Impetigine bollosa
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
L'impetigine bollosa è una variante clinica specifica dell'impetigine, una delle infezioni batteriche della pelle più comuni, che colpisce prevalentemente la popolazione pediatrica. A differenza della forma non bollosa (o crostosa), che rappresenta circa il 70% dei casi totali di impetigine, la variante bollosa è caratterizzata dalla formazione di grandi bolle superficiali e flaccide che tendono a rompersi facilmente. Questa condizione è causata esclusivamente dal batterio Staphylococcus aureus.
Dal punto di vista epidemiologico, l'impetigine bollosa si manifesta con maggiore frequenza nei neonati e nei bambini al di sotto dei due anni di età, sebbene possa colpire individui di qualsiasi fascia anagrafica, inclusi gli adulti immunocompromessi o coloro che vivono in condizioni di sovraffollamento. La malattia è altamente contagiosa e può diffondersi rapidamente attraverso il contatto diretto con le lesioni o tramite oggetti contaminati (fomiti), come asciugamani, giocattoli o indumenti.
La distinzione tra impetigine bollosa e non bollosa non è solo clinica ma anche fisiopatologica. Mentre la forma non bollosa può essere causata sia da Staphylococcus aureus che da Streptococcus pyogenes, la forma bollosa è il risultato diretto dell'azione di tossine specifiche prodotte dallo stafilococco. Queste tossine agiscono come "forbici molecolari", separando gli strati della pelle e portando alla formazione della caratteristica bolla. Sebbene possa apparire allarmante per i genitori a causa dell'aspetto delle lesioni, l'impetigine bollosa è generalmente una condizione benigna che, se trattata correttamente, si risolve senza lasciare cicatrici permanenti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa primaria dell'impetigine bollosa è l'infezione da parte di ceppi specifici di Staphylococcus aureus appartenenti al gruppo fagico II. Questi batteri producono due esotossine extracellulari note come tossina esfoliativa A (ETA) e tossina esfoliativa B (ETB). Il meccanismo d'azione di queste tossine è estremamente mirato: esse colpiscono la desmogleina 1, una proteina di adesione cellulare situata nei desmosomi dello strato granuloso dell'epidermide. Quando la desmogleina 1 viene scissa dalle tossine, le cellule della pelle perdono la loro coesione (un processo chiamato acantolisi), permettendo al fluido di accumularsi e formare le bolle.
Esistono diversi fattori che possono aumentare la suscettibilità di un individuo a sviluppare questa infezione:
- Età: I neonati e i bambini piccoli hanno un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo e una barriera cutanea più sottile, il che li rende bersagli ideali per lo stafilococco.
- Clima e Ambiente: L'impetigine bollosa è più comune nei climi caldi e umidi. L'umidità favorisce la proliferazione batterica sulla pelle e la sudorazione eccessiva può macerare lo strato corneo, facilitando l'ingresso dei patogeni.
- Lesioni Cutanee Preesistenti: Sebbene l'impetigine bollosa possa insorgere su pelle sana (impetigine primaria), spesso si sviluppa dove la barriera cutanea è già compromessa (impetigine secondaria o impetiginizzazione). Condizioni come la dermatite atopica, la scabbia, punture di insetti, abrasioni o piccole ustioni fungono da porta d'ingresso per i batteri.
- Igiene Personale: Una scarsa igiene o la condivisione di oggetti personali in ambienti comunitari (asili, scuole, palestre) facilita la trasmissione del batterio da un individuo all'altro.
- Stato Immunitario: Soggetti con diabete mellito, infezione da HIV o altre forme di immunodeficienza sono a maggior rischio di sviluppare forme più estese o ricorrenti della malattia.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico dell'impetigine bollosa è caratteristico e solitamente permette una diagnosi visiva immediata. Le lesioni compaiono tipicamente su aree del corpo normalmente coperte dai vestiti o in zone soggette a sfregamento, come il tronco, le ascelle, l'inguine e le estremità, a differenza della forma non bollosa che predilige il viso.
Le manifestazioni principali includono:
- Comparsa di vescicole: Inizialmente si formano piccole protuberanze piene di liquido che evolvono rapidamente in bolle più grandi.
