Neoplasia benigna delle ghiandole salivari maggiori

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Definizione

Le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori non cancerosi che originano dai tessuti delle ghiandole salivari principali. Il corpo umano possiede tre coppie di ghiandole salivari maggiori: le parotidi (situate davanti e sotto le orecchie), le sottomandibolari (sotto la mascella) e le sottolinguali (sotto la lingua). Queste ghiandole hanno il compito fondamentale di produrre la saliva, necessaria per la digestione iniziale dei cibi, la lubrificazione della bocca e la protezione dei denti.

Sebbene il termine "neoplasia" possa spaventare, nel caso delle forme benigne classificate sotto il codice ICD-11 2E91, si tratta di crescite cellulari che non invadono i tessuti circostanti in modo aggressivo e non danno origine a metastasi in organi distanti. Tuttavia, la loro presenza non deve essere sottovalutata: queste masse possono crescere progressivamente, causando compressione di strutture vitali come i nervi facciali, ostruzioni duttali e, in rari casi, possono subire una trasformazione maligna nel corso degli anni.

L'adenoma pleomorfo è la variante istologica più comune, rappresentando circa il 70-80% di tutti i tumori della parotide. Un'altra forma frequente è il tumore di Warthin (noto anche come cistoadenolinfoma), che colpisce prevalentemente i fumatori e spesso si presenta in forma bilaterale. La comprensione della natura specifica di queste formazioni è essenziale per pianificare un intervento terapeutico che preservi la funzionalità ghiandolare e l'estetica del volto.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di una neoplasia benigna delle ghiandole salivari maggiori non sono ancora del tutto chiarite dalla comunità scientifica. A differenza di altri tumori, non esiste un legame diretto e univoco con uno stile di vita specifico, ma sono stati identificati diversi fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza.

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti è uno dei pochi fattori di rischio accertati. Soggetti che sono stati sottoposti a radioterapia alla testa o al collo per altre condizioni mediche in passato mostrano un'incidenza maggiore di tumori salivari, sia benigni che maligni. Anche l'esposizione professionale a determinate sostanze chimiche (come polveri di metalli pesanti o composti utilizzati nell'industria della gomma) è stata oggetto di studio, sebbene i dati non siano conclusivi.

Per quanto riguarda il tumore di Warthin, esiste una correlazione molto forte con il tabagismo. I fumatori hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare questa specifica neoplasia rispetto ai non fumatori. Fattori genetici giocano un ruolo importante: alcune mutazioni specifiche (come quelle che coinvolgono i geni PLAG1 o HMGA2) sono state associate allo sviluppo dell'adenoma pleomorfo. Infine, l'età e il sesso influenzano la distribuzione: queste neoplasie sono più comuni tra la quarta e la sesta decade di vita, con una leggera prevalenza nel sesso femminile per l'adenoma pleomorfo.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella maggior parte dei casi, le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori si presentano in modo subdolo e asintomatico. Il segno clinico principale è la comparsa di una tumefazione o di un nodulo a livello del viso, del collo o sotto la mandibola. Questa massa è solitamente a crescita lenta, indolore e di consistenza variabile (da elastica a dura).

Ecco i sintomi e le manifestazioni più comuni:

  • Gonfiore localizzato: si osserva tipicamente davanti all'orecchio (area parotidea) o sotto l'angolo della mandibola. La massa è spesso mobile rispetto ai piani profondi.
  • Asimmetria del volto: man mano che la neoplasia cresce, può alterare i lineamenti del viso, rendendo una guancia più prominente dell'altra.
  • Dolore al viso: sebbene raro nelle forme benigne, un leggero fastidio o un senso di tensione può insorgere se la massa comprime i tessuti adiacenti o la capsula ghiandolare.
  • Difficoltà a deglutire: se il tumore origina dal lobo profondo della parotide o dalle ghiandole sottolinguali, può sporgere verso l'interno della bocca o della faringe, ostacolando il passaggio del cibo.
  • Secchezza delle fauci: una riduzione del flusso salivare può verificarsi se la massa ostruisce i dotti principali, sebbene la ghiandola controlaterale solitamente compensi la funzione.
  • Formicolio o alterazione della sensibilità: in rari casi di compressione nervosa, il paziente può avvertire sensazioni anomale nella zona interessata.
  • Difficoltà ad aprire la bocca: se la neoplasia coinvolge i muscoli masticatori o l'articolazione temporo-mandibolare.
  • Dolore all'orecchio: talvolta il dolore può essere riferito all'orecchio (otalgia riflessa), nonostante l'orecchio sia sano.

