Ascesso infettivo del sistema nervoso centrale, sede non specificata
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
L'ascesso infettivo del sistema nervoso centrale (SNC) è una condizione medica estremamente grave e potenzialmente letale, caratterizzata dalla formazione di una raccolta localizzata di materiale purulento (pus) all'interno del cervello o del midollo spinale. Questa patologia rappresenta una risposta infiammatoria focale a un'invasione di microrganismi patogeni, che porta alla distruzione del tessuto nervoso circostante e alla creazione di una cavità delimitata da una capsula fibrosa. Sebbene i progressi nelle tecniche di neuroimaging e nella terapia antibiotica abbiano ridotto significativamente la mortalità negli ultimi decenni, l'ascesso del SNC rimane un'emergenza medica che richiede un intervento tempestivo.
Il termine "sede non specificata" (codice ICD-11 1D03.Z) viene utilizzato quando la localizzazione precisa dell'ascesso all'interno delle strutture del sistema nervoso centrale non è definita al momento della diagnosi iniziale o nella documentazione clinica, pur essendo confermata la natura infettiva e occupante spazio della lesione. Un ascesso può svilupparsi nel parenchima cerebrale (ascesso cerebrale), nel cervelletto, nel tronco encefalico o, più raramente, nello spazio epidurale o subdurale del midollo spinale.
Il processo di formazione di un ascesso attraversa diverse fasi evolutive. Inizialmente si verifica una fase di cerebrite precoce, caratterizzata da un'infiammazione diffusa e dalla formazione di un edema (gonfiore) perilesionale. Successivamente, il centro della lesione va incontro a necrosi colliquativa, trasformandosi in pus. Nelle fasi finali, l'organismo tenta di isolare l'infezione formando una capsula di collagene che circonda il nucleo infetto. La comprensione di queste fasi è fondamentale per determinare l'approccio terapeutico più corretto.
Cause e Fattori di Rischio
Gli ascessi del sistema nervoso centrale sono causati da un'ampia varietà di microrganismi, tra cui batteri, funghi e, più raramente, parassiti o protozoi. La natura dell'agente patogeno dipende spesso dalla porta d'ingresso dell'infezione e dallo stato immunitario del paziente. I batteri più comunemente isolati includono specie di Streptococcus, Staphylococcus aureus, e batteri anaerobi. Nei pazienti immunocompromessi, è frequente riscontrare infezioni da funghi come Aspergillus o parassiti come il Toxoplasma gondii (causa della toxoplasmosi cerebrale).
Esistono tre vie principali attraverso le quali i patogeni raggiungono il sistema nervoso centrale:
- Diffusione per continuità: Questa è la causa più frequente (circa il 40-50% dei casi). L'infezione si diffonde da un sito adiacente infetto, come nel caso di una sinusite cronica, di una otite media o di una mastoidite. In questi casi, l'ascesso si localizza solitamente vicino al sito di origine (ad esempio, nel lobo temporale o nel cervelletto per le otiti).
- Diffusione ematogena (via sangue): I microrganismi viaggiano attraverso il flusso sanguigno da un focolaio infettivo distante. Le fonti comuni includono la polmonite, l'endocardite infettiva o infezioni addominali. Questi ascessi sono spesso multipli e si localizzano preferenzialmente nel territorio dell'arteria cerebrale media.
- Inoculazione diretta: Conseguente a traumi cranici penetranti o a procedure neurochirurgiche. In questi casi, i batteri presenti sulla pelle, come lo Staphylococcus aureus, vengono introdotti direttamente nel tessuto cerebrale.
I fattori di rischio che aumentano la suscettibilità allo sviluppo di un ascesso del SNC includono condizioni di immunodeficienza, come l'AIDS, il diabete non controllato, o l'uso di farmaci immunosoppressori dopo un trapianto d'organo. Anche le cardiopatie congenite cianogene (che permettono al sangue di bypassare il filtro polmonare) e le malformazioni arterovenose polmonari rappresentano importanti fattori di rischio, poiché facilitano il passaggio di batteri nel circolo sistemico e quindi al cervello.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La presentazione clinica di un ascesso del sistema nervoso centrale può essere estremamente variabile e spesso aspecifica, rendendo la diagnosi una sfida. I sintomi dipendono dalla localizzazione della lesione, dalle sue dimensioni, dalla velocità di crescita e dall'entità dell'edema circostante. La classica triade clinica composta da mal di testa, febbre e deficit neurologici focali è presente solo in circa il 20% dei pazienti.
