Miasi laringea

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Definizione

La miasi laringea è una condizione clinica rara e potenzialmente grave caratterizzata dall'infestazione della laringe da parte di larve di ditteri (comunemente note come mosche). Il termine "miasi" deriva dal greco myia (mosca) e descrive l'invasione di tessuti vivi o necrotici di vertebrati da parte di stadi larvali di mosche. Sebbene la miasi possa colpire diverse parti del corpo, come la pelle (miasi cutanea), le orecchie (miasi auricolare) o il naso (miasi nasale), la localizzazione laringea rappresenta una delle forme più critiche a causa del rischio immediato di ostruzione delle vie aeree superiori.

In questa patologia, le larve utilizzano il tessuto laringeo come fonte di nutrimento e ambiente per la crescita. Esistono diverse tipologie di miasi: obbligatoria (quando le larve necessitano di un ospite vivo per completare il ciclo vitale), facoltativa (quando le larve solitamente si sviluppano in materia organica in decomposizione ma possono infestare ferite o tessuti malati) e accidentale (per ingestione o inalazione fortuita). La miasi laringea è spesso classificata come una forma di miasi delle cavità o delle mucose e richiede un intervento medico tempestivo per evitare complicazioni fatali.

Dal punto di vista fisiopatologico, la presenza delle larve provoca una violenta reazione infiammatoria locale. Le larve sono dotate di uncini orali e spine cuticolari che utilizzano per ancorarsi e scavare nei tessuti, causando distruzione meccanica, secrezione di enzimi proteolitici e favorendo l'insorgenza di infezioni batteriche secondarie. La gravità del quadro clinico dipende dal numero di larve presenti, dalla specie coinvolta e dallo stato di salute generale del paziente.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa diretta della miasi laringea è la deposizione di uova o larve primarie da parte di mosche appartenenti a diverse famiglie, tra cui Oestridae, Calliphoridae e Sarcophagidae. Tra le specie più frequentemente segnalate in letteratura medica figurano la Chrysomya bezziana (mosca del Vecchio Mondo), la Cochliomyia hominivorax (mosca del Nuovo Mondo) e l' Oestrus ovis (mosca ovina), quest'ultima nota per causare spesso miasi oculari e nasofaringee che possono estendersi alla laringe.

I fattori di rischio che predispongono un individuo a questa infestazione sono molteplici e spesso legati a condizioni socio-ambientali o stati di salute debilitanti:

  • Scarsa igiene personale e ambientale: La presenza di rifiuti organici e la mancanza di pulizia attirano le mosche negli ambienti domestici.
  • Respirazione orale: Individui che respirano prevalentemente con la bocca aperta (a causa di ostruzioni nasali croniche o durante il sonno profondo indotto da farmaci o alcol) offrono un accesso diretto alla laringe.
  • Stati di incoscienza o debilitazione: Pazienti anziani, allettati, con disabilità mentali o in stato di coma hanno una ridotta capacità di allontanare le mosche che si posano sul viso.
  • Alcolismo cronico: L'abuso di alcol può portare a periodi di sonno profondo all'aperto e a una generale trascuratezza dell'igiene.
  • Presenza di tracheostomia: Il foro della tracheostomia rappresenta una porta d'ingresso facilitata per le mosche se non adeguatamente protetto da garze o filtri.
  • Patologie preesistenti: Tumori della laringe, ulcere o infezioni croniche producono odori e tessuti necrotici che agiscono come forte attrattivo per le mosche ovificatrici.
  • Contesto geografico: La patologia è più comune nelle zone rurali dei climi tropicali e subtropicali, dove la densità di ditteri parassiti è maggiore e il contatto con il bestiame è frequente.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della miasi laringea possono variare da lievi a estremamente gravi, manifestandosi spesso in modo acuto o subacuto. Il paziente avverte tipicamente una sensazione di estremo disagio dovuta alla presenza fisica e al movimento delle larve all'interno del condotto aereo.

I sintomi principali includono:

  • Disfonia o raucedine: È uno dei segni più precoci, causato dall'interferenza delle larve con la vibrazione delle corde vocali o dall'edema della mucosa laringea.
  • Tosse persistente: Spesso descritta come stizzosa e irritativa, è il tentativo del corpo di espellere il corpo estraneo.
  • Sensazione di corpo estraneo: Il paziente riferisce chiaramente di sentire "qualcosa che si muove" o un formicolio profondo nella gola.
  • Dispnea: La difficoltà respiratoria può insorgere improvvisamente se le larve o l'edema reattivo ostruiscono il lume laringeo. Nei casi gravi, può evolvere in una vera e propria insufficienza respiratoria.
  • Stridore laringeo: Un rumore acuto durante l'inspirazione che indica un restringimento critico delle vie aeree superiori.
  • Emottisi: La presenza di sangue nel catrame o striature ematiche nella saliva, dovute alle lesioni provocate dagli uncini delle larve sulla mucosa.
  • Odinofagia: Dolore durante la deglutizione, causato dall'infiammazione dei tessuti laringei e faringei.
  • Alitosi: Un odore sgradevole e fétido dell'alito, spesso associato alla necrosi tissutale e alle secrezioni prodotte dall'infestazione.
  • Febbre: Può comparire in caso di sovrainfezione batterica dei tessuti danneggiati.
  • Cianosi: Colorito bluastro delle labbra e delle unghie, segno di una grave carenza di ossigeno dovuta all'ostruzione respiratoria.

In alcuni casi, il paziente può riuscire a espellere spontaneamente una o più larve durante un attacco di tosse, il che rappresenta un segno patognomonico fondamentale per la diagnosi.

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Diagnosi

La diagnosi di miasi laringea richiede un alto indice di sospetto, specialmente in pazienti provenienti da aree endemiche o con fattori di rischio evidenti. Il processo diagnostico si articola in diverse fasi:

  1. Anamnesi: Il medico indaga sulle abitudini di vita, viaggi recenti, esposizione a bestiame e la descrizione specifica dei sintomi (particolarmente la sensazione di movimento in gola).
  2. Esame obiettivo: Valutazione dei segni vitali e della pervietà delle vie aeree. La presenza di stridore o cianosi indica un'emergenza medica.
  3. Laringoscopia indiretta o fibrolaringoscopia: È l'esame fondamentale. Attraverso l'uso di uno specchietto laringeo o, più comunemente, di un endoscopio flessibile a fibre ottiche inserito attraverso il naso, il medico può visualizzare direttamente la laringe. Durante l'esame è possibile osservare le larve, che appaiono come piccoli organismi biancastri o grigiastri, vermiformi, in movimento sulla mucosa, spesso circondate da muco, pus o tessuto necrotico.
  4. Imaging (TC o RM): La Tomografia Computerizzata (TC) del collo può essere utile per valutare l'estensione dell'infestazione nei tessuti profondi, l'entità dell'edema e l'eventuale distruzione delle cartilagini laringee. La Risonanza Magnetica (RM) offre un dettaglio maggiore sui tessuti molli ma è meno usata in contesti d'urgenza.
  5. Esami di laboratorio: Un emocromo può mostrare leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) o eosinofilia. Se presente espettorato purulento, può essere eseguito un esame colturale per identificare eventuali batteri sovrapposti.
  6. Identificazione della specie: Una volta rimosse, le larve dovrebbero essere conservate in alcol e inviate a un laboratorio di parassitologia o a un entomologo per l'identificazione della specie, utile per fini epidemiologici e per comprendere meglio il comportamento biologico del parassita.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento della miasi laringea deve essere tempestivo e mira a tre obiettivi principali: la rimozione completa dei parassiti, la protezione delle vie aeree e la prevenzione delle infezioni secondarie.

Rimozione Meccanica

La procedura d'elezione è la rimozione manuale delle larve tramite laringoscopia diretta in anestesia generale o sedazione profonda. L'uso dell'anestesia è cruciale per sopprimere il riflesso della tosse, che potrebbe spingere le larve più in profondità nell'albero tracheobronchiale, causando una polmonite ab ingestis o ostruzioni bronchiali. Il chirurgo utilizza pinze da micro-laringoscopia per afferrare e rimuovere ogni singola larva visibile. È fondamentale assicurarsi che nessuna larva rimanga nascosta nei ventricoli laringei o nelle pieghe della mucosa.

Terapia Farmacologica

  • Ivermectina: È il farmaco antiparassitario di scelta. Può essere somministrato per via orale (solitamente una dose singola di 200 mcg/kg) o, in casi gravi, per via endovenosa. L'ivermectina paralizza il sistema nervoso delle larve, portandole alla morte o facilitandone la rimozione.
  • Agenti soffocanti locali: In passato venivano usate sostanze come l'olio di trementina o il cloroformio diluito per indurre le larve a uscire dai tessuti, ma oggi queste pratiche sono meno comuni a causa della loro potenziale tossicità per la mucosa laringea umana.
  • Antibiotici: Viene prescritta una terapia antibiotica a largo spettro per trattare o prevenire infezioni batteriche secondarie (come la tracheite batterica) derivanti dalle lesioni tissutali.
  • Corticosteroidi: Possono essere somministrati per ridurre l'edema laringeo e migliorare la respirazione.

Supporto Respiratorio

In presenza di grave ostruzione delle vie aeree, può essere necessaria un'intubazione endotraccheale d'urgenza o, se l'ostruzione è totale e non superabile, una tracheostomia d'emergenza.

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Prognosi e Decorso

La prognosi della miasi laringea è generalmente favorevole se la diagnosi è precoce e il trattamento è immediato. Una volta rimosse tutte le larve e instaurata la terapia antibiotica, i tessuti laringei tendono a guarire rapidamente grazie alla loro ricca vascolarizzazione.

Tuttavia, se non trattata, la condizione può portare a complicazioni severe:

  • Asfissia: L'ostruzione meccanica da parte delle larve o l'edema massivo possono causare la morte per soffocamento.
  • Infezioni sistemiche: La migrazione batterica dalle ferite laringee può causare sepsi.
  • Danni permanenti: La distruzione estesa dei tessuti o delle cartilagini può esitare in cicatrici permanenti, stenosi laringea e alterazioni croniche della voce.
  • Miasi broncopolmonare: Se le larve migrano verso il basso, possono causare gravi danni ai polmoni.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente un monitoraggio endoscopico dopo 24-48 ore per verificare l'assenza di larve residue che potrebbero essere nate da uova non rimosse o che erano nascoste durante il primo intervento.

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Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace contro la miasi, specialmente nelle aree a rischio. Le strategie includono:

  • Controllo delle mosche: Uso di insetticidi, trappole per mosche e zanzariere alle finestre e sopra i letti.
  • Igiene delle ferite: Qualsiasi ferita aperta o lesione nel distretto testa-collo deve essere pulita regolarmente e coperta con medicazioni sterili.
  • Protezione dei pazienti vulnerabili: Assicurarsi che persone allettate o con ridotta coscienza siano protette dal contatto con gli insetti.
  • Cura della tracheostomia: I pazienti tracheostomizzati devono essere istruiti sulla pulizia rigorosa della cannula e sull'uso di protezioni (come bavaglini specifici o filtri) che impediscano l'ingresso di insetti nel foro.
  • Educazione sanitaria: Informare le popolazioni rurali sui rischi legati al contatto stretto con il bestiame infestato e sull'importanza di dormire in ambienti protetti.
  • Trattamento del bestiame: Ridurre la popolazione di mosche parassite attraverso programmi veterinari di trattamento degli animali domestici.
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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un medico o a un pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Difficoltà a respirare o fiato corto improvviso.
  2. Sensazione persistente di movimento o solletico profondo nella gola che non scompare con la deglutizione.
  3. Emissione di larve o piccoli vermi durante la tosse.
  4. Raucedine improvvisa e inspiegabile associata a dolore o febbre.
  5. Tosse con sangue (emottisi) senza una causa nota.
  6. Stridore (rumore metallico o acuto durante il respiro).

In caso di sospetta miasi, non tentare mai di rimuovere le larve autonomamente o di inserire oggetti in gola, poiché ciò potrebbe causare spasmi laringei, lesioni gravi o spingere i parassiti ancora più in profondità nelle vie respiratorie.

Miasi laringea

Definizione

La miasi laringea è una condizione clinica rara e potenzialmente grave caratterizzata dall'infestazione della laringe da parte di larve di ditteri (comunemente note come mosche). Il termine "miasi" deriva dal greco myia (mosca) e descrive l'invasione di tessuti vivi o necrotici di vertebrati da parte di stadi larvali di mosche. Sebbene la miasi possa colpire diverse parti del corpo, come la pelle (miasi cutanea), le orecchie (miasi auricolare) o il naso (miasi nasale), la localizzazione laringea rappresenta una delle forme più critiche a causa del rischio immediato di ostruzione delle vie aeree superiori.

In questa patologia, le larve utilizzano il tessuto laringeo come fonte di nutrimento e ambiente per la crescita. Esistono diverse tipologie di miasi: obbligatoria (quando le larve necessitano di un ospite vivo per completare il ciclo vitale), facoltativa (quando le larve solitamente si sviluppano in materia organica in decomposizione ma possono infestare ferite o tessuti malati) e accidentale (per ingestione o inalazione fortuita). La miasi laringea è spesso classificata come una forma di miasi delle cavità o delle mucose e richiede un intervento medico tempestivo per evitare complicazioni fatali.

Dal punto di vista fisiopatologico, la presenza delle larve provoca una violenta reazione infiammatoria locale. Le larve sono dotate di uncini orali e spine cuticolari che utilizzano per ancorarsi e scavare nei tessuti, causando distruzione meccanica, secrezione di enzimi proteolitici e favorendo l'insorgenza di infezioni batteriche secondarie. La gravità del quadro clinico dipende dal numero di larve presenti, dalla specie coinvolta e dallo stato di salute generale del paziente.

Cause e Fattori di Rischio

La causa diretta della miasi laringea è la deposizione di uova o larve primarie da parte di mosche appartenenti a diverse famiglie, tra cui Oestridae, Calliphoridae e Sarcophagidae. Tra le specie più frequentemente segnalate in letteratura medica figurano la Chrysomya bezziana (mosca del Vecchio Mondo), la Cochliomyia hominivorax (mosca del Nuovo Mondo) e l' Oestrus ovis (mosca ovina), quest'ultima nota per causare spesso miasi oculari e nasofaringee che possono estendersi alla laringe.

I fattori di rischio che predispongono un individuo a questa infestazione sono molteplici e spesso legati a condizioni socio-ambientali o stati di salute debilitanti:

  • Scarsa igiene personale e ambientale: La presenza di rifiuti organici e la mancanza di pulizia attirano le mosche negli ambienti domestici.
  • Respirazione orale: Individui che respirano prevalentemente con la bocca aperta (a causa di ostruzioni nasali croniche o durante il sonno profondo indotto da farmaci o alcol) offrono un accesso diretto alla laringe.
  • Stati di incoscienza o debilitazione: Pazienti anziani, allettati, con disabilità mentali o in stato di coma hanno una ridotta capacità di allontanare le mosche che si posano sul viso.
  • Alcolismo cronico: L'abuso di alcol può portare a periodi di sonno profondo all'aperto e a una generale trascuratezza dell'igiene.
  • Presenza di tracheostomia: Il foro della tracheostomia rappresenta una porta d'ingresso facilitata per le mosche se non adeguatamente protetto da garze o filtri.
  • Patologie preesistenti: Tumori della laringe, ulcere o infezioni croniche producono odori e tessuti necrotici che agiscono come forte attrattivo per le mosche ovificatrici.
  • Contesto geografico: La patologia è più comune nelle zone rurali dei climi tropicali e subtropicali, dove la densità di ditteri parassiti è maggiore e il contatto con il bestiame è frequente.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della miasi laringea possono variare da lievi a estremamente gravi, manifestandosi spesso in modo acuto o subacuto. Il paziente avverte tipicamente una sensazione di estremo disagio dovuta alla presenza fisica e al movimento delle larve all'interno del condotto aereo.

I sintomi principali includono:

  • Disfonia o raucedine: È uno dei segni più precoci, causato dall'interferenza delle larve con la vibrazione delle corde vocali o dall'edema della mucosa laringea.
  • Tosse persistente: Spesso descritta come stizzosa e irritativa, è il tentativo del corpo di espellere il corpo estraneo.
  • Sensazione di corpo estraneo: Il paziente riferisce chiaramente di sentire "qualcosa che si muove" o un formicolio profondo nella gola.
  • Dispnea: La difficoltà respiratoria può insorgere improvvisamente se le larve o l'edema reattivo ostruiscono il lume laringeo. Nei casi gravi, può evolvere in una vera e propria insufficienza respiratoria.
  • Stridore laringeo: Un rumore acuto durante l'inspirazione che indica un restringimento critico delle vie aeree superiori.
  • Emottisi: La presenza di sangue nel catrame o striature ematiche nella saliva, dovute alle lesioni provocate dagli uncini delle larve sulla mucosa.
  • Odinofagia: Dolore durante la deglutizione, causato dall'infiammazione dei tessuti laringei e faringei.
  • Alitosi: Un odore sgradevole e fétido dell'alito, spesso associato alla necrosi tissutale e alle secrezioni prodotte dall'infestazione.
  • Febbre: Può comparire in caso di sovrainfezione batterica dei tessuti danneggiati.
  • Cianosi: Colorito bluastro delle labbra e delle unghie, segno di una grave carenza di ossigeno dovuta all'ostruzione respiratoria.

In alcuni casi, il paziente può riuscire a espellere spontaneamente una o più larve durante un attacco di tosse, il che rappresenta un segno patognomonico fondamentale per la diagnosi.

Diagnosi

La diagnosi di miasi laringea richiede un alto indice di sospetto, specialmente in pazienti provenienti da aree endemiche o con fattori di rischio evidenti. Il processo diagnostico si articola in diverse fasi:

  1. Anamnesi: Il medico indaga sulle abitudini di vita, viaggi recenti, esposizione a bestiame e la descrizione specifica dei sintomi (particolarmente la sensazione di movimento in gola).
  2. Esame obiettivo: Valutazione dei segni vitali e della pervietà delle vie aeree. La presenza di stridore o cianosi indica un'emergenza medica.
  3. Laringoscopia indiretta o fibrolaringoscopia: È l'esame fondamentale. Attraverso l'uso di uno specchietto laringeo o, più comunemente, di un endoscopio flessibile a fibre ottiche inserito attraverso il naso, il medico può visualizzare direttamente la laringe. Durante l'esame è possibile osservare le larve, che appaiono come piccoli organismi biancastri o grigiastri, vermiformi, in movimento sulla mucosa, spesso circondate da muco, pus o tessuto necrotico.
  4. Imaging (TC o RM): La Tomografia Computerizzata (TC) del collo può essere utile per valutare l'estensione dell'infestazione nei tessuti profondi, l'entità dell'edema e l'eventuale distruzione delle cartilagini laringee. La Risonanza Magnetica (RM) offre un dettaglio maggiore sui tessuti molli ma è meno usata in contesti d'urgenza.
  5. Esami di laboratorio: Un emocromo può mostrare leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) o eosinofilia. Se presente espettorato purulento, può essere eseguito un esame colturale per identificare eventuali batteri sovrapposti.
  6. Identificazione della specie: Una volta rimosse, le larve dovrebbero essere conservate in alcol e inviate a un laboratorio di parassitologia o a un entomologo per l'identificazione della specie, utile per fini epidemiologici e per comprendere meglio il comportamento biologico del parassita.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della miasi laringea deve essere tempestivo e mira a tre obiettivi principali: la rimozione completa dei parassiti, la protezione delle vie aeree e la prevenzione delle infezioni secondarie.

Rimozione Meccanica

La procedura d'elezione è la rimozione manuale delle larve tramite laringoscopia diretta in anestesia generale o sedazione profonda. L'uso dell'anestesia è cruciale per sopprimere il riflesso della tosse, che potrebbe spingere le larve più in profondità nell'albero tracheobronchiale, causando una polmonite ab ingestis o ostruzioni bronchiali. Il chirurgo utilizza pinze da micro-laringoscopia per afferrare e rimuovere ogni singola larva visibile. È fondamentale assicurarsi che nessuna larva rimanga nascosta nei ventricoli laringei o nelle pieghe della mucosa.