È importante notare che la comparsa improvvisa di una paralisi del nervo facciale (incapacità di muovere una parte del viso) è un segno d'allarme che suggerisce più frequentemente una natura maligna, ma può raramente verificarsi anche in tumori benigni molto voluminosi o infiammati.

4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico palperà la zona interessata per valutare le dimensioni, la consistenza e la mobilità della massa, oltre a controllare l'integrità dei nervi cranici e la pervietà dei dotti salivari.

Gli esami strumentali sono fondamentali per confermare il sospetto clinico:

  1. Ecografia dei tessuti molli: È spesso l'esame di primo livello. Utilizza ultrasuoni per distinguere tra masse solide e cisti liquide e per valutare i rapporti con i vasi sanguigni.
  2. Agoaspirato a ago sottile (FNAC): consiste nel prelievo di un piccolo campione di cellule mediante un ago sottile sotto guida ecografica. È un esame cruciale per determinare se la lesione è benigna o maligna (citologia), guidando la strategia chirurgica.
  3. Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione per lo studio delle ghiandole salivari. Fornisce dettagli eccellenti sull'estensione del tumore, sul coinvolgimento del lobo profondo della parotide e sui rapporti con il nervo facciale.
  4. Tomografia Computerizzata (TAC): utile soprattutto se si sospetta un coinvolgimento osseo o per valutare l'estensione verso la base del cranio, sebbene meno dettagliata della RM per i tessuti molli.

La diagnosi definitiva, tuttavia, si ottiene solo con l'esame istologico completo dopo l'asportazione chirurgica del pezzo operatorio.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento standard per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori è la rimozione chirurgica. L'osservazione (approccio "wait and watch") è riservata solo a pazienti molto anziani o con gravi comorbidità che renderebbero l'anestesia troppo rischiosa, specialmente per tumori a crescita lentissima come il tumore di Warthin.

Le principali procedure chirurgiche includono:

  • Parotidectomia superficiale: rimozione della parte esterna della ghiandola parotide, preservando il nervo facciale. È l'intervento più comune per l'adenoma pleomorfo.
  • Parotidectomia totale: necessaria se il tumore coinvolge il lobo profondo della ghiandola.
  • Scialoadenectomia sottomandibolare: asportazione completa della ghiandola sottomandibolare. Poiché disponiamo di altre ghiandole, la sua rimozione non influisce significativamente sulla produzione totale di saliva.

Una delle sfide principali della chirurgia parotidea è la salvaguardia del nervo facciale, che attraversa la ghiandola e controlla i movimenti del viso. Per minimizzare i rischi, i chirurghi utilizzano spesso il monitoraggio intraoperatorio del nervo (NIM).

Le complicanze post-operatorie possono includere una temporanea debolezza facciale, la formazione di un sialocele (accumulo di saliva) o la Sindrome di Frey, una condizione in cui il paziente suda sulla guancia durante la masticazione a causa di una rigenerazione anomala delle fibre nervose.

La radioterapia non è solitamente indicata per i tumori benigni, a meno che non si tratti di casi recidivanti plurimi dove la chirurgia ulteriore comporterebbe rischi inaccettabili.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori è eccellente. La maggior parte dei pazienti guarisce completamente dopo l'intervento chirurgico senza conseguenze a lungo termine sulla qualità della vita.