Il sintomo più comune è la cefalea (presente in oltre il 70% dei casi), che spesso viene descritta come sorda, persistente e non responsiva ai comuni analgesici. La febbre è presente in meno della metà dei pazienti, il che può trarre in inganno il clinico escludendo erroneamente una causa infettiva. Con l'aumentare della pressione intracranica, possono comparire nausea e vomito a getto.
I deficit neurologici focali variano in base alla sede dell'ascesso:
- Se l'ascesso colpisce il lobo frontale, si possono osservare emiparesi (debolezza di un lato del corpo) o difficoltà nel linguaggio.
- Lesioni nel lobo occipitale possono causare perdita di parte del campo visivo.
- Un ascesso nel cervelletto può manifestarsi con mancanza di coordinazione e movimenti oculari involontari.
- La compressione dei nervi cranici può portare a visione doppia o debolezza facciale.
Circa il 25-35% dei pazienti presenta crisi epilettiche come sintomo d'esordio. Alterazioni dello stato mentale, che vanno dalla lieve sonnolenza eccessiva e confusione mentale fino al coma, indicano solitamente un aumento critico della pressione intracranica o un coinvolgimento diffuso. In alcuni casi, se l'infezione si diffonde alle meningi, può comparire rigidità nucale e sensibilità alla luce, simulando una meningite. Segni avanzati di ipertensione endocranica includono il gonfiore del disco ottico rilevabile all'esame del fondo oculare e la triade di Cushing (frequenza cardiaca rallentata, pressione alta e respiro irregolare).
Diagnosi
Il sospetto clinico di ascesso del SNC deve essere confermato rapidamente attraverso esami di neuroimaging. La Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto (gadolinio) è l'esame d'elezione (gold standard). La RM è superiore alla Tomografia Computerizzata (TC) nel rilevare le fasi precoci di cerebrite, nel distinguere l'ascesso da tumori cerebrali e nell'identificare ascessi multipli o di piccole dimensioni. Tipicamente, un ascesso maturo appare come una lesione con un centro necrotico e un "ring enhancement" (un anello luminoso di contrasto) che circonda la cavità.
La TC con contrasto rimane un'alternativa valida e più rapida, utile soprattutto in contesti di emergenza per escludere un effetto massa critico o un'emorragia. Tuttavia, la TC può risultare negativa nelle primissime fasi dell'infezione.
Gli esami di laboratorio includono l'emocromo, che può mostrare un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi), e la misurazione della Proteina C Reattiva (PCR) e della velocità di eritrosedimentazione (VES), che risultano spesso elevate. Le emocolture (colture del sangue) devono essere eseguite sempre, poiché possono identificare l'agente patogeno nel 20-30% dei casi, specialmente se l'origine è ematogena.
È fondamentale sottolineare che la puntura lombare è generalmente controindicata in presenza di un sospetto ascesso cerebrale o di una massa occupante spazio, a causa dell'elevato rischio di erniazione cerebrale (uno spostamento fatale del tessuto cerebrale dovuto alla differenza di pressione). La diagnosi definitiva e l'identificazione del patogeno avvengono spesso tramite l'aspirazione stereotassica del contenuto dell'ascesso, una procedura neurochirurgica mininvasiva guidata dalle immagini che permette di prelevare il pus per l'esame colturale e citologico.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dell'ascesso del sistema nervoso centrale è multidisciplinare e combina solitamente la terapia farmacologica con l'intervento chirurgico. L'obiettivo è eliminare l'infezione, ridurre l'effetto massa e trattare la fonte primaria del contagio.
Terapia Farmacologica: Non appena viene formulato il sospetto diagnostico, deve essere iniziata una terapia antibiotica empirica per via endovenosa. La scelta dei farmaci dipende dalla probabile fonte dell'infezione. Una combinazione comune include una cefalosporina di terza generazione (come il ceftriaxone), il metronidazolo (per coprire i batteri anaerobi) e spesso la vancomicina (per coprire lo Staphylococcus aureus resistente). Una volta isolato il microrganismo specifico tramite coltura, la terapia viene mirata. La durata del trattamento antibiotico è prolungata, solitamente dalle 6 alle 8 settimane, per garantire la completa eradicazione del patogeno in un distretto dove la penetrazione dei farmaci è limitata dalla barriera emato-encefalica.
