Impetigine

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1

Definizione

L'impetigine è un'infezione batterica superficiale della pelle, altamente contagiosa, che rappresenta una delle patologie cutanee più comuni nei bambini, sebbene possa colpire individui di ogni fascia d'età. Si manifesta principalmente in due forme cliniche: l'impetigine non bollosa (la più frequente, caratterizzata da croste giallastre) e l'impetigine bollosa (caratterizzata da vesciche più grandi).

Dal punto di vista fisiopatologico, l'infezione interessa l'epidermide, lo strato più esterno della cute. Può presentarsi come forma primaria, quando il batterio invade la pelle sana attraverso piccole soluzioni di continuo non visibili, o come forma secondaria (nota anche come impetiginizzazione), quando si sovrappone a una condizione cutanea preesistente che ha compromesso la barriera dermica, come la dermatite atopica, la scabbia o semplici punture di insetto.

Sebbene l'impetigine sia generalmente una condizione benigna e autolimitante, la sua elevata trasmissibilità richiede un intervento tempestivo per prevenire focolai in contesti comunitari come scuole, asili e palestre. Se non trattata adeguatamente, l'infezione può estendersi o, in rari casi, portare a complicazioni sistemiche più gravi.

2

Cause e Fattori di Rischio

L'impetigine è causata principalmente da due tipi di batteri: lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes (streptococco beta-emolitico di gruppo A). Negli ultimi decenni, lo Staphylococcus aureus è diventato l'agente eziologico prevalente in quasi tutte le forme di impetigine, inclusa quella bollosa, che è causata specificamente da ceppi di stafilococco che producono tossine esfoliative.

Il contagio avviene solitamente per contatto diretto con le lesioni di una persona infetta o, meno frequentemente, attraverso il contatto con oggetti contaminati (fomiti) come asciugamani, lenzuola, giocattoli o indumenti. I batteri penetrano nella cute attraverso tagli, abrasioni, graffi o aree infiammate.

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre l'infezione:

  • Età: I bambini tra i 2 e i 5 anni sono i più colpiti a causa del sistema immunitario ancora in via di sviluppo e della stretta interazione sociale.
  • Clima: L'incidenza aumenta durante l'estate e l'autunno, o in regioni con clima caldo e umido, che favorisce la proliferazione batterica e la sudorazione.
  • Affollamento: Scuole, asili nido e caserme facilitano la diffusione del batterio.
  • Sport di contatto: Discipline come il wrestling o il rugby aumentano il rischio di trasmissione cutanea.
  • Igiene precaria: La difficoltà nel mantenere una pulizia costante della pelle e delle mani favorisce la persistenza dei batteri.
  • Patologie cutanee preesistenti: Qualsiasi condizione che causi prurito e porti il paziente a grattarsi (come la varicella o l'eczema) crea micro-lesioni che fungono da porta d'ingresso per i patogeni.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'impetigine variano a seconda della forma clinica, ma il segno distintivo comune è la comparsa di lesioni cutanee localizzate, spesso pruriginose.

Impetigine Non Bollosa (Crostosa)

È la forma più comune (circa il 70% dei casi). Inizia tipicamente con la comparsa di un piccolo arrossamento o di una minuscola vescicola che si rompe rapidamente. Il liquido che ne fuoriesce si secca formando le caratteristiche croste color miele (meliceriche).

  • Le lesioni si localizzano frequentemente intorno al naso e alla bocca, ma possono diffondersi agli arti.
  • Il paziente avverte spesso un prurito intenso, che porta al grattamento e alla conseguente auto-inoculazione del batterio in altre zone del corpo.
  • Può essere presente un lieve dolore o fastidio nell'area interessata.
  • In alcuni casi si osserva una linfoadenopatia regionale, ovvero l'ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona dell'infezione.

Impetigine Bollosa

Questa forma è causata esclusivamente dallo Staphylococcus aureus. Si manifesta con la comparsa improvvisa di una bolla flaccida e trasparente, che può raggiungere dimensioni di 1-2 centimetri.

  • Le bolle sono inizialmente piene di un liquido chiaro che poi diventa torbido.
  • A differenza della forma non bollosa, queste bolle non si rompono immediatamente; quando accade, lasciano un'erosione cutanea umida e rossa con un bordo sottile di pelle residua.
  • Le lesioni compaiono spesso sul tronco, sulle ascelle e nelle zone inguinali.
  • Sebbene meno comune, può associarsi a sintomi sistemici come febbre e senso di malessere generale.

Ectima

L'ectima è una forma più profonda e grave di impetigine che penetra nel derma. Si manifesta con ulcere cutanee dolorose coperte da croste spesse e scure. Questa variante può lasciare cicