Atrofia della milza

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Definizione

L'atrofia della milza è una condizione clinica caratterizzata dalla progressiva riduzione delle dimensioni del tessuto splenico, accompagnata da una perdita parziale o totale delle sue funzioni fisiologiche. La milza è un organo fondamentale del sistema linfatico e immunitario, situato nell'ipocondrio sinistro (la parte superiore sinistra dell'addome), che svolge compiti cruciali come la filtrazione del sangue, la rimozione di globuli rossi invecchiati o danneggiati e la produzione di anticorpi e linfociti per contrastare le infezioni batteriche.

Quando si verifica un'atrofia, l'organo può ridursi fino a diventare un piccolo residuo fibroso non funzionante. In ambito medico, questa condizione è spesso associata al termine "iposplenismo" (ridotta funzione della milza) o "asplenia funzionale" (totale assenza di funzione, nonostante l'organo possa essere fisicamente presente, seppur rimpicciolito). L'atrofia della milza non è una malattia isolata, ma rappresenta solitamente l'esito finale di processi patologici cronici, vascolari o autoimmuni che danneggiano il parenchima splenico in modo irreversibile.

Comprendere l'atrofia della milza è essenziale poiché la perdita della funzione splenica espone il paziente a un rischio significativamente elevato di infezioni gravi, note come sepsi fulminanti, causate da batteri capsulati. Sebbene la milza non sia un organo vitale nel senso stretto (come il cuore o i polmoni), la sua assenza o atrofia richiede una gestione medica attenta e strategie preventive a lungo termine per garantire la sicurezza del paziente.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause che portano all'atrofia della milza sono molteplici e possono essere classificate in base al meccanismo patogenetico sottostante. La causa più nota e studiata è l'anemia falciforme. In questa patologia genetica, i globuli rossi assumono una forma a falce che causa micro-infarti ripetuti all'interno dei piccoli vasi della milza. Questo processo, noto come "autosplenectomia", porta alla progressiva fibrosi e scomparsa del tessuto splenico funzionale già in età pediatrica.

Un'altra causa estremamente rilevante è la celiachia. Si stima che una percentuale significativa di pazienti celiaci non trattati o con diagnosi tardiva possa sviluppare un certo grado di iposplenismo o atrofia splenica. Il meccanismo non è ancora del tutto chiarito, ma sembra legato a un'iperattivazione del sistema immunitario che porta a un esaurimento funzionale della milza o a un'atrofia mediata da complessi immunitari.

Tra le altre cause principali troviamo:

  • Malattie Autoimmuni: Condizioni come il lupus eritematoso sistemico (LES) e l'artrite reumatoide possono causare vasculiti o depositi di immunocomplessi che danneggiano la milza.
  • Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): Sia il morbo di Crohn che la rettocolite ulcerosa sono stati associati a casi di atrofia splenica.
  • Invecchiamento (Atrofia Senile): Con l'avanzare dell'età, è fisiologico un lieve rimpicciolimento della milza, ma in alcuni soggetti questo processo può diventare patologico, riducendo le difese immunitarie dell'anziano.
  • Disturbi Vascolari: L'ostruzione cronica dell'arteria splenica o episodi ripetuti di infarto splenico (causati ad esempio da embolie o stati di ipercoagulabilità) portano inevitabilmente alla morte del tessuto e alla successiva atrofia.
  • Graft-versus-host disease (GVHD): Nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, la reazione del trapianto contro l'ospite può colpire la milza, portando alla sua fibrosi.

I fattori di rischio includono la familiarità per malattie ematologiche, la presenza di patologie malassorbitive non diagnosticate e l'esposizione prolungata a stati infiammatori sistemici.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'atrofia della milza è spesso una condizione "silenziosa" nelle sue fasi iniziali. Poiché la riduzione del volume avviene lentamente, il corpo non invia segnali di dolore immediato. Tuttavia, la perdita della funzione immunitaria e di filtraggio produce una serie di manifestazioni indirette e complicanze che possono essere molto gravi.

