Carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
Il carcinoma a cellule squamose (SCC) delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali è una neoplasia maligna rara e aggressiva che origina dall'epitelio dei dotti delle ghiandole salivari maggiori. Sebbene il carcinoma spinocellulare sia molto comune nella cavità orale e sulla pelle, la sua insorgenza come tumore primario all'interno delle ghiandole salivari è un evento clinico insolito, rappresentando circa l'1-5% di tutti i tumori maligni delle ghiandole salivari.
Le ghiandole sottomandibolari si trovano sotto il pavimento della bocca, mentre le ghiandole sottolinguali sono situate proprio sotto la lingua. La funzione principale di queste strutture è la produzione di saliva, fondamentale per la digestione e la protezione della mucosa orale. Quando si sviluppa un carcinoma a cellule squamose in queste sedi, le cellule epiteliali subiscono una trasformazione maligna, iniziando a proliferare in modo incontrollato e invadendo i tessuti circostanti, inclusi muscoli, nervi e strutture ossee come la mandibola.
È fondamentale distinguere il carcinoma primario delle ghiandole salivari dalle metastasi provenienti da tumori cutanei della testa e del collo o da carcinomi del cavo orale. La diagnosi di carcinoma a cellule squamose primario della ghiandola sottomandibolare o sottolinguale viene posta solo dopo aver escluso con certezza che il tumore non sia una diffusione di un cancro originatosi altrove. Questa distinzione è cruciale per determinare il corretto approccio terapeutico e la prognosi del paziente.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause esatte che portano allo sviluppo del carcinoma a cellule squamose nelle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono aumentare significativamente il rischio. A differenza dei tumori del cavo orale, il legame con il fumo e l'alcol è presente ma sembra meno diretto, suggerendo una genesi multifattoriale.
Uno dei principali fattori di rischio è l'esposizione a radiazioni ionizzanti. Pazienti che hanno ricevuto radioterapia nella regione della testa e del collo per altre patologie in passato mostrano un'incidenza maggiore di tumori delle ghiandole salivari, spesso con un periodo di latenza di diversi decenni. Anche l'esposizione professionale a determinate sostanze chimiche, come polveri di metalli pesanti o composti utilizzati nell'industria del legno, è stata oggetto di studio come potenziale fattore predisponente.
L'infiammazione cronica gioca un ruolo determinante. Condizioni come la sialoadenite cronica (infiammazione persistente della ghiandola) o la presenza di calcolosi salivare (scialolitiasi) possono causare danni cellulari ripetuti che, nel tempo, favoriscono la trasformazione neoplastica. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che l'età avanzata sia un fattore rilevante, poiché la maggior parte dei casi viene diagnosticata in pazienti tra i 60 e gli 80 anni, con una leggera prevalenza nel sesso maschile.
Infine, non va sottovalutato il ruolo del sistema immunitario. I pazienti immunocompromessi, a causa di terapie farmacologiche o patologie sistemiche, presentano una suscettibilità maggiore allo sviluppo di forme aggressive di carcinomi epiteliali. Sebbene meno comune rispetto ad altri tumori della testa e del collo, la ricerca continua a indagare il possibile ruolo di virus oncogeni, come il Papillomavirus umano (HPV), sebbene la sua associazione con il carcinoma primario delle ghiandole salivari rimanga meno frequente rispetto ai tumori orofaringei.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali si manifesta spesso in modo subdolo, rendendo la diagnosi precoce una sfida. Il segno clinico più comune è la comparsa di una tumefazione o una massa dura nella regione sottomandibolare o sotto la lingua. Questa massa è tipicamente fissa ai tessuti profondi e tende a crescere rapidamente.
A differenza dei tumori benigni, come l'adenoma pleomorfo, il carcinoma a cellule squamose è frequentemente associato a dolore locale, che può irradiarsi verso l'orecchio o lungo la mandibola. L'invasione dei nervi cranici è un segno distintivo di malignità e aggressività. Se il tumore coinvolge il nervo linguale, il paziente può avvertire parestesia (formicolio) o intorpidimento della lingua. Se viene colpito il nervo ipoglosso, si può osservare una paralisi della lingua con conseguente deviazione della stessa e difficoltà nel linguaggio, nota come disartria.
