Sarcoma cutaneo
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
Il sarcoma cutaneo rappresenta un gruppo eterogeneo e relativamente raro di neoplasie maligne che originano dai tessuti mesenchimali situati nel derma o nel tessuto sottocutaneo. A differenza dei più comuni carcinomi cutanei (come il basalioma o lo spinalioma), che derivano dalle cellule epiteliali, i sarcomi si sviluppano da cellule connettivali, vasi sanguigni, nervi, muscoli o tessuto adiposo. Sebbene costituiscano meno dell'1% di tutti i tumori maligni della pelle, la loro importanza clinica è elevata a causa della potenziale aggressività locale e, in alcuni sottotipi, della capacità di metastatizzare.
Esistono diverse varianti istologiche di sarcoma cutaneo, ognuna con caratteristiche biologiche e prognosi differenti. Tra le forme più note figurano il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP), l'angiosarcoma, il sarcoma di Kaposi, il leiomiosarcoma cutaneo e il sarcoma pleomorfo dermico. La comprensione della specifica variante è fondamentale, poiché l'approccio terapeutico varia drasticamente tra una forma a crescita lenta e localmente invasiva e una forma altamente proliferativa e sistemica.
Questi tumori possono insorgere in qualsiasi parte del corpo, ma mostrano spesso preferenze per determinate aree a seconda del sottotipo. Ad esempio, alcuni prediligono il tronco e le estremità, mentre altri, come l'angiosarcoma, colpiscono prevalentemente il cuoio capelluto e il volto degli anziani. La rarità di queste patologie richiede spesso una gestione multidisciplinare che coinvolga dermatologi, oncologi, chirurghi plastici e patologi esperti in tessuti molli.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause esatte dell'insorgenza di un sarcoma cutaneo non sono sempre identificabili, ma la ricerca scientifica ha isolato diversi fattori che possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare queste neoplasie. A differenza dei carcinomi, dove l'esposizione solare è il fattore predominante quasi assoluto, per i sarcomi i meccanismi eziologici sono più complessi e variegati.
- Esposizione a radiazioni ionizzanti: Uno dei fattori di rischio più documentati è la pregressa radioterapia. I sarcomi radio-indotti possono manifestarsi anche a distanza di molti anni (spesso decenni) dal trattamento di un precedente tumore. L'angiosarcoma è la variante più frequentemente associata a questo fattore.
- Linfedema cronico: La stasi linfatica prolungata, nota come linfedema, può predisporre allo sviluppo di un particolare tipo di angiosarcoma (sindrome di Stewart-Treves), tipicamente osservato nelle braccia di donne sottoposte a mastectomia con asportazione dei linfonodi ascellari.
- Fattori genetici: Alcune sindromi ereditarie aumentano la suscettibilità ai sarcomi dei tessuti molli, inclusi quelli cutanei. Tra queste si annoverano la sindrome di Li-Fraumeni (mutazione del gene TP53), la neurofibromatosi di tipo 1 e la sindrome di Gardner.
- Agenti chimici: L'esposizione professionale o ambientale a sostanze come l'arsenico, il cloruro di vinile e alcuni erbicidi fenossiacetici è stata correlata a un incremento del rischio.
- Immunosoppressione: Un sistema immunitario compromesso, sia a causa di infezioni come l'AIDS sia per l'assunzione di farmaci antirigetto dopo un trapianto d'organo, è un fattore determinante soprattutto per il sarcoma di Kaposi, legato all'infezione da herpesvirus umano 8 (HHV-8).
- Traumi e cicatrici: Sebbene più raro, sono stati riportati casi di sarcomi insorti su vecchie cicatrici chirurgiche, ustioni o siti di infiammazione cronica.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La presentazione clinica del sarcoma cutaneo è estremamente variabile e spesso aspecifica nelle fasi iniziali, il che può portare a ritardi diagnostici. Molti pazienti scambiano inizialmente la lesione per una cisti benigna, un lipoma o una cicatrice ipertrofica.
Il segno più comune è la comparsa di un nodulo cutaneo o sottocutaneo. Questo nodulo si presenta solitamente come una massa solida al tatto, che può essere del colore della pelle normale, rossastra, violacea o brunastra. Nelle fasi precoci, la lesione è spesso mobile rispetto ai piani profondi, ma con la progressione tende a fissarsi ai tessuti sottostanti.