Il segno clinico più caratteristico è la maggiore suscettibilità alle infezioni. I pazienti possono manifestare episodi ricorrenti di febbre alta, spesso accompagnata da brividi intensi. Le infezioni più comuni riguardano l'apparato respiratorio (polmoniti) e il sistema nervoso centrale (meningiti), causate da batteri come lo Streptococcus pneumoniae, l'Haemophilus influenzae e la Neisseria meningitidis.

Altri sintomi e segni che possono emergere includono:

  • Segni di anemia: Se l'atrofia è legata a malattie ematologiche, il paziente può presentare astenia (stanchezza cronica), pallore cutaneo e difficoltà respiratorie sotto sforzo.
  • Sintomi gastrointestinali: Nei casi legati alla celiachia, possono essere presenti diarrea, gonfiore addominale e perdita di peso.
  • Manifestazioni sistemiche: Un senso di malessere generale, mal di testa persistente e talvolta dolore addominale vago nel quadrante superiore sinistro (sebbene il dolore sia più comune nell'infarto splenico acuto che nell'atrofia cronica).
  • Alterazioni cutanee: In caso di sepsi fulminante (una complicanza estrema), possono comparire piccole macchie emorragiche sulla pelle o porpora.
  • Risposta ematologica: A causa della mancata rimozione delle piastrine vecchie, può verificarsi una elevata conta piastrinica (trombocitosi secondaria), che aumenta leggermente il rischio di eventi trombotici.

È importante sottolineare che molti pazienti scoprono di avere un'atrofia della milza solo casualmente durante esami radiologici eseguiti per altri motivi o, purtroppo, in seguito a un'infezione batterica di insolita gravità.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'atrofia della milza combina tecniche di imaging, analisi di laboratorio e valutazione della storia clinica del paziente. Poiché l'organo non è palpabile se atrofico (a differenza della splenomegalia), l'esame obiettivo spesso non fornisce indizi diretti.

  1. Esami del Sangue e Striscio Periferico: È il primo passo fondamentale. La ricerca dei corpi di Howell-Jolly all'interno dei globuli rossi è un segno patognomonico di asplenia o iposplenismo. Questi corpi sono residui nucleari che una milza sana normalmente rimuoverebbe. La loro presenza indica chiaramente che la milza non sta filtrando correttamente il sangue. Si possono osservare anche altre anomalie come i siderociti o i cosiddetti "pitted red cells" (globuli rossi con crateri visibili al microscopio a contrasto di fase).
  2. Ecografia Addominale: È l'esame di imaging di primo livello. Permette di misurare con precisione le dimensioni della milza. In caso di atrofia, l'ecografista rileverà un organo di dimensioni ridotte rispetto ai valori normali (solitamente inferiori a 7-8 cm di diametro longitudinale) o addirittura l'impossibilità di visualizzare il tessuto splenico.
  3. Tomografia Computerizzata (TC) e Risonanza Magnetica (RM): Forniscono dettagli anatomici superiori, utili per distinguere l'atrofia da esiti di traumi o malformazioni congenite. Sono essenziali per valutare la presenza di piccoli noduli splenici accessori che potrebbero mantenere una minima funzione.
  4. Scintigrafia Splenica: Utilizzando globuli rossi marcati con Tecnezio-99m, questo esame valuta la funzione reale della milza. Se l'organo non capta il tracciante, si conferma la diagnosi di asplenia funzionale, indipendentemente dalle dimensioni fisiche residue.
  5. Screening per Malattie Sottostanti: Una volta accertata l'atrofia, è d'obbligo indagare la causa. Verranno prescritti test per la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi), test per l'anemia falciforme (elettroforesi dell'emoglobina) e screening autoimmuni.
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Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia in grado di far "ricrescere" una milza atrofizzata o di ripristinarne la funzione una volta che il tessuto è diventato fibroso. Pertanto, il trattamento si concentra su due pilastri: la gestione della malattia sottostante e, soprattutto, la prevenzione delle complicanze infettive.