Terapia Farmacologica

  • Ivermectina: È il farmaco antiparassitario di scelta. Può essere somministrato per via orale (solitamente una dose singola di 200 mcg/kg) o, in casi gravi, per via endovenosa. L'ivermectina paralizza il sistema nervoso delle larve, portandole alla morte o facilitandone la rimozione.
  • Agenti soffocanti locali: In passato venivano usate sostanze come l'olio di trementina o il cloroformio diluito per indurre le larve a uscire dai tessuti, ma oggi queste pratiche sono meno comuni a causa della loro potenziale tossicità per la mucosa laringea umana.
  • Antibiotici: Viene prescritta una terapia antibiotica a largo spettro per trattare o prevenire infezioni batteriche secondarie (come la tracheite batterica) derivanti dalle lesioni tissutali.
  • Corticosteroidi: Possono essere somministrati per ridurre l'edema laringeo e migliorare la respirazione.

Supporto Respiratorio

In presenza di grave ostruzione delle vie aeree, può essere necessaria un'intubazione endotraccheale d'urgenza o, se l'ostruzione è totale e non superabile, una tracheostomia d'emergenza.

Prognosi e Decorso

La prognosi della miasi laringea è generalmente favorevole se la diagnosi è precoce e il trattamento è immediato. Una volta rimosse tutte le larve e instaurata la terapia antibiotica, i tessuti laringei tendono a guarire rapidamente grazie alla loro ricca vascolarizzazione.

Tuttavia, se non trattata, la condizione può portare a complicazioni severe:

  • Asfissia: L'ostruzione meccanica da parte delle larve o l'edema massivo possono causare la morte per soffocamento.
  • Infezioni sistemiche: La migrazione batterica dalle ferite laringee può causare sepsi.
  • Danni permanenti: La distruzione estesa dei tessuti o delle cartilagini può esitare in cicatrici permanenti, stenosi laringea e alterazioni croniche della voce.
  • Miasi broncopolmonare: Se le larve migrano verso il basso, possono causare gravi danni ai polmoni.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente un monitoraggio endoscopico dopo 24-48 ore per verificare l'assenza di larve residue che potrebbero essere nate da uova non rimosse o che erano nascoste durante il primo intervento.

Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace contro la miasi, specialmente nelle aree a rischio. Le strategie includono:

  • Controllo delle mosche: Uso di insetticidi, trappole per mosche e zanzariere alle finestre e sopra i letti.
  • Igiene delle ferite: Qualsiasi ferita aperta o lesione nel distretto testa-collo deve essere pulita regolarmente e coperta con medicazioni sterili.
  • Protezione dei pazienti vulnerabili: Assicurarsi che persone allettate o con ridotta coscienza siano protette dal contatto con gli insetti.
  • Cura della tracheostomia: I pazienti tracheostomizzati devono essere istruiti sulla pulizia rigorosa della cannula e sull'uso di protezioni (come bavaglini specifici o filtri) che impediscano l'ingresso di insetti nel foro.
  • Educazione sanitaria: Informare le popolazioni rurali sui rischi legati al contatto stretto con il bestiame infestato e sull'importanza di dormire in ambienti protetti.
  • Trattamento del bestiame: Ridurre la popolazione di mosche parassite attraverso programmi veterinari di trattamento degli animali domestici.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un medico o a un pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Difficoltà a respirare o fiato corto improvviso.
  2. Sensazione persistente di movimento o solletico profondo nella gola che non scompare con la deglutizione.
  3. Emissione di larve o piccoli vermi durante la tosse.
  4. Raucedine improvvisa e inspiegabile associata a dolore o febbre.
  5. Tosse con sangue (emottisi) senza una causa nota.
  6. Stridore (rumore metallico o acuto durante il respiro).

In caso di sospetta miasi, non tentare mai di rimuovere le larve autonomamente o di inserire oggetti in gola, poiché ciò potrebbe causare spasmi laringei, lesioni gravi o spingere i parassiti ancora più in profondità nelle vie respiratorie.

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