Altri sintomi rilevanti includono:
- Linfonodi ingrossati: la presenza di linfonodi palpabili e duri nel collo è un segnale comune di diffusione metastatica regionale.
- Trisma: la difficoltà ad aprire completamente la bocca può verificarsi se il tumore invade i muscoli masticatori o l'articolazione temporo-mandibolare.
- Ulcerazione della mucosa: nelle fasi avanzate, il tumore può erodere il pavimento della bocca, creando una ferita che non guarisce e che può sanguinare.
- Disfagia: la difficoltà a deglutire può insorgere a causa dell'ingombro della massa o del dolore associato.
- Secchezza delle fauci o, al contrario, una eccessiva salivazione riflessa dovuta all'irritazione dei dotti.
Nelle fasi sistemiche della malattia, possono comparire sintomi generali come perdita di peso involontaria e astenia (profonda stanchezza), segni che il corpo sta lottando contro un processo neoplastico avanzato.
Diagnosi
Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo completo della testa e del collo. Il medico palperà la ghiandola interessata e le stazioni linfonodali del collo per valutare la dimensione, la consistenza e la mobilità della massa. Tuttavia, la valutazione clinica da sola non è sufficiente per distinguere tra le varie tipologie di tumori salivari.
Le tecniche di imaging sono fondamentali. L'ecografia è spesso il primo esame eseguito, utile per distinguere masse solide da cisti e per guidare l'agoaspirato. La Tomografia Computerizzata (TC) con mezzo di contrasto è essenziale per valutare l'estensione del tumore, l'eventuale erosione ossea della mandibola e il coinvolgimento dei linfonodi cervicali. La Risonanza Magnetica (RM) è invece superiore per visualizzare l'invasione dei tessuti molli e la diffusione perineurale (lungo i nervi), un aspetto critico per la pianificazione chirurgica.
La conferma definitiva avviene tramite l'esame istologico. L'agoaspirato con ago sottile (FNAC) può fornire un primo orientamento, ma spesso è necessaria una biopsia core o una biopsia incisionale per ottenere una quantità di tessuto sufficiente a confermare la natura squamosa del carcinoma e differenziarlo da altre forme come il carcinoma mucoepidermoide. È imperativo eseguire una ricerca accurata di un possibile tumore primario in altri distretti (pelle, cavo orale, polmoni) tramite una PET-TC o una panendoscopia, per escludere che la massa sottomandibolare sia una metastasi.
Infine, la stadiazione TNM (Tumore, Linfonodi, Metastasi) permette di classificare la gravità della malattia e di stabilire il protocollo terapeutico più adeguato. Questo sistema valuta la dimensione del tumore primario (T), il coinvolgimento dei linfonodi regionali (N) e la presenza di metastasi a distanza (M).
Trattamento e Terapie
Il trattamento del carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è prevalentemente multidisciplinare e dipende dallo stadio della malattia, dalle condizioni generali del paziente e dall'estensione dell'invasione locale.
La chirurgia rappresenta la pietra angolare della terapia. L'obiettivo è la rimozione completa del tumore con margini di tessuto sano (escissione radicale). Per la ghiandola sottomandibolare, ciò comporta solitamente la scialoadenectomia totale. Se il tumore ha invaso la mandibola, può essere necessaria una mandibolectomia parziale. Data l'alta incidenza di metastasi linfonodali, lo svuotamento laterocervicale (rimozione dei linfonodi del collo) è quasi sempre indicato, anche se i linfonodi non appaiono clinicamente coinvolti (svuotamento elettivo).
La radioterapia post-operatoria (adiuvante) è lo standard di cura per la maggior parte dei pazienti con carcinoma a cellule squamose. Viene utilizzata per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva locale. È particolarmente indicata in presenza di margini chirurgici positivi o vicini, invasione perineurale, invasione linfovascolare o coinvolgimento linfonodale multiplo.
