condizione viene definita "provvisoria" proprio perché riflette una situazione in evoluzione, dove la certezza diagnostica di una disabilità intellettiva permanente non può essere ancora stabilita con precisione a causa dell'età del soggetto o della presenza di limitazioni sensoriali o fisiche che interferiscono con i test.

In ambito clinico, questa diagnosi viene spesso associata al concetto di "Ritardo Globale dello Sviluppo". Si applica a bambini che non raggiungono le tappe evolutive attese in diverse aree del funzionamento intellettivo, come il linguaggio, la motricità, la cognizione e le abilità sociali. L'uso del termine "provvisorio" è fondamentale per garantire che il bambino riceva immediatamente il supporto e gli interventi necessari, senza dover attendere che sia abbastanza grande per completare un test del QI (Quoziente Intellettivo) o altre valutazioni psicometriche complesse.

È importante sottolineare che questa diagnosi richiede una rivalutazione periodica. Con la crescita del bambino e il miglioramento delle sue capacità di comunicazione o di coordinazione, i clinici saranno in grado di determinare se il ritardo osservato era temporaneo (magari dovuto a fattori ambientali o di salute superabili) o se evolverà in un disturbo dello sviluppo intellettivo definitivo. La diagnosi provvisoria funge quindi da ponte per assicurare la continuità assistenziale in una fase critica della plasticità cerebrale.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base di un disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio sono estremamente eterogenee e possono essere classificate in base al momento in cui agiscono sul sistema nervoso in via di sviluppo. Spesso, la causa esatta rimane sconosciuta (idiopatica), ma la ricerca medica ha identificato numerosi fattori contribuenti.

Fattori Genetici e Congeniti: Molte condizioni sono determinate da anomalie cromosomiche o mutazioni genetiche. Tra le più note figurano la Sindrome di Down, la Sindrome dell'X Fragile e la Sindrome di Rett. Anche errori congeniti del metabolismo, come l'ipotiroidismo congenito non trattato o la fenilchetonuria, possono causare un precoce rallentamento dello sviluppo cognitivo.

Fattori Prenatali: L'ambiente intrauterino gioca un ruolo cruciale. L'esposizione materna a sostanze teratogene (alcol, droghe, farmaci specifici), infezioni contratte durante la gravidanza (come rosolia, citomegalovirus o toxoplasmosi) e una grave malnutrizione materna possono compromettere lo sviluppo cerebrale del feto. Anche la preeclampsia o l'insufficienza placentare, che riducono l'apporto di ossigeno e nutrienti, sono fattori di rischio significativi.

Fattori Perinatali e Postnatali: Le complicazioni durante il parto, come l'asfissia neonatale o il trauma da parto, possono causare lesioni cerebrali permanenti. La nascita prematura estrema e il basso peso alla nascita sono anch'essi correlati a un rischio maggiore di ritardi evolutivi. Nel periodo postnatale, infezioni come la meningite o l'encefalite, traumi cranici gravi, esposizione a tossine ambientali (come il piombo) e situazioni di grave deprivazione socio-affettiva o maltrattamento possono alterare profondamente il percorso di crescita del bambino.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio variano notevolmente da bambino a bambino, ma il tratto comune è il mancato raggiungimento delle pietre miliari dello sviluppo nelle tempistiche considerate normali. I sintomi coinvolgono diverse sfere del funzionamento.

Sviluppo Motorio: Uno dei primi segnali è spesso un ritardo psicomotorio. Il bambino può impiegare molto più tempo del previsto per imparare a stare seduto senza appoggio, a gattonare o a camminare. In alcuni casi si osserva una marcata ipotonia muscolare (scarso tono muscolare) o, al contrario, una rigidità che limita i movimenti fluidi. Può essere presente anche una scarsa coordinazione o mancanza di equilibrio.

Linguaggio e Comunicazione: Il ritardo nella comparsa delle prime parole o dell'uso di frasi semplici è un sintomo cardine. Il bambino potrebbe non rispondere al proprio nome, avere difficoltà a seguire istruzioni semplici o mostrare un limitato uso della gestualità per comunicare i propri bisogni. In alcuni casi, si nota una tendenza alla ripetizione di parole senza un fine comunicativo apparente.