Tuttavia, l'adenoma pleomorfo richiede un'attenzione particolare. Se non rimosso completamente (ad esempio se la capsula del tumore si rompe durante l'intervento), ha una spiccata tendenza alla recidiva locale, spesso in forma multinodulare, rendendo i successivi interventi molto più complessi. Inoltre, se lasciato in sede per decenni, esiste un rischio stimato tra il 3% e il 10% di trasformazione in una forma maligna chiamata "carcinoma ex adenoma pleomorfo".

Il tumore di Warthin ha una prognosi ancora migliore, con tassi di recidiva estremamente bassi, sebbene il paziente debba essere monitorato per la possibile comparsa di un nuovo tumore nella ghiandola controlaterale.

7

Prevenzione

Non esistono misure di prevenzione specifiche e garantite per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari, data l'incertezza sulle cause scatenanti. Tuttavia, è possibile adottare alcuni comportamenti prudenti:

  • Cessazione del fumo: riduce drasticamente il rischio di sviluppare il tumore di Warthin.
  • Limitare l'esposizione alle radiazioni: evitare esami radiologici non necessari alla testa e al collo.
  • Protezione professionale: utilizzare dispositivi di protezione individuale se si lavora in ambienti con polveri metalliche o sostanze chimiche industriali.
  • Igiene orale e idratazione: sebbene non prevengano il tumore, mantengono le ghiandole in salute e facilitano l'individuazione precoce di eventuali anomalie.
8

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista in otorinolaringoiatria o chirurgia maxillo-facciale se si nota:

  1. Una nuova massa o gonfiore persistente nella zona della guancia, della mascella o del collo che non scompare dopo 2-3 settimane.
  2. Un aumento graduale delle dimensioni di un nodulo preesistente.
  3. Comparsa di dolore o fastidio persistente in una zona ghiandolare.
  4. Qualunque segno di asimmetria facciale o difficoltà nei movimenti del viso.
  5. Difficoltà persistente nella deglutizione o sensazione di corpo estraneo in gola.

Un'identificazione precoce permette un intervento meno invasivo e riduce drasticamente il rischio di complicanze legate alla crescita della massa.

Neoplasia benigna delle ghiandole salivari maggiori

Definizione

Le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori non cancerosi che originano dai tessuti delle ghiandole salivari principali. Il corpo umano possiede tre coppie di ghiandole salivari maggiori: le parotidi (situate davanti e sotto le orecchie), le sottomandibolari (sotto la mascella) e le sottolinguali (sotto la lingua). Queste ghiandole hanno il compito fondamentale di produrre la saliva, necessaria per la digestione iniziale dei cibi, la lubrificazione della bocca e la protezione dei denti.

Sebbene il termine "neoplasia" possa spaventare, nel caso delle forme benigne classificate sotto il codice ICD-11 2E91, si tratta di crescite cellulari che non invadono i tessuti circostanti in modo aggressivo e non danno origine a metastasi in organi distanti. Tuttavia, la loro presenza non deve essere sottovalutata: queste masse possono crescere progressivamente, causando compressione di strutture vitali come i nervi facciali, ostruzioni duttali e, in rari casi, possono subire una trasformazione maligna nel corso degli anni.

L'adenoma pleomorfo è la variante istologica più comune, rappresentando circa il 70-80% di tutti i tumori della parotide. Un'altra forma frequente è il tumore di Warthin (noto anche come cistoadenolinfoma), che colpisce prevalentemente i fumatori e spesso si presenta in forma bilaterale. La comprensione della natura specifica di queste formazioni è essenziale per pianificare un intervento terapeutico che preservi la funzionalità ghiandolare e l'estetica del volto.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di una neoplasia benigna delle ghiandole salivari maggiori non sono ancora del tutto chiarite dalla comunità scientifica. A differenza di altri tumori, non esiste un legame diretto e univoco con uno stile di vita specifico, ma sono stati identificati diversi fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza.

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti è uno dei pochi fattori di rischio accertati. Soggetti che sono stati sottoposti a radioterapia alla testa o al collo per altre condizioni mediche in passato mostrano un'incidenza maggiore di tumori salivari, sia benigni che maligni. Anche l'esposizione professionale a determinate sostanze chimiche (come polveri di metalli pesanti o composti utilizzati nell'industria della gomma) è stata oggetto di studio, sebbene i dati non siano conclusivi.