- Formazione di bolle: Queste lesioni hanno un diametro che varia da 1 a 5 centimetri. Il contenuto è inizialmente un liquido chiaro o citrino, che col passare del tempo può diventare torbido o purulento.
- Fragilità delle lesioni: Le bolle sono superficiali e flaccide; tendono a rompersi spontaneamente entro 1-3 giorni, lasciando un'area di arrossamento cutaneo umida e denudata.
- Crosta a "colletto": Una volta rotta la bolla, il residuo della parete epidermica forma una sottile crosta brunastra o una scaglietta periferica che circonda la lesione, spesso descritta come un "colletto" di scaglie.
- Prurito: Le lesioni possono causare una sensazione di prurito fastidiosa, che spinge il paziente a grattarsi, favorendo l'autoinoculazione (diffusione dell'infezione in altre parti del corpo tramite le mani).
- Dolore localizzato: Sebbene meno comune rispetto ad altre infezioni cutanee, le aree denudate possono risultare dolenti o brucianti al tatto.
- Sintomi Sistemici: A differenza della forma non bollosa, l'impetigine bollosa può talvolta accompagnarsi a sintomi generali, specialmente nei neonati, come febbre, senso di malessere e diarrea.
- Linfadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi regionali è meno frequente nell'impetigine bollosa rispetto alla forma crostosa, ma può comunque verificarsi se l'infezione è estesa.
Le lesioni di solito non lasciano cicatrici, a meno che non si verifichi una sovrainfezione profonda o che il paziente non provochi traumi ripetuti grattandosi eccessivamente.
Diagnosi
La diagnosi di impetigine bollosa è prevalentemente clinica, basata sull'osservazione diretta delle lesioni caratteristiche da parte del medico o del dermatologo. La presenza di bolle flaccide e del tipico colletto di scaglie è spesso sufficiente per formulare il sospetto diagnostico.
Tuttavia, in alcuni casi, possono essere necessari approfondimenti:
- Esame colturale e antibiogramma: Viene prelevato un campione del liquido contenuto in una bolla integra o un tampone dalla base di una lesione appena rotta. Questo esame serve a confermare la presenza di Staphylococcus aureus e, soprattutto, a determinare la sensibilità del batterio agli antibiotici. Questo è fondamentale nei casi che non rispondono alla terapia iniziale, per escludere la presenza di ceppi resistenti come l'MRSA (Stafilococco aureo resistente alla meticillina).
- Colorazione di Gram: Un esame rapido al microscopio del fluido della bolla può rivelare la presenza di cocchi Gram-positivi disposti a grappolo, tipici dello stafilococco.
- Diagnosi Differenziale: Il medico deve distinguere l'impetigine bollosa da altre patologie cutanee che presentano bolle, tra cui:
- Sindrome della cute ustionata da stafilococco (SSSS): una forma sistemica molto più grave causata dalle stesse tossine, che colpisce ampie aree del corpo.
- Pemfigo volgare o pemfigoide bolloso: malattie autoimmuni bollose (rare nei bambini).
- Reazioni avverse ai farmaci (come la sindrome di Stevens-Johnson).
- Ustioni termiche o chimiche.
- Punture di insetti con reazione bollosa.
Trattamento e Terapie
L'obiettivo del trattamento è eliminare l'infezione, alleviare il disagio del paziente e prevenire la diffusione del batterio ad altre persone o ad altre parti del corpo.
Terapia Topica
Per i casi localizzati, con poche lesioni limitate a una piccola area, la terapia di scelta è l'applicazione di antibiotici topici. Prima dell'applicazione, è consigliabile pulire delicatamente l'area con acqua tiepida e sapone neutro o antisettici (come la clorexidina) per rimuovere eventuali croste.
- Mupirocina: Un unguento antibiotico molto efficace contro lo stafilococco, applicato solitamente tre volte al giorno per 5-7 giorni.
- Acido fusidico: Un'altra opzione topica comune con ottima penetrazione cutanea.
- Retapamulina: Un antibiotico di classe più recente indicato per il trattamento topico dell'impetigine.
Terapia Sistemica
Se l'infezione è diffusa, colpisce più aree del corpo, o se sono presenti sintomi sistemici come la febbre, è necessario ricorrere agli antibiotici orali. La scelta del farmaco dipende spesso dalla prevalenza locale di ceppi resistenti.