Altri sintomi e segni includono:
- Crescita progressiva: A differenza delle lesioni benigne che tendono a rimanere stabili, il sarcoma mostra spesso un aumento volumetrico costante o repentino.
- Cambiamenti cromatici: La pelle sovrastante può presentare un arrossamento persistente o assumere una colorazione bluastra/violacea, tipica delle forme vascolari come l'angiosarcoma.
- Alterazioni della superficie: Con l'aumentare delle dimensioni, può verificarsi un'ulcerazione della pelle, con la formazione di piaghe che faticano a guarire.
- Sanguinamento: La lesione può andare incontro a sanguinamento spontaneo o in seguito a minimi traumi.
- Sensazioni locali: Sebbene spesso indolore nelle fasi iniziali, il tumore può causare dolore localizzato o una sensazione di tensione man mano che comprime i nervi o i tessuti circostanti. In alcuni casi, il paziente può avvertire formicolio o alterazioni della sensibilità nell'area interessata.
- Gonfiore circostante: Può manifestarsi un gonfiore o un senso di pesantezza nell'arto colpito, specialmente se il tumore interferisce con il drenaggio linfatico.
- Sintomi sistemici: Nelle forme avanzate o metastatiche, possono comparire stanchezza persistente, linfonodi ingrossati nelle stazioni vicine alla lesione e, raramente, una perdita di peso inspiegabile.
È importante notare che il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP) si presenta spesso inizialmente come una placca piatta e asintomatica, simile a una cicatrice (morfeiforme), rendendo la diagnosi clinica particolarmente difficile senza una biopsia.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il sarcoma cutaneo inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo dermatologico. Tuttavia, data la somiglianza con molte patologie benigne, la diagnosi definitiva non può prescindere dall'esame istologico.
- Biopsia cutanea: È il gold standard. A seconda delle dimensioni e della profondità della lesione, il medico può optare per una biopsia punch (perforazione), una biopsia incisionale (rimozione di una parte della massa) o una biopsia escissionale (rimozione completa della lesione sospetta). È fondamentale che il campione includa il derma profondo e, se possibile, il tessuto sottocutaneo.
- Esame Istologico e Immunoistochimica: Il patologo analizza la struttura cellulare al microscopio. L'uso di marcatori immunoistochimici (come CD34, S100, desmina, actina o CD31) è essenziale per identificare l'origine della cellula tumorale e distinguere tra i vari sottotipi di sarcoma.
- Imaging: Una volta confermata la diagnosi di malignità, possono essere necessari esami strumentali per valutare l'estensione locale e l'eventuale presenza di metastasi. La Risonanza Magnetica (RM) è l'esame d'elezione per valutare il coinvolgimento dei tessuti molli e dei piani fasciali. La Tomografia Computerizzata (TC) del torace è spesso indicata per escludere localizzazioni polmonari, sede frequente di metastasi per i sarcomi.
- Ecografia linfonodale: Utile per controllare le stazioni linfonodali regionali, specialmente nei sottotipi che tendono a diffondersi per via linfatica.
Trattamento e Terapie
Il trattamento del sarcoma cutaneo è personalizzato in base al tipo istologico, allo stadio della malattia e alle condizioni generali del paziente. L'obiettivo primario è l'eradicazione completa del tumore minimizzando il rischio di recidiva locale.
- Chirurgia: Rappresenta il trattamento principale. La tecnica standard è l'escissione chirurgica ampia con margini di sicurezza (spesso da 1 a 3 cm di tessuto sano attorno alla lesione). Per alcuni sarcomi specifici, come il dermatofibrosarcoma protuberans, la Chirurgia Micrografica di Mohs è considerata la scelta d'elezione, poiché permette un controllo microscopico completo dei margini durante l'intervento, garantendo la massima conservazione di tessuto sano e il minor tasso di recidiva.
- Radioterapia: Può essere utilizzata come terapia adiuvante (dopo l'intervento) per distruggere eventuali cellule tumorali residue, specialmente se i margini chirurgici sono stretti o se il tumore è di alto grado. In alcuni casi, come nell'angiosarcoma, la radioterapia può essere impiegata come trattamento primario o palliativo.