Prevenzione delle Infezioni (Profilassi)

Il rischio principale è la Overwhelming Post-Splenectomy Infection (OPSI), una sepsi che può progredire mortalmente in poche ore. Le strategie includono:

  • Vaccinazioni: È il passo più importante. I pazienti devono essere vaccinati contro lo Streptococcus pneumoniae (vaccino pneumococcico coniugato e polisaccaridico), la Neisseria meningitidis (gruppi A, C, W, Y e gruppo B) e l'Haemophilus influenzae di tipo b. È inoltre fortemente raccomandata la vaccinazione antinfluenzale annuale per prevenire sovrainfezioni batteriche.
  • Antibioprofilassi: In alcuni casi, specialmente nei bambini o in soggetti ad alto rischio, il medico può prescrivere l'assunzione quotidiana di antibiotici (solitamente penicillina o amoxicillina) a basso dosaggio per prevenire le infezioni.
  • Antibiotici di Emergenza: Ai pazienti viene spesso consigliato di tenere in casa una scorta di antibiotici ad ampio spettro da assumere immediatamente alla comparsa dei primi segni di febbre alta, prima ancora di recarsi in ospedale.

Gestione della Patologia Primaria

  • Se l'atrofia è causata dalla celiachia, una dieta rigorosamente priva di glutine è essenziale per prevenire ulteriori danni sistemici, anche se non ripristinerà la milza.
  • Per l'anemia falciforme, si utilizzano farmaci come l'idrossiurea per ridurre le crisi vaso-occlusive.
  • Nelle malattie autoimmuni, l'uso di immunosoppressori o corticosteroidi aiuta a controllare l'infiammazione cronica.
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Prognosi e Decorso

La prognosi per un individuo con atrofia della milza è generalmente eccellente, a condizione che il paziente sia consapevole della propria condizione e segua rigorosamente i protocolli di prevenzione. La qualità della vita non viene solitamente compromessa dall'atrofia in sé, ma piuttosto dalla malattia che l'ha causata.

Il rischio di infezioni gravi rimane presente per tutta la vita, ma è massimo nei primi anni dopo la perdita della funzione splenica. Con l'avvento dei moderni vaccini coniugati, l'incidenza di sepsi fulminante nei pazienti asplenici è drasticamente diminuita. Tuttavia, il decorso può essere complicato se il paziente ignora i sintomi di infezione o non effettua i richiami vaccinali.

Un altro aspetto del decorso riguarda la gestione delle piastrine: la trombocitosi lieve è comune e solitamente non richiede trattamento, ma in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare, il medico potrebbe valutare l'uso di antiaggreganti come l'aspirina a basso dosaggio.

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Prevenzione

La prevenzione dell'atrofia della milza si identifica con la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo delle malattie che ne causano la distruzione.

  • Diagnosi precoce della celiachia: Identificare la celiachia prima che causi danni immunologici permanenti può preservare la funzione splenica.
  • Gestione dell'anemia falciforme: Un monitoraggio ematologico stretto fin dalla nascita può rallentare il processo di autosplenectomia.
  • Controllo delle malattie autoimmuni: Mantenere in remissione patologie come il lupus riduce il rischio di danni vascolari agli organi interni, inclusa la milza.
  • Educazione del paziente: La prevenzione secondaria (prevenire le complicanze dell'atrofia già presente) consiste nell'informare il paziente sui rischi legati ai viaggi in zone endemiche per la malaria (che colpisce duramente chi non ha la milza) e sull'importanza di segnalare ogni morso di animale (rischio di infezione da Capnocytophaga canimorsus).
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Quando Consultare un Medico

Un paziente con diagnosi nota di atrofia della milza o con patologie predisponenti (come la celiachia o l'anemia falciforme) deve consultare urgentemente un medico o recarsi al pronto soccorso in presenza di:

  • Febbre superiore a 38°C, specialmente se insorta improvvisamente e accompagnata da brividi.
  • Comparsa di macchie rosse o violacee sulla pelle che non scompaiono alla pressione.
  • Stato di confusione mentale, forte mal di testa o rigidità nucale.
  • Battito cardiaco molto accelerato e sensazione di svenimento.
  • Morsi di cane o altri animali, anche se sembrano superficiali, a causa dell'alto rischio di sepsi batterica.

Inoltre, è opportuno programmare visite periodiche con un ematologo o un infettivologo per monitorare lo stato immunitario e aggiornare il piano vaccinale.