- Cefalosporine di prima generazione: Come la cefalexina, sono spesso il trattamento di prima linea.
- Penicilline resistenti alle penicillinasi: Come la dicloxacillina o la flucloxacillina.
- Macrolidi: Come l'azitromicina o la claritromicina, usati principalmente in pazienti allergici alla penicillina.
- Clindamicina o Trimetoprim-Sulfametossazolo: Utilizzati se si sospetta un'infezione da MRSA.
Misure Igieniche Complementari
Oltre ai farmaci, è essenziale seguire rigorose norme igieniche:
- Coprire le lesioni con garze sterili non aderenti per ridurre il rischio di contagio.
- Lavare regolarmente le mani con sapone disinfettante.
- Tagliare le unghie corte al bambino per evitare che il grattamento provochi ulteriori lesioni o infezioni secondarie.
- Lavare indumenti, asciugamani e lenzuola del paziente ad alte temperature (almeno 60°C) e separatamente da quelli degli altri membri della famiglia.
Prognosi e Decorso
La prognosi per l'impetigine bollosa è eccellente. Con un trattamento antibiotico appropriato, le lesioni iniziano a migliorare entro 48 ore e la guarigione completa avviene solitamente entro 7-10 giorni. Poiché l'infezione è molto superficiale e non coinvolge il derma profondo, le bolle guariscono senza lasciare cicatrici, sebbene possa persistere per qualche settimana una temporanea iperpigmentazione post-infiammatoria (macchie più scure) o ipopigmentazione (macchie più chiare), che svanisce spontaneamente.
Le complicazioni sono rare ma possibili se l'infezione non viene curata:
- Cellulite: L'infezione può diffondersi ai tessuti sottocutanei più profondi.
- Ectima: una forma ulcerativa più profonda di impetigine.
- Sindrome della cute ustionata da stafilococco: se le tossine entrano nel circolo ematico in grandi quantità, possono causare un'esfoliazione cutanea diffusa, una condizione che richiede l'ospedalizzazione immediata.
- Glomerulonefrite post-streptococcica: sebbene sia una complicazione classica dell'impetigine da streptococco (non bollosa), è estremamente rara nell'impetigine bollosa pura da stafilococco.
Prevenzione
Prevenire l'impetigine bollosa significa principalmente interrompere la catena del contagio e mantenere integra la barriera cutanea.
- Igiene delle mani: È la misura più efficace. Insegnare ai bambini a lavarsi le mani frequentemente, specialmente dopo essere tornati da scuola o dal parco giochi.
- Cura delle ferite: Pulire accuratamente ogni piccolo taglio, graffio o puntura di insetto con acqua e sapone e, se necessario, applicare una crema antisettica e coprire con un cerotto fino a guarigione.
- Gestione della dermatite: Nei bambini con dermatite atopica, è fondamentale mantenere la pelle ben idratata con emollienti per evitare fessurazioni che potrebbero infettarsi.
- Non condividere oggetti personali: Evitare lo scambio di asciugamani, rasoi, biancheria o attrezzature sportive.
- Isolamento temporaneo: I bambini affetti da impetigine bollosa dovrebbero rimanere a casa da scuola o dall'asilo fino a quando non sono più contagiosi, il che avviene solitamente dopo 24-48 ore dall'inizio di una terapia antibiotica efficace o quando le lesioni sono completamente asciutte e crostose.
Quando Consultare un Medico
È importante rivolgersi al pediatra o a un medico di medicina generale non appena si notano bolle sospette sulla pelle del bambino o di un adulto. Una diagnosi precoce permette di iniziare il trattamento rapidamente, riducendo il disagio e il rischio di contagio.
In particolare, è necessario consultare urgentemente un medico se:
- Le bolle si diffondono rapidamente a diverse parti del corpo.
- Il bambino presenta febbre alta o appare insolitamente stanco e irritabile.
- L'area intorno alle bolle diventa molto rossa, calda, gonfia e dolorante (segni di cellulite).
- Le lesioni non mostrano segni di miglioramento dopo 2-3 giorni di trattamento antibiotico.
- Si sviluppano nuove bolle nonostante la terapia in corso.
- Il liquido all'interno delle bolle diventa molto torbido o simile a pus denso.
