Toxoplasmosi polmonare da Toxoplasma gondii

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Definizione

La toxoplasmosi polmonare è una manifestazione clinica specifica e potenzialmente grave dell'infezione causata dal protozoo parassita Toxoplasma gondii. Sebbene la toxoplasmosi sia un'infezione estremamente comune a livello globale, colpendo circa un terzo della popolazione mondiale, il coinvolgimento dei polmoni è considerato una complicanza rara nella popolazione generale. Questa condizione si verifica quasi esclusivamente in individui con un sistema immunitario gravemente compromesso, rappresentando una delle principali infezioni opportunistiche in contesti clinici specifici.

Il parassita Toxoplasma gondii è un organismo intracellulare obbligato che ha come ospite definitivo i felini, ma può infettare quasi tutti gli animali a sangue caldo, inclusi gli esseri umani. Nella maggior parte delle persone sane (immunocompetenti), l'infezione primaria è asintomatica o causa sintomi lievi simili a quelli influenzali, dopodiché il parassita rimane latente nell'organismo sotto forma di cisti tissutali. Tuttavia, quando le difese immunitarie crollano, queste cisti possono riattivarsi o una nuova infezione può diffondersi rapidamente attraverso il flusso sanguigno, raggiungendo organi vitali come i polmoni.

La toxoplasmosi polmonare si presenta clinicamente come una forma di polmonite interstiziale. Se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può evolvere in una grave insufficienza respiratoria. La sua importanza medica risiede non solo nella gravità dei sintomi, ma anche nella difficoltà diagnostica, poiché i segni clinici e radiologici sono spesso sovrapponibili a quelli di altre infezioni polmonari comuni nei pazienti fragili, come la polmonite da Pneumocystis jirovecii.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa diretta della malattia è l'invasione del parenchima polmonare da parte dei tachizoiti di Toxoplasma gondii. La trasmissione all'uomo avviene solitamente attraverso tre vie principali: l'ingestione di oocisti presenti in terreni o acque contaminate da feci di gatto, il consumo di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali, o la trasmissione congenita dalla madre al feto. Una volta entrato nell'organismo, il parassita si diffonde per via ematica o linfatica.

Il fattore di rischio predominante per lo sviluppo della forma polmonare è l'immunodepressione. I soggetti più a rischio includono:

  • Persone affette da HIV in stadio avanzato o AIDS, specialmente con una conta di linfociti CD4 inferiore a 100 cellule/mm³.
  • Pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi o di midollo osseo, a causa delle terapie immunosoppressive necessarie per prevenire il rigetto.
  • Individui affetti da patologie onco-ematologiche come il linfoma o la leucemia.
  • Persone in trattamento prolungato con corticosteroidi ad alte dosi o farmaci chemioterapici.

In questi pazienti, la toxoplasmosi polmonare può derivare dalla riattivazione di un'infezione latente acquisita anni prima o, meno frequentemente, da un'infezione primaria acuta (particolarmente pericolosa nei riceventi di trapianto sieronegativi che ricevono un organo da un donatore sieropositivo). La distruzione dei tessuti polmonari è causata dalla rapida replicazione dei parassiti all'interno delle cellule alveolari, che porta alla rottura delle cellule stesse e a una risposta infiammatoria diffusa.

Un altro fattore di rischio, sebbene meno comune, è l'esposizione a cariche parassitarie estremamente elevate in soggetti immunocompetenti, come documentato in alcuni focolai epidemici legati a fonti d'acqua contaminate. In questi rari casi, la risposta immunitaria viene temporaneamente sopraffatta dalla massiccia presenza del parassita, portando a manifestazioni viscerali gravi.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della toxoplasmosi polmonare sono spesso aspecifici e possono insorgere in modo acuto o subacuto. Il quadro clinico è dominato da segni di compromissione respiratoria che possono peggiorare rapidamente. Il sintomo più frequente è l'ipertermia, spesso caratterizzata da una febbre alta e persistente che non risponde ai comuni antibiotici.