Atrofia della milza

Definizione

L'atrofia della milza è una condizione clinica caratterizzata dalla progressiva riduzione delle dimensioni del tessuto splenico, accompagnata da una perdita parziale o totale delle sue funzioni fisiologiche. La milza è un organo fondamentale del sistema linfatico e immunitario, situato nell'ipocondrio sinistro (la parte superiore sinistra dell'addome), che svolge compiti cruciali come la filtrazione del sangue, la rimozione di globuli rossi invecchiati o danneggiati e la produzione di anticorpi e linfociti per contrastare le infezioni batteriche.

Quando si verifica un'atrofia, l'organo può ridursi fino a diventare un piccolo residuo fibroso non funzionante. In ambito medico, questa condizione è spesso associata al termine "iposplenismo" (ridotta funzione della milza) o "asplenia funzionale" (totale assenza di funzione, nonostante l'organo possa essere fisicamente presente, seppur rimpicciolito). L'atrofia della milza non è una malattia isolata, ma rappresenta solitamente l'esito finale di processi patologici cronici, vascolari o autoimmuni che danneggiano il parenchima splenico in modo irreversibile.

Comprendere l'atrofia della milza è essenziale poiché la perdita della funzione splenica espone il paziente a un rischio significativamente elevato di infezioni gravi, note come sepsi fulminanti, causate da batteri capsulati. Sebbene la milza non sia un organo vitale nel senso stretto (come il cuore o i polmoni), la sua assenza o atrofia richiede una gestione medica attenta e strategie preventive a lungo termine per garantire la sicurezza del paziente.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause che portano all'atrofia della milza sono molteplici e possono essere classificate in base al meccanismo patogenetico sottostante. La causa più nota e studiata è l'anemia falciforme. In questa patologia genetica, i globuli rossi assumono una forma a falce che causa micro-infarti ripetuti all'interno dei piccoli vasi della milza. Questo processo, noto come "autosplenectomia", porta alla progressiva fibrosi e scomparsa del tessuto splenico funzionale già in età pediatrica.

Un'altra causa estremamente rilevante è la celiachia. Si stima che una percentuale significativa di pazienti celiaci non trattati o con diagnosi tardiva possa sviluppare un certo grado di iposplenismo o atrofia splenica. Il meccanismo non è ancora del tutto chiarito, ma sembra legato a un'iperattivazione del sistema immunitario che porta a un esaurimento funzionale della milza o a un'atrofia mediata da complessi immunitari.

Tra le altre cause principali troviamo:

  • Malattie Autoimmuni: Condizioni come il lupus eritematoso sistemico (LES) e l'artrite reumatoide possono causare vasculiti o depositi di immunocomplessi che danneggiano la milza.
  • Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): Sia il morbo di Crohn che la rettocolite ulcerosa sono stati associati a casi di atrofia splenica.
  • Invecchiamento (Atrofia Senile): Con l'avanzare dell'età, è fisiologico un lieve rimpicciolimento della milza, ma in alcuni soggetti questo processo può diventare patologico, riducendo le difese immunitarie dell'anziano.
  • Disturbi Vascolari: L'ostruzione cronica dell'arteria splenica o episodi ripetuti di infarto splenico (causati ad esempio da embolie o stati di ipercoagulabilità) portano inevitabilmente alla morte del tessuto e alla successiva atrofia.
  • Graft-versus-host disease (GVHD): Nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, la reazione del trapianto contro l'ospite può colpire la milza, portando alla sua fibrosi.

I fattori di rischio includono la familiarità per malattie ematologiche, la presenza di patologie malassorbitive non diagnosticate e l'esposizione prolungata a stati infiammatori sistemici.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'atrofia della milza è spesso una condizione "silenziosa" nelle sue fasi iniziali. Poiché la riduzione del volume avviene lentamente, il corpo non invia segnali di dolore immediato. Tuttavia, la perdita della funzione immunitaria e di filtraggio produce una serie di manifestazioni indirette e complicanze che possono essere molto gravi.