La chemioterapia viene solitamente riservata ai casi avanzati, ricorrenti o metastatici dove la chirurgia e la radioterapia non sono più opzioni percorribili. Può anche essere somministrata in combinazione con la radioterapia (radio-chemioterapia concomitante) per potenziarne l'efficacia nei casi ad alto rischio. I farmaci più comunemente utilizzati includono il cisplatino, il 5-fluorouracile e i taxani. Recentemente, l'immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare (come gli inibitori di EGFR) stanno emergendo come opzioni promettenti per i pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali.
La riabilitazione è un aspetto cruciale del post-operatorio. I pazienti possono necessitare di supporto logopedico per recuperare le funzioni del linguaggio e della deglutizione, e di supporto nutrizionale se l'assunzione di cibo risulta difficoltosa durante le terapie.
Prognosi e Decorso
La prognosi per il carcinoma a cellule squamose primario delle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è generalmente considerata meno favorevole rispetto ad altri istotipi di tumori salivari. Ciò è dovuto principalmente alla natura intrinsecamente aggressiva delle cellule squamose e alla tendenza del tumore a essere diagnosticato in stadi già avanzati.
I principali fattori prognostici includono:
- Stadio alla diagnosi: i tumori piccoli (T1-T2) senza coinvolgimento linfonodale hanno una sopravvivenza a 5 anni significativamente più alta rispetto ai tumori avanzati (T3-T4).
- Margini chirurgici: la presenza di cellule tumorali al limite del tessuto rimosso aumenta drasticamente il rischio di recidiva.
- Invasione perineurale: la capacità del tumore di viaggiare lungo i nervi è associata a una maggiore difficoltà di controllo locale e a una prognosi peggiore.
- Grado istologico: tumori scarsamente differenziati (G3) tendono a crescere e diffondersi più velocemente rispetto a quelli ben differenziati (G1).
Il decorso della malattia richiede un monitoraggio stretto. Le recidive, se si verificano, tendono a manifestarsi entro i primi due o tre anni dal trattamento. Il follow-up prevede visite cliniche periodiche ed esami di imaging (TC o RM) per intercettare precocemente eventuali segni di ritorno della malattia o metastasi a distanza, che colpiscono più frequentemente i polmoni e le ossa.
Prevenzione
Non esiste una strategia di prevenzione specifica per questo raro tumore, ma l'adozione di stili di vita sani può ridurre il rischio generale di sviluppare neoplasie della testa e del collo. L'astensione dal fumo di tabacco e la limitazione del consumo di alcol sono raccomandazioni fondamentali, poiché queste sostanze sono irritanti cronici per tutte le mucose delle vie aero-digestive superiori.
Una corretta igiene orale e visite odontoiatriche regolari sono essenziali. Spesso è proprio il dentista il primo professionista a notare anomalie nel pavimento della bocca o gonfiori sospetti sotto la mandibola. Proteggersi da un'eccessiva esposizione solare e utilizzare protezioni adeguate se si lavora in ambienti con polveri industriali o sostanze chimiche tossiche sono ulteriori misure prudenziali.
Infine, la gestione tempestiva di calcoli salivari o infezioni croniche delle ghiandole può prevenire quello stato di infiammazione persistente che potrebbe, in rari casi, favorire la trasformazione cellulare maligna.
Quando Consultare un Medico
È importante non sottovalutare piccoli cambiamenti nella regione del collo e della bocca. Si consiglia di consultare un medico o un otorinolaringoiatra se si nota uno dei seguenti segni per più di due o tre settimane:
- Un nodulo o un gonfiore persistente sotto la mandibola o sotto la lingua, anche se indolore.
- Dolore persistente nella zona della bocca o del collo che non passa con i comuni analgesici.
- Cambiamenti nella sensibilità della lingua o del viso (formicolio o intorpidimento).
- Difficoltà improvvisa a muovere la lingua o a parlare chiaramente.
- Presenza di una ferita o un'ulcera nel pavimento della bocca che non accenna a guarire.
- Comparsa di linfonodi ingrossati nel collo.
La diagnosi precoce è il fattore più importante per il successo del trattamento. Molte tumefazioni delle ghiandole salivari sono benigne o dovute a infezioni, ma solo una valutazione specialistica può escludere con certezza la presenza di una neoplasia maligna.
Carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali
Definizione
Il carcinoma a cellule squamose (SCC) delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali è una neoplasia maligna rara e aggressiva che origina dall'epitelio dei dotti delle ghiandole salivari maggiori. Sebbene il carcinoma spinocellulare sia molto comune nella cavità orale e sulla pelle, la sua insorgenza come tumore primario all'interno delle ghiandole salivari è un evento clinico insolito, rappresentando circa l'1-5% di tutti i tumori maligni delle ghiandole salivari.
Le ghiandole sottomandibolari si trovano sotto il pavimento della bocca, mentre le ghiandole sottolinguali sono situate proprio sotto la lingua. La funzione principale di queste strutture è la produzione di saliva, fondamentale per la digestione e la protezione della mucosa orale. Quando si sviluppa un carcinoma a cellule squamose in queste sedi, le cellule epiteliali subiscono una trasformazione maligna, iniziando a proliferare in modo incontrollato e invadendo i tessuti circostanti, inclusi muscoli, nervi e strutture ossee come la mandibola.
È fondamentale distinguere il carcinoma primario delle ghiandole salivari dalle metastasi provenienti da tumori cutanei della testa e del collo o da carcinomi del cavo orale. La diagnosi di carcinoma a cellule squamose primario della ghiandola sottomandibolare o sottolinguale viene posta solo dopo aver escluso con certezza che il tumore non sia una diffusione di un cancro originatosi altrove. Questa distinzione è cruciale per determinare il corretto approccio terapeutico e la prognosi del paziente.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause esatte che portano allo sviluppo del carcinoma a cellule squamose nelle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono aumentare significativamente il rischio. A differenza dei tumori del cavo orale, il legame con il fumo e l'alcol è presente ma sembra meno diretto, suggerendo una genesi multifattoriale.
Uno dei principali fattori di rischio è l'esposizione a radiazioni ionizzanti. Pazienti che hanno ricevuto radioterapia nella regione della testa e del collo per altre patologie in passato mostrano un'incidenza maggiore di tumori delle ghiandole salivari, spesso con un periodo di latenza di diversi decenni. Anche l'esposizione professionale a determinate sostanze chimiche, come polveri di metalli pesanti o composti utilizzati nell'industria del legno, è stata oggetto di studio come potenziale fattore predisponente.
L'infiammazione cronica gioca un ruolo determinante. Condizioni come la sialoadenite cronica (infiammazione persistente della ghiandola) o la presenza di calcolosi salivare (scialolitiasi) possono causare danni cellulari ripetuti che, nel tempo, favoriscono la trasformazione neoplastica. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che l'età avanzata sia un fattore rilevante, poiché la maggior parte dei casi viene diagnosticata in pazienti tra i 60 e gli 80 anni, con una leggera prevalenza nel sesso maschile.
Infine, non va sottovalutato il ruolo del sistema immunitario. I pazienti immunocompromessi, a causa di terapie farmacologiche o patologie sistemiche, presentano una suscettibilità maggiore allo sviluppo di forme aggressive di carcinomi epiteliali. Sebbene meno comune rispetto ad altri tumori della testa e del collo, la ricerca continua a indagare il possibile ruolo di virus oncogeni, come il Papillomavirus umano (HPV), sebbene la sua associazione con il carcinoma primario delle ghiandole salivari rimanga meno frequente rispetto ai tumori orofaringei.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari o sottolinguali si manifesta spesso in modo subdolo, rendendo la diagnosi precoce una sfida. Il segno clinico più comune è la comparsa di una tumefazione o una massa dura nella regione sottomandibolare o sotto la lingua. Questa massa è tipicamente fissa ai tessuti profondi e tende a crescere rapidamente.
A differenza dei tumori benigni, come l'adenoma pleomorfo, il carcinoma a cellule squamose è frequentemente associato a dolore locale, che può irradiarsi verso l'orecchio o lungo la mandibola. L'invasione dei nervi cranici è un segno distintivo di malignità e aggressività. Se il tumore coinvolge il nervo linguale, il paziente può avvertire parestesia (formicolio) o intorpidimento della lingua. Se viene colpito il nervo ipoglosso, si può osservare una paralisi della lingua con conseguente deviazione della stessa e difficoltà nel linguaggio, nota come disartria.
