Leucemia mielomonocitica acuta

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Definizione

La leucemia mielomonocitica acuta (spesso abbreviata come LMA-M4 secondo la classificazione FAB) è un sottotipo specifico di leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue a rapida progressione che ha origine nel midollo osseo. Questa patologia si caratterizza per la proliferazione incontrollata di cellule staminali ematopoietiche che hanno iniziato il processo di differenziazione sia verso la linea mielocitaria (che produce granulociti) sia verso la linea monocitaria (che produce monociti).

In condizioni normali, il midollo osseo produce cellule immature che maturano in globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Nella leucemia mielomonocitica acuta, questo processo si interrompe: le cellule maligne, chiamate blasti, non riescono a diventare cellule mature e funzionali. Al contrario, si accumulano nel midollo osseo e nel sangue periferico, soffocando la produzione di cellule sane. La particolarità della forma mielomonocitica risiede proprio nella coesistenza di almeno il 20% di precursori mieloidi e almeno il 20% di precursori monocitari nel midollo o nel sangue.

Questa malattia colpisce prevalentemente gli adulti, con un'incidenza che aumenta con l'avanzare dell'età, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età. Essendo una forma "acuta", la patologia evolve molto rapidamente e richiede un intervento medico immediato. La comprensione della biologia molecolare di questa malattia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, permettendo di identificare sottogruppi genetici specifici che influenzano la risposta al trattamento.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte della leucemia mielomonocitica acuta non sono ancora del tutto note, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono contribuire allo sviluppo della malattia. Alla base della patologia vi sono mutazioni genetiche acquisite (non ereditarie) nel DNA delle cellule staminali del midollo osseo. Queste mutazioni alterano i segnali di crescita e divisione cellulare, portando alla formazione del clone leucemico.

Tra i fattori di rischio accertati troviamo:

  • Esposizione a sostanze chimiche: Il contatto prolungato con il benzene e altri solventi industriali è stato correlato a un aumento del rischio di sviluppare leucemie mieloidi.
  • Trattamenti chemioterapici precedenti: Pazienti trattati in passato per altri tumori con agenti alchilanti o inibitori della topoisomerasi II possono sviluppare una leucemia secondaria (leucemia correlata al trattamento).
  • Radiazioni ionizzanti: L'esposizione ad alti livelli di radiazioni (come nei sopravvissuti a incidenti nucleari o radioterapia estesa) è un fattore di rischio noto.
  • Fumo di tabacco: Contiene sostanze cancerogene che vengono assorbite nel sangue e possono danneggiare il midollo osseo.
  • Patologie ematologiche preesistenti: Soggetti affetti da sindrome mielodisplastica o altre malattie mieloproliferative hanno una probabilità maggiore di evoluzione in leucemia acuta.

Dal punto di vista genetico, la leucemia mielomonocitica acuta è spesso associata ad anomalie del cromosoma 16, come l'inversione inv(16) o la traslocazione t(16;16). Queste alterazioni creano un gene di fusione (CBFB-MYH11) che blocca la maturazione delle cellule del sangue. Altre mutazioni comuni coinvolgono i geni FLT3, NPM1 e RAS, che giocano un ruolo cruciale nella prognosi e nella scelta della terapia mirata.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della leucemia mielomonocitica acuta compaiono solitamente in modo improvviso e peggiorano rapidamente. Essi sono principalmente il risultato del fallimento del midollo osseo nel produrre cellule del sangue normali, portando a anemia, neutropenia e piastrinopenia.

I sintomi legati alla carenza di globuli rossi (anemia) includono:

  • Astenia (stanchezza profonda e persistente)
  • Pallore cutaneo e delle mucose
  • Dispnea (fiato corto, specialmente sotto sforzo)
  • Battito cardiaco accelerato

I sintomi legati alla carenza di globuli bianchi funzionali (neutropenia) includono:

  • Febbre persistente o ricorrente
  • Infezioni frequenti o che non guariscono (polmoniti, infezioni urinarie, stomatiti)
  • Mal di gola e ulcere dolorose in bocca

I sintomi legati alla carenza di piastrine (trombocitopenia) includono:

