Altre forme specificate di pertosse

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

Le altre forme specificate di pertosse (codificate nell'ICD-11 come 1C12.Y) rappresentano un gruppo di infezioni respiratorie acute causate da batteri del genere Bordetella diversi dai principali agenti eziologici della pertosse classica (Bordetella pertussis) e della parapertosse (Bordetella parapertussis). Sebbene la presentazione clinica possa essere sovrapponibile a quella della pertosse tipica, queste varianti sono spesso causate da microrganismi come Bordetella holmesii o Bordetella bronchiseptica.

Queste patologie si manifestano con una sintomatologia respiratoria caratteristica, dominata da una tosse persistente e violenta. La distinzione tra le diverse forme di pertosse è fondamentale non solo dal punto di vista epidemiologico, ma anche per la gestione clinica, poiché la risposta ai vaccini tradizionali e la gravità del decorso possono variare significativamente a seconda del patogeno coinvolto. Nonostante siano meno comuni della forma classica, le "altre forme specificate" sono responsabili di focolai epidemici, specialmente tra adolescenti e adulti, e possono causare quadri clinici severi in soggetti vulnerabili.

Dal punto di vista fisiopatologico, questi batteri colonizzano l'epitelio ciliato delle vie respiratorie umane, producendo tossine che danneggiano le cellule e interferiscono con la clearance del muco. Questo processo porta all'infiammazione e alla tipica irritazione che scatena i parossismi di tosse. La comprensione di queste varianti è essenziale per evitare diagnosi errate e per implementare misure di controllo della salute pubblica adeguate.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali di questa condizione risiedono nell'infezione da parte di specie meno frequenti di Bordetella.

  1. Bordetella holmesii: identificata per la prima volta negli anni '90, questa specie è stata associata a sindromi simili alla pertosse, in particolare negli adolescenti e nei giovani adulti. È interessante notare che B. holmesii può anche causare infezioni invasive, come la batteriemia, specialmente in pazienti con asplenia o altre forme di immunodeficienza.
  2. Bordetella bronchiseptica: questo patogeno è noto principalmente in medicina veterinaria come causa della "tosse dei canili". Tuttavia, può trasmettersi all'uomo (zoonosi), colpendo prevalentemente individui immunocompromessi o persone a stretto contatto con animali infetti. In ambito umano, causa una bronchite cronica o una sindrome pertussoide.

I fattori di rischio includono:

  • Età: gli adolescenti e gli adulti sono spesso i più colpiti da B. holmesii, probabilmente a causa del calo dell'immunità conferita dalla vaccinazione infantile.
  • Stato immunitario: soggetti con sistema immunitario compromesso, affetti da HIV/AIDS o sottoposti a chemioterapia, sono a maggior rischio di contrarre forme atipiche e severe.
  • Contatto con animali: la vicinanza con cani, gatti o conigli infetti aumenta il rischio di contrarre B. bronchiseptica.
  • Mancata copertura vaccinale: sebbene il vaccino standard sia diretto contro B. pertussis, la mancanza di una protezione immunitaria generale facilita la circolazione di altre specie correlate.
  • Ambienti affollati: scuole, caserme e uffici facilitano la trasmissione per via aerea tramite goccioline respiratorie (droplets).
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico delle altre forme specificate di pertosse segue generalmente un decorso suddiviso in tre fasi, simile alla forma classica, sebbene i sintomi possano talvolta risultare più lievi o, al contrario, più persistenti.

Fase Catarrale (1-2 settimane)

Inizialmente, la malattia è indistinguibile da una comune infezione delle alte vie respiratorie. I sintomi includono:

  • Rinorrea (naso che cola).
  • Starnuti frequenti.
  • Febbricola (raramente la febbre è elevata).
  • Tosse lieve e occasionale.
  • Congiuntivite o arrossamento oculare.

Fase Parossistica (2-6 settimane)

È la fase caratteristica in cui la tosse diventa il sintomo dominante. Le manifestazioni includono:

  • Tosse parossistica: accessi di tosse violenta, rapida e ripetuta che impediscono la respirazione.
  • Stridore inspiratorio: il tipico "urlo" o fischio che si verifica quando il paziente tenta di inspirare profondamente alla fine di un attacco di tosse.
  • Vomito post-tussigeno: espulsione di cibo o muco subito dopo un attacco di tosse.
  • Apnea: brevi interruzioni del respiro, particolarmente pericolose nei neonati.
  • Cianosi: colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta alla mancanza di ossigeno durante i parossismi.
  • Emorragie sottocongiuntivali: rottura di piccoli capillari negli occhi a causa dello sforzo.
  • Epistassi (sangue dal naso).

