Tromboangioite obliterante (Malattia di Buerger)
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La tromboangioite obliterante, nota storicamente come malattia di Buerger, è una patologia infiammatoria cronica e non aterosclerotica che colpisce prevalentemente le arterie e le vene di piccolo e medio calibro degli arti superiori e inferiori. A differenza della comune aterosclerosi, che è caratterizzata dall'accumulo di placche di colesterolo, la tromboangioite obliterante è caratterizzata da un'infiammazione segmentaria della parete vascolare che porta alla formazione di trombi (coaguli di sangue) occludenti. Questi trombi limitano drasticamente il flusso sanguigno ai tessuti periferici, causando ischemia, dolore e, nei casi più gravi, la morte dei tessuti.
Questa condizione è strettamente correlata all'uso di tabacco in ogni sua forma. Sebbene sia considerata una malattia rara, la sua incidenza è significativamente più alta in alcune aree geografiche, come l'Asia, il Medio Oriente e l'Europa dell'Est, dove il consumo di tabacco è molto diffuso. Colpisce tipicamente giovani adulti, prevalentemente maschi di età inferiore ai 45-50 anni, sebbene negli ultimi decenni si sia registrato un aumento dei casi tra le donne, parallelamente all'aumento del tabagismo femminile.
Dal punto di vista istologico, la malattia si distingue per la presenza di un infiltrato infiammatorio acuto e cronico che coinvolge l'intera parete del vaso, ma che risparmia l'architettura elastica della stessa. Questo processo infiammatorio porta alla formazione di un trombo altamente cellulare che ostruisce il lume del vaso, impedendo il passaggio del sangue e innescando una cascata di eventi ischemici che possono portare a conseguenze invalidanti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa esatta della tromboangioite obliterante rimane parzialmente sconosciuta, ma esiste un consenso unanime nella comunità scientifica sul ruolo determinante del tabacco. Non si tratta solo di fumo di sigaretta: anche il tabacco da masticare, il tabacco da fiuto e persino le sigarette elettroniche sono stati collegati all'insorgenza o al peggioramento della malattia. Si ipotizza che alcuni componenti del tabacco possano scatenare una risposta immunitaria anomala o un danno diretto alle cellule endoteliali (le cellule che rivestono l'interno dei vasi sanguigni).
I principali fattori e meccanismi coinvolti includono:
- Esposizione al Tabacco: È il fattore di rischio principale e necessario. La malattia non si sviluppa quasi mai in soggetti che non hanno mai fatto uso di tabacco. Si ritiene che i costituenti del tabacco agiscano come antigeni, stimolando una reazione di ipersensibilità ritardata o una risposta autoimmune contro le pareti dei vasi.
- Predisposizione Genetica: Alcuni studi suggeriscono un'associazione con determinati antigeni di istocompatibilità (HLA), come HLA-A9 e HLA-B5, il che spiegherebbe perché solo una piccola percentuale di fumatori sviluppi questa specifica patologia.
- Risposta Immunitaria: Nei pazienti affetti sono stati riscontrati anticorpi contro il collagene di tipo I e III e una ridotta funzione endoteliale mediata dall'acetilcolina. Questo suggerisce che il sistema immunitario attacchi erroneamente i componenti dei vasi sanguigni.
- Disfunzione Endoteliale: L'infiammazione danneggia l'endotelio, riducendo la produzione di sostanze vasodilatatrici (come l'ossido nitrico) e favorendo uno stato pro-trombotico, ovvero una maggiore tendenza del sangue a formare coaguli.
Sebbene il fumo sia il trigger principale, altri fattori come lo stress cronico, l'esposizione prolungata al freddo e infezioni parodontali sono stati studiati come possibili co-fattori, sebbene il loro ruolo non sia ancora del tutto chiarito.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi della tromboangioite obliterante iniziano solitamente in modo insidioso e progrediscono gradualmente. Poiché la malattia colpisce i vasi più distali (mani e piedi), le prime manifestazioni riguardano le estremità.
Uno dei sintomi iniziali più comuni è la claudicatio intermittens, che si manifesta come un dolore crampiforme all'arco del piede o al polpaccio durante la camminata, che scompare con il riposo. Con il progredire dell'occlusione vascolare, il dolore può presentarsi anche a riposo, noto come dolore a riposo, spesso descritto come un bruciore intenso o una sensazione di trafittura, che peggiora durante la notte.
