Sindrome da febbre grave con trombocitopenia (SFTS)
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La Sindrome da febbre grave con trombocitopenia (nota a livello internazionale con l'acronimo SFTS, dall'inglese Severe Fever with Thrombocytopenia Syndrome) è una malattia infettiva emergente di origine virale, identificata per la prima volta in Cina nel 2009. Si tratta di una febbre emorragica causata da un virus appartenente alla famiglia Phenuiviridae, genere Bandavirus, denominato SFTSV (o Dabie bandavirus).
Questa patologia è caratterizzata clinicamente da un esordio improvviso con febbre alta, una marcata riduzione delle piastrine (trombocitopenia) e una contestuale diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia). Sebbene sia stata inizialmente localizzata in aree rurali della Cina centrale e orientale, la malattia è stata successivamente diagnosticata con frequenza crescente anche in Giappone, Corea del Sud e, più recentemente, in altre aree del Sud-est asiatico, diventando una preoccupazione significativa per la salute pubblica globale a causa del suo elevato tasso di mortalità, che può variare dal 12% al 30% a seconda delle casistiche e della tempestività delle cure.
Dal punto di vista fisiopatologico, il virus SFTSV attacca principalmente le cellule del sistema immunitario, in particolare i macrofagi e le cellule dendritiche, scatenando una risposta infiammatoria sistemica incontrollata, spesso descritta come "tempesta di citochine". Questo processo porta a danni vascolari diffusi e a una progressiva compromissione della funzionalità di organi vitali come il fegato e i reni.
Cause e Fattori di Rischio
L'agente eziologico della sindrome è il virus SFTSV, un virus a RNA a singolo filamento. La trasmissione principale all'uomo avviene tramite il morso di zecche infette, in particolare la specie Haemaphysalis longicornis (nota come zecca asiatica a corna lunghe), che funge sia da serbatoio che da vettore principale. Tuttavia, altre specie di zecche, come Rhipicephalus microplus e Dermacentor variabilis, sono state identificate come potenziali vettori.
Oltre alla trasmissione mediata da vettori, è stata ampiamente documentata la trasmissione interumana. Questa avviene solitamente attraverso il contatto diretto con il sangue, le secrezioni o i fluidi corporei di un paziente infetto, rendendo il personale sanitario e i familiari dei malati soggetti ad alto rischio, specialmente in assenza di adeguate misure di protezione individuale. Non è esclusa, sebbene meno comune, la trasmissione da animali domestici o da allevamento (come gatti, cani o pecore) che possono contrarre il virus e trasmetterlo ai proprietari tramite contatto stretto o parassiti comuni.
I principali fattori di rischio includono:
- Attività all'aperto: Agricoltori, escursionisti e persone che vivono o lavorano in aree rurali, boscose o collinari durante i mesi caldi (da marzo a novembre, con picchi tra maggio e luglio).
- Età avanzata: Gli individui sopra i 60 anni mostrano una suscettibilità molto più elevata a forme gravi della malattia e un rischio di decesso significativamente superiore, probabilmente a causa dell'immunosenescenza e della presenza di comorbidità.
- Contatto con animali: La gestione di bestiame o animali domestici che circolano in aree infestate da zecche aumenta la probabilità di esposizione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il decorso clinico della SFTS è generalmente suddiviso in quattro fasi distinte: incubazione, fase febbrile, fase di insufficienza multiorgano e fase di convalescenza.
Fase di Incubazione
Ha una durata variabile, solitamente compresa tra i 5 e i 14 giorni dopo il morso della zecca o il contatto con sangue infetto.
Fase Febbrile
Questa fase dura tipicamente da 3 a 7 giorni ed è caratterizzata da un esordio brusco. I sintomi principali includono:
- Febbre alta persistente (spesso superiore a 39°C).
- Marcata stanchezza estrema e malessere generale.
- Sintomi gastrointestinali severi come nausea, vomito, diarrea profusa e dolore all'addome.
- Cefalea intensa e dolori muscolari diffusi.
- Linfonodi ingrossati, specialmente a livello inguinale o cervicale, che risultano dolenti alla palpazione.