- Chemioterapia: Viene riservata solitamente ai casi di malattia metastatica o a sottotipi particolarmente aggressivi. I farmaci vengono somministrati per via sistemica per colpire le cellule tumorali in tutto il corpo.
- Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Alcuni sarcomi presentano alterazioni genetiche specifiche che possono essere colpite da farmaci mirati. Ad esempio, l'imatinib è un farmaco orale efficace nel trattamento del dermatofibrosarcoma protuberans avanzato o non operabile, agendo specificamente sul recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF).
- Immunoterapia: Sta emergendo come opzione terapeutica per alcune forme avanzate, come il sarcoma di Kaposi o alcuni sarcomi pleomorfi, sfruttando il sistema immunitario del paziente per combattere il tumore.
Prognosi e Decorso
La prognosi del sarcoma cutaneo varia enormemente a seconda del sottotipo istologico e della precocità della diagnosi.
Il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP) ha una prognosi eccellente in termini di sopravvivenza a lungo termine, ma presenta un alto rischio di recidiva locale se non rimosso con margini adeguati. Raramente metastatizza.
Al contrario, l'angiosarcoma cutaneo è considerato molto aggressivo, con una tendenza alla diffusione multifocale e metastasi precoci, il che rende la prognosi più riservata, specialmente negli anziani.
I fattori che influenzano negativamente il decorso includono:
- Dimensioni del tumore superiori a 5 cm.
- Profondità di invasione (coinvolgimento della fascia muscolare o dell'osso).
- Alto grado istologico (cellule molto indifferenziate e in rapida divisione).
- Presenza di metastasi al momento della diagnosi.
- Età avanzata del paziente.
Con un trattamento chirurgico adeguato e un follow-up rigoroso, molti pazienti con sarcomi cutanei localizzati ottengono la guarigione completa. Il monitoraggio post-trattamento è essenziale e solitamente prevede visite periodiche ogni 3-6 mesi per i primi anni, per individuare tempestivamente eventuali recidive locali.
Prevenzione
Non esiste una prevenzione specifica per tutti i tipi di sarcoma cutaneo, data la varietà delle cause. Tuttavia, è possibile adottare alcune misure per ridurre i rischi noti:
- Protezione solare: Sebbene meno diretta che per i carcinomi, la protezione dai raggi UV è consigliata per prevenire danni attinici che possono favorire l'insorgenza di tumori rari come il sarcoma pleomorfo dermico (precedentemente noto come istiocitoma fibroso maligno).
- Monitoraggio del linfedema: I pazienti che soffrono di linfedema cronico devono essere seguiti regolarmente e istruiti a segnalare qualsiasi cambiamento cutaneo (noduli, macchie violacee) nell'area interessata.
- Controllo delle aree irradiate: Chi ha subito radioterapia in passato deve sottoporre a controllo dermatologico annuale la zona trattata per monitorare l'insorgenza di sarcomi radio-indotti.
- Stile di vita e sistema immunitario: Mantenere un sistema immunitario efficiente e, nel caso di pazienti HIV positivi, seguire rigorosamente la terapia antiretrovirale è la chiave per prevenire il sarcoma di Kaposi.
- Autoesame della pelle: Imparare a conoscere la propria pelle e monitorare la comparsa di nuovi noduli o cambiamenti in lesioni preesistenti è la strategia più efficace per una diagnosi precoce.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un dermatologo o al proprio medico di medicina generale se si nota la comparsa di una nuova formazione sulla pelle che presenta le seguenti caratteristiche:
- Un nodulo che cresce rapidamente in dimensioni nel giro di poche settimane o mesi.
- Una lesione cutanea che appare come una cicatrice in un punto dove non ci sono stati traumi o interventi chirurgici.
- Una macchia o un rilievo di colore rosso scuro, violaceo o bluastro che non scompare.
- Una ferita o un'ulcerazione che non accenna a guarire dopo 3-4 settimane.
- Qualsiasi massa sottocutanea che diventi dolente o che causi un gonfiore persistente dell'area circostante.
La diagnosi precoce è il fattore determinante per il successo del trattamento. Non bisogna attendere che la lesione diventi dolorosa o inizi a sanguinare, poiché i sarcomi sono spesso asintomatici nelle fasi in cui sono più facilmente curabili.
Sarcoma cutaneo
Definizione
Il sarcoma cutaneo rappresenta un gruppo eterogeneo e relativamente raro di neoplasie maligne che originano dai tessuti mesenchimali situati nel derma o nel tessuto sottocutaneo. A differenza dei più comuni carcinomi cutanei (come il basalioma o lo spinalioma), che derivano dalle cellule epiteliali, i sarcomi si sviluppano da cellule connettivali, vasi sanguigni, nervi, muscoli o tessuto adiposo. Sebbene costituiscano meno dell'1% di tutti i tumori maligni della pelle, la loro importanza clinica è elevata a causa della potenziale aggressività locale e, in alcuni sottotipi, della capacità di metastatizzare.
Esistono diverse varianti istologiche di sarcoma cutaneo, ognuna con caratteristiche biologiche e prognosi differenti. Tra le forme più note figurano il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP), l'angiosarcoma, il sarcoma di Kaposi, il leiomiosarcoma cutaneo e il sarcoma pleomorfo dermico. La comprensione della specifica variante è fondamentale, poiché l'approccio terapeutico varia drasticamente tra una forma a crescita lenta e localmente invasiva e una forma altamente proliferativa e sistemica.
Questi tumori possono insorgere in qualsiasi parte del corpo, ma mostrano spesso preferenze per determinate aree a seconda del sottotipo. Ad esempio, alcuni prediligono il tronco e le estremità, mentre altri, come l'angiosarcoma, colpiscono prevalentemente il cuoio capelluto e il volto degli anziani. La rarità di queste patologie richiede spesso una gestione multidisciplinare che coinvolga dermatologi, oncologi, chirurghi plastici e patologi esperti in tessuti molli.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause esatte dell'insorgenza di un sarcoma cutaneo non sono sempre identificabili, ma la ricerca scientifica ha isolato diversi fattori che possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare queste neoplasie. A differenza dei carcinomi, dove l'esposizione solare è il fattore predominante quasi assoluto, per i sarcomi i meccanismi eziologici sono più complessi e variegati.
- Esposizione a radiazioni ionizzanti: Uno dei fattori di rischio più documentati è la pregressa radioterapia. I sarcomi radio-indotti possono manifestarsi anche a distanza di molti anni (spesso decenni) dal trattamento di un precedente tumore. L'angiosarcoma è la variante più frequentemente associata a questo fattore.
- Linfedema cronico: La stasi linfatica prolungata, nota come linfedema, può predisporre allo sviluppo di un particolare tipo di angiosarcoma (sindrome di Stewart-Treves), tipicamente osservato nelle braccia di donne sottoposte a mastectomia con asportazione dei linfonodi ascellari.
- Fattori genetici: Alcune sindromi ereditarie aumentano la suscettibilità ai sarcomi dei tessuti molli, inclusi quelli cutanei. Tra queste si annoverano la sindrome di Li-Fraumeni (mutazione del gene TP53), la neurofibromatosi di tipo 1 e la sindrome di Gardner.
- Agenti chimici: L'esposizione professionale o ambientale a sostanze come l'arsenico, il cloruro di vinile e alcuni erbicidi fenossiacetici è stata correlata a un incremento del rischio.
- Immunosoppressione: Un sistema immunitario compromesso, sia a causa di infezioni come l'AIDS sia per l'assunzione di farmaci antirigetto dopo un trapianto d'organo, è un fattore determinante soprattutto per il sarcoma di Kaposi, legato all'infezione da herpesvirus umano 8 (HHV-8).
- Traumi e cicatrici: Sebbene più raro, sono stati riportati casi di sarcomi insorti su vecchie cicatrici chirurgiche, ustioni o siti di infiammazione cronica.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La presentazione clinica del sarcoma cutaneo è estremamente variabile e spesso aspecifica nelle fasi iniziali, il che può portare a ritardi diagnostici. Molti pazienti scambiano inizialmente la lesione per una cisti benigna, un lipoma o una cicatrice ipertrofica.
Il segno più comune è la comparsa di un nodulo cutaneo o sottocutaneo. Questo nodulo si presenta solitamente come una massa solida al tatto, che può essere del colore della pelle normale, rossastra, violacea o brunastra. Nelle fasi precoci, la lesione è spesso mobile rispetto ai piani profondi, ma con la progressione tende a fissarsi ai tessuti sottostanti.