Altre manifestazioni cliniche frequenti includono:
- Fenomeno di Raynaud: Le dita delle mani o dei piedi cambiano colore in risposta al freddo o allo stress emotivo, diventando prima bianche (pallore), poi bluastre (cianosi) e infine rosse (eritema) quando il sangue ricomincia a scorrere.
- Alterazioni della sensibilità: I pazienti riferiscono spesso parestesie (formicolii), intorpidimento o una sensibilità eccessiva al tocco nelle zone colpite.
- Cambiamenti cutanei: La pelle delle estremità può apparire sottile, lucida e tesa. Si osserva spesso una freddezza delle estremità persistente rispetto al resto del corpo.
- Tromboflebite superficiale: Circa il 40-50% dei pazienti manifesta episodi di infiammazione delle vene superficiali, che appaiono come cordoni rossi, caldi e dolenti sotto la pelle, spesso migranti (che compaiono in punti diversi nel tempo).
- Ulcere cutanee: La mancanza di ossigeno porta alla formazione di piaghe dolorose, solitamente sulle punte delle dita o intorno alle unghie, che faticano a guarire.
- Gangrena: Nelle fasi avanzate, il tessuto muore a causa della totale assenza di irrorazione sanguigna. La zona colpita diventa nera e perde sensibilità, richiedendo spesso l'amputazione.
- Edema: In alcuni casi può verificarsi un gonfiore dei piedi o delle mani dovuto all'infiammazione e alla stasi venosa.
- Atrofia muscolare: A causa del disuso dell'arto per il dolore e della scarsa nutrizione dei tessuti, i muscoli possono ridursi di volume.
Diagnosi
Non esiste un singolo test definitivo per la tromboangioite obliterante; la diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sull'esclusione di altre patologie. I criteri diagnostici comuni includono l'età giovane (sotto i 50 anni), una storia significativa di tabagismo, la presenza di ischemia distale e l'assenza di fattori di rischio per l'aterosclerosi (come diabete, ipertensione grave o ipercolesterolemia).
Il percorso diagnostico solitamente comprende:
- Anamnesi ed Esame Obiettivo: Il medico valuta i polsi periferici. Spesso i polsi radiali o pedidii sono deboli o assenti, mentre i polsi più prossimali (femorali o brachiali) sono normali.
- Test di Allen: Un test clinico semplice per valutare la pervietà delle arterie della mano. Si comprime l'arteria radiale e ulnare, si fa stringere il pugno al paziente e poi si rilascia una delle due arterie per vedere quanto tempo impiega la mano a riprendere colore. Un ritardo indica un'ostruzione.
- Esami del Sangue: Servono principalmente a escludere altre malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico o la sclerodermia, e per verificare l'assenza di iperglicemia o stati di ipercoagulabilità.
- Ecocolordoppler: Un esame non invasivo che permette di visualizzare il flusso sanguigno e identificare le zone di ostruzione.
- Angiografia (o Angio-TC/Angio-RM): È l'esame gold standard. Mostra tipicamente occlusioni segmentarie delle arterie distali con la presenza di vasi collaterali caratteristici definiti "a cavatappi" (corkscrew collaterals), che si formano per tentare di aggirare l'ostruzione.
- Biopsia Vascolare: Raramente eseguita, ma può confermare la diagnosi mostrando l'infiammazione tipica e il trombo cellulare che risparmia la parete elastica del vaso.
Trattamento e Terapie
L'obiettivo primario del trattamento è migliorare la circolazione e prevenire la progressione verso la gangrena e l'amputazione.
Cessazione del fumo: È l'unico trattamento veramente efficace. Non basta ridurre il numero di sigarette; è necessaria l'astensione totale e assoluta da ogni forma di tabacco e nicotina. Anche il fumo passivo deve essere evitato. Se il paziente smette completamente di fumare, la malattia spesso si arresta e le ulcere possono guarire. Se il paziente continua a fumare, il rischio di amputazione è estremamente elevato (vicino al 95% in alcuni studi).