Il segno clinico più caratteristico è la maggiore suscettibilità alle infezioni. I pazienti possono manifestare episodi ricorrenti di febbre alta, spesso accompagnata da brividi intensi. Le infezioni più comuni riguardano l'apparato respiratorio (polmoniti) e il sistema nervoso centrale (meningiti), causate da batteri come lo Streptococcus pneumoniae, l'Haemophilus influenzae e la Neisseria meningitidis.

Altri sintomi e segni che possono emergere includono:

  • Segni di anemia: Se l'atrofia è legata a malattie ematologiche, il paziente può presentare astenia (stanchezza cronica), pallore cutaneo e difficoltà respiratorie sotto sforzo.
  • Sintomi gastrointestinali: Nei casi legati alla celiachia, possono essere presenti diarrea, gonfiore addominale e perdita di peso.
  • Manifestazioni sistemiche: Un senso di malessere generale, mal di testa persistente e talvolta dolore addominale vago nel quadrante superiore sinistro (sebbene il dolore sia più comune nell'infarto splenico acuto che nell'atrofia cronica).
  • Alterazioni cutanee: In caso di sepsi fulminante (una complicanza estrema), possono comparire piccole macchie emorragiche sulla pelle o porpora.
  • Risposta ematologica: A causa della mancata rimozione delle piastrine vecchie, può verificarsi una elevata conta piastrinica (trombocitosi secondaria), che aumenta leggermente il rischio di eventi trombotici.

È importante sottolineare che molti pazienti scoprono di avere un'atrofia della milza solo casualmente durante esami radiologici eseguiti per altri motivi o, purtroppo, in seguito a un'infezione batterica di insolita gravità.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'atrofia della milza combina tecniche di imaging, analisi di laboratorio e valutazione della storia clinica del paziente. Poiché l'organo non è palpabile se atrofico (a differenza della splenomegalia), l'esame obiettivo spesso non fornisce indizi diretti.

  1. Esami del Sangue e Striscio Periferico: È il primo passo fondamentale. La ricerca dei corpi di Howell-Jolly all'interno dei globuli rossi è un segno patognomonico di asplenia o iposplenismo. Questi corpi sono residui nucleari che una milza sana normalmente rimuoverebbe. La loro presenza indica chiaramente che la milza non sta filtrando correttamente il sangue. Si possono osservare anche altre anomalie come i siderociti o i cosiddetti "pitted red cells" (globuli rossi con crateri visibili al microscopio a contrasto di fase).
  2. Ecografia Addominale: È l'esame di imaging di primo livello. Permette di misurare con precisione le dimensioni della milza. In caso di atrofia, l'ecografista rileverà un organo di dimensioni ridotte rispetto ai valori normali (solitamente inferiori a 7-8 cm di diametro longitudinale) o addirittura l'impossibilità di visualizzare il tessuto splenico.
  3. Tomografia Computerizzata (TC) e Risonanza Magnetica (RM): Forniscono dettagli anatomici superiori, utili per distinguere l'atrofia da esiti di traumi o malformazioni congenite. Sono essenziali per valutare la presenza di piccoli noduli splenici accessori che potrebbero mantenere una minima funzione.
  4. Scintigrafia Splenica: Utilizzando globuli rossi marcati con Tecnezio-99m, questo esame valuta la funzione reale della milza. Se l'organo non capta il tracciante, si conferma la diagnosi di asplenia funzionale, indipendentemente dalle dimensioni fisiche residue.
  5. Screening per Malattie Sottostanti: Una volta accertata l'atrofia, è d'obbligo indagare la causa. Verranno prescritti test per la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi), test per l'anemia falciforme (elettroforesi dell'emoglobina) e screening autoimmuni.

Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia in grado di far "ricrescere" una milza atrofizzata o di ripristinarne la funzione una volta che il tessuto è diventato fibroso. Pertanto, il trattamento si concentra su due pilastri: la gestione della malattia sottostante e, soprattutto, la prevenzione delle complicanze infettive.