Intervento Chirurgico: La chirurgia è necessaria nella maggior parte dei casi, tranne che per ascessi molto piccoli (inferiori a 2 cm) o in fase di cerebrite iniziale. Le opzioni principali sono:
- Aspirazione stereotassica: È la tecnica preferita. Attraverso un piccolo foro nel cranio, un ago viene guidato con precisione millimetrica all'interno dell'ascesso per drenare il pus. Questo riduce immediatamente la pressione e fornisce campioni per il laboratorio.
- Craniotomia ed escissione: Consiste nella rimozione chirurgica completa della capsula dell'ascesso. Viene riservata a casi complessi, ascessi multiloculati, lesioni causate da funghi o quando l'aspirazione non ha avuto successo.
Terapie di Supporto: Per gestire l'edema cerebrale associato, possono essere prescritti corticosteroidi (come il desametasone), sebbene il loro uso sia limitato ai casi con significativo effetto massa per non interferire con l'azione degli antibiotici. Se il paziente presenta convulsioni, vengono somministrati farmaci anticonvulsivanti.
Prognosi e Decorso
La prognosi per un paziente con ascesso del sistema nervoso centrale è migliorata drasticamente: se negli anni '50 la mortalità superava il 40%, oggi si attesta tra il 5% e il 15%. Tuttavia, il decorso può essere lungo e complesso. La guarigione completa richiede mesi e il monitoraggio tramite RM seriali è indispensabile per confermare la risoluzione della lesione.
Molti sopravvissuti possono presentare sequele neurologiche a lungo termine. Circa il 30-50% dei pazienti sviluppa epilessia post-infettiva, che può richiedere una terapia farmacologica cronica. Altre possibili complicazioni includono deficit motori persistenti, disturbi cognitivi, difficoltà nel linguaggio o deficit visivi, a seconda della zona del cervello colpita. La rapidità dell'intervento è il fattore determinante per il successo: i pazienti che arrivano in ospedale in stato di coma hanno una prognosi significativamente peggiore rispetto a quelli che sono vigili al momento della diagnosi.
Prevenzione
La prevenzione degli ascessi del sistema nervoso centrale si basa principalmente sul trattamento tempestivo e adeguato delle infezioni che possono fungere da focolai primari. È essenziale non sottovalutare condizioni comuni come la sinusite, l'otite o le infezioni dentali, completando sempre i cicli antibiotici prescritti dal medico.
Per le persone con fattori di rischio noti, come le cardiopatie congenite, è fondamentale seguire i protocolli di profilassi antibiotica prima di procedure odontoiatriche o chirurgiche, per evitare che i batteri entrino nel circolo sanguigno. Una corretta igiene orale e controlli dentistici regolari riducono il rischio di batteriemie da patogeni del cavo orale. Infine, nei pazienti immunocompromessi, la gestione rigorosa della patologia di base e la profilassi contro infezioni opportunistiche (come nel caso della toxoplasmosi nei pazienti con HIV) sono pilastri fondamentali della prevenzione.
Quando Consultare un Medico
Un ascesso del sistema nervoso centrale è un'emergenza medica. È necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Un mal di testa improvviso, di intensità mai provata prima o che peggiora rapidamente.
- Comparsa di una crisi epilettica in un soggetto che non ne ha mai sofferto.
- Debolezza improvvisa o intorpidimento di un braccio, di una gamba o di un lato del viso (segni di emiparesi).
- Difficoltà a parlare, confusione o cambiamenti improvvisi della personalità.
- Febbre alta associata a forte dolore al collo o rigidità nucale.
- Visione doppia o perdita improvvisa della vista.
Non bisogna attendere che tutti i sintomi siano presenti; anche la comparsa di un singolo deficit neurologico associato a malessere generale richiede una valutazione medica urgente. La diagnosi precoce può fare la differenza tra una guarigione completa e la presenza di disabilità permanenti.