Terapie Farmacologiche:
- Prostanoidi: Farmaci come l'iloprost (somministrato per via endovenosa) aiutano a dilatare i vasi sanguigni e a inibire l'aggregazione delle piastrine, riducendo il dolore ischemico e favorendo la guarigione delle ulcere.
- Vasodilatatori: Calcio-antagonisti possono essere usati per ridurre il vasospasmo, specialmente in presenza di fenomeno di Raynaud.
- Antiaggreganti piastrinici: L'aspirina a basso dosaggio viene spesso prescritta per prevenire la formazione di nuovi coaguli, sebbene la sua efficacia specifica nella malattia di Buerger sia meno marcata rispetto all'aterosclerosi.
- Analgesici: Per gestire il dolore intenso, che spesso richiede l'uso di oppioidi.
- Antibiotici: Necessari in caso di ulcere infette.
Procedure Chirurgiche e Interventistiche:
- Simpaticectomia: Un intervento che consiste nel recidere i nervi del sistema simpatico che causano la costrizione dei vasi. Può fornire un sollievo temporaneo dal dolore e migliorare il flusso sanguigno cutaneo.
- Rivitalizzazione chirurgica (Bypass): Spesso difficile perché i vasi distali sono troppo piccoli o danneggiati per accogliere un bypass.
- Terapia genica e cellulare: Trattamenti sperimentali che prevedono l'iniezione di fattori di crescita o cellule staminali per stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).
- Amputazione: Purtroppo necessaria quando la gangrena è estesa o il dolore è intrattabile e la vitalità dell'arto è compromessa.
Prognosi e Decorso
La prognosi della tromboangioite obliterante dipende quasi esclusivamente dalla capacità del paziente di smettere di fumare.
Se il paziente interrompe definitivamente l'uso di tabacco, la remissione dei sintomi è comune e il rischio di perdere un arto diminuisce drasticamente. Le ulcere esistenti possono richiedere tempo per guarire, ma la progressione della malattia si ferma.
Al contrario, per coloro che continuano a fumare, anche solo occasionalmente, la malattia è inesorabilmente progressiva. Questi pazienti affrontano ripetuti ricoveri, dolore cronico invalidante e amputazioni multiple (spesso iniziando dalle dita per poi risalire verso la gamba o l'avambraccio). A differenza di altre malattie vascolari, la tromboangioite obliterante raramente accorcia la vita del paziente, poiché non colpisce solitamente gli organi vitali come il cuore o il cervello, ma può compromettere gravemente la qualità della vita e l'autonomia funzionale.
Prevenzione
La prevenzione della tromboangioite obliterante è semplice in teoria ma complessa nella pratica: consiste nell'evitare l'uso di tabacco.
- Educazione Sanitaria: Informare i giovani sui rischi del fumo, non solo legati al cancro ai polmoni ma anche a patologie vascolari mutilanti come la malattia di Buerger.
- Supporto alla Cessazione: Per chi è già fumatore, l'accesso a programmi di disassuefazione dal fumo, supporto psicologico e terapie sostitutive (sebbene la nicotina stessa possa essere problematica in questa specifica malattia) è fondamentale.
- Protezione dal Freddo: Per i soggetti a rischio o nelle fasi iniziali, proteggere le estremità dalle basse temperature può prevenire episodi di vasospasmo.
- Igiene del Piede: Una cura meticolosa dei piedi, evitando tagli o traumi minimi, è essenziale per prevenire infezioni che potrebbero evolvere in ulcere difficili da trattare.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista in angiologia o chirurgia vascolare se si notano i seguenti segnali, specialmente se si è fumatori o ex-fumatori giovani:
- Dolore o crampi ai piedi o alle mani durante l'attività fisica o il cammino.
- Cambiamenti di colore della pelle delle dita (bianco, blu o rosso intenso) in risposta al freddo.
- Sensazione persistente di freddo a una mano o a un piede rispetto all'altro.
- Piccole ferite o piaghe sulle punte delle dita che non guariscono entro pochi giorni.
- Dolore notturno ai piedi che migliora leggermente lasciando penzolare la gamba fuori dal letto.
- Presenza di zone arrossate e dolenti lungo il decorso delle vene superficiali delle braccia o delle gambe.
Una diagnosi precoce e l'immediata interruzione del fumo sono gli unici strumenti per evitare esiti invalidanti e preservare l'integrità degli arti.