Per quanto riguarda il tumore di Warthin, esiste una correlazione molto forte con il tabagismo. I fumatori hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare questa specifica neoplasia rispetto ai non fumatori. Fattori genetici giocano un ruolo importante: alcune mutazioni specifiche (come quelle che coinvolgono i geni PLAG1 o HMGA2) sono state associate allo sviluppo dell'adenoma pleomorfo. Infine, l'età e il sesso influenzano la distribuzione: queste neoplasie sono più comuni tra la quarta e la sesta decade di vita, con una leggera prevalenza nel sesso femminile per l'adenoma pleomorfo.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella maggior parte dei casi, le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori si presentano in modo subdolo e asintomatico. Il segno clinico principale è la comparsa di una tumefazione o di un nodulo a livello del viso, del collo o sotto la mandibola. Questa massa è solitamente a crescita lenta, indolore e di consistenza variabile (da elastica a dura).

Ecco i sintomi e le manifestazioni più comuni:

  • Gonfiore localizzato: si osserva tipicamente davanti all'orecchio (area parotidea) o sotto l'angolo della mandibola. La massa è spesso mobile rispetto ai piani profondi.
  • Asimmetria del volto: man mano che la neoplasia cresce, può alterare i lineamenti del viso, rendendo una guancia più prominente dell'altra.
  • Dolore al viso: sebbene raro nelle forme benigne, un leggero fastidio o un senso di tensione può insorgere se la massa comprime i tessuti adiacenti o la capsula ghiandolare.
  • Difficoltà a deglutire: se il tumore origina dal lobo profondo della parotide o dalle ghiandole sottolinguali, può sporgere verso l'interno della bocca o della faringe, ostacolando il passaggio del cibo.
  • Secchezza delle fauci: una riduzione del flusso salivare può verificarsi se la massa ostruisce i dotti principali, sebbene la ghiandola controlaterale solitamente compensi la funzione.
  • Formicolio o alterazione della sensibilità: in rari casi di compressione nervosa, il paziente può avvertire sensazioni anomale nella zona interessata.
  • Difficoltà ad aprire la bocca: se la neoplasia coinvolge i muscoli masticatori o l'articolazione temporo-mandibolare.
  • Dolore all'orecchio: talvolta il dolore può essere riferito all'orecchio (otalgia riflessa), nonostante l'orecchio sia sano.

È importante notare che la comparsa improvvisa di una paralisi del nervo facciale (incapacità di muovere una parte del viso) è un segno d'allarme che suggerisce più frequentemente una natura maligna, ma può raramente verificarsi anche in tumori benigni molto voluminosi o infiammati.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico palperà la zona interessata per valutare le dimensioni, la consistenza e la mobilità della massa, oltre a controllare l'integrità dei nervi cranici e la pervietà dei dotti salivari.

Gli esami strumentali sono fondamentali per confermare il sospetto clinico:

  1. Ecografia dei tessuti molli: È spesso l'esame di primo livello. Utilizza ultrasuoni per distinguere tra masse solide e cisti liquide e per valutare i rapporti con i vasi sanguigni.
  2. Agoaspirato a ago sottile (FNAC): consiste nel prelievo di un piccolo campione di cellule mediante un ago sottile sotto guida ecografica. È un esame cruciale per determinare se la lesione è benigna o maligna (citologia), guidando la strategia chirurgica.
  3. Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione per lo studio delle ghiandole salivari. Fornisce dettagli eccellenti sull'estensione del tumore, sul coinvolgimento del lobo profondo della parotide e sui rapporti con il nervo facciale.
  4. Tomografia Computerizzata (TAC): utile soprattutto se si sospetta un coinvolgimento osseo o per valutare l'estensione verso la base del cranio, sebbene meno dettagliata della RM per i tessuti molli.