Altri sintomi rilevanti includono:
- Linfonodi ingrossati: la presenza di linfonodi palpabili e duri nel collo è un segnale comune di diffusione metastatica regionale.
- Trisma: la difficoltà ad aprire completamente la bocca può verificarsi se il tumore invade i muscoli masticatori o l'articolazione temporo-mandibolare.
- Ulcerazione della mucosa: nelle fasi avanzate, il tumore può erodere il pavimento della bocca, creando una ferita che non guarisce e che può sanguinare.
- Disfagia: la difficoltà a deglutire può insorgere a causa dell'ingombro della massa o del dolore associato.
- Secchezza delle fauci o, al contrario, una eccessiva salivazione riflessa dovuta all'irritazione dei dotti.
Nelle fasi sistemiche della malattia, possono comparire sintomi generali come perdita di peso involontaria e astenia (profonda stanchezza), segni che il corpo sta lottando contro un processo neoplastico avanzato.
Diagnosi
Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo completo della testa e del collo. Il medico palperà la ghiandola interessata e le stazioni linfonodali del collo per valutare la dimensione, la consistenza e la mobilità della massa. Tuttavia, la valutazione clinica da sola non è sufficiente per distinguere tra le varie tipologie di tumori salivari.
Le tecniche di imaging sono fondamentali. L'ecografia è spesso il primo esame eseguito, utile per distinguere masse solide da cisti e per guidare l'agoaspirato. La Tomografia Computerizzata (TC) con mezzo di contrasto è essenziale per valutare l'estensione del tumore, l'eventuale erosione ossea della mandibola e il coinvolgimento dei linfonodi cervicali. La Risonanza Magnetica (RM) è invece superiore per visualizzare l'invasione dei tessuti molli e la diffusione perineurale (lungo i nervi), un aspetto critico per la pianificazione chirurgica.
La conferma definitiva avviene tramite l'esame istologico. L'agoaspirato con ago sottile (FNAC) può fornire un primo orientamento, ma spesso è necessaria una biopsia core o una biopsia incisionale per ottenere una quantità di tessuto sufficiente a confermare la natura squamosa del carcinoma e differenziarlo da altre forme come il carcinoma mucoepidermoide. È imperativo eseguire una ricerca accurata di un possibile tumore primario in altri distretti (pelle, cavo orale, polmoni) tramite una PET-TC o una panendoscopia, per escludere che la massa sottomandibolare sia una metastasi.
Infine, la stadiazione TNM (Tumore, Linfonodi, Metastasi) permette di classificare la gravità della malattia e di stabilire il protocollo terapeutico più adeguato. Questo sistema valuta la dimensione del tumore primario (T), il coinvolgimento dei linfonodi regionali (N) e la presenza di metastasi a distanza (M).
Trattamento e Terapie
Il trattamento del carcinoma a cellule squamose delle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è prevalentemente multidisciplinare e dipende dallo stadio della malattia, dalle condizioni generali del paziente e dall'estensione dell'invasione locale.
La chirurgia rappresenta la pietra angolare della terapia. L'obiettivo è la rimozione completa del tumore con margini di tessuto sano (escissione radicale). Per la ghiandola sottomandibolare, ciò comporta solitamente la scialoadenectomia totale. Se il tumore ha invaso la mandibola, può essere necessaria una mandibolectomia parziale. Data l'alta incidenza di metastasi linfonodali, lo svuotamento laterocervicale (rimozione dei linfonodi del collo) è quasi sempre indicato, anche se i linfonodi non appaiono clinicamente coinvolti (svuotamento elettivo).
La radioterapia post-operatoria (adiuvante) è lo standard di cura per la maggior parte dei pazienti con carcinoma a cellule squamose. Viene utilizzata per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva locale. È particolarmente indicata in presenza di margini chirurgici positivi o vicini, invasione perineurale, invasione linfovascolare o coinvolgimento linfonodale multiplo.