Tromboangioite obliterante (Malattia di Buerger)
Definizione
La tromboangioite obliterante, nota storicamente come malattia di Buerger, è una patologia infiammatoria cronica e non aterosclerotica che colpisce prevalentemente le arterie e le vene di piccolo e medio calibro degli arti superiori e inferiori. A differenza della comune aterosclerosi, che è caratterizzata dall'accumulo di placche di colesterolo, la tromboangioite obliterante è caratterizzata da un'infiammazione segmentaria della parete vascolare che porta alla formazione di trombi (coaguli di sangue) occludenti. Questi trombi limitano drasticamente il flusso sanguigno ai tessuti periferici, causando ischemia, dolore e, nei casi più gravi, la morte dei tessuti.
Questa condizione è strettamente correlata all'uso di tabacco in ogni sua forma. Sebbene sia considerata una malattia rara, la sua incidenza è significativamente più alta in alcune aree geografiche, come l'Asia, il Medio Oriente e l'Europa dell'Est, dove il consumo di tabacco è molto diffuso. Colpisce tipicamente giovani adulti, prevalentemente maschi di età inferiore ai 45-50 anni, sebbene negli ultimi decenni si sia registrato un aumento dei casi tra le donne, parallelamente all'aumento del tabagismo femminile.
Dal punto di vista istologico, la malattia si distingue per la presenza di un infiltrato infiammatorio acuto e cronico che coinvolge l'intera parete del vaso, ma che risparmia l'architettura elastica della stessa. Questo processo infiammatorio porta alla formazione di un trombo altamente cellulare che ostruisce il lume del vaso, impedendo il passaggio del sangue e innescando una cascata di eventi ischemici che possono portare a conseguenze invalidanti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa esatta della tromboangioite obliterante rimane parzialmente sconosciuta, ma esiste un consenso unanime nella comunità scientifica sul ruolo determinante del tabacco. Non si tratta solo di fumo di sigaretta: anche il tabacco da masticare, il tabacco da fiuto e persino le sigarette elettroniche sono stati collegati all'insorgenza o al peggioramento della malattia. Si ipotizza che alcuni componenti del tabacco possano scatenare una risposta immunitaria anomala o un danno diretto alle cellule endoteliali (le cellule che rivestono l'interno dei vasi sanguigni).
I principali fattori e meccanismi coinvolti includono:
- Esposizione al Tabacco: È il fattore di rischio principale e necessario. La malattia non si sviluppa quasi mai in soggetti che non hanno mai fatto uso di tabacco. Si ritiene che i costituenti del tabacco agiscano come antigeni, stimolando una reazione di ipersensibilità ritardata o una risposta autoimmune contro le pareti dei vasi.
- Predisposizione Genetica: Alcuni studi suggeriscono un'associazione con determinati antigeni di istocompatibilità (HLA), come HLA-A9 e HLA-B5, il che spiegherebbe perché solo una piccola percentuale di fumatori sviluppi questa specifica patologia.
- Risposta Immunitaria: Nei pazienti affetti sono stati riscontrati anticorpi contro il collagene di tipo I e III e una ridotta funzione endoteliale mediata dall'acetilcolina. Questo suggerisce che il sistema immunitario attacchi erroneamente i componenti dei vasi sanguigni.
- Disfunzione Endoteliale: L'infiammazione danneggia l'endotelio, riducendo la produzione di sostanze vasodilatatrici (come l'ossido nitrico) e favorendo uno stato pro-trombotico, ovvero una maggiore tendenza del sangue a formare coaguli.
Sebbene il fumo sia il trigger principale, altri fattori come lo stress cronico, l'esposizione prolungata al freddo e infezioni parodontali sono stati studiati come possibili co-fattori, sebbene il loro ruolo non sia ancora del tutto chiarito.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi della tromboangioite obliterante iniziano solitamente in modo insidioso e progrediscono gradualmente. Poiché la malattia colpisce i vasi più distali (mani e piedi), le prime manifestazioni riguardano le estremità.
Uno dei sintomi iniziali più comuni è la claudicatio intermittens, che si manifesta come un dolore crampiforme all'arco del piede o al polpaccio durante la camminata, che scompare con il riposo. Con il progredire dell'occlusione vascolare, il dolore può presentarsi anche a riposo, noto come dolore a riposo, spesso descritto come un bruciore intenso o una sensazione di trafittura, che peggiora durante la notte.