Fase di Insufficienza Multiorgano
Nei casi gravi, tra il 7° e il 13° giorno, la malattia può progredire rapidamente. In questa fase si osservano:
- Segni di sanguinamenti, che possono manifestarsi come petecchie cutanee, gengivorragia o sanguinamenti gastrointestinali.
- Sintomi neurologici preoccupanti come confusione mentale, convulsioni e, nei casi estremi, il coma.
- Segni di insufficienza epatica (evidenziata da ittero e alterazione dei test di funzionalità) e insufficienza renale (con riduzione della produzione di urina).
- Alterazioni cardiache come la frequenza cardiaca rallentata.
Fase di Convalescenza
I pazienti che superano la fase critica iniziano una lenta guarigione. La febbre scompare e i parametri ematologici (piastrine e globuli bianchi) tornano gradualmente alla normalità, sebbene la debolezza possa persistere per diverse settimane.
Diagnosi
La diagnosi di SFTS richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente in pazienti che presentano febbre e piastrinopenia dopo essere stati in aree endemiche. Il percorso diagnostico si articola in:
- Anamnesi e Valutazione Clinica: Il medico indagherà su recenti morsi di zecca, viaggi in zone a rischio o contatti con persone malate.
- Esami di Laboratorio:
- Emocromo: Rivela quasi sempre trombocitopenia (spesso < 100.000/mm³) e leucopenia.
- Profilo Biochimico: Si osserva un innalzamento degli enzimi epatici (AST/ALT), della lattato deidrogenasi (LDH) e della creatinfosfochinasi (CPK).
- Esame delle urine: Può mostrare presenza di proteine o sangue nelle urine.
- Test Diagnostici Specifici:
- RT-PCR (Reazione a catena della polimerasi): È il metodo d'elezione per rilevare l'RNA virale nel sangue durante la fase acuta (primi 7-10 giorni).
- Sierologia (ELISA): Utilizzata per rilevare gli anticorpi IgM e IgG specifici contro il virus SFTSV. La sieroconversione o l'aumento del titolo anticorpale confermano la diagnosi.
- Isolamento Virale: Eseguito solo in laboratori di biosicurezza elevata (BSL-3).
La diagnosi differenziale deve escludere altre malattie trasmesse da zecche come l'anaplasmosi, la febbre emorragica di Crimea-Congo o patologie virali come l'epatite o la febbre dengue.
Trattamento e Terapie
Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico approvato e validato universalmente per la SFTS. La gestione del paziente è prevalentemente di supporto e deve essere effettuata in regime di ricovero ospedaliero, spesso in terapia intensiva per i casi critici.
Le strategie terapeutiche includono:
- Monitoraggio Intensivo: Controllo costante dei parametri vitali, della funzione renale ed epatica e dei livelli di coagulazione.
- Supporto Emodinamico: Somministrazione di liquidi per via endovenosa per mantenere l'idratazione e la pressione arteriosa.
- Trasfusioni: In caso di emorragie gravi o livelli di piastrine pericolosamente bassi, si ricorre alla trasfusione di piastrine o plasma fresco congelato.
- Terapia Antivirale Sperimentale: Sebbene l'efficacia della ribavirina sia controversa e non dimostrata in tutti gli studi, viene talvolta utilizzata. Nuovi farmaci come il favipiravir sono oggetto di studio e hanno mostrato risultati promettenti in alcuni trial clinici.
- Plasma Exchange (PEX): La plasmaferesi terapeutica è stata utilizzata con successo in alcuni pazienti critici per rimuovere le citochine infiammatorie e il carico virale dal sangue.
- Gestione delle Complicanze: Uso di antibiotici solo in caso di sovrainfezioni batteriche secondarie.
Prognosi e Decorso
La prognosi della SFTS è estremamente variabile. Molti pazienti presentano una forma lieve o moderata che si risolve con cure di supporto. Tuttavia, la progressione verso l'insufficienza multiorgano è un evento critico che avviene solitamente nella seconda settimana di malattia.
I fattori predittivi di una prognosi infausta includono:
- Età superiore ai 65 anni.
- Presenza di sintomi neurologici precoci (stato confusionale).
- Livelli estremamente elevati di carica virale nel sangue al momento del ricovero.
- Grave alterazione dei parametri della coagulazione (CID - Coagulazione Intravascolare Disseminata).
I sopravvissuti generalmente non presentano sequele a lungo termine, sebbene il recupero completo della forza fisica possa richiedere tempo.
Prevenzione
Non essendo disponibile un vaccino, la prevenzione si basa esclusivamente sulla riduzione del rischio di esposizione al virus e al vettore.
Protezione dalle Zecche
- Abbigliamento: Indossare abiti lunghi, di colore chiaro (per individuare facilmente le zecche) e infilare i pantaloni nelle calze quando si frequentano aree a rischio.
- Repellenti: Utilizzare prodotti a base di DEET o picaridina sulla pelle esposta e permetrina sugli indumenti.
- Controllo del corpo: Dopo attività all'aperto, ispezionare accuratamente il corpo e gli animali domestici. Rimuovere le zecche immediatamente con una pinzetta, evitando di schiacciarle.
Prevenzione in Ambito Sanitario
- Precauzioni Standard e da Contatto: Il personale medico deve utilizzare guanti, camici impermeabili, mascherine e protezioni oculari quando assiste pazienti con sospetta SFTS, specialmente durante procedure che possono generare aerosol o in presenza di sanguinamenti.
- Igiene: Lavaggio rigoroso delle mani e disinfezione delle superfici.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico o a una struttura di pronto soccorso se, entro due settimane da un soggiorno in aree rurali endemiche o dopo un morso di zecca accertato, si manifestano:
- Febbre alta improvvisa che non risponde ai comuni antipiretici.
- Stanchezza estrema inspiegabile.
- Vomito o diarrea persistenti.
- Comparsa di macchie rosse sulla pelle (petecchie) o lividi senza trauma.
- Senso di disorientamento o forte sonnolenza.
Informare sempre il personale sanitario di eventuali viaggi recenti o esposizioni a zecche è cruciale per permettere una diagnosi rapida e l'avvio delle terapie di supporto necessarie.
Sindrome da febbre grave con trombocitopenia (SFTS)
Definizione
La Sindrome da febbre grave con trombocitopenia (nota a livello internazionale con l'acronimo SFTS, dall'inglese Severe Fever with Thrombocytopenia Syndrome) è una malattia infettiva emergente di origine virale, identificata per la prima volta in Cina nel 2009. Si tratta di una febbre emorragica causata da un virus appartenente alla famiglia Phenuiviridae, genere Bandavirus, denominato SFTSV (o Dabie bandavirus).
Questa patologia è caratterizzata clinicamente da un esordio improvviso con febbre alta, una marcata riduzione delle piastrine (trombocitopenia) e una contestuale diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia). Sebbene sia stata inizialmente localizzata in aree rurali della Cina centrale e orientale, la malattia è stata successivamente diagnosticata con frequenza crescente anche in Giappone, Corea del Sud e, più recentemente, in altre aree del Sud-est asiatico, diventando una preoccupazione significativa per la salute pubblica globale a causa del suo elevato tasso di mortalità, che può variare dal 12% al 30% a seconda delle casistiche e della tempestività delle cure.
Dal punto di vista fisiopatologico, il virus SFTSV attacca principalmente le cellule del sistema immunitario, in particolare i macrofagi e le cellule dendritiche, scatenando una risposta infiammatoria sistemica incontrollata, spesso descritta come "tempesta di citochine". Questo processo porta a danni vascolari diffusi e a una progressiva compromissione della funzionalità di organi vitali come il fegato e i reni.
Cause e Fattori di Rischio
L'agente eziologico della sindrome è il virus SFTSV, un virus a RNA a singolo filamento. La trasmissione principale all'uomo avviene tramite il morso di zecche infette, in particolare la specie Haemaphysalis longicornis (nota come zecca asiatica a corna lunghe), che funge sia da serbatoio che da vettore principale. Tuttavia, altre specie di zecche, come Rhipicephalus microplus e Dermacentor variabilis, sono state identificate come potenziali vettori.