La diagnosi definitiva, tuttavia, si ottiene solo con l'esame istologico completo dopo l'asportazione chirurgica del pezzo operatorio.

Trattamento e Terapie

Il trattamento standard per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori è la rimozione chirurgica. L'osservazione (approccio "wait and watch") è riservata solo a pazienti molto anziani o con gravi comorbidità che renderebbero l'anestesia troppo rischiosa, specialmente per tumori a crescita lentissima come il tumore di Warthin.

Le principali procedure chirurgiche includono:

  • Parotidectomia superficiale: rimozione della parte esterna della ghiandola parotide, preservando il nervo facciale. È l'intervento più comune per l'adenoma pleomorfo.
  • Parotidectomia totale: necessaria se il tumore coinvolge il lobo profondo della ghiandola.
  • Scialoadenectomia sottomandibolare: asportazione completa della ghiandola sottomandibolare. Poiché disponiamo di altre ghiandole, la sua rimozione non influisce significativamente sulla produzione totale di saliva.

Una delle sfide principali della chirurgia parotidea è la salvaguardia del nervo facciale, che attraversa la ghiandola e controlla i movimenti del viso. Per minimizzare i rischi, i chirurghi utilizzano spesso il monitoraggio intraoperatorio del nervo (NIM).

Le complicanze post-operatorie possono includere una temporanea debolezza facciale, la formazione di un sialocele (accumulo di saliva) o la Sindrome di Frey, una condizione in cui il paziente suda sulla guancia durante la masticazione a causa di una rigenerazione anomala delle fibre nervose.

La radioterapia non è solitamente indicata per i tumori benigni, a meno che non si tratti di casi recidivanti plurimi dove la chirurgia ulteriore comporterebbe rischi inaccettabili.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari maggiori è eccellente. La maggior parte dei pazienti guarisce completamente dopo l'intervento chirurgico senza conseguenze a lungo termine sulla qualità della vita.

Tuttavia, l'adenoma pleomorfo richiede un'attenzione particolare. Se non rimosso completamente (ad esempio se la capsula del tumore si rompe durante l'intervento), ha una spiccata tendenza alla recidiva locale, spesso in forma multinodulare, rendendo i successivi interventi molto più complessi. Inoltre, se lasciato in sede per decenni, esiste un rischio stimato tra il 3% e il 10% di trasformazione in una forma maligna chiamata "carcinoma ex adenoma pleomorfo".

Il tumore di Warthin ha una prognosi ancora migliore, con tassi di recidiva estremamente bassi, sebbene il paziente debba essere monitorato per la possibile comparsa di un nuovo tumore nella ghiandola controlaterale.

Prevenzione

Non esistono misure di prevenzione specifiche e garantite per le neoplasie benigne delle ghiandole salivari, data l'incertezza sulle cause scatenanti. Tuttavia, è possibile adottare alcuni comportamenti prudenti:

  • Cessazione del fumo: riduce drasticamente il rischio di sviluppare il tumore di Warthin.
  • Limitare l'esposizione alle radiazioni: evitare esami radiologici non necessari alla testa e al collo.
  • Protezione professionale: utilizzare dispositivi di protezione individuale se si lavora in ambienti con polveri metalliche o sostanze chimiche industriali.
  • Igiene orale e idratazione: sebbene non prevengano il tumore, mantengono le ghiandole in salute e facilitano l'individuazione precoce di eventuali anomalie.

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista in otorinolaringoiatria o chirurgia maxillo-facciale se si nota:

  1. Una nuova massa o gonfiore persistente nella zona della guancia, della mascella o del collo che non scompare dopo 2-3 settimane.
  2. Un aumento graduale delle dimensioni di un nodulo preesistente.
  3. Comparsa di dolore o fastidio persistente in una zona ghiandolare.
  4. Qualunque segno di asimmetria facciale o difficoltà nei movimenti del viso.
  5. Difficoltà persistente nella deglutizione o sensazione di corpo estraneo in gola.

Un'identificazione precoce permette un intervento meno invasivo e riduce drasticamente il rischio di complicanze legate alla crescita della massa.

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