Area Cognitiva e Apprendimento: Si manifesta come una generica difficoltà di apprendimento di nuove abilità. Il bambino fatica a comprendere il concetto di causa-effetto, ha una memoria a breve termine limitata e mostra scarso interesse per il gioco simbolico (ad esempio, far finta di dare da mangiare a una bambola). La curiosità verso l'ambiente circostante può apparire ridotta, portando a una condizione di apatia o disinteresse.

Comportamento e Sfera Sociale: Le interazioni con i coetanei e gli adulti possono essere problematiche, configurando un deficit nelle interazioni sociali. Il bambino può mostrare irritabilità eccessiva, crisi di pianto difficili da consolare o, al contrario, un distacco emotivo. Possono comparire comportamenti ripetitivi o una marcata stereotipia motoria (come dondolarsi o sventolare le mani). Sono comuni anche iperattività, impulsività e disturbi del sonno.

Diagnosi

Il processo diagnostico per il disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio è multidisciplinare e richiede un'osservazione attenta e prolungata nel tempo. Poiché la diagnosi è, per definizione, non definitiva, l'obiettivo principale è identificare le aree di forza e di debolezza del bambino per impostare un piano terapeutico.

Valutazione Clinica: Il neuropsichiatra infantile conduce un'anamnesi dettagliata, indagando la storia della gravidanza, del parto e i primi mesi di vita. L'esame obiettivo serve a escludere segni neurologici focali o dismorfismi che potrebbero suggerire una sindrome genetica specifica. Viene valutata l'interazione spontanea del bambino e la sua risposta agli stimoli ambientali.

Test di Sviluppo: In assenza della possibilità di somministrare test del QI standardizzati (come le scale Wechsler), si utilizzano scale di sviluppo specifiche per la prima infanzia, come le Scale Bayley dello sviluppo infantile o le Scale Griffiths. Questi strumenti misurano il quoziente di sviluppo (QS) anziché il QI, valutando aree come la motricità fine e grossolana, il linguaggio e la cognizione visuo-spaziale.

Valutazione del Comportamento Adattivo: È fondamentale capire come il bambino si comporta nella vita quotidiana. Si utilizzano interviste strutturate ai genitori (come le scale Vineland) per valutare l'autonomia personale, la comunicazione e la socializzazione nel contesto domestico e scolastico.

Indagini Strumentali: Per escludere cause organiche sottostanti, il medico può prescrivere:

  • Esami genetici: Cariotipo, analisi CGH-array per microdelezioni o test per l'X Fragile.
  • Neuroimaging: Risonanza Magnetica (RM) dell'encefalo per individuare malformazioni strutturali.
  • Esami metabolici: Test del sangue e delle urine per escludere malattie metaboliche rare.
  • Valutazioni sensoriali: Test dell'udito (audiometria o potenziali evocati) e visite oculistiche, poiché un deficit sensoriale può simulare un ritardo intellettivo.

Trattamento e Terapie

Il trattamento del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio deve essere tempestivo, intensivo e personalizzato. L'approccio è riabilitativo e mira a sfruttare la neuroplasticità tipica dei primi anni di vita.

Intervento Precoce: La ricerca dimostra che gli interventi iniziati prima dei 3 anni hanno i risultati migliori. Il piano di trattamento viene coordinato da un'équipe multidisciplinare e coinvolge diverse figure professionali.

Terapie Riabilitative:

  • Logopedia: Essenziale per stimolare la comunicazione verbale e non verbale, migliorare la comprensione linguistica e correggere eventuali difficoltà di deglutizione o articolazione.
  • Psicomotricità: Aiuta il bambino a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo, migliorare la coordinazione motoria e favorire l'interazione con lo spazio e gli oggetti.
  • Terapia Occupazionale: Si concentra sul miglioramento delle abilità necessarie per la vita quotidiana, come mangiare da soli, vestirsi e manipolare piccoli oggetti.
  • Terapia Comportamentale: Approcci come l'ABA (Applied Behavior Analysis) possono essere utilizzati per ridurre comportamenti problematici e promuovere l'acquisizione di abilità sociali e cognitive.