Prevenzione delle Infezioni (Profilassi)

Il rischio principale è la Overwhelming Post-Splenectomy Infection (OPSI), una sepsi che può progredire mortalmente in poche ore. Le strategie includono:

  • Vaccinazioni: È il passo più importante. I pazienti devono essere vaccinati contro lo Streptococcus pneumoniae (vaccino pneumococcico coniugato e polisaccaridico), la Neisseria meningitidis (gruppi A, C, W, Y e gruppo B) e l'Haemophilus influenzae di tipo b. È inoltre fortemente raccomandata la vaccinazione antinfluenzale annuale per prevenire sovrainfezioni batteriche.
  • Antibioprofilassi: In alcuni casi, specialmente nei bambini o in soggetti ad alto rischio, il medico può prescrivere l'assunzione quotidiana di antibiotici (solitamente penicillina o amoxicillina) a basso dosaggio per prevenire le infezioni.
  • Antibiotici di Emergenza: Ai pazienti viene spesso consigliato di tenere in casa una scorta di antibiotici ad ampio spettro da assumere immediatamente alla comparsa dei primi segni di febbre alta, prima ancora di recarsi in ospedale.

Gestione della Patologia Primaria

  • Se l'atrofia è causata dalla celiachia, una dieta rigorosamente priva di glutine è essenziale per prevenire ulteriori danni sistemici, anche se non ripristinerà la milza.
  • Per l'anemia falciforme, si utilizzano farmaci come l'idrossiurea per ridurre le crisi vaso-occlusive.
  • Nelle malattie autoimmuni, l'uso di immunosoppressori o corticosteroidi aiuta a controllare l'infiammazione cronica.

Prognosi e Decorso

La prognosi per un individuo con atrofia della milza è generalmente eccellente, a condizione che il paziente sia consapevole della propria condizione e segua rigorosamente i protocolli di prevenzione. La qualità della vita non viene solitamente compromessa dall'atrofia in sé, ma piuttosto dalla malattia che l'ha causata.

Il rischio di infezioni gravi rimane presente per tutta la vita, ma è massimo nei primi anni dopo la perdita della funzione splenica. Con l'avvento dei moderni vaccini coniugati, l'incidenza di sepsi fulminante nei pazienti asplenici è drasticamente diminuita. Tuttavia, il decorso può essere complicato se il paziente ignora i sintomi di infezione o non effettua i richiami vaccinali.

Un altro aspetto del decorso riguarda la gestione delle piastrine: la trombocitosi lieve è comune e solitamente non richiede trattamento, ma in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare, il medico potrebbe valutare l'uso di antiaggreganti come l'aspirina a basso dosaggio.

Prevenzione

La prevenzione dell'atrofia della milza si identifica con la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo delle malattie che ne causano la distruzione.

  • Diagnosi precoce della celiachia: Identificare la celiachia prima che causi danni immunologici permanenti può preservare la funzione splenica.
  • Gestione dell'anemia falciforme: Un monitoraggio ematologico stretto fin dalla nascita può rallentare il processo di autosplenectomia.
  • Controllo delle malattie autoimmuni: Mantenere in remissione patologie come il lupus riduce il rischio di danni vascolari agli organi interni, inclusa la milza.
  • Educazione del paziente: La prevenzione secondaria (prevenire le complicanze dell'atrofia già presente) consiste nell'informare il paziente sui rischi legati ai viaggi in zone endemiche per la malaria (che colpisce duramente chi non ha la milza) e sull'importanza di segnalare ogni morso di animale (rischio di infezione da Capnocytophaga canimorsus).

Quando Consultare un Medico

Un paziente con diagnosi nota di atrofia della milza o con patologie predisponenti (come la celiachia o l'anemia falciforme) deve consultare urgentemente un medico o recarsi al pronto soccorso in presenza di:

  • Febbre superiore a 38°C, specialmente se insorta improvvisamente e accompagnata da brividi.
  • Comparsa di macchie rosse o violacee sulla pelle che non scompaiono alla pressione.
  • Stato di confusione mentale, forte mal di testa o rigidità nucale.
  • Battito cardiaco molto accelerato e sensazione di svenimento.
  • Morsi di cane o altri animali, anche se sembrano superficiali, a causa dell'alto rischio di sepsi batterica.

Inoltre, è opportuno programmare visite periodiche con un ematologo o un infettivologo per monitorare lo stato immunitario e aggiornare il piano vaccinale.

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