La chemioterapia viene solitamente riservata ai casi avanzati, ricorrenti o metastatici dove la chirurgia e la radioterapia non sono più opzioni percorribili. Può anche essere somministrata in combinazione con la radioterapia (radio-chemioterapia concomitante) per potenziarne l'efficacia nei casi ad alto rischio. I farmaci più comunemente utilizzati includono il cisplatino, il 5-fluorouracile e i taxani. Recentemente, l'immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare (come gli inibitori di EGFR) stanno emergendo come opzioni promettenti per i pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali.
La riabilitazione è un aspetto cruciale del post-operatorio. I pazienti possono necessitare di supporto logopedico per recuperare le funzioni del linguaggio e della deglutizione, e di supporto nutrizionale se l'assunzione di cibo risulta difficoltosa durante le terapie.
Prognosi e Decorso
La prognosi per il carcinoma a cellule squamose primario delle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è generalmente considerata meno favorevole rispetto ad altri istotipi di tumori salivari. Ciò è dovuto principalmente alla natura intrinsecamente aggressiva delle cellule squamose e alla tendenza del tumore a essere diagnosticato in stadi già avanzati.
I principali fattori prognostici includono:
- Stadio alla diagnosi: i tumori piccoli (T1-T2) senza coinvolgimento linfonodale hanno una sopravvivenza a 5 anni significativamente più alta rispetto ai tumori avanzati (T3-T4).
- Margini chirurgici: la presenza di cellule tumorali al limite del tessuto rimosso aumenta drasticamente il rischio di recidiva.
- Invasione perineurale: la capacità del tumore di viaggiare lungo i nervi è associata a una maggiore difficoltà di controllo locale e a una prognosi peggiore.
- Grado istologico: tumori scarsamente differenziati (G3) tendono a crescere e diffondersi più velocemente rispetto a quelli ben differenziati (G1).
Il decorso della malattia richiede un monitoraggio stretto. Le recidive, se si verificano, tendono a manifestarsi entro i primi due o tre anni dal trattamento. Il follow-up prevede visite cliniche periodiche ed esami di imaging (TC o RM) per intercettare precocemente eventuali segni di ritorno della malattia o metastasi a distanza, che colpiscono più frequentemente i polmoni e le ossa.
Prevenzione
Non esiste una strategia di prevenzione specifica per questo raro tumore, ma l'adozione di stili di vita sani può ridurre il rischio generale di sviluppare neoplasie della testa e del collo. L'astensione dal fumo di tabacco e la limitazione del consumo di alcol sono raccomandazioni fondamentali, poiché queste sostanze sono irritanti cronici per tutte le mucose delle vie aero-digestive superiori.
Una corretta igiene orale e visite odontoiatriche regolari sono essenziali. Spesso è proprio il dentista il primo professionista a notare anomalie nel pavimento della bocca o gonfiori sospetti sotto la mandibola. Proteggersi da un'eccessiva esposizione solare e utilizzare protezioni adeguate se si lavora in ambienti con polveri industriali o sostanze chimiche tossiche sono ulteriori misure prudenziali.
Infine, la gestione tempestiva di calcoli salivari o infezioni croniche delle ghiandole può prevenire quello stato di infiammazione persistente che potrebbe, in rari casi, favorire la trasformazione cellulare maligna.
Quando Consultare un Medico
È importante non sottovalutare piccoli cambiamenti nella regione del collo e della bocca. Si consiglia di consultare un medico o un otorinolaringoiatra se si nota uno dei seguenti segni per più di due o tre settimane:
- Un nodulo o un gonfiore persistente sotto la mandibola o sotto la lingua, anche se indolore.
- Dolore persistente nella zona della bocca o del collo che non passa con i comuni analgesici.
- Cambiamenti nella sensibilità della lingua o del viso (formicolio o intorpidimento).
- Difficoltà improvvisa a muovere la lingua o a parlare chiaramente.
- Presenza di una ferita o un'ulcera nel pavimento della bocca che non accenna a guarire.
- Comparsa di linfonodi ingrossati nel collo.
La diagnosi precoce è il fattore più importante per il successo del trattamento. Molte tumefazioni delle ghiandole salivari sono benigne o dovute a infezioni, ma solo una valutazione specialistica può escludere con certezza la presenza di una neoplasia maligna.