Impetigine bollosa
Definizione
L'impetigine bollosa è una variante clinica specifica dell'impetigine, una delle infezioni batteriche della pelle più comuni, che colpisce prevalentemente la popolazione pediatrica. A differenza della forma non bollosa (o crostosa), che rappresenta circa il 70% dei casi totali di impetigine, la variante bollosa è caratterizzata dalla formazione di grandi bolle superficiali e flaccide che tendono a rompersi facilmente. Questa condizione è causata esclusivamente dal batterio Staphylococcus aureus.
Dal punto di vista epidemiologico, l'impetigine bollosa si manifesta con maggiore frequenza nei neonati e nei bambini al di sotto dei due anni di età, sebbene possa colpire individui di qualsiasi fascia anagrafica, inclusi gli adulti immunocompromessi o coloro che vivono in condizioni di sovraffollamento. La malattia è altamente contagiosa e può diffondersi rapidamente attraverso il contatto diretto con le lesioni o tramite oggetti contaminati (fomiti), come asciugamani, giocattoli o indumenti.
La distinzione tra impetigine bollosa e non bollosa non è solo clinica ma anche fisiopatologica. Mentre la forma non bollosa può essere causata sia da Staphylococcus aureus che da Streptococcus pyogenes, la forma bollosa è il risultato diretto dell'azione di tossine specifiche prodotte dallo stafilococco. Queste tossine agiscono come "forbici molecolari", separando gli strati della pelle e portando alla formazione della caratteristica bolla. Sebbene possa apparire allarmante per i genitori a causa dell'aspetto delle lesioni, l'impetigine bollosa è generalmente una condizione benigna che, se trattata correttamente, si risolve senza lasciare cicatrici permanenti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa primaria dell'impetigine bollosa è l'infezione da parte di ceppi specifici di Staphylococcus aureus appartenenti al gruppo fagico II. Questi batteri producono due esotossine extracellulari note come tossina esfoliativa A (ETA) e tossina esfoliativa B (ETB). Il meccanismo d'azione di queste tossine è estremamente mirato: esse colpiscono la desmogleina 1, una proteina di adesione cellulare situata nei desmosomi dello strato granuloso dell'epidermide. Quando la desmogleina 1 viene scissa dalle tossine, le cellule della pelle perdono la loro coesione (un processo chiamato acantolisi), permettendo al fluido di accumularsi e formare le bolle.
Esistono diversi fattori che possono aumentare la suscettibilità di un individuo a sviluppare questa infezione:
- Età: I neonati e i bambini piccoli hanno un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo e una barriera cutanea più sottile, il che li rende bersagli ideali per lo stafilococco.
- Clima e Ambiente: L'impetigine bollosa è più comune nei climi caldi e umidi. L'umidità favorisce la proliferazione batterica sulla pelle e la sudorazione eccessiva può macerare lo strato corneo, facilitando l'ingresso dei patogeni.
- Lesioni Cutanee Preesistenti: Sebbene l'impetigine bollosa possa insorgere su pelle sana (impetigine primaria), spesso si sviluppa dove la barriera cutanea è già compromessa (impetigine secondaria o impetiginizzazione). Condizioni come la dermatite atopica, la scabbia, punture di insetti, abrasioni o piccole ustioni fungono da porta d'ingresso per i batteri.
- Igiene Personale: Una scarsa igiene o la condivisione di oggetti personali in ambienti comunitari (asili, scuole, palestre) facilita la trasmissione del batterio da un individuo all'altro.
- Stato Immunitario: Soggetti con diabete mellito, infezione da HIV o altre forme di immunodeficienza sono a maggior rischio di sviluppare forme più estese o ricorrenti della malattia.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico dell'impetigine bollosa è caratteristico e solitamente permette una diagnosi visiva immediata. Le lesioni compaiono tipicamente su aree del corpo normalmente coperte dai vestiti o in zone soggette a sfregamento, come il tronco, le ascelle, l'inguine e le estremità, a differenza della forma non bollosa che predilige il viso.
Le manifestazioni principali includono:
- Comparsa di vescicole: Inizialmente si formano piccole protuberanze piene di liquido che evolvono rapidamente in bolle più grandi.