I pazienti riferiscono comunemente una tosse, solitamente di tipo secco e non produttivo, che riflette l'interessamento dell'interstizio polmonare piuttosto che delle vie aeree bronchiali. Con il progredire dell'infezione, compare la dispnea (difficoltà respiratoria), che inizialmente si manifesta sotto sforzo per poi diventare presente anche a riposo. Questa fame d'aria è spesso accompagnata da una frequenza respiratoria aumentata.

Altri sintomi comuni includono:

  • Astenia marcata e un profondo senso di malessere generale.
  • Dolori muscolari diffusi, tipici della fase di disseminazione del parassita.
  • Sudorazioni notturne abbondanti.
  • Dolore al torace, che può essere di tipo pleurico (fitta acuta durante l'inspirazione).

Nei casi più gravi, si può osservare la comparsa di cianosi (colorito bluastro delle labbra e delle unghie) a causa di una grave ipossia (carenza di ossigeno nel sangue). Se la toxoplasmosi è disseminata, possono essere presenti contemporaneamente sintomi neurologici come la cefalea o confusione mentale (segno di encefalite), o l'ingrossamento dei linfonodi. Raramente può verificarsi l'emottisi (emissione di sangue con la tosse), che indica un danno vascolare o necrotico più severo del tessuto polmonare.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per la toxoplasmosi polmonare è complesso e richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Poiché i sintomi sono simili a quelli di altre polmoniti opportunistiche, la diagnosi non può basarsi solo sulla clinica.

Il primo passo è solitamente la diagnostica per immagini. La radiografia del torace può mostrare infiltrati interstiziali o alveolari bilaterali diffusi, ma spesso appare aspecifica. La Tomografia Computerizzata (TC) del torace ad alta risoluzione è molto più sensibile e può rivelare opacità a "vetro smerigliato", piccoli noduli o consolidamenti parenchimali. Tuttavia, questi reperti non sono patognomonici e richiedono ulteriori conferme.

La conferma definitiva si ottiene solitamente attraverso l'analisi del liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL), prelevato tramite broncoscopia. Le tecniche utilizzate includono:

  1. Esame citologico e colorazioni speciali: L'identificazione diretta dei tachizoiti di T. gondii (usando colorazioni come Giemsa o Wright) nel liquido del BAL o in campioni bioptici è la prova definitiva dell'infezione attiva.
  2. Reazione a catena della polimerasi (PCR): Questa tecnica molecolare è estremamente sensibile e permette di rilevare il DNA del parassita nel liquido respiratorio. È attualmente il metodo preferito per la sua rapidità e precisione.
  3. Sierologia: La ricerca degli anticorpi (IgG e IgM) è utile per determinare lo stato immunitario del paziente (se ha già incontrato il parassita in passato), ma ha un valore limitato nella diagnosi della riattivazione polmonare acuta nell'immunodepresso, poiché questi soggetti potrebbero non produrre una risposta anticorpale adeguata.

In alcuni casi, può essere necessaria una biopsia polmonare transbronchiale per escludere altre patologie concomitanti, come il sarcoma di Kaposi o la tubercolosi, che possono coesistere nello stesso paziente.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della toxoplasmosi polmonare deve essere iniziato il più precocemente possibile, spesso anche su base empirica se il sospetto clinico è forte, data l'elevata mortalità della condizione non trattata. La terapia si basa sull'uso di farmaci antiparassitari specifici.

Il regime terapeutico standard (gold standard) consiste nella combinazione di:

  • Pirimethamina: Un farmaco che inibisce il metabolismo dei folati del parassita. Viene solitamente somministrato con una dose di carico iniziale seguita da dosi giornaliere di mantenimento.
  • Sulfadiazina: Un antibiotico sulfamidico che agisce in sinergia con la pirimethamina.
  • Acido folinico (Leucovorin): Somministrato obbligatoriamente per prevenire la tossicità midollare (riduzione di globuli bianchi e piastrine) causata dalla pirimethamina.

Per i pazienti che non tollerano i sulfamidici a causa di allergie, le alternative includono la combinazione di pirimethamina e clindamicina, oppure l'uso di atovaquone. In alcuni casi selezionati, può essere utilizzato il trimetoprim-sulfametossazolo ad alte dosi, sebbene sia meno efficace del regime standard per la toxoplasmosi.