Altre manifestazioni cliniche frequenti includono:
- Fenomeno di Raynaud: Le dita delle mani o dei piedi cambiano colore in risposta al freddo o allo stress emotivo, diventando prima bianche (pallore), poi bluastre (cianosi) e infine rosse (eritema) quando il sangue ricomincia a scorrere.
- Alterazioni della sensibilità: I pazienti riferiscono spesso parestesie (formicolii), intorpidimento o una sensibilità eccessiva al tocco nelle zone colpite.
- Cambiamenti cutanei: La pelle delle estremità può apparire sottile, lucida e tesa. Si osserva spesso una freddezza delle estremità persistente rispetto al resto del corpo.
- Tromboflebite superficiale: Circa il 40-50% dei pazienti manifesta episodi di infiammazione delle vene superficiali, che appaiono come cordoni rossi, caldi e dolenti sotto la pelle, spesso migranti (che compaiono in punti diversi nel tempo).
- Ulcere cutanee: La mancanza di ossigeno porta alla formazione di piaghe dolorose, solitamente sulle punte delle dita o intorno alle unghie, che faticano a guarire.
- Gangrena: Nelle fasi avanzate, il tessuto muore a causa della totale assenza di irrorazione sanguigna. La zona colpita diventa nera e perde sensibilità, richiedendo spesso l'amputazione.
- Edema: In alcuni casi può verificarsi un gonfiore dei piedi o delle mani dovuto all'infiammazione e alla stasi venosa.
- Atrofia muscolare: A causa del disuso dell'arto per il dolore e della scarsa nutrizione dei tessuti, i muscoli possono ridursi di volume.
Diagnosi
Non esiste un singolo test definitivo per la tromboangioite obliterante; la diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sull'esclusione di altre patologie. I criteri diagnostici comuni includono l'età giovane (sotto i 50 anni), una storia significativa di tabagismo, la presenza di ischemia distale e l'assenza di fattori di rischio per l'aterosclerosi (come diabete, ipertensione grave o ipercolesterolemia).
Il percorso diagnostico solitamente comprende:
- Anamnesi ed Esame Obiettivo: Il medico valuta i polsi periferici. Spesso i polsi radiali o pedidii sono deboli o assenti, mentre i polsi più prossimali (femorali o brachiali) sono normali.
- Test di Allen: Un test clinico semplice per valutare la pervietà delle arterie della mano. Si comprime l'arteria radiale e ulnare, si fa stringere il pugno al paziente e poi si rilascia una delle due arterie per vedere quanto tempo impiega la mano a riprendere colore. Un ritardo indica un'ostruzione.
- Esami del Sangue: Servono principalmente a escludere altre malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico o la sclerodermia, e per verificare l'assenza di iperglicemia o stati di ipercoagulabilità.
- Ecocolordoppler: Un esame non invasivo che permette di visualizzare il flusso sanguigno e identificare le zone di ostruzione.
- Angiografia (o Angio-TC/Angio-RM): È l'esame gold standard. Mostra tipicamente occlusioni segmentarie delle arterie distali con la presenza di vasi collaterali caratteristici definiti "a cavatappi" (corkscrew collaterals), che si formano per tentare di aggirare l'ostruzione.
- Biopsia Vascolare: Raramente eseguita, ma può confermare la diagnosi mostrando l'infiammazione tipica e il trombo cellulare che risparmia la parete elastica del vaso.
Trattamento e Terapie
L'obiettivo primario del trattamento è migliorare la circolazione e prevenire la progressione verso la gangrena e l'amputazione.
Cessazione del fumo: È l'unico trattamento veramente efficace. Non basta ridurre il numero di sigarette; è necessaria l'astensione totale e assoluta da ogni forma di tabacco e nicotina. Anche il fumo passivo deve essere evitato. Se il paziente smette completamente di fumare, la malattia spesso si arresta e le ulcere possono guarire. Se il paziente continua a fumare, il rischio di amputazione è estremamente elevato (vicino al 95% in alcuni studi).