Oltre alla trasmissione mediata da vettori, è stata ampiamente documentata la trasmissione interumana. Questa avviene solitamente attraverso il contatto diretto con il sangue, le secrezioni o i fluidi corporei di un paziente infetto, rendendo il personale sanitario e i familiari dei malati soggetti ad alto rischio, specialmente in assenza di adeguate misure di protezione individuale. Non è esclusa, sebbene meno comune, la trasmissione da animali domestici o da allevamento (come gatti, cani o pecore) che possono contrarre il virus e trasmetterlo ai proprietari tramite contatto stretto o parassiti comuni.
I principali fattori di rischio includono:
- Attività all'aperto: Agricoltori, escursionisti e persone che vivono o lavorano in aree rurali, boscose o collinari durante i mesi caldi (da marzo a novembre, con picchi tra maggio e luglio).
- Età avanzata: Gli individui sopra i 60 anni mostrano una suscettibilità molto più elevata a forme gravi della malattia e un rischio di decesso significativamente superiore, probabilmente a causa dell'immunosenescenza e della presenza di comorbidità.
- Contatto con animali: La gestione di bestiame o animali domestici che circolano in aree infestate da zecche aumenta la probabilità di esposizione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il decorso clinico della SFTS è generalmente suddiviso in quattro fasi distinte: incubazione, fase febbrile, fase di insufficienza multiorgano e fase di convalescenza.
Fase di Incubazione
Ha una durata variabile, solitamente compresa tra i 5 e i 14 giorni dopo il morso della zecca o il contatto con sangue infetto.
Fase Febbrile
Questa fase dura tipicamente da 3 a 7 giorni ed è caratterizzata da un esordio brusco. I sintomi principali includono:
- Febbre alta persistente (spesso superiore a 39°C).
- Marcata stanchezza estrema e malessere generale.
- Sintomi gastrointestinali severi come nausea, vomito, diarrea profusa e dolore all'addome.
- Cefalea intensa e dolori muscolari diffusi.
- Linfonodi ingrossati, specialmente a livello inguinale o cervicale, che risultano dolenti alla palpazione.
Fase di Insufficienza Multiorgano
Nei casi gravi, tra il 7° e il 13° giorno, la malattia può progredire rapidamente. In questa fase si osservano:
- Segni di sanguinamenti, che possono manifestarsi come petecchie cutanee, gengivorragia o sanguinamenti gastrointestinali.
- Sintomi neurologici preoccupanti come confusione mentale, convulsioni e, nei casi estremi, il coma.
- Segni di insufficienza epatica (evidenziata da ittero e alterazione dei test di funzionalità) e insufficienza renale (con riduzione della produzione di urina).
- Alterazioni cardiache come la frequenza cardiaca rallentata.
Fase di Convalescenza
I pazienti che superano la fase critica iniziano una lenta guarigione. La febbre scompare e i parametri ematologici (piastrine e globuli bianchi) tornano gradualmente alla normalità, sebbene la debolezza possa persistere per diverse settimane.
Diagnosi
La diagnosi di SFTS richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente in pazienti che presentano febbre e piastrinopenia dopo essere stati in aree endemiche. Il percorso diagnostico si articola in:
- Anamnesi e Valutazione Clinica: Il medico indagherà su recenti morsi di zecca, viaggi in zone a rischio o contatti con persone malate.
- Esami di Laboratorio:
- Emocromo: Rivela quasi sempre trombocitopenia (spesso < 100.000/mm³) e leucopenia.
- Profilo Biochimico: Si osserva un innalzamento degli enzimi epatici (AST/ALT), della lattato deidrogenasi (LDH) e della creatinfosfochinasi (CPK).
- Esame delle urine: Può mostrare presenza di proteine o sangue nelle urine.
- Test Diagnostici Specifici:
- RT-PCR (Reazione a catena della polimerasi): È il metodo d'elezione per rilevare l'RNA virale nel sangue durante la fase acuta (primi 7-10 giorni).
- Sierologia (ELISA): Utilizzata per rilevare gli anticorpi IgM e IgG specifici contro il virus SFTSV. La sieroconversione o l'aumento del titolo anticorpale confermano la diagnosi.