  • Ecchimosi (lividi) che compaiono senza un trauma evidente
  • Petecchie (piccole macchie rosse o violacee sulla pelle, simili a puntini)
  • Epistassi (sangue dal naso) frequente
  • Gengivorragia (sanguinamento delle gengive)

Una caratteristica distintiva della componente monocitica di questa leucemia è la tendenza delle cellule leucemiche a invadere i tessuti extramidollari. Questo può causare:

  • Ipertrofia gengivale: le gengive appaiono gonfie, dolenti e possono coprire parzialmente i denti.
  • Infiltrazione cutanea (leucemia cutis): comparsa di noduli o placche sulla pelle.
  • Linfadenopatia: ingrossamento dei linfonodi nel collo, ascelle o inguine.
  • Splenomegalia e epatomegalia: aumento di volume di milza e fegato, che può causare senso di pienezza o dolore addominale.
  • Dolore osteoarticolare: causato dalla pressione dei blasti all'interno della cavità midollare.

In rari casi, se i blasti sono molto numerosi nel sangue (iperleucocitosi), possono verificarsi sintomi neurologici come cefalea, confusione o disturbi visivi dovuti al rallentamento del flusso sanguigno nei piccoli vasi (leucostasi).

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per la leucemia mielomonocitica acuta inizia con un sospetto clinico basato sui sintomi e viene confermato attraverso esami di laboratorio specialistici. La tempestività è fondamentale per avviare il trattamento corretto.

  1. Esame emocitometrico completo: È il primo passo. Spesso rivela una riduzione dei globuli rossi e delle piastrine, mentre il numero dei globuli bianchi può essere molto alto, normale o basso. Lo striscio di sangue periferico permette di visualizzare direttamente la presenza di blasti circolanti.
  2. Aspirato midollare e biopsia ossea: Sono esami indispensabili. Si preleva un campione di midollo osseo (solitamente dalla cresta iliaca) per analizzare la morfologia delle cellule. La diagnosi di LMA richiede che i blasti rappresentino almeno il 20% delle cellule midollari.
  3. Immunofenotipizzazione (Citometria a flusso): Questa tecnica identifica le proteine (antigeni) presenti sulla superficie delle cellule leucemiche. Nella forma mielomonocitica, si ricercano marcatori sia della linea mieloide (come CD13, CD33) che della linea monocitaria (come CD14, CD64, CD11b).
  4. Analisi Citogenetica: Studia la struttura dei cromosomi delle cellule leucemiche. L'identificazione di anomalie come l'inv(16) o la t(16;16) è cruciale, poiché definisce un sottogruppo a prognosi generalmente più favorevole.
  5. Test Molecolari: Ricercano mutazioni specifiche nel DNA, come quelle dei geni FLT3, NPM1, CEBPA o KIT. Questi dati sono essenziali per la stratificazione del rischio e per l'impiego di farmaci a bersaglio molecolare.
  6. Esami di imaging: Radiografia del torace, ecografia addominale o TC possono essere utilizzate per valutare l'interessamento di organi interni come milza, fegato o linfonodi.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento della leucemia mielomonocitica acuta è complesso e deve essere personalizzato in base all'età del paziente, alle sue condizioni generali e alle caratteristiche genetiche della malattia. L'obiettivo primario è indurre la remissione completa, ovvero la scomparsa dei blasti visibili e il ripristino della normale produzione di cellule del sangue.

Chemioterapia di Induzione

È la prima fase del trattamento, solitamente eseguita in regime di ricovero ospedaliero. Lo schema standard è spesso chiamato "7+3", che consiste nella somministrazione endovenosa di citarabina per sette giorni e di un'antraciclina (come la daunorubicina o l'idarubicina) per tre giorni. Questa terapia è intensiva e mira a distruggere la maggior parte delle cellule leucemiche.

Terapia di Consolidamento

Una volta ottenuta la remissione, è necessario eliminare le cellule leucemiche residue non rilevabili con i test standard (malattia minima residua). Il consolidamento può prevedere ulteriori cicli di chemioterapia ad alte dosi o, in casi selezionati, il trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Trapianto di Cellule Staminali (Midollo Osseo)

Il trapianto allogenico (da donatore compatibile) rappresenta spesso l'unica possibilità di guarigione definitiva per i pazienti con rischio citogenetico intermedio o alto. Consiste nel sostituire il midollo osseo malato del paziente con quello sano di un donatore.