Altri sintomi e segni includono:
- Crescita progressiva: A differenza delle lesioni benigne che tendono a rimanere stabili, il sarcoma mostra spesso un aumento volumetrico costante o repentino.
- Cambiamenti cromatici: La pelle sovrastante può presentare un arrossamento persistente o assumere una colorazione bluastra/violacea, tipica delle forme vascolari come l'angiosarcoma.
- Alterazioni della superficie: Con l'aumentare delle dimensioni, può verificarsi un'ulcerazione della pelle, con la formazione di piaghe che faticano a guarire.
- Sanguinamento: La lesione può andare incontro a sanguinamento spontaneo o in seguito a minimi traumi.
- Sensazioni locali: Sebbene spesso indolore nelle fasi iniziali, il tumore può causare dolore localizzato o una sensazione di tensione man mano che comprime i nervi o i tessuti circostanti. In alcuni casi, il paziente può avvertire formicolio o alterazioni della sensibilità nell'area interessata.
- Gonfiore circostante: Può manifestarsi un gonfiore o un senso di pesantezza nell'arto colpito, specialmente se il tumore interferisce con il drenaggio linfatico.
- Sintomi sistemici: Nelle forme avanzate o metastatiche, possono comparire stanchezza persistente, linfonodi ingrossati nelle stazioni vicine alla lesione e, raramente, una perdita di peso inspiegabile.
È importante notare che il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP) si presenta spesso inizialmente come una placca piatta e asintomatica, simile a una cicatrice (morfeiforme), rendendo la diagnosi clinica particolarmente difficile senza una biopsia.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il sarcoma cutaneo inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo dermatologico. Tuttavia, data la somiglianza con molte patologie benigne, la diagnosi definitiva non può prescindere dall'esame istologico.
- Biopsia cutanea: È il gold standard. A seconda delle dimensioni e della profondità della lesione, il medico può optare per una biopsia punch (perforazione), una biopsia incisionale (rimozione di una parte della massa) o una biopsia escissionale (rimozione completa della lesione sospetta). È fondamentale che il campione includa il derma profondo e, se possibile, il tessuto sottocutaneo.
- Esame Istologico e Immunoistochimica: Il patologo analizza la struttura cellulare al microscopio. L'uso di marcatori immunoistochimici (come CD34, S100, desmina, actina o CD31) è essenziale per identificare l'origine della cellula tumorale e distinguere tra i vari sottotipi di sarcoma.
- Imaging: Una volta confermata la diagnosi di malignità, possono essere necessari esami strumentali per valutare l'estensione locale e l'eventuale presenza di metastasi. La Risonanza Magnetica (RM) è l'esame d'elezione per valutare il coinvolgimento dei tessuti molli e dei piani fasciali. La Tomografia Computerizzata (TC) del torace è spesso indicata per escludere localizzazioni polmonari, sede frequente di metastasi per i sarcomi.
- Ecografia linfonodale: Utile per controllare le stazioni linfonodali regionali, specialmente nei sottotipi che tendono a diffondersi per via linfatica.
Trattamento e Terapie
Il trattamento del sarcoma cutaneo è personalizzato in base al tipo istologico, allo stadio della malattia e alle condizioni generali del paziente. L'obiettivo primario è l'eradicazione completa del tumore minimizzando il rischio di recidiva locale.
- Chirurgia: Rappresenta il trattamento principale. La tecnica standard è l'escissione chirurgica ampia con margini di sicurezza (spesso da 1 a 3 cm di tessuto sano attorno alla lesione). Per alcuni sarcomi specifici, come il dermatofibrosarcoma protuberans, la Chirurgia Micrografica di Mohs è considerata la scelta d'elezione, poiché permette un controllo microscopico completo dei margini durante l'intervento, garantendo la massima conservazione di tessuto sano e il minor tasso di recidiva.
- Radioterapia: Può essere utilizzata come terapia adiuvante (dopo l'intervento) per distruggere eventuali cellule tumorali residue, specialmente se i margini chirurgici sono stretti o se il tumore è di alto grado. In alcuni casi, come nell'angiosarcoma, la radioterapia può essere impiegata come trattamento primario o palliativo.