La durata del trattamento acuto è generalmente di 4-6 settimane, o comunque fino alla risoluzione dei segni clinici e radiologici. Dopo la fase acuta, i pazienti con immunodepressione persistente (come quelli con AIDS e bassi CD4) devono continuare una terapia di mantenimento a dosaggio ridotto (profilassi secondaria) per prevenire le ricadute, finché il loro sistema immunitario non mostra segni di recupero stabile grazie alle terapie antiretrovirali o alla sospensione degli immunosoppressori.

Oltre alla terapia specifica, è fondamentale il supporto respiratorio, che può variare dalla somministrazione di ossigeno supplementare fino alla ventilazione meccanica nei casi di insufficienza respiratoria acuta.

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Prognosi e Decorso

La prognosi della toxoplasmosi polmonare dipende strettamente dalla tempestività della diagnosi e dal grado di compromissione del sistema immunitario del paziente. Se non trattata, la malattia è quasi invariabilmente fatale nei soggetti immunodepressi, portando a un rapido deterioramento delle funzioni respiratorie e alla diffusione del parassita ad altri organi (sepsi da Toxoplasma).

Con un trattamento appropriato e precoce, molti pazienti mostrano un miglioramento clinico entro i primi 7-10 giorni. Tuttavia, la mortalità rimane significativa (stimata tra il 30% e il 60% in diverse casistiche storiche), spesso a causa di diagnosi tardive o della presenza di altre infezioni concomitanti che complicano il quadro clinico.

Il decorso può essere influenzato anche dalla capacità di ripristinare, almeno parzialmente, la funzione immunitaria. Nei pazienti con HIV, l'inizio o l'ottimizzazione della terapia antiretrovirale (HAART) è un fattore determinante per la sopravvivenza a lungo termine. È importante monitorare attentamente i pazienti durante la terapia per gestire gli effetti collaterali dei farmaci, che possono essere severi, inclusi rash cutanei, tossicità renale e soppressione del midollo osseo.

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Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace, specialmente per le persone appartenenti alle categorie a rischio. Le strategie si dividono in misure comportamentali e profilassi farmacologica.

Le misure comportamentali mirano a evitare l'ingestione del parassita:

  • Igiene alimentare: Consumare solo carne ben cotta (raggiungendo una temperatura interna di almeno 74°C). Evitare il consumo di carni crude o insaccati non stagionati.
  • Lavaggio degli alimenti: Lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo.
  • Igiene delle mani: Lavare le mani con sapone dopo aver toccato carne cruda, aver lavorato in giardino o aver toccato la terra.
  • Gestione dei gatti: Se si possiede un gatto, evitare che cacci prede all'aperto e nutrirlo solo con cibo industriale. La lettiera deve essere pulita quotidianamente (le oocisti diventano infettive dopo 1-5 giorni), preferibilmente da una persona non a rischio, indossando guanti e lavando bene le mani.

Dal punto di vista farmacologico, i pazienti gravemente immunocompromessi (come quelli con HIV e CD4 < 200) che risultano positivi agli anticorpi IgG per Toxoplasma dovrebbero assumere una profilassi primaria. Il farmaco di scelta è solitamente il trimetoprim-sulfametossazolo, che ha il vantaggio di proteggere contemporaneamente dalla polmonite da Pneumocystis e dalla toxoplasmosi cerebrale e polmonare.

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Quando Consultare un Medico

Un individuo che sa di avere un sistema immunitario compromesso deve prestare estrema attenzione a qualsiasi sintomo nuovo, anche lieve. È necessario consultare immediatamente un medico o recarsi in un pronto soccorso se compaiono:

  • Febbre persistente o brividi improvvisi.
  • Una tosse che non accenna a passare, anche se secca.
  • Qualsiasi grado di difficoltà nel respirare o affanno insolito durante le normali attività quotidiane.
  • Dolore al petto o senso di oppressione.
  • Estrema stanchezza che impedisce le normali attività.

Per i pazienti già in cura per HIV o altre condizioni croniche, è fondamentale non saltare i controlli periodici e riferire tempestivamente al proprio specialista ogni cambiamento dello stato di salute. La rapidità d'azione è il fattore che più di ogni altro può cambiare l'esito di questa grave infezione parassitaria.