Terapie Farmacologiche:
- Prostanoidi: Farmaci come l'iloprost (somministrato per via endovenosa) aiutano a dilatare i vasi sanguigni e a inibire l'aggregazione delle piastrine, riducendo il dolore ischemico e favorendo la guarigione delle ulcere.
- Vasodilatatori: Calcio-antagonisti possono essere usati per ridurre il vasospasmo, specialmente in presenza di fenomeno di Raynaud.
- Antiaggreganti piastrinici: L'aspirina a basso dosaggio viene spesso prescritta per prevenire la formazione di nuovi coaguli, sebbene la sua efficacia specifica nella malattia di Buerger sia meno marcata rispetto all'aterosclerosi.
- Analgesici: Per gestire il dolore intenso, che spesso richiede l'uso di oppioidi.
- Antibiotici: Necessari in caso di ulcere infette.
Procedure Chirurgiche e Interventistiche:
- Simpaticectomia: Un intervento che consiste nel recidere i nervi del sistema simpatico che causano la costrizione dei vasi. Può fornire un sollievo temporaneo dal dolore e migliorare il flusso sanguigno cutaneo.
- Rivitalizzazione chirurgica (Bypass): Spesso difficile perché i vasi distali sono troppo piccoli o danneggiati per accogliere un bypass.
- Terapia genica e cellulare: Trattamenti sperimentali che prevedono l'iniezione di fattori di crescita o cellule staminali per stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).
- Amputazione: Purtroppo necessaria quando la gangrena è estesa o il dolore è intrattabile e la vitalità dell'arto è compromessa.
Prognosi e Decorso
La prognosi della tromboangioite obliterante dipende quasi esclusivamente dalla capacità del paziente di smettere di fumare.
Se il paziente interrompe definitivamente l'uso di tabacco, la remissione dei sintomi è comune e il rischio di perdere un arto diminuisce drasticamente. Le ulcere esistenti possono richiedere tempo per guarire, ma la progressione della malattia si ferma.
Al contrario, per coloro che continuano a fumare, anche solo occasionalmente, la malattia è inesorabilmente progressiva. Questi pazienti affrontano ripetuti ricoveri, dolore cronico invalidante e amputazioni multiple (spesso iniziando dalle dita per poi risalire verso la gamba o l'avambraccio). A differenza di altre malattie vascolari, la tromboangioite obliterante raramente accorcia la vita del paziente, poiché non colpisce solitamente gli organi vitali come il cuore o il cervello, ma può compromettere gravemente la qualità della vita e l'autonomia funzionale.
Prevenzione
La prevenzione della tromboangioite obliterante è semplice in teoria ma complessa nella pratica: consiste nell'evitare l'uso di tabacco.
- Educazione Sanitaria: Informare i giovani sui rischi del fumo, non solo legati al cancro ai polmoni ma anche a patologie vascolari mutilanti come la malattia di Buerger.
- Supporto alla Cessazione: Per chi è già fumatore, l'accesso a programmi di disassuefazione dal fumo, supporto psicologico e terapie sostitutive (sebbene la nicotina stessa possa essere problematica in questa specifica malattia) è fondamentale.
- Protezione dal Freddo: Per i soggetti a rischio o nelle fasi iniziali, proteggere le estremità dalle basse temperature può prevenire episodi di vasospasmo.
- Igiene del Piede: Una cura meticolosa dei piedi, evitando tagli o traumi minimi, è essenziale per prevenire infezioni che potrebbero evolvere in ulcere difficili da trattare.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista in angiologia o chirurgia vascolare se si notano i seguenti segnali, specialmente se si è fumatori o ex-fumatori giovani:
- Dolore o crampi ai piedi o alle mani durante l'attività fisica o il cammino.
- Cambiamenti di colore della pelle delle dita (bianco, blu o rosso intenso) in risposta al freddo.
- Sensazione persistente di freddo a una mano o a un piede rispetto all'altro.
- Piccole ferite o piaghe sulle punte delle dita che non guariscono entro pochi giorni.
- Dolore notturno ai piedi che migliora leggermente lasciando penzolare la gamba fuori dal letto.
- Presenza di zone arrossate e dolenti lungo il decorso delle vene superficiali delle braccia o delle gambe.
Una diagnosi precoce e l'immediata interruzione del fumo sono gli unici strumenti per evitare esiti invalidanti e preservare l'integrità degli arti.