- Chemioterapia: Viene riservata solitamente ai casi di malattia metastatica o a sottotipi particolarmente aggressivi. I farmaci vengono somministrati per via sistemica per colpire le cellule tumorali in tutto il corpo.
- Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Alcuni sarcomi presentano alterazioni genetiche specifiche che possono essere colpite da farmaci mirati. Ad esempio, l'imatinib è un farmaco orale efficace nel trattamento del dermatofibrosarcoma protuberans avanzato o non operabile, agendo specificamente sul recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF).
- Immunoterapia: Sta emergendo come opzione terapeutica per alcune forme avanzate, come il sarcoma di Kaposi o alcuni sarcomi pleomorfi, sfruttando il sistema immunitario del paziente per combattere il tumore.
Prognosi e Decorso
La prognosi del sarcoma cutaneo varia enormemente a seconda del sottotipo istologico e della precocità della diagnosi.
Il dermatofibrosarcoma protuberans (DFSP) ha una prognosi eccellente in termini di sopravvivenza a lungo termine, ma presenta un alto rischio di recidiva locale se non rimosso con margini adeguati. Raramente metastatizza.
Al contrario, l'angiosarcoma cutaneo è considerato molto aggressivo, con una tendenza alla diffusione multifocale e metastasi precoci, il che rende la prognosi più riservata, specialmente negli anziani.
I fattori che influenzano negativamente il decorso includono:
- Dimensioni del tumore superiori a 5 cm.
- Profondità di invasione (coinvolgimento della fascia muscolare o dell'osso).
- Alto grado istologico (cellule molto indifferenziate e in rapida divisione).
- Presenza di metastasi al momento della diagnosi.
- Età avanzata del paziente.
Con un trattamento chirurgico adeguato e un follow-up rigoroso, molti pazienti con sarcomi cutanei localizzati ottengono la guarigione completa. Il monitoraggio post-trattamento è essenziale e solitamente prevede visite periodiche ogni 3-6 mesi per i primi anni, per individuare tempestivamente eventuali recidive locali.
Prevenzione
Non esiste una prevenzione specifica per tutti i tipi di sarcoma cutaneo, data la varietà delle cause. Tuttavia, è possibile adottare alcune misure per ridurre i rischi noti:
- Protezione solare: Sebbene meno diretta che per i carcinomi, la protezione dai raggi UV è consigliata per prevenire danni attinici che possono favorire l'insorgenza di tumori rari come il sarcoma pleomorfo dermico (precedentemente noto come istiocitoma fibroso maligno).
- Monitoraggio del linfedema: I pazienti che soffrono di linfedema cronico devono essere seguiti regolarmente e istruiti a segnalare qualsiasi cambiamento cutaneo (noduli, macchie violacee) nell'area interessata.
- Controllo delle aree irradiate: Chi ha subito radioterapia in passato deve sottoporre a controllo dermatologico annuale la zona trattata per monitorare l'insorgenza di sarcomi radio-indotti.
- Stile di vita e sistema immunitario: Mantenere un sistema immunitario efficiente e, nel caso di pazienti HIV positivi, seguire rigorosamente la terapia antiretrovirale è la chiave per prevenire il sarcoma di Kaposi.
- Autoesame della pelle: Imparare a conoscere la propria pelle e monitorare la comparsa di nuovi noduli o cambiamenti in lesioni preesistenti è la strategia più efficace per una diagnosi precoce.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un dermatologo o al proprio medico di medicina generale se si nota la comparsa di una nuova formazione sulla pelle che presenta le seguenti caratteristiche:
- Un nodulo che cresce rapidamente in dimensioni nel giro di poche settimane o mesi.
- Una lesione cutanea che appare come una cicatrice in un punto dove non ci sono stati traumi o interventi chirurgici.
- Una macchia o un rilievo di colore rosso scuro, violaceo o bluastro che non scompare.
- Una ferita o un'ulcerazione che non accenna a guarire dopo 3-4 settimane.
- Qualsiasi massa sottocutanea che diventi dolente o che causi un gonfiore persistente dell'area circostante.
La diagnosi precoce è il fattore determinante per il successo del trattamento. Non bisogna attendere che la lesione diventi dolorosa o inizi a sanguinare, poiché i sarcomi sono spesso asintomatici nelle fasi in cui sono più facilmente curabili.