- Isolamento Virale: Eseguito solo in laboratori di biosicurezza elevata (BSL-3).
La diagnosi differenziale deve escludere altre malattie trasmesse da zecche come l'anaplasmosi, la febbre emorragica di Crimea-Congo o patologie virali come l'epatite o la febbre dengue.
Trattamento e Terapie
Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico approvato e validato universalmente per la SFTS. La gestione del paziente è prevalentemente di supporto e deve essere effettuata in regime di ricovero ospedaliero, spesso in terapia intensiva per i casi critici.
Le strategie terapeutiche includono:
- Monitoraggio Intensivo: Controllo costante dei parametri vitali, della funzione renale ed epatica e dei livelli di coagulazione.
- Supporto Emodinamico: Somministrazione di liquidi per via endovenosa per mantenere l'idratazione e la pressione arteriosa.
- Trasfusioni: In caso di emorragie gravi o livelli di piastrine pericolosamente bassi, si ricorre alla trasfusione di piastrine o plasma fresco congelato.
- Terapia Antivirale Sperimentale: Sebbene l'efficacia della ribavirina sia controversa e non dimostrata in tutti gli studi, viene talvolta utilizzata. Nuovi farmaci come il favipiravir sono oggetto di studio e hanno mostrato risultati promettenti in alcuni trial clinici.
- Plasma Exchange (PEX): La plasmaferesi terapeutica è stata utilizzata con successo in alcuni pazienti critici per rimuovere le citochine infiammatorie e il carico virale dal sangue.
- Gestione delle Complicanze: Uso di antibiotici solo in caso di sovrainfezioni batteriche secondarie.
Prognosi e Decorso
La prognosi della SFTS è estremamente variabile. Molti pazienti presentano una forma lieve o moderata che si risolve con cure di supporto. Tuttavia, la progressione verso l'insufficienza multiorgano è un evento critico che avviene solitamente nella seconda settimana di malattia.
I fattori predittivi di una prognosi infausta includono:
- Età superiore ai 65 anni.
- Presenza di sintomi neurologici precoci (stato confusionale).
- Livelli estremamente elevati di carica virale nel sangue al momento del ricovero.
- Grave alterazione dei parametri della coagulazione (CID - Coagulazione Intravascolare Disseminata).
I sopravvissuti generalmente non presentano sequele a lungo termine, sebbene il recupero completo della forza fisica possa richiedere tempo.
Prevenzione
Non essendo disponibile un vaccino, la prevenzione si basa esclusivamente sulla riduzione del rischio di esposizione al virus e al vettore.
Protezione dalle Zecche
- Abbigliamento: Indossare abiti lunghi, di colore chiaro (per individuare facilmente le zecche) e infilare i pantaloni nelle calze quando si frequentano aree a rischio.
- Repellenti: Utilizzare prodotti a base di DEET o picaridina sulla pelle esposta e permetrina sugli indumenti.
- Controllo del corpo: Dopo attività all'aperto, ispezionare accuratamente il corpo e gli animali domestici. Rimuovere le zecche immediatamente con una pinzetta, evitando di schiacciarle.
Prevenzione in Ambito Sanitario
- Precauzioni Standard e da Contatto: Il personale medico deve utilizzare guanti, camici impermeabili, mascherine e protezioni oculari quando assiste pazienti con sospetta SFTS, specialmente durante procedure che possono generare aerosol o in presenza di sanguinamenti.
- Igiene: Lavaggio rigoroso delle mani e disinfezione delle superfici.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico o a una struttura di pronto soccorso se, entro due settimane da un soggiorno in aree rurali endemiche o dopo un morso di zecca accertato, si manifestano:
- Febbre alta improvvisa che non risponde ai comuni antipiretici.
- Stanchezza estrema inspiegabile.
- Vomito o diarrea persistenti.
- Comparsa di macchie rosse sulla pelle (petecchie) o lividi senza trauma.
- Senso di disorientamento o forte sonnolenza.
Informare sempre il personale sanitario di eventuali viaggi recenti o esposizioni a zecche è cruciale per permettere una diagnosi rapida e l'avvio delle terapie di supporto necessarie.