Fase di Convalescenza (settimane o mesi)

La tosse diminuisce gradualmente di intensità e frequenza, ma il paziente può continuare a manifestare stanchezza estrema e irritabilità. In questa fase, eventuali nuove infezioni respiratorie possono far riemergere temporaneamente i parossismi di tosse.

In alcuni pazienti adulti, l'unico sintomo evidente può essere una tosse persistente che dura da più di due settimane, senza il classico "urlo" inspiratorio, rendendo la diagnosi clinica complessa.

4

Diagnosi

La diagnosi delle altre forme specificate di pertosse richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente quando la tosse dura da oltre 14 giorni. Poiché i sintomi sono sovrapponibili ad altre patologie come la bronchite o l'asma, i test di laboratorio sono essenziali.

  1. Reazione a Catena della Polimerasi (PCR): È il test d'elezione. Viene eseguito su un tampone nasofaringeo. La PCR è estremamente sensibile e può identificare il DNA batterico anche se il microrganismo non è più vitale. Tuttavia, è importante notare che alcuni test PCR per B. pertussis possono dare falsi positivi per B. holmesii a causa di sequenze genetiche comuni (come l'elemento d'inserzione IS481).
  2. Coltura Batterica: rappresenta il gold standard per la specificità, ma è difficile da eseguire. Le Bordetellae sono batteri esigenti che richiedono terreni di coltura specifici (come il terreno di Bordet-Gengou) e tempi di crescita lunghi (fino a 7-10 giorni). La sensibilità della coltura diminuisce drasticamente dopo le prime due settimane di sintomi o dopo l'inizio della terapia antibiotica.
  3. Sierologia: la ricerca di anticorpi (IgG o IgA) contro le tossine della Bordetella può essere utile nelle fasi tardive della malattia, quando la PCR e la coltura risultano negative. Tuttavia, l'interpretazione può essere complicata da vaccinazioni recenti.
  4. Esami del Sangue: un emocromo può mostrare una linfocitosi (aumento dei globuli bianchi linfociti), un segno classico della pertosse, sebbene sia meno frequente nelle infezioni da B. holmesii rispetto a B. pertussis.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento mira a ridurre la gravità dei sintomi, prevenire le complicanze e limitare la diffusione del batterio ad altri individui.

Terapia Antibiotica

Gli antibiotici sono più efficaci se somministrati precocemente (fase catarrale). Se iniziati tardi, non modificano significativamente il decorso della tosse, ma eliminano il batterio dalle secrezioni, rendendo il paziente non contagioso. I farmaci di scelta sono i macrolidi:

  • Azitromicina: solitamente somministrata per 3-5 giorni.
  • Claritromicina: somministrata per 7 giorni.
  • Eritromicina: meno usata oggi a causa degli effetti collaterali gastrointestinali.
  • Trimetoprim-Sulfametossazolo: un'alternativa valida per i pazienti allergici ai macrolidi.

Terapia di Supporto

Poiché la tosse può essere estremamente debilitante, sono necessari interventi di supporto:

  • Idratazione: bere molti liquidi per fluidificare il muco.
  • Umidificazione: L'uso di umidificatori può aiutare a lenire le vie respiratorie irritate.
  • Alimentazione: consumare pasti piccoli e frequenti per ridurre il rischio di vomito.
  • Evitare irritanti: fumo, profumi forti e polvere possono scatenare attacchi di tosse.

I sedativi della tosse e i mucolitici sono generalmente sconsigliati, poiché spesso inefficaci e potenzialmente rischiosi nei bambini piccoli.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per le altre forme specificate di pertosse è generalmente buona, specialmente negli adulti sani e negli adolescenti. Tuttavia, la malattia è nota per la sua lunga durata, guadagnandosi il soprannome di "tosse dei cento giorni".

Le possibili complicanze, dovute principalmente allo sforzo fisico dei parossismi, includono:

  • Ernie addominali o inguinali.
  • Fratture costali (negli adulti).
  • Polmonite secondaria (la complicanza più grave, specialmente negli anziani).
  • Encefalopatia (molto rara, dovuta all'ipossia durante gli attacchi).
  • Perdita di peso dovuta all'inappetenza e al vomito.
  • Disturbi del sonno gravi.