Terapie Mirate (Targeted Therapy)

Grazie alla ricerca, sono oggi disponibili farmaci che colpiscono specifiche mutazioni. Ad esempio:

  • Inibitori di FLT3: per pazienti con mutazione del gene FLT3.
  • Inibitori di IDH1/IDH2: per mutazioni specifiche.
  • Venetoclax: un inibitore di BCL-2 spesso usato in combinazione con agenti ipometilanti per pazienti anziani o che non possono tollerare la chemioterapia intensiva.

Terapia di Supporto

È fondamentale per gestire gli effetti collaterali e le complicanze. Include trasfusioni di sangue e piastrine, somministrazione di antibiotici, antifungini e antivirali per prevenire le infezioni, e farmaci per contrastare la nausea e il vomito.

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Prognosi e Decorso

La prognosi della leucemia mielomonocitica acuta è estremamente variabile. Il fattore prognostico più importante è il profilo genetico e citogenetico delle cellule leucemiche. I pazienti che presentano l'inversione del cromosoma 16 [inv(16)] o la traslocazione t(16;16) sono classificati nel gruppo a "rischio favorevole", poiché tendono a rispondere molto bene alla chemioterapia e hanno tassi di guarigione più elevati.

Altri fattori che influenzano il decorso includono:

  • Età: I pazienti più giovani (sotto i 60 anni) generalmente tollerano meglio i trattamenti intensivi e hanno una prognosi migliore.
  • Risposta iniziale: Una rapida scomparsa dei blasti dopo il primo ciclo di induzione è un segno positivo.
  • Presenza di mutazioni sfavorevoli: Mutazioni come FLT3-ITD possono indicare un rischio maggiore di recidiva.
  • Stato di salute generale: La presenza di altre patologie (diabete, malattie cardiache) può limitare le opzioni terapeutiche.

Senza trattamento, la malattia è fatale in tempi brevi (settimane o pochi mesi). Con le terapie moderne, una percentuale significativa di pazienti ottiene la remissione completa e molti possono raggiungere la guarigione a lungo termine, specialmente grazie ai progressi nel campo del trapianto e delle terapie biologiche.

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Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia mielomonocitica acuta, poiché la maggior parte dei casi deriva da mutazioni genetiche casuali o esposizioni ambientali difficilmente controllabili nel dettaglio. Tuttavia, è possibile adottare comportamenti volti a ridurre i rischi generali:

  • Evitare l'esposizione al benzene: Seguire rigorosamente le norme di sicurezza se si lavora in industrie chimiche, petrolchimiche o in laboratori.
  • Non fumare: Il fumo è uno dei pochi fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita per la LMA.
  • Monitoraggio post-chemio: I pazienti che sono stati trattati per altri tumori devono sottoporsi a controlli ematologici regolari per individuare precocemente eventuali leucemie secondarie.

Poiché la diagnosi precoce è fondamentale, la migliore forma di "prevenzione" delle complicanze gravi è prestare attenzione ai segnali del corpo e consultare tempestivamente un medico in presenza di sintomi sospetti.

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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista ematologo se si manifestano uno o più dei seguenti segnali, specialmente se compaiono improvvisamente e non tendono a risolversi:

  • Stanchezza estrema che non migliora con il riposo.
  • Febbre persistente senza una causa apparente (come un raffreddore o un'influenza).
  • Comparsa di lividi o piccoli puntini rossi sulla pelle senza aver subito urti.
  • Sanguinamenti insoliti, come epistassi frequenti o gengive che sanguinano abbondantemente durante la pulizia dei denti.
  • Ingrossamento visibile o palpabile delle gengive.
  • Perdita di peso involontaria e rapida.
  • Sudorazioni notturne eccessive che costringono a cambiare il pigiama.
  • Dolore o senso di pesantezza sotto le costole (lato sinistro o destro).

Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte altre condizioni meno gravi, in presenza di una leucemia acuta ogni giorno è prezioso per l'efficacia del trattamento.

Leucemia mielomonocitica acuta

Definizione

La leucemia mielomonocitica acuta (spesso abbreviata come LMA-M4 secondo la classificazione FAB) è un sottotipo specifico di leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue a rapida progressione che ha origine nel midollo osseo. Questa patologia si caratterizza per la proliferazione incontrollata di cellule staminali ematopoietiche che hanno iniziato il processo di differenziazione sia verso la linea mielocitaria (che produce granulociti) sia verso la linea monocitaria (che produce monociti).

In condizioni normali, il midollo osseo produce cellule immature che maturano in globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Nella leucemia mielomonocitica acuta, questo processo si interrompe: le cellule maligne, chiamate blasti, non riescono a diventare cellule mature e funzionali. Al contrario, si accumulano nel midollo osseo e nel sangue periferico, soffocando la produzione di cellule sane. La particolarità della forma mielomonocitica risiede proprio nella coesistenza di almeno il 20% di precursori mieloidi e almeno il 20% di precursori monocitari nel midollo o nel sangue.

Questa malattia colpisce prevalentemente gli adulti, con un'incidenza che aumenta con l'avanzare dell'età, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età. Essendo una forma "acuta", la patologia evolve molto rapidamente e richiede un intervento medico immediato. La comprensione della biologia molecolare di questa malattia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, permettendo di identificare sottogruppi genetici specifici che influenzano la risposta al trattamento.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte della leucemia mielomonocitica acuta non sono ancora del tutto note, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono contribuire allo sviluppo della malattia. Alla base della patologia vi sono mutazioni genetiche acquisite (non ereditarie) nel DNA delle cellule staminali del midollo osseo. Queste mutazioni alterano i segnali di crescita e divisione cellulare, portando alla formazione del clone leucemico.

Tra i fattori di rischio accertati troviamo:

  • Esposizione a sostanze chimiche: Il contatto prolungato con il benzene e altri solventi industriali è stato correlato a un aumento del rischio di sviluppare leucemie mieloidi.
  • Trattamenti chemioterapici precedenti: Pazienti trattati in passato per altri tumori con agenti alchilanti o inibitori della topoisomerasi II possono sviluppare una leucemia secondaria (leucemia correlata al trattamento).
  • Radiazioni ionizzanti: L'esposizione ad alti livelli di radiazioni (come nei sopravvissuti a incidenti nucleari o radioterapia estesa) è un fattore di rischio noto.
  • Fumo di tabacco: Contiene sostanze cancerogene che vengono assorbite nel sangue e possono danneggiare il midollo osseo.
  • Patologie ematologiche preesistenti: Soggetti affetti da sindrome mielodisplastica o altre malattie mieloproliferative hanno una probabilità maggiore di evoluzione in leucemia acuta.

Dal punto di vista genetico, la leucemia mielomonocitica acuta è spesso associata ad anomalie del cromosoma 16, come l'inversione inv(16) o la traslocazione t(16;16). Queste alterazioni creano un gene di fusione (CBFB-MYH11) che blocca la maturazione delle cellule del sangue. Altre mutazioni comuni coinvolgono i geni FLT3, NPM1 e RAS, che giocano un ruolo cruciale nella prognosi e nella scelta della terapia mirata.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della leucemia mielomonocitica acuta compaiono solitamente in modo improvviso e peggiorano rapidamente. Essi sono principalmente il risultato del fallimento del midollo osseo nel produrre cellule del sangue normali, portando a anemia, neutropenia e piastrinopenia.

I sintomi legati alla carenza di globuli rossi (anemia) includono:

  • Astenia (stanchezza profonda e persistente)
  • Pallore cutaneo e delle mucose
  • Dispnea (fiato corto, specialmente sotto sforzo)
  • Battito cardiaco accelerato

I sintomi legati alla carenza di globuli bianchi funzionali (neutropenia) includono:

  • Febbre persistente o ricorrente
  • Infezioni frequenti o che non guariscono (polmoniti, infezioni urinarie, stomatiti)
  • Mal di gola e ulcere dolorose in bocca

I sintomi legati alla carenza di piastrine (trombocitopenia) includono:

  • Ecchimosi (lividi) che compaiono senza un trauma evidente
  • Petecchie (piccole macchie rosse o violacee sulla pelle, simili a puntini)
  • Epistassi (sangue dal naso) frequente
  • Gengivorragia (sanguinamento delle gengive)

Una caratteristica distintiva della componente monocitica di questa leucemia è la tendenza delle cellule leucemiche a invadere i tessuti extramidollari. Questo può causare:

  • Ipertrofia gengivale: le gengive appaiono gonfie, dolenti e possono coprire parzialmente i denti.
  • Infiltrazione cutanea (leucemia cutis): comparsa di noduli o placche sulla pelle.
  • Linfadenopatia: ingrossamento dei linfonodi nel collo, ascelle o inguine.
  • Splenomegalia e epatomegalia: aumento di volume di milza e fegato, che può causare senso di pienezza o dolore addominale.
  • Dolore osteoarticolare: causato dalla pressione dei blasti all'interno della cavità midollare.

In rari casi, se i blasti sono molto numerosi nel sangue (iperleucocitosi), possono verificarsi sintomi neurologici come cefalea, confusione o disturbi visivi dovuti al rallentamento del flusso sanguigno nei piccoli vasi (leucostasi).

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la leucemia mielomonocitica acuta inizia con un sospetto clinico basato sui sintomi e viene confermato attraverso esami di laboratorio specialistici. La tempestività è fondamentale per avviare il trattamento corretto.

  1. Esame emocitometrico completo: È il primo passo. Spesso rivela una riduzione dei globuli rossi e delle piastrine, mentre il numero dei globuli bianchi può essere molto alto, normale o basso. Lo striscio di sangue periferico permette di visualizzare direttamente la presenza di blasti circolanti.
  2. Aspirato midollare e biopsia ossea: Sono esami indispensabili. Si preleva un campione di midollo osseo (solitamente dalla cresta iliaca) per analizzare la morfologia delle cellule. La diagnosi di LMA richiede che i blasti rappresentino almeno il 20% delle cellule midollari.
  3. Immunofenotipizzazione (Citometria a flusso): Questa tecnica identifica le proteine (antigeni) presenti sulla superficie delle cellule leucemiche. Nella forma mielomonocitica, si ricercano marcatori sia della linea mieloide (come CD13, CD33) che della linea monocitaria (come CD14, CD64, CD11b).
  4. Analisi Citogenetica: Studia la struttura dei cromosomi delle cellule leucemiche. L'identificazione di anomalie come l'inv(16) o la t(16;16) è cruciale, poiché definisce un sottogruppo a prognosi generalmente più favorevole.
  5. Test Molecolari: Ricercano mutazioni specifiche nel DNA, come quelle dei geni FLT3, NPM1, CEBPA o KIT. Questi dati sono essenziali per la stratificazione del rischio e per l'impiego di farmaci a bersaglio molecolare.
  6. Esami di imaging: Radiografia del torace, ecografia addominale o TC possono essere utilizzate per valutare l'interessamento di organi interni come milza, fegato o linfonodi.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della leucemia mielomonocitica acuta è complesso e deve essere personalizzato in base all'età del paziente, alle sue condizioni generali e alle caratteristiche genetiche della malattia. L'obiettivo primario è indurre la remissione completa, ovvero la scomparsa dei blasti visibili e il ripristino della normale produzione di cellule del sangue.

Chemioterapia di Induzione

È la prima fase del trattamento, solitamente eseguita in regime di ricovero ospedaliero. Lo schema standard è spesso chiamato "7+3", che consiste nella somministrazione endovenosa di citarabina per sette giorni e di un'antraciclina (come la daunorubicina o l'idarubicina) per tre giorni. Questa terapia è intensiva e mira a distruggere la maggior parte delle cellule leucemiche.

Terapia di Consolidamento

Una volta ottenuta la remissione, è necessario eliminare le cellule leucemiche residue non rilevabili con i test standard (malattia minima residua). Il consolidamento può prevedere ulteriori cicli di chemioterapia ad alte dosi o, in casi selezionati, il trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Trapianto di Cellule Staminali (Midollo Osseo)

Il trapianto allogenico (da donatore compatibile) rappresenta spesso l'unica possibilità di guarigione definitiva per i pazienti con rischio citogenetico intermedio o alto. Consiste nel sostituire il midollo osseo malato del paziente con quello sano di un donatore.