Ascesso infettivo del sistema nervoso centrale, sede non specificata
Definizione
L'ascesso infettivo del sistema nervoso centrale (SNC) è una condizione medica estremamente grave e potenzialmente letale, caratterizzata dalla formazione di una raccolta localizzata di materiale purulento (pus) all'interno del cervello o del midollo spinale. Questa patologia rappresenta una risposta infiammatoria focale a un'invasione di microrganismi patogeni, che porta alla distruzione del tessuto nervoso circostante e alla creazione di una cavità delimitata da una capsula fibrosa. Sebbene i progressi nelle tecniche di neuroimaging e nella terapia antibiotica abbiano ridotto significativamente la mortalità negli ultimi decenni, l'ascesso del SNC rimane un'emergenza medica che richiede un intervento tempestivo.
Il termine "sede non specificata" (codice ICD-11 1D03.Z) viene utilizzato quando la localizzazione precisa dell'ascesso all'interno delle strutture del sistema nervoso centrale non è definita al momento della diagnosi iniziale o nella documentazione clinica, pur essendo confermata la natura infettiva e occupante spazio della lesione. Un ascesso può svilupparsi nel parenchima cerebrale (ascesso cerebrale), nel cervelletto, nel tronco encefalico o, più raramente, nello spazio epidurale o subdurale del midollo spinale.
Il processo di formazione di un ascesso attraversa diverse fasi evolutive. Inizialmente si verifica una fase di cerebrite precoce, caratterizzata da un'infiammazione diffusa e dalla formazione di un edema (gonfiore) perilesionale. Successivamente, il centro della lesione va incontro a necrosi colliquativa, trasformandosi in pus. Nelle fasi finali, l'organismo tenta di isolare l'infezione formando una capsula di collagene che circonda il nucleo infetto. La comprensione di queste fasi è fondamentale per determinare l'approccio terapeutico più corretto.
Cause e Fattori di Rischio
Gli ascessi del sistema nervoso centrale sono causati da un'ampia varietà di microrganismi, tra cui batteri, funghi e, più raramente, parassiti o protozoi. La natura dell'agente patogeno dipende spesso dalla porta d'ingresso dell'infezione e dallo stato immunitario del paziente. I batteri più comunemente isolati includono specie di Streptococcus, Staphylococcus aureus, e batteri anaerobi. Nei pazienti immunocompromessi, è frequente riscontrare infezioni da funghi come Aspergillus o parassiti come il Toxoplasma gondii (causa della toxoplasmosi cerebrale).
Esistono tre vie principali attraverso le quali i patogeni raggiungono il sistema nervoso centrale:
- Diffusione per continuità: Questa è la causa più frequente (circa il 40-50% dei casi). L'infezione si diffonde da un sito adiacente infetto, come nel caso di una sinusite cronica, di una otite media o di una mastoidite. In questi casi, l'ascesso si localizza solitamente vicino al sito di origine (ad esempio, nel lobo temporale o nel cervelletto per le otiti).
- Diffusione ematogena (via sangue): I microrganismi viaggiano attraverso il flusso sanguigno da un focolaio infettivo distante. Le fonti comuni includono la polmonite, l'endocardite infettiva o infezioni addominali. Questi ascessi sono spesso multipli e si localizzano preferenzialmente nel territorio dell'arteria cerebrale media.
- Inoculazione diretta: Conseguente a traumi cranici penetranti o a procedure neurochirurgiche. In questi casi, i batteri presenti sulla pelle, come lo Staphylococcus aureus, vengono introdotti direttamente nel tessuto cerebrale.
I fattori di rischio che aumentano la suscettibilità allo sviluppo di un ascesso del SNC includono condizioni di immunodeficienza, come l'AIDS, il diabete non controllato, o l'uso di farmaci immunosoppressori dopo un trapianto d'organo. Anche le cardiopatie congenite cianogene (che permettono al sangue di bypassare il filtro polmonare) e le malformazioni arterovenose polmonari rappresentano importanti fattori di rischio, poiché facilitano il passaggio di batteri nel circolo sistemico e quindi al cervello.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La presentazione clinica di un ascesso del sistema nervoso centrale può essere estremamente variabile e spesso aspecifica, rendendo la diagnosi una sfida. I sintomi dipendono dalla localizzazione della lesione, dalle sue dimensioni, dalla velocità di crescita e dall'entità dell'edema circostante. La classica triade clinica composta da mal di testa, febbre e deficit neurologici focali è presente solo in circa il 20% dei pazienti.
Il sintomo più comune è la cefalea (presente in oltre il 70% dei casi), che spesso viene descritta come sorda, persistente e non responsiva ai comuni analgesici. La febbre è presente in meno della metà dei pazienti, il che può trarre in inganno il clinico escludendo erroneamente una causa infettiva. Con l'aumentare della pressione intracranica, possono comparire nausea e vomito a getto.
I deficit neurologici focali variano in base alla sede dell'ascesso:
- Se l'ascesso colpisce il lobo frontale, si possono osservare emiparesi (debolezza di un lato del corpo) o difficoltà nel linguaggio.
- Lesioni nel lobo occipitale possono causare perdita di parte del campo visivo.
- Un ascesso nel cervelletto può manifestarsi con mancanza di coordinazione e movimenti oculari involontari.
- La compressione dei nervi cranici può portare a visione doppia o debolezza facciale.
Circa il 25-35% dei pazienti presenta crisi epilettiche come sintomo d'esordio. Alterazioni dello stato mentale, che vanno dalla lieve sonnolenza eccessiva e confusione mentale fino al coma, indicano solitamente un aumento critico della pressione intracranica o un coinvolgimento diffuso. In alcuni casi, se l'infezione si diffonde alle meningi, può comparire rigidità nucale e sensibilità alla luce, simulando una meningite. Segni avanzati di ipertensione endocranica includono il gonfiore del disco ottico rilevabile all'esame del fondo oculare e la triade di Cushing (frequenza cardiaca rallentata, pressione alta e respiro irregolare).
Diagnosi
Il sospetto clinico di ascesso del SNC deve essere confermato rapidamente attraverso esami di neuroimaging. La Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto (gadolinio) è l'esame d'elezione (gold standard). La RM è superiore alla Tomografia Computerizzata (TC) nel rilevare le fasi precoci di cerebrite, nel distinguere l'ascesso da tumori cerebrali e nell'identificare ascessi multipli o di piccole dimensioni. Tipicamente, un ascesso maturo appare come una lesione con un centro necrotico e un "ring enhancement" (un anello luminoso di contrasto) che circonda la cavità.
La TC con contrasto rimane un'alternativa valida e più rapida, utile soprattutto in contesti di emergenza per escludere un effetto massa critico o un'emorragia. Tuttavia, la TC può risultare negativa nelle primissime fasi dell'infezione.
Gli esami di laboratorio includono l'emocromo, che può mostrare un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi), e la misurazione della Proteina C Reattiva (PCR) e della velocità di eritrosedimentazione (VES), che risultano spesso elevate. Le emocolture (colture del sangue) devono essere eseguite sempre, poiché possono identificare l'agente patogeno nel 20-30% dei casi, specialmente se l'origine è ematogena.
È fondamentale sottolineare che la puntura lombare è generalmente controindicata in presenza di un sospetto ascesso cerebrale o di una massa occupante spazio, a causa dell'elevato rischio di erniazione cerebrale (uno spostamento fatale del tessuto cerebrale dovuto alla differenza di pressione). La diagnosi definitiva e l'identificazione del patogeno avvengono spesso tramite l'aspirazione stereotassica del contenuto dell'ascesso, una procedura neurochirurgica mininvasiva guidata dalle immagini che permette di prelevare il pus per l'esame colturale e citologico.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dell'ascesso del sistema nervoso centrale è multidisciplinare e combina solitamente la terapia farmacologica con l'intervento chirurgico. L'obiettivo è eliminare l'infezione, ridurre l'effetto massa e trattare la fonte primaria del contagio.
Terapia Farmacologica: Non appena viene formulato il sospetto diagnostico, deve essere iniziata una terapia antibiotica empirica per via endovenosa. La scelta dei farmaci dipende dalla probabile fonte dell'infezione. Una combinazione comune include una cefalosporina di terza generazione (come il ceftriaxone), il metronidazolo (per coprire i batteri anaerobi) e spesso la vancomicina (per coprire lo Staphylococcus aureus resistente). Una volta isolato il microrganismo specifico tramite coltura, la terapia viene mirata. La durata del trattamento antibiotico è prolungata, solitamente dalle 6 alle 8 settimane, per garantire la completa eradicazione del patogeno in un distretto dove la penetrazione dei farmaci è limitata dalla barriera emato-encefalica.