Nei neonati e nei soggetti con fibrosi cistica o altre patologie polmonari croniche, il decorso può essere molto più severo e richiedere l'ospedalizzazione per il monitoraggio respiratorio.

7

Prevenzione

La prevenzione delle altre forme specificate di pertosse presenta sfide uniche.

  1. Vaccinazione: il vaccino acellulare contro la pertosse (contenuto nel richiamo DTaP o Tdap) è progettato specificamente contro B. pertussis. Sebbene possa offrire una limitata protezione crociata contro altre specie di Bordetella, non è pienamente efficace contro B. holmesii o B. bronchiseptica. Tuttavia, mantenere aggiornato il calendario vaccinale rimane fondamentale per la protezione della comunità.
  2. Igiene Respiratoria: coprire la bocca e il naso durante la tosse o gli starnuti e lavare frequentemente le mani sono pratiche essenziali per ridurre la trasmissione.
  3. Profilassi Post-Esposizione: in caso di contatto stretto con un individuo infetto, il medico può prescrivere una terapia antibiotica preventiva ai familiari o ai contatti vulnerabili.
  4. Controllo Zoonotico: per prevenire l'infezione da B. bronchiseptica, è importante curare la salute degli animali domestici e mantenere una buona igiene dopo il contatto con essi.
8

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un professionista sanitario se:

  • La tosse dura da più di due settimane senza segni di miglioramento.
  • Si verificano attacchi di tosse seguiti da un suono stridulo o da vomito.
  • Il paziente presenta difficoltà respiratoria o respiro affannoso.
  • Compare cianosi (labbra o unghie bluastre) durante la tosse.
  • Si notano segni di disidratazione (bocca secca, riduzione della diuresi).
  • Il paziente è un neonato o un bambino piccolo con tosse persistente, anche in assenza di "urlo" inspiratorio.
  • Si sospetta un contatto con una persona affetta da pertosse confermata.

Un intervento tempestivo è cruciale per prevenire la diffusione del contagio e gestire le potenziali complicanze respiratorie.

Altre forme specificate di pertosse

Definizione

Le altre forme specificate di pertosse (codificate nell'ICD-11 come 1C12.Y) rappresentano un gruppo di infezioni respiratorie acute causate da batteri del genere Bordetella diversi dai principali agenti eziologici della pertosse classica (Bordetella pertussis) e della parapertosse (Bordetella parapertussis). Sebbene la presentazione clinica possa essere sovrapponibile a quella della pertosse tipica, queste varianti sono spesso causate da microrganismi come Bordetella holmesii o Bordetella bronchiseptica.

Queste patologie si manifestano con una sintomatologia respiratoria caratteristica, dominata da una tosse persistente e violenta. La distinzione tra le diverse forme di pertosse è fondamentale non solo dal punto di vista epidemiologico, ma anche per la gestione clinica, poiché la risposta ai vaccini tradizionali e la gravità del decorso possono variare significativamente a seconda del patogeno coinvolto. Nonostante siano meno comuni della forma classica, le "altre forme specificate" sono responsabili di focolai epidemici, specialmente tra adolescenti e adulti, e possono causare quadri clinici severi in soggetti vulnerabili.

Dal punto di vista fisiopatologico, questi batteri colonizzano l'epitelio ciliato delle vie respiratorie umane, producendo tossine che danneggiano le cellule e interferiscono con la clearance del muco. Questo processo porta all'infiammazione e alla tipica irritazione che scatena i parossismi di tosse. La comprensione di queste varianti è essenziale per evitare diagnosi errate e per implementare misure di controllo della salute pubblica adeguate.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali di questa condizione risiedono nell'infezione da parte di specie meno frequenti di Bordetella.

  1. Bordetella holmesii: identificata per la prima volta negli anni '90, questa specie è stata associata a sindromi simili alla pertosse, in particolare negli adolescenti e nei giovani adulti. È interessante notare che B. holmesii può anche causare infezioni invasive, come la batteriemia, specialmente in pazienti con asplenia o altre forme di immunodeficienza.
  2. Bordetella bronchiseptica: questo patogeno è noto principalmente in medicina veterinaria come causa della "tosse dei canili". Tuttavia, può trasmettersi all'uomo (zoonosi), colpendo prevalentemente individui immunocompromessi o persone a stretto contatto con animali infetti. In ambito umano, causa una bronchite cronica o una sindrome pertussoide.