Toxoplasmosi polmonare da Toxoplasma gondii

Definizione

La toxoplasmosi polmonare è una manifestazione clinica specifica e potenzialmente grave dell'infezione causata dal protozoo parassita Toxoplasma gondii. Sebbene la toxoplasmosi sia un'infezione estremamente comune a livello globale, colpendo circa un terzo della popolazione mondiale, il coinvolgimento dei polmoni è considerato una complicanza rara nella popolazione generale. Questa condizione si verifica quasi esclusivamente in individui con un sistema immunitario gravemente compromesso, rappresentando una delle principali infezioni opportunistiche in contesti clinici specifici.

Il parassita Toxoplasma gondii è un organismo intracellulare obbligato che ha come ospite definitivo i felini, ma può infettare quasi tutti gli animali a sangue caldo, inclusi gli esseri umani. Nella maggior parte delle persone sane (immunocompetenti), l'infezione primaria è asintomatica o causa sintomi lievi simili a quelli influenzali, dopodiché il parassita rimane latente nell'organismo sotto forma di cisti tissutali. Tuttavia, quando le difese immunitarie crollano, queste cisti possono riattivarsi o una nuova infezione può diffondersi rapidamente attraverso il flusso sanguigno, raggiungendo organi vitali come i polmoni.

La toxoplasmosi polmonare si presenta clinicamente come una forma di polmonite interstiziale. Se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può evolvere in una grave insufficienza respiratoria. La sua importanza medica risiede non solo nella gravità dei sintomi, ma anche nella difficoltà diagnostica, poiché i segni clinici e radiologici sono spesso sovrapponibili a quelli di altre infezioni polmonari comuni nei pazienti fragili, come la polmonite da Pneumocystis jirovecii.

Cause e Fattori di Rischio

La causa diretta della malattia è l'invasione del parenchima polmonare da parte dei tachizoiti di Toxoplasma gondii. La trasmissione all'uomo avviene solitamente attraverso tre vie principali: l'ingestione di oocisti presenti in terreni o acque contaminate da feci di gatto, il consumo di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali, o la trasmissione congenita dalla madre al feto. Una volta entrato nell'organismo, il parassita si diffonde per via ematica o linfatica.

Il fattore di rischio predominante per lo sviluppo della forma polmonare è l'immunodepressione. I soggetti più a rischio includono:

  • Persone affette da HIV in stadio avanzato o AIDS, specialmente con una conta di linfociti CD4 inferiore a 100 cellule/mm³.
  • Pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi o di midollo osseo, a causa delle terapie immunosoppressive necessarie per prevenire il rigetto.
  • Individui affetti da patologie onco-ematologiche come il linfoma o la leucemia.
  • Persone in trattamento prolungato con corticosteroidi ad alte dosi o farmaci chemioterapici.

In questi pazienti, la toxoplasmosi polmonare può derivare dalla riattivazione di un'infezione latente acquisita anni prima o, meno frequentemente, da un'infezione primaria acuta (particolarmente pericolosa nei riceventi di trapianto sieronegativi che ricevono un organo da un donatore sieropositivo). La distruzione dei tessuti polmonari è causata dalla rapida replicazione dei parassiti all'interno delle cellule alveolari, che porta alla rottura delle cellule stesse e a una risposta infiammatoria diffusa.

Un altro fattore di rischio, sebbene meno comune, è l'esposizione a cariche parassitarie estremamente elevate in soggetti immunocompetenti, come documentato in alcuni focolai epidemici legati a fonti d'acqua contaminate. In questi rari casi, la risposta immunitaria viene temporaneamente sopraffatta dalla massiccia presenza del parassita, portando a manifestazioni viscerali gravi.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della toxoplasmosi polmonare sono spesso aspecifici e possono insorgere in modo acuto o subacuto. Il quadro clinico è dominato da segni di compromissione respiratoria che possono peggiorare rapidamente. Il sintomo più frequente è l'ipertermia, spesso caratterizzata da una febbre alta e persistente che non risponde ai comuni antibiotici.

I pazienti riferiscono comunemente una tosse, solitamente di tipo secco e non produttivo, che riflette l'interessamento dell'interstizio polmonare piuttosto che delle vie aeree bronchiali. Con il progredire dell'infezione, compare la dispnea (difficoltà respiratoria), che inizialmente si manifesta sotto sforzo per poi diventare presente anche a riposo. Questa fame d'aria è spesso accompagnata da una frequenza respiratoria aumentata.

Altri sintomi comuni includono:

  • Astenia marcata e un profondo senso di malessere generale.
  • Dolori muscolari diffusi, tipici della fase di disseminazione del parassita.
  • Sudorazioni notturne abbondanti.
  • Dolore al torace, che può essere di tipo pleurico (fitta acuta durante l'inspirazione).

Nei casi più gravi, si può osservare la comparsa di cianosi (colorito bluastro delle labbra e delle unghie) a causa di una grave ipossia (carenza di ossigeno nel sangue). Se la toxoplasmosi è disseminata, possono essere presenti contemporaneamente sintomi neurologici come la cefalea o confusione mentale (segno di encefalite), o l'ingrossamento dei linfonodi. Raramente può verificarsi l'emottisi (emissione di sangue con la tosse), che indica un danno vascolare o necrotico più severo del tessuto polmonare.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la toxoplasmosi polmonare è complesso e richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Poiché i sintomi sono simili a quelli di altre polmoniti opportunistiche, la diagnosi non può basarsi solo sulla clinica.

Il primo passo è solitamente la diagnostica per immagini. La radiografia del torace può mostrare infiltrati interstiziali o alveolari bilaterali diffusi, ma spesso appare aspecifica. La Tomografia Computerizzata (TC) del torace ad alta risoluzione è molto più sensibile e può rivelare opacità a "vetro smerigliato", piccoli noduli o consolidamenti parenchimali. Tuttavia, questi reperti non sono patognomonici e richiedono ulteriori conferme.

La conferma definitiva si ottiene solitamente attraverso l'analisi del liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL), prelevato tramite broncoscopia. Le tecniche utilizzate includono:

  1. Esame citologico e colorazioni speciali: L'identificazione diretta dei tachizoiti di T. gondii (usando colorazioni come Giemsa o Wright) nel liquido del BAL o in campioni bioptici è la prova definitiva dell'infezione attiva.
  2. Reazione a catena della polimerasi (PCR): Questa tecnica molecolare è estremamente sensibile e permette di rilevare il DNA del parassita nel liquido respiratorio. È attualmente il metodo preferito per la sua rapidità e precisione.
  3. Sierologia: La ricerca degli anticorpi (IgG e IgM) è utile per determinare lo stato immunitario del paziente (se ha già incontrato il parassita in passato), ma ha un valore limitato nella diagnosi della riattivazione polmonare acuta nell'immunodepresso, poiché questi soggetti potrebbero non produrre una risposta anticorpale adeguata.

In alcuni casi, può essere necessaria una biopsia polmonare transbronchiale per escludere altre patologie concomitanti, come il sarcoma di Kaposi o la tubercolosi, che possono coesistere nello stesso paziente.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della toxoplasmosi polmonare deve essere iniziato il più precocemente possibile, spesso anche su base empirica se il sospetto clinico è forte, data l'elevata mortalità della condizione non trattata. La terapia si basa sull'uso di farmaci antiparassitari specifici.

Il regime terapeutico standard (gold standard) consiste nella combinazione di:

  • Pirimethamina: Un farmaco che inibisce il metabolismo dei folati del parassita. Viene solitamente somministrato con una dose di carico iniziale seguita da dosi giornaliere di mantenimento.
  • Sulfadiazina: Un antibiotico sulfamidico che agisce in sinergia con la pirimethamina.
  • Acido folinico (Leucovorin): Somministrato obbligatoriamente per prevenire la tossicità midollare (riduzione di globuli bianchi e piastrine) causata dalla pirimethamina.

Per i pazienti che non tollerano i sulfamidici a causa di allergie, le alternative includono la combinazione di pirimethamina e clindamicina, oppure l'uso di atovaquone. In alcuni casi selezionati, può essere utilizzato il trimetoprim-sulfametossazolo ad alte dosi, sebbene sia meno efficace del regime standard per la toxoplasmosi.