Terapie Mirate (Targeted Therapy)

Grazie alla ricerca, sono oggi disponibili farmaci che colpiscono specifiche mutazioni. Ad esempio:

  • Inibitori di FLT3: per pazienti con mutazione del gene FLT3.
  • Inibitori di IDH1/IDH2: per mutazioni specifiche.
  • Venetoclax: un inibitore di BCL-2 spesso usato in combinazione con agenti ipometilanti per pazienti anziani o che non possono tollerare la chemioterapia intensiva.

Terapia di Supporto

È fondamentale per gestire gli effetti collaterali e le complicanze. Include trasfusioni di sangue e piastrine, somministrazione di antibiotici, antifungini e antivirali per prevenire le infezioni, e farmaci per contrastare la nausea e il vomito.

Prognosi e Decorso

La prognosi della leucemia mielomonocitica acuta è estremamente variabile. Il fattore prognostico più importante è il profilo genetico e citogenetico delle cellule leucemiche. I pazienti che presentano l'inversione del cromosoma 16 [inv(16)] o la traslocazione t(16;16) sono classificati nel gruppo a "rischio favorevole", poiché tendono a rispondere molto bene alla chemioterapia e hanno tassi di guarigione più elevati.

Altri fattori che influenzano il decorso includono:

  • Età: I pazienti più giovani (sotto i 60 anni) generalmente tollerano meglio i trattamenti intensivi e hanno una prognosi migliore.
  • Risposta iniziale: Una rapida scomparsa dei blasti dopo il primo ciclo di induzione è un segno positivo.
  • Presenza di mutazioni sfavorevoli: Mutazioni come FLT3-ITD possono indicare un rischio maggiore di recidiva.
  • Stato di salute generale: La presenza di altre patologie (diabete, malattie cardiache) può limitare le opzioni terapeutiche.

Senza trattamento, la malattia è fatale in tempi brevi (settimane o pochi mesi). Con le terapie moderne, una percentuale significativa di pazienti ottiene la remissione completa e molti possono raggiungere la guarigione a lungo termine, specialmente grazie ai progressi nel campo del trapianto e delle terapie biologiche.

Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia mielomonocitica acuta, poiché la maggior parte dei casi deriva da mutazioni genetiche casuali o esposizioni ambientali difficilmente controllabili nel dettaglio. Tuttavia, è possibile adottare comportamenti volti a ridurre i rischi generali:

  • Evitare l'esposizione al benzene: Seguire rigorosamente le norme di sicurezza se si lavora in industrie chimiche, petrolchimiche o in laboratori.
  • Non fumare: Il fumo è uno dei pochi fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita per la LMA.
  • Monitoraggio post-chemio: I pazienti che sono stati trattati per altri tumori devono sottoporsi a controlli ematologici regolari per individuare precocemente eventuali leucemie secondarie.

Poiché la diagnosi precoce è fondamentale, la migliore forma di "prevenzione" delle complicanze gravi è prestare attenzione ai segnali del corpo e consultare tempestivamente un medico in presenza di sintomi sospetti.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista ematologo se si manifestano uno o più dei seguenti segnali, specialmente se compaiono improvvisamente e non tendono a risolversi:

  • Stanchezza estrema che non migliora con il riposo.
  • Febbre persistente senza una causa apparente (come un raffreddore o un'influenza).
  • Comparsa di lividi o piccoli puntini rossi sulla pelle senza aver subito urti.
  • Sanguinamenti insoliti, come epistassi frequenti o gengive che sanguinano abbondantemente durante la pulizia dei denti.
  • Ingrossamento visibile o palpabile delle gengive.
  • Perdita di peso involontaria e rapida.
  • Sudorazioni notturne eccessive che costringono a cambiare il pigiama.
  • Dolore o senso di pesantezza sotto le costole (lato sinistro o destro).

Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte altre condizioni meno gravi, in presenza di una leucemia acuta ogni giorno è prezioso per l'efficacia del trattamento.

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