I fattori di rischio includono:

  • Età: gli adolescenti e gli adulti sono spesso i più colpiti da B. holmesii, probabilmente a causa del calo dell'immunità conferita dalla vaccinazione infantile.
  • Stato immunitario: soggetti con sistema immunitario compromesso, affetti da HIV/AIDS o sottoposti a chemioterapia, sono a maggior rischio di contrarre forme atipiche e severe.
  • Contatto con animali: la vicinanza con cani, gatti o conigli infetti aumenta il rischio di contrarre B. bronchiseptica.
  • Mancata copertura vaccinale: sebbene il vaccino standard sia diretto contro B. pertussis, la mancanza di una protezione immunitaria generale facilita la circolazione di altre specie correlate.
  • Ambienti affollati: scuole, caserme e uffici facilitano la trasmissione per via aerea tramite goccioline respiratorie (droplets).

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico delle altre forme specificate di pertosse segue generalmente un decorso suddiviso in tre fasi, simile alla forma classica, sebbene i sintomi possano talvolta risultare più lievi o, al contrario, più persistenti.

Fase Catarrale (1-2 settimane)

Inizialmente, la malattia è indistinguibile da una comune infezione delle alte vie respiratorie. I sintomi includono:

  • Rinorrea (naso che cola).
  • Starnuti frequenti.
  • Febbricola (raramente la febbre è elevata).
  • Tosse lieve e occasionale.
  • Congiuntivite o arrossamento oculare.

Fase Parossistica (2-6 settimane)

È la fase caratteristica in cui la tosse diventa il sintomo dominante. Le manifestazioni includono:

  • Tosse parossistica: accessi di tosse violenta, rapida e ripetuta che impediscono la respirazione.
  • Stridore inspiratorio: il tipico "urlo" o fischio che si verifica quando il paziente tenta di inspirare profondamente alla fine di un attacco di tosse.
  • Vomito post-tussigeno: espulsione di cibo o muco subito dopo un attacco di tosse.
  • Apnea: brevi interruzioni del respiro, particolarmente pericolose nei neonati.
  • Cianosi: colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta alla mancanza di ossigeno durante i parossismi.
  • Emorragie sottocongiuntivali: rottura di piccoli capillari negli occhi a causa dello sforzo.
  • Epistassi (sangue dal naso).

Fase di Convalescenza (settimane o mesi)

La tosse diminuisce gradualmente di intensità e frequenza, ma il paziente può continuare a manifestare stanchezza estrema e irritabilità. In questa fase, eventuali nuove infezioni respiratorie possono far riemergere temporaneamente i parossismi di tosse.

In alcuni pazienti adulti, l'unico sintomo evidente può essere una tosse persistente che dura da più di due settimane, senza il classico "urlo" inspiratorio, rendendo la diagnosi clinica complessa.

Diagnosi

La diagnosi delle altre forme specificate di pertosse richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente quando la tosse dura da oltre 14 giorni. Poiché i sintomi sono sovrapponibili ad altre patologie come la bronchite o l'asma, i test di laboratorio sono essenziali.

  1. Reazione a Catena della Polimerasi (PCR): È il test d'elezione. Viene eseguito su un tampone nasofaringeo. La PCR è estremamente sensibile e può identificare il DNA batterico anche se il microrganismo non è più vitale. Tuttavia, è importante notare che alcuni test PCR per B. pertussis possono dare falsi positivi per B. holmesii a causa di sequenze genetiche comuni (come l'elemento d'inserzione IS481).
  2. Coltura Batterica: rappresenta il gold standard per la specificità, ma è difficile da eseguire. Le Bordetellae sono batteri esigenti che richiedono terreni di coltura specifici (come il terreno di Bordet-Gengou) e tempi di crescita lunghi (fino a 7-10 giorni). La sensibilità della coltura diminuisce drasticamente dopo le prime due settimane di sintomi o dopo l'inizio della terapia antibiotica.
  3. Sierologia: la ricerca di anticorpi (IgG o IgA) contro le tossine della Bordetella può essere utile nelle fasi tardive della malattia, quando la PCR e la coltura risultano negative. Tuttavia, l'interpretazione può essere complicata da vaccinazioni recenti.
  4. Esami del Sangue: un emocromo può mostrare una linfocitosi (aumento dei globuli bianchi linfociti), un segno classico della pertosse, sebbene sia meno frequente nelle infezioni da B. holmesii rispetto a B. pertussis.