- Formazione di bolle: Queste lesioni hanno un diametro che varia da 1 a 5 centimetri. Il contenuto è inizialmente un liquido chiaro o citrino, che col passare del tempo può diventare torbido o purulento.
- Fragilità delle lesioni: Le bolle sono superficiali e flaccide; tendono a rompersi spontaneamente entro 1-3 giorni, lasciando un'area di arrossamento cutaneo umida e denudata.
- Crosta a "colletto": Una volta rotta la bolla, il residuo della parete epidermica forma una sottile crosta brunastra o una scaglietta periferica che circonda la lesione, spesso descritta come un "colletto" di scaglie.
- Prurito: Le lesioni possono causare una sensazione di prurito fastidiosa, che spinge il paziente a grattarsi, favorendo l'autoinoculazione (diffusione dell'infezione in altre parti del corpo tramite le mani).
- Dolore localizzato: Sebbene meno comune rispetto ad altre infezioni cutanee, le aree denudate possono risultare dolenti o brucianti al tatto.
- Sintomi Sistemici: A differenza della forma non bollosa, l'impetigine bollosa può talvolta accompagnarsi a sintomi generali, specialmente nei neonati, come febbre, senso di malessere e diarrea.
- Linfadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi regionali è meno frequente nell'impetigine bollosa rispetto alla forma crostosa, ma può comunque verificarsi se l'infezione è estesa.
Le lesioni di solito non lasciano cicatrici, a meno che non si verifichi una sovrainfezione profonda o che il paziente non provochi traumi ripetuti grattandosi eccessivamente.
Diagnosi
La diagnosi di impetigine bollosa è prevalentemente clinica, basata sull'osservazione diretta delle lesioni caratteristiche da parte del medico o del dermatologo. La presenza di bolle flaccide e del tipico colletto di scaglie è spesso sufficiente per formulare il sospetto diagnostico.
Tuttavia, in alcuni casi, possono essere necessari approfondimenti:
- Esame colturale e antibiogramma: Viene prelevato un campione del liquido contenuto in una bolla integra o un tampone dalla base di una lesione appena rotta. Questo esame serve a confermare la presenza di Staphylococcus aureus e, soprattutto, a determinare la sensibilità del batterio agli antibiotici. Questo è fondamentale nei casi che non rispondono alla terapia iniziale, per escludere la presenza di ceppi resistenti come l'MRSA (Stafilococco aureo resistente alla meticillina).
- Colorazione di Gram: Un esame rapido al microscopio del fluido della bolla può rivelare la presenza di cocchi Gram-positivi disposti a grappolo, tipici dello stafilococco.
- Diagnosi Differenziale: Il medico deve distinguere l'impetigine bollosa da altre patologie cutanee che presentano bolle, tra cui:
- Sindrome della cute ustionata da stafilococco (SSSS): una forma sistemica molto più grave causata dalle stesse tossine, che colpisce ampie aree del corpo.
- Pemfigo volgare o pemfigoide bolloso: malattie autoimmuni bollose (rare nei bambini).
- Reazioni avverse ai farmaci (come la sindrome di Stevens-Johnson).
- Ustioni termiche o chimiche.
- Punture di insetti con reazione bollosa.
Trattamento e Terapie
L'obiettivo del trattamento è eliminare l'infezione, alleviare il disagio del paziente e prevenire la diffusione del batterio ad altre persone o ad altre parti del corpo.
Terapia Topica
Per i casi localizzati, con poche lesioni limitate a una piccola area, la terapia di scelta è l'applicazione di antibiotici topici. Prima dell'applicazione, è consigliabile pulire delicatamente l'area con acqua tiepida e sapone neutro o antisettici (come la clorexidina) per rimuovere eventuali croste.
- Mupirocina: Un unguento antibiotico molto efficace contro lo stafilococco, applicato solitamente tre volte al giorno per 5-7 giorni.
- Acido fusidico: Un'altra opzione topica comune con ottima penetrazione cutanea.
- Retapamulina: Un antibiotico di classe più recente indicato per il trattamento topico dell'impetigine.
Terapia Sistemica
Se l'infezione è diffusa, colpisce più aree del corpo, o se sono presenti sintomi sistemici come la febbre, è necessario ricorrere agli antibiotici orali. La scelta del farmaco dipende spesso dalla prevalenza locale di ceppi resistenti.