Intervento Chirurgico: La chirurgia è necessaria nella maggior parte dei casi, tranne che per ascessi molto piccoli (inferiori a 2 cm) o in fase di cerebrite iniziale. Le opzioni principali sono:
- Aspirazione stereotassica: È la tecnica preferita. Attraverso un piccolo foro nel cranio, un ago viene guidato con precisione millimetrica all'interno dell'ascesso per drenare il pus. Questo riduce immediatamente la pressione e fornisce campioni per il laboratorio.
- Craniotomia ed escissione: Consiste nella rimozione chirurgica completa della capsula dell'ascesso. Viene riservata a casi complessi, ascessi multiloculati, lesioni causate da funghi o quando l'aspirazione non ha avuto successo.
Terapie di Supporto: Per gestire l'edema cerebrale associato, possono essere prescritti corticosteroidi (come il desametasone), sebbene il loro uso sia limitato ai casi con significativo effetto massa per non interferire con l'azione degli antibiotici. Se il paziente presenta convulsioni, vengono somministrati farmaci anticonvulsivanti.
Prognosi e Decorso
La prognosi per un paziente con ascesso del sistema nervoso centrale è migliorata drasticamente: se negli anni '50 la mortalità superava il 40%, oggi si attesta tra il 5% e il 15%. Tuttavia, il decorso può essere lungo e complesso. La guarigione completa richiede mesi e il monitoraggio tramite RM seriali è indispensabile per confermare la risoluzione della lesione.
Molti sopravvissuti possono presentare sequele neurologiche a lungo termine. Circa il 30-50% dei pazienti sviluppa epilessia post-infettiva, che può richiedere una terapia farmacologica cronica. Altre possibili complicazioni includono deficit motori persistenti, disturbi cognitivi, difficoltà nel linguaggio o deficit visivi, a seconda della zona del cervello colpita. La rapidità dell'intervento è il fattore determinante per il successo: i pazienti che arrivano in ospedale in stato di coma hanno una prognosi significativamente peggiore rispetto a quelli che sono vigili al momento della diagnosi.
Prevenzione
La prevenzione degli ascessi del sistema nervoso centrale si basa principalmente sul trattamento tempestivo e adeguato delle infezioni che possono fungere da focolai primari. È essenziale non sottovalutare condizioni comuni come la sinusite, l'otite o le infezioni dentali, completando sempre i cicli antibiotici prescritti dal medico.
Per le persone con fattori di rischio noti, come le cardiopatie congenite, è fondamentale seguire i protocolli di profilassi antibiotica prima di procedure odontoiatriche o chirurgiche, per evitare che i batteri entrino nel circolo sanguigno. Una corretta igiene orale e controlli dentistici regolari riducono il rischio di batteriemie da patogeni del cavo orale. Infine, nei pazienti immunocompromessi, la gestione rigorosa della patologia di base e la profilassi contro infezioni opportunistiche (come nel caso della toxoplasmosi nei pazienti con HIV) sono pilastri fondamentali della prevenzione.
Quando Consultare un Medico
Un ascesso del sistema nervoso centrale è un'emergenza medica. È necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Un mal di testa improvviso, di intensità mai provata prima o che peggiora rapidamente.
- Comparsa di una crisi epilettica in un soggetto che non ne ha mai sofferto.
- Debolezza improvvisa o intorpidimento di un braccio, di una gamba o di un lato del viso (segni di emiparesi).
- Difficoltà a parlare, confusione o cambiamenti improvvisi della personalità.
- Febbre alta associata a forte dolore al collo o rigidità nucale.
- Visione doppia o perdita improvvisa della vista.
Non bisogna attendere che tutti i sintomi siano presenti; anche la comparsa di un singolo deficit neurologico associato a malessere generale richiede una valutazione medica urgente. La diagnosi precoce può fare la differenza tra una guarigione completa e la presenza di disabilità permanenti.