Trattamento e Terapie

Il trattamento mira a ridurre la gravità dei sintomi, prevenire le complicanze e limitare la diffusione del batterio ad altri individui.

Terapia Antibiotica

Gli antibiotici sono più efficaci se somministrati precocemente (fase catarrale). Se iniziati tardi, non modificano significativamente il decorso della tosse, ma eliminano il batterio dalle secrezioni, rendendo il paziente non contagioso. I farmaci di scelta sono i macrolidi:

  • Azitromicina: solitamente somministrata per 3-5 giorni.
  • Claritromicina: somministrata per 7 giorni.
  • Eritromicina: meno usata oggi a causa degli effetti collaterali gastrointestinali.
  • Trimetoprim-Sulfametossazolo: un'alternativa valida per i pazienti allergici ai macrolidi.

Terapia di Supporto

Poiché la tosse può essere estremamente debilitante, sono necessari interventi di supporto:

  • Idratazione: bere molti liquidi per fluidificare il muco.
  • Umidificazione: L'uso di umidificatori può aiutare a lenire le vie respiratorie irritate.
  • Alimentazione: consumare pasti piccoli e frequenti per ridurre il rischio di vomito.
  • Evitare irritanti: fumo, profumi forti e polvere possono scatenare attacchi di tosse.

I sedativi della tosse e i mucolitici sono generalmente sconsigliati, poiché spesso inefficaci e potenzialmente rischiosi nei bambini piccoli.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le altre forme specificate di pertosse è generalmente buona, specialmente negli adulti sani e negli adolescenti. Tuttavia, la malattia è nota per la sua lunga durata, guadagnandosi il soprannome di "tosse dei cento giorni".

Le possibili complicanze, dovute principalmente allo sforzo fisico dei parossismi, includono:

  • Ernie addominali o inguinali.
  • Fratture costali (negli adulti).
  • Polmonite secondaria (la complicanza più grave, specialmente negli anziani).
  • Encefalopatia (molto rara, dovuta all'ipossia durante gli attacchi).
  • Perdita di peso dovuta all'inappetenza e al vomito.
  • Disturbi del sonno gravi.

Nei neonati e nei soggetti con fibrosi cistica o altre patologie polmonari croniche, il decorso può essere molto più severo e richiedere l'ospedalizzazione per il monitoraggio respiratorio.

Prevenzione

La prevenzione delle altre forme specificate di pertosse presenta sfide uniche.

  1. Vaccinazione: il vaccino acellulare contro la pertosse (contenuto nel richiamo DTaP o Tdap) è progettato specificamente contro B. pertussis. Sebbene possa offrire una limitata protezione crociata contro altre specie di Bordetella, non è pienamente efficace contro B. holmesii o B. bronchiseptica. Tuttavia, mantenere aggiornato il calendario vaccinale rimane fondamentale per la protezione della comunità.
  2. Igiene Respiratoria: coprire la bocca e il naso durante la tosse o gli starnuti e lavare frequentemente le mani sono pratiche essenziali per ridurre la trasmissione.
  3. Profilassi Post-Esposizione: in caso di contatto stretto con un individuo infetto, il medico può prescrivere una terapia antibiotica preventiva ai familiari o ai contatti vulnerabili.
  4. Controllo Zoonotico: per prevenire l'infezione da B. bronchiseptica, è importante curare la salute degli animali domestici e mantenere una buona igiene dopo il contatto con essi.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un professionista sanitario se:

  • La tosse dura da più di due settimane senza segni di miglioramento.
  • Si verificano attacchi di tosse seguiti da un suono stridulo o da vomito.
  • Il paziente presenta difficoltà respiratoria o respiro affannoso.
  • Compare cianosi (labbra o unghie bluastre) durante la tosse.
  • Si notano segni di disidratazione (bocca secca, riduzione della diuresi).
  • Il paziente è un neonato o un bambino piccolo con tosse persistente, anche in assenza di "urlo" inspiratorio.
  • Si sospetta un contatto con una persona affetta da pertosse confermata.

Un intervento tempestivo è cruciale per prevenire la diffusione del contagio e gestire le potenziali complicanze respiratorie.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.