La durata del trattamento acuto è generalmente di 4-6 settimane, o comunque fino alla risoluzione dei segni clinici e radiologici. Dopo la fase acuta, i pazienti con immunodepressione persistente (come quelli con AIDS e bassi CD4) devono continuare una terapia di mantenimento a dosaggio ridotto (profilassi secondaria) per prevenire le ricadute, finché il loro sistema immunitario non mostra segni di recupero stabile grazie alle terapie antiretrovirali o alla sospensione degli immunosoppressori.

Oltre alla terapia specifica, è fondamentale il supporto respiratorio, che può variare dalla somministrazione di ossigeno supplementare fino alla ventilazione meccanica nei casi di insufficienza respiratoria acuta.

Prognosi e Decorso

La prognosi della toxoplasmosi polmonare dipende strettamente dalla tempestività della diagnosi e dal grado di compromissione del sistema immunitario del paziente. Se non trattata, la malattia è quasi invariabilmente fatale nei soggetti immunodepressi, portando a un rapido deterioramento delle funzioni respiratorie e alla diffusione del parassita ad altri organi (sepsi da Toxoplasma).

Con un trattamento appropriato e precoce, molti pazienti mostrano un miglioramento clinico entro i primi 7-10 giorni. Tuttavia, la mortalità rimane significativa (stimata tra il 30% e il 60% in diverse casistiche storiche), spesso a causa di diagnosi tardive o della presenza di altre infezioni concomitanti che complicano il quadro clinico.

Il decorso può essere influenzato anche dalla capacità di ripristinare, almeno parzialmente, la funzione immunitaria. Nei pazienti con HIV, l'inizio o l'ottimizzazione della terapia antiretrovirale (HAART) è un fattore determinante per la sopravvivenza a lungo termine. È importante monitorare attentamente i pazienti durante la terapia per gestire gli effetti collaterali dei farmaci, che possono essere severi, inclusi rash cutanei, tossicità renale e soppressione del midollo osseo.

Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace, specialmente per le persone appartenenti alle categorie a rischio. Le strategie si dividono in misure comportamentali e profilassi farmacologica.

Le misure comportamentali mirano a evitare l'ingestione del parassita:

  • Igiene alimentare: Consumare solo carne ben cotta (raggiungendo una temperatura interna di almeno 74°C). Evitare il consumo di carni crude o insaccati non stagionati.
  • Lavaggio degli alimenti: Lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo.
  • Igiene delle mani: Lavare le mani con sapone dopo aver toccato carne cruda, aver lavorato in giardino o aver toccato la terra.
  • Gestione dei gatti: Se si possiede un gatto, evitare che cacci prede all'aperto e nutrirlo solo con cibo industriale. La lettiera deve essere pulita quotidianamente (le oocisti diventano infettive dopo 1-5 giorni), preferibilmente da una persona non a rischio, indossando guanti e lavando bene le mani.

Dal punto di vista farmacologico, i pazienti gravemente immunocompromessi (come quelli con HIV e CD4 < 200) che risultano positivi agli anticorpi IgG per Toxoplasma dovrebbero assumere una profilassi primaria. Il farmaco di scelta è solitamente il trimetoprim-sulfametossazolo, che ha il vantaggio di proteggere contemporaneamente dalla polmonite da Pneumocystis e dalla toxoplasmosi cerebrale e polmonare.

Quando Consultare un Medico

Un individuo che sa di avere un sistema immunitario compromesso deve prestare estrema attenzione a qualsiasi sintomo nuovo, anche lieve. È necessario consultare immediatamente un medico o recarsi in un pronto soccorso se compaiono:

  • Febbre persistente o brividi improvvisi.
  • Una tosse che non accenna a passare, anche se secca.
  • Qualsiasi grado di difficoltà nel respirare o affanno insolito durante le normali attività quotidiane.
  • Dolore al petto o senso di oppressione.
  • Estrema stanchezza che impedisce le normali attività.

Per i pazienti già in cura per HIV o altre condizioni croniche, è fondamentale non saltare i controlli periodici e riferire tempestivamente al proprio specialista ogni cambiamento dello stato di salute. La rapidità d'azione è il fattore che più di ogni altro può cambiare l'esito di questa grave infezione parassitaria.

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