Supporto alla Famiglia: I genitori giocano un ruolo centrale. Il "parent training" è fondamentale per fornire loro gli strumenti necessari per stimolare il bambino nel contesto quotidiano e per gestire lo stress emotivo legato alla diagnosi. Il supporto psicologico per la famiglia aiuta a elaborare l'incertezza legata alla natura "provvisoria" del disturbo.

Integrazione Scolastica: L'inserimento al nido o alla scuola dell'infanzia con il supporto di insegnanti di sostegno e assistenti all'autonomia è cruciale per la socializzazione e per l'apprendimento per imitazione dai pari.

Prognosi e Decorso

La prognosi del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio è estremamente variabile e dipende dalla causa sottostante, dalla gravità del ritardo iniziale e dalla tempestività dell'intervento.

In alcuni casi, i bambini mostrano un recupero significativo (catch-up) e, con il tempo, raggiungono i livelli di sviluppo dei coetanei, portando alla risoluzione della diagnosi. Questo accade più frequentemente quando il ritardo era legato a fattori ambientali, deprivazione o lievi ritardi maturativi.

In altri casi, il disturbo persiste e, una volta che il bambino raggiunge l'età scolare (solitamente dopo i 4-6 anni), la diagnosi viene convertita in un disturbo dello sviluppo intellettivo definitivo, classificato in base alla gravità (lieve, moderato, grave o estremo). È anche possibile che emergano altre condizioni correlate, come il disturbo dello spettro autistico o disturbi specifici dell'apprendimento.

Il monitoraggio costante è essenziale: una diagnosi provvisoria non è una condanna, ma un segnale di allerta che richiede attenzione continua per massimizzare il potenziale evolutivo del bambino.

Prevenzione

La prevenzione del disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio si attua su diversi livelli, a partire dal periodo preconcezionale.

Prevenzione Primaria:

  • Cura preconcezionale: Assunzione di acido folico per prevenire difetti del tubo neurale e controllo delle malattie croniche materne (come il diabete).
  • Stile di vita in gravidanza: Astensione totale da alcol, fumo e droghe. Seguire una dieta equilibrata e sottoporsi a regolari controlli ostetrici.
  • Vaccinazioni: Assicurarsi di essere immunizzati contro malattie come la rosolia prima di intraprendere una gravidanza.
  • Screening neonatale: In Italia, lo screening neonatale esteso permette di individuare precocemente decine di malattie metaboliche che, se trattate subito, non causano danni intellettivi.

Prevenzione Secondaria: Consiste nell'identificazione precoce dei segnali di allarme attraverso i bilanci di salute effettuati dal pediatra di libera scelta. Intervenire ai primi segni di ritardo motorio o di linguaggio può prevenire l'aggravamento del quadro clinico e migliorare sensibilmente la prognosi a lungo termine.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale che i genitori si rivolgano al pediatra se notano discrepanze tra lo sviluppo del proprio figlio e quello dei coetanei, o se osservano la perdita di abilità precedentemente acquisite (regressione).

Alcuni segnali di allarme includono:

  • A 6 mesi: il bambino non sorride, non mantiene il contatto visivo o mostra una marcata flaccidità muscolare.
  • A 12 mesi: non indica gli oggetti, non emette lallazione o non risponde al proprio nome.
  • A 18 mesi: non cammina o non pronuncia nemmeno una parola intenzionale.
  • A 24 mesi: non usa frasi di due parole o mostra un interesse molto limitato per gli altri bambini.
  • In qualsiasi età: presenza di movimenti insoliti e ripetitivi, estrema difficoltà a calmarsi o problemi persistenti di alimentazione e sonno.

Un consulto precoce con un neuropsichiatra infantile permette di avviare l'iter diagnostico per il disturbo dello sviluppo intellettivo provvisorio e di iniziare il percorso di supporto più idoneo.

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