Mononucleosi infettiva

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Definizione

La mononucleosi infettiva è una sindrome clinica di origine virale, caratterizzata da una triade classica di sintomi: febbre, mal di gola e linfonodi ingrossati. Spesso soprannominata "malattia del bacio" a causa della sua principale modalità di trasmissione attraverso la saliva, questa patologia colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età. Dal punto di vista eziologico, la stragrande maggioranza dei casi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), un membro della famiglia degli Herpesvirus, sebbene quadri clinici simili possano essere scatenati da altri agenti patogeni.

Il termine "mononucleosi" deriva dall'osservazione microscopica del sangue dei pazienti affetti, che mostra un aumento significativo dei globuli bianchi mononucleati (linfociti), molti dei quali presentano un aspetto atipico o "attivato". Una volta contratto, il virus rimane latente nell'organismo per tutta la vita, annidandosi nei linfociti B, e può occasionalmente riattivarsi, solitamente senza causare sintomi evidenti nel soggetto sano, ma contribuendo alla diffusione del virus nella popolazione.

Sebbene nella maggior parte dei casi la mononucleosi infettiva si risolva spontaneamente senza complicazioni a lungo termine, la sua gestione richiede attenzione a causa del potenziale coinvolgimento di organi sistemici come la milza e il fegato. La comprensione della malattia è fondamentale per evitare diagnosi errate, specialmente per distinguerla da infezioni batteriche che richiederebbero trattamenti antibiotici, i quali potrebbero invece causare reazioni avverse nel paziente con mononucleosi.

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Cause e Fattori di Rischio

L'agente eziologico principale della mononucleosi infettiva è il virus di Epstein-Barr (EBV), responsabile di circa il 90% dei casi clinici. Tuttavia, il codice ICD-11 1D81.Z si riferisce alla forma "non specificata", il che implica che la sindrome può essere causata anche da altri microrganismi che producono un quadro clinico sovrapponibile. Tra questi figurano il citomegalovirus (CMV), il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) durante la fase di sieroconversione acuta, il virus dell'epatite, la toxoplasmosi e, più raramente, il virus della rosolia.

La trasmissione avviene principalmente tramite il contatto diretto con la saliva di una persona infetta. Questo può accadere non solo attraverso il bacio, ma anche condividendo posate, bicchieri, spazzolini da denti o tramite l'esposizione a goccioline di saliva disperse con la tosse e gli starnuti. Il virus ha un periodo di incubazione insolitamente lungo, che varia dalle 4 alle 8 settimane; durante questo tempo, il soggetto è già infettivo ma non presenta ancora alcun segno della malattia.

I fattori di rischio principali includono:

  • Età: Gli adolescenti e i giovani adulti (15-25 anni) sono la fascia di popolazione più colpita, probabilmente a causa delle dinamiche sociali e dei contatti interpersonali stretti.
  • Ambienti affollati: Scuole, università e caserme militari facilitano la diffusione del virus.
  • Sistema immunitario compromesso: Sebbene la mononucleosi colpisca tipicamente individui sani, chi ha un sistema immunitario debole può sviluppare forme più gravi o croniche.

È importante notare che nei bambini piccoli l'infezione da EBV è spesso asintomatica o si manifesta come una lieve sindrome influenzale, motivo per cui molti adulti risultano sieropositivi al virus pur non ricordando di aver mai sofferto di mononucleosi.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della mononucleosi infettiva possono variare notevolmente da persona a persona, ma solitamente seguono un decorso che inizia con una fase prodromica di malessere generale. La triade sintomatologica classica emerge successivamente e può persistere per diverse settimane.

I sintomi più comuni includono:

  • Stanchezza estrema: È spesso il sintomo più invalidante e persistente. I pazienti riferiscono una spossatezza profonda che rende difficili le normali attività quotidiane e che può durare per mesi dopo la risoluzione dell'infezione acuta.
  • Febbre: Solitamente elevata (38-40°C), con picchi pomeridiani o serali, e può durare da 10 a 14 giorni.
  • Mal di gola severo: Spesso descritto come la peggiore faringite mai provata. Le tonsille appaiono gonfie, arrossate e frequentemente ricoperte da placche biancastre o grigiastre (essudato).
  • Linfonodi ingrossati: Il rigonfiamento interessa tipicamente i linfonodi del collo (catena cervicale posteriore), ma può estendersi alle ascelle e all'inguine. I linfonodi sono generalmente dolenti al tatto.
  • Ingrossamento della milza: Presente in circa il 50% dei casi, può causare un senso di pienezza o dolore addominale nel quadrante superiore sinistro.
  • Ingrossamento del fegato: Può manifestarsi con una lieve dolenzia addominale e, in rari casi, con la comparsa di ittero (colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari).
  • Mal di testa e dolori muscolari: Sintomi sistemici comuni durante la fase febbrile.
  • Eruzione cutanea: Può comparire spontaneamente o, molto tipicamente, dopo l'assunzione errata di antibiotici come l'amoxicillina (reazione non allergica specifica della mononucleosi).
  • Gonfiore intorno agli occhi: Noto come segno di Hoagland, è un sintomo precoce e caratteristico, sebbene meno comune.
  • Perdita di appetito e nausea: Spesso correlate allo stato febbrile e al coinvolgimento epatico.
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Diagnosi

La diagnosi di mononucleosi infettiva inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico cercherà segni di infiammazione faringea, linfoadenopatia e palperà l'addome per valutare le dimensioni di milza e fegato. Tuttavia, poiché i sintomi possono sovrapporsi a quelli di una faringite streptococcica o di altre infezioni virali, i test di laboratorio sono essenziali per la conferma.

Gli esami principali includono:

  1. Emocromo completo: È il primo campanello d'allarme. Si osserva tipicamente una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) con una prevalenza di linfociti (linfocitosi). La presenza di linfociti atipici (cellule di Downey) al microscopio è fortemente indicativa di mononucleosi.
  2. Monospot test (Test di Paul-Bunnell): Un test rapido che ricerca gli anticorpi eterofili prodotti durante l'infezione da EBV. È molto specifico negli adulti, ma può dare falsi negativi nella prima settimana di malattia o nei bambini piccoli.
  3. Sierologia specifica per EBV: Se il Monospot è negativo ma il sospetto clinico rimane alto, si ricercano anticorpi specifici contro le proteine del virus:
    • VCA IgM: Indicano un'infezione acuta in corso.
    • VCA IgG: Indicano un'infezione avvenuta (recente o passata).
    • EBNA IgG: Compaiono solo dopo diverse settimane o mesi e indicano un'infezione pregressa.
  4. Test della funzionalità epatica: Un aumento delle transaminasi (AST e ALT) è comune e riflette il coinvolgimento del fegato, anche in assenza di sintomi epatici evidenti.
  5. Ecografia addominale: Può essere richiesta se si sospetta una splenomegalia significativa, per monitorare il rischio di rottura della milza.
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Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia antivirale specifica approvata per la mononucleosi infettiva in pazienti immunocompetenti. Il trattamento è prevalentemente di supporto e mirato alla gestione dei sintomi.

Le strategie terapeutiche includono:

  • Riposo: È il pilastro fondamentale della guarigione. Il corpo ha bisogno di energia per combattere il virus. Il riposo a letto è consigliato durante la fase febbrile, seguito da una graduale ripresa delle attività.
  • Idratazione: Bere molti liquidi (acqua, succhi, brodi) è essenziale per prevenire la disidratazione causata dalla febbre e per mantenere le mucose idratate.
  • Gestione del dolore e della febbre: L'uso di farmaci da banco come il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, aiuta a ridurre la febbre e ad alleviare il mal di gola. L'aspirina deve essere evitata nei bambini e negli adolescenti per il rischio di sindrome di Reye.
  • Gargarismi: Acqua tiepida e sale possono offrire un sollievo temporaneo per la gola infiammata.
  • Corticosteroidi: Non sono usati di routine, ma il medico può prescriverli in casi selezionati, come in presenza di una grave ostruzione delle vie aeree dovuta a tonsille eccessivamente gonfie o in caso di complicazioni ematologiche.

È fondamentale evitare l'uso di antibiotici come l'amoxicillina o l'ampicillina, a meno che non sia stata accertata una sovrainfezione batterica. In caso di mononucleosi, questi farmaci scatenano quasi sempre un eruzione cutanea pruriginosa che può essere confusa con un'allergia.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per la mononucleosi infettiva è generalmente eccellente. La maggior parte dei pazienti avverte un miglioramento significativo entro due o quattro settimane. La febbre e il mal di gola scompaiono solitamente per primi, mentre la linfoadenopatia e la splenomegalia possono richiedere un po' più di tempo per risolversi completamente.

Tuttavia, l'astenia (stanchezza) può persistere per diversi mesi, influenzando la capacità di studio o di lavoro. In rari casi, la stanchezza può evolvere in una sindrome da fatica cronica, sebbene il legame diretto con l'EBV sia ancora oggetto di studi.

La complicazione più temuta, sebbene rara (meno dell'1% dei casi), è la rottura della milza. Questa evenienza si verifica solitamente tra la seconda e la terza settimana di malattia e rappresenta un'emergenza medica. Per questo motivo, è tassativo evitare sport di contatto, sollevamento pesi o attività fisiche intense per almeno 3-4 settimane dall'inizio dei sintomi, o finché un medico non confermi che la milza è tornata alle dimensioni normali.

Altre complicazioni rare includono anemia emolitica, piastrinopenia, miocardite o complicazioni neurologiche come la sindrome di Guillain-Barré, che richiedono un monitoraggio ospedaliero.

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Prevenzione

Poiché non esiste ancora un vaccino disponibile contro il virus di Epstein-Barr, la prevenzione si basa esclusivamente su norme igieniche e comportamentali. Dato che il virus può essere escreto nella saliva per mesi dopo la guarigione clinica, e periodicamente per tutta la vita, la prevenzione assoluta è difficile.

Le raccomandazioni principali sono:

  • Evitare lo scambio di fluidi orali: Non condividere bicchieri, bottiglie, posate, piatti o spazzolini da denti con altre persone, specialmente se presentano sintomi influenzali.
  • Igiene delle mani: Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone aiuta a ridurre la trasmissione indiretta del virus.
  • Etichetta respiratoria: Coprire la bocca e il naso con il gomito o con un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce.
  • Pulizia delle superfici: Nelle scuole o negli asili, pulire regolarmente i giocattoli e le superfici che possono essere contaminate da saliva.
  • Distanziamento: Evitare baci e contatti stretti con persone che hanno una diagnosi recente di mononucleosi fino alla completa scomparsa dei sintomi.
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Quando Consultare un Medico

Sebbene la mononucleosi possa essere gestita a casa nella maggior parte dei casi, è fondamentale rivolgersi a un medico se si sospetta l'infezione per ottenere una diagnosi corretta e monitorare il decorso.

È necessario consultare urgentemente un medico o recarsi in pronto soccorso se compaiono i seguenti segnali di allarme:

  • Dolore addominale improvviso e acuto: Specialmente se localizzato nella parte superiore sinistra dell'addome (possibile segno di rottura della milza).
  • Difficoltà respiratorie: Sensazione di fiato corto o respiro rumoroso (stridore), che può indicare un'ostruzione delle vie aeree dovuta al gonfiore delle tonsille.
  • Difficoltà a deglutire severa: Impossibilità di bere liquidi o deglutire la propria saliva.
  • Febbre persistente: Se la febbre non accenna a diminuire dopo due settimane o se diventa estremamente alta.
  • Segni di ittero: Pelle o occhi gialli.
  • Debolezza estrema o svenimenti: Segni di possibile anemia o altre complicazioni sistemiche.
  • Cambiamenti neurologici: Forte mal di testa associato a rigidità nucale o confusione mentale.

Mononucleosi infettiva

Definizione

La mononucleosi infettiva è una sindrome clinica di origine virale, caratterizzata da una triade classica di sintomi: febbre, mal di gola e linfonodi ingrossati. Spesso soprannominata "malattia del bacio" a causa della sua principale modalità di trasmissione attraverso la saliva, questa patologia colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età. Dal punto di vista eziologico, la stragrande maggioranza dei casi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), un membro della famiglia degli Herpesvirus, sebbene quadri clinici simili possano essere scatenati da altri agenti patogeni.

Il termine "mononucleosi" deriva dall'osservazione microscopica del sangue dei pazienti affetti, che mostra un aumento significativo dei globuli bianchi mononucleati (linfociti), molti dei quali presentano un aspetto atipico o "attivato". Una volta contratto, il virus rimane latente nell'organismo per tutta la vita, annidandosi nei linfociti B, e può occasionalmente riattivarsi, solitamente senza causare sintomi evidenti nel soggetto sano, ma contribuendo alla diffusione del virus nella popolazione.

Sebbene nella maggior parte dei casi la mononucleosi infettiva si risolva spontaneamente senza complicazioni a lungo termine, la sua gestione richiede attenzione a causa del potenziale coinvolgimento di organi sistemici come la milza e il fegato. La comprensione della malattia è fondamentale per evitare diagnosi errate, specialmente per distinguerla da infezioni batteriche che richiederebbero trattamenti antibiotici, i quali potrebbero invece causare reazioni avverse nel paziente con mononucleosi.

Cause e Fattori di Rischio

L'agente eziologico principale della mononucleosi infettiva è il virus di Epstein-Barr (EBV), responsabile di circa il 90% dei casi clinici. Tuttavia, il codice ICD-11 1D81.Z si riferisce alla forma "non specificata", il che implica che la sindrome può essere causata anche da altri microrganismi che producono un quadro clinico sovrapponibile. Tra questi figurano il citomegalovirus (CMV), il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) durante la fase di sieroconversione acuta, il virus dell'epatite, la toxoplasmosi e, più raramente, il virus della rosolia.

La trasmissione avviene principalmente tramite il contatto diretto con la saliva di una persona infetta. Questo può accadere non solo attraverso il bacio, ma anche condividendo posate, bicchieri, spazzolini da denti o tramite l'esposizione a goccioline di saliva disperse con la tosse e gli starnuti. Il virus ha un periodo di incubazione insolitamente lungo, che varia dalle 4 alle 8 settimane; durante questo tempo, il soggetto è già infettivo ma non presenta ancora alcun segno della malattia.

I fattori di rischio principali includono:

  • Età: Gli adolescenti e i giovani adulti (15-25 anni) sono la fascia di popolazione più colpita, probabilmente a causa delle dinamiche sociali e dei contatti interpersonali stretti.
  • Ambienti affollati: Scuole, università e caserme militari facilitano la diffusione del virus.
  • Sistema immunitario compromesso: Sebbene la mononucleosi colpisca tipicamente individui sani, chi ha un sistema immunitario debole può sviluppare forme più gravi o croniche.

È importante notare che nei bambini piccoli l'infezione da EBV è spesso asintomatica o si manifesta come una lieve sindrome influenzale, motivo per cui molti adulti risultano sieropositivi al virus pur non ricordando di aver mai sofferto di mononucleosi.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della mononucleosi infettiva possono variare notevolmente da persona a persona, ma solitamente seguono un decorso che inizia con una fase prodromica di malessere generale. La triade sintomatologica classica emerge successivamente e può persistere per diverse settimane.

I sintomi più comuni includono:

  • Stanchezza estrema: È spesso il sintomo più invalidante e persistente. I pazienti riferiscono una spossatezza profonda che rende difficili le normali attività quotidiane e che può durare per mesi dopo la risoluzione dell'infezione acuta.
  • Febbre: Solitamente elevata (38-40°C), con picchi pomeridiani o serali, e può durare da 10 a 14 giorni.
  • Mal di gola severo: Spesso descritto come la peggiore faringite mai provata. Le tonsille appaiono gonfie, arrossate e frequentemente ricoperte da placche biancastre o grigiastre (essudato).
  • Linfonodi ingrossati: Il rigonfiamento interessa tipicamente i linfonodi del collo (catena cervicale posteriore), ma può estendersi alle ascelle e all'inguine. I linfonodi sono generalmente dolenti al tatto.
  • Ingrossamento della milza: Presente in circa il 50% dei casi, può causare un senso di pienezza o dolore addominale nel quadrante superiore sinistro.
  • Ingrossamento del fegato: Può manifestarsi con una lieve dolenzia addominale e, in rari casi, con la comparsa di ittero (colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari).
  • Mal di testa e dolori muscolari: Sintomi sistemici comuni durante la fase febbrile.
  • Eruzione cutanea: Può comparire spontaneamente o, molto tipicamente, dopo l'assunzione errata di antibiotici come l'amoxicillina (reazione non allergica specifica della mononucleosi).
  • Gonfiore intorno agli occhi: Noto come segno di Hoagland, è un sintomo precoce e caratteristico, sebbene meno comune.
  • Perdita di appetito e nausea: Spesso correlate allo stato febbrile e al coinvolgimento epatico.

Diagnosi

La diagnosi di mononucleosi infettiva inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico cercherà segni di infiammazione faringea, linfoadenopatia e palperà l'addome per valutare le dimensioni di milza e fegato. Tuttavia, poiché i sintomi possono sovrapporsi a quelli di una faringite streptococcica o di altre infezioni virali, i test di laboratorio sono essenziali per la conferma.

Gli esami principali includono:

  1. Emocromo completo: È il primo campanello d'allarme. Si osserva tipicamente una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) con una prevalenza di linfociti (linfocitosi). La presenza di linfociti atipici (cellule di Downey) al microscopio è fortemente indicativa di mononucleosi.
  2. Monospot test (Test di Paul-Bunnell): Un test rapido che ricerca gli anticorpi eterofili prodotti durante l'infezione da EBV. È molto specifico negli adulti, ma può dare falsi negativi nella prima settimana di malattia o nei bambini piccoli.
  3. Sierologia specifica per EBV: Se il Monospot è negativo ma il sospetto clinico rimane alto, si ricercano anticorpi specifici contro le proteine del virus:
    • VCA IgM: Indicano un'infezione acuta in corso.
    • VCA IgG: Indicano un'infezione avvenuta (recente o passata).
    • EBNA IgG: Compaiono solo dopo diverse settimane o mesi e indicano un'infezione pregressa.
  4. Test della funzionalità epatica: Un aumento delle transaminasi (AST e ALT) è comune e riflette il coinvolgimento del fegato, anche in assenza di sintomi epatici evidenti.
  5. Ecografia addominale: Può essere richiesta se si sospetta una splenomegalia significativa, per monitorare il rischio di rottura della milza.

Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia antivirale specifica approvata per la mononucleosi infettiva in pazienti immunocompetenti. Il trattamento è prevalentemente di supporto e mirato alla gestione dei sintomi.

Le strategie terapeutiche includono:

  • Riposo: È il pilastro fondamentale della guarigione. Il corpo ha bisogno di energia per combattere il virus. Il riposo a letto è consigliato durante la fase febbrile, seguito da una graduale ripresa delle attività.
  • Idratazione: Bere molti liquidi (acqua, succhi, brodi) è essenziale per prevenire la disidratazione causata dalla febbre e per mantenere le mucose idratate.
  • Gestione del dolore e della febbre: L'uso di farmaci da banco come il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, aiuta a ridurre la febbre e ad alleviare il mal di gola. L'aspirina deve essere evitata nei bambini e negli adolescenti per il rischio di sindrome di Reye.
  • Gargarismi: Acqua tiepida e sale possono offrire un sollievo temporaneo per la gola infiammata.
  • Corticosteroidi: Non sono usati di routine, ma il medico può prescriverli in casi selezionati, come in presenza di una grave ostruzione delle vie aeree dovuta a tonsille eccessivamente gonfie o in caso di complicazioni ematologiche.

È fondamentale evitare l'uso di antibiotici come l'amoxicillina o l'ampicillina, a meno che non sia stata accertata una sovrainfezione batterica. In caso di mononucleosi, questi farmaci scatenano quasi sempre un eruzione cutanea pruriginosa che può essere confusa con un'allergia.

Prognosi e Decorso

La prognosi per la mononucleosi infettiva è generalmente eccellente. La maggior parte dei pazienti avverte un miglioramento significativo entro due o quattro settimane. La febbre e il mal di gola scompaiono solitamente per primi, mentre la linfoadenopatia e la splenomegalia possono richiedere un po' più di tempo per risolversi completamente.

Tuttavia, l'astenia (stanchezza) può persistere per diversi mesi, influenzando la capacità di studio o di lavoro. In rari casi, la stanchezza può evolvere in una sindrome da fatica cronica, sebbene il legame diretto con l'EBV sia ancora oggetto di studi.

La complicazione più temuta, sebbene rara (meno dell'1% dei casi), è la rottura della milza. Questa evenienza si verifica solitamente tra la seconda e la terza settimana di malattia e rappresenta un'emergenza medica. Per questo motivo, è tassativo evitare sport di contatto, sollevamento pesi o attività fisiche intense per almeno 3-4 settimane dall'inizio dei sintomi, o finché un medico non confermi che la milza è tornata alle dimensioni normali.

Altre complicazioni rare includono anemia emolitica, piastrinopenia, miocardite o complicazioni neurologiche come la sindrome di Guillain-Barré, che richiedono un monitoraggio ospedaliero.

Prevenzione

Poiché non esiste ancora un vaccino disponibile contro il virus di Epstein-Barr, la prevenzione si basa esclusivamente su norme igieniche e comportamentali. Dato che il virus può essere escreto nella saliva per mesi dopo la guarigione clinica, e periodicamente per tutta la vita, la prevenzione assoluta è difficile.

Le raccomandazioni principali sono:

  • Evitare lo scambio di fluidi orali: Non condividere bicchieri, bottiglie, posate, piatti o spazzolini da denti con altre persone, specialmente se presentano sintomi influenzali.
  • Igiene delle mani: Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone aiuta a ridurre la trasmissione indiretta del virus.
  • Etichetta respiratoria: Coprire la bocca e il naso con il gomito o con un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce.
  • Pulizia delle superfici: Nelle scuole o negli asili, pulire regolarmente i giocattoli e le superfici che possono essere contaminate da saliva.
  • Distanziamento: Evitare baci e contatti stretti con persone che hanno una diagnosi recente di mononucleosi fino alla completa scomparsa dei sintomi.

Quando Consultare un Medico

Sebbene la mononucleosi possa essere gestita a casa nella maggior parte dei casi, è fondamentale rivolgersi a un medico se si sospetta l'infezione per ottenere una diagnosi corretta e monitorare il decorso.

È necessario consultare urgentemente un medico o recarsi in pronto soccorso se compaiono i seguenti segnali di allarme:

  • Dolore addominale improvviso e acuto: Specialmente se localizzato nella parte superiore sinistra dell'addome (possibile segno di rottura della milza).
  • Difficoltà respiratorie: Sensazione di fiato corto o respiro rumoroso (stridore), che può indicare un'ostruzione delle vie aeree dovuta al gonfiore delle tonsille.
  • Difficoltà a deglutire severa: Impossibilità di bere liquidi o deglutire la propria saliva.
  • Febbre persistente: Se la febbre non accenna a diminuire dopo due settimane o se diventa estremamente alta.
  • Segni di ittero: Pelle o occhi gialli.
  • Debolezza estrema o svenimenti: Segni di possibile anemia o altre complicazioni sistemiche.
  • Cambiamenti neurologici: Forte mal di testa associato a rigidità nucale o confusione mentale.
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