- Cefalosporine di prima generazione: Come la cefalexina, sono spesso il trattamento di prima linea.
- Penicilline resistenti alle penicillinasi: Come la dicloxacillina o la flucloxacillina.
- Macrolidi: Come l'azitromicina o la claritromicina, usati principalmente in pazienti allergici alla penicillina.
- Clindamicina o Trimetoprim-Sulfametossazolo: Utilizzati se si sospetta un'infezione da MRSA.
Misure Igieniche Complementari
Oltre ai farmaci, è essenziale seguire rigorose norme igieniche:
- Coprire le lesioni con garze sterili non aderenti per ridurre il rischio di contagio.
- Lavare regolarmente le mani con sapone disinfettante.
- Tagliare le unghie corte al bambino per evitare che il grattamento provochi ulteriori lesioni o infezioni secondarie.
- Lavare indumenti, asciugamani e lenzuola del paziente ad alte temperature (almeno 60°C) e separatamente da quelli degli altri membri della famiglia.
Prognosi e Decorso
La prognosi per l'impetigine bollosa è eccellente. Con un trattamento antibiotico appropriato, le lesioni iniziano a migliorare entro 48 ore e la guarigione completa avviene solitamente entro 7-10 giorni. Poiché l'infezione è molto superficiale e non coinvolge il derma profondo, le bolle guariscono senza lasciare cicatrici, sebbene possa persistere per qualche settimana una temporanea iperpigmentazione post-infiammatoria (macchie più scure) o ipopigmentazione (macchie più chiare), che svanisce spontaneamente.
Le complicazioni sono rare ma possibili se l'infezione non viene curata:
- Cellulite: L'infezione può diffondersi ai tessuti sottocutanei più profondi.
- Ectima: una forma ulcerativa più profonda di impetigine.
- Sindrome della cute ustionata da stafilococco: se le tossine entrano nel circolo ematico in grandi quantità, possono causare un'esfoliazione cutanea diffusa, una condizione che richiede l'ospedalizzazione immediata.
- Glomerulonefrite post-streptococcica: sebbene sia una complicazione classica dell'impetigine da streptococco (non bollosa), è estremamente rara nell'impetigine bollosa pura da stafilococco.
Prevenzione
Prevenire l'impetigine bollosa significa principalmente interrompere la catena del contagio e mantenere integra la barriera cutanea.
- Igiene delle mani: È la misura più efficace. Insegnare ai bambini a lavarsi le mani frequentemente, specialmente dopo essere tornati da scuola o dal parco giochi.
- Cura delle ferite: Pulire accuratamente ogni piccolo taglio, graffio o puntura di insetto con acqua e sapone e, se necessario, applicare una crema antisettica e coprire con un cerotto fino a guarigione.
- Gestione della dermatite: Nei bambini con dermatite atopica, è fondamentale mantenere la pelle ben idratata con emollienti per evitare fessurazioni che potrebbero infettarsi.
- Non condividere oggetti personali: Evitare lo scambio di asciugamani, rasoi, biancheria o attrezzature sportive.
- Isolamento temporaneo: I bambini affetti da impetigine bollosa dovrebbero rimanere a casa da scuola o dall'asilo fino a quando non sono più contagiosi, il che avviene solitamente dopo 24-48 ore dall'inizio di una terapia antibiotica efficace o quando le lesioni sono completamente asciutte e crostose.
Quando Consultare un Medico
È importante rivolgersi al pediatra o a un medico di medicina generale non appena si notano bolle sospette sulla pelle del bambino o di un adulto. Una diagnosi precoce permette di iniziare il trattamento rapidamente, riducendo il disagio e il rischio di contagio.
In particolare, è necessario consultare urgentemente un medico se:
- Le bolle si diffondono rapidamente a diverse parti del corpo.
- Il bambino presenta febbre alta o appare insolitamente stanco e irritabile.
- L'area intorno alle bolle diventa molto rossa, calda, gonfia e dolorante (segni di cellulite).
- Le lesioni non mostrano segni di miglioramento dopo 2-3 giorni di trattamento antibiotico.
- Si sviluppano nuove bolle nonostante la terapia in corso.
- Il liquido all'interno delle bolle diventa molto torbido o simile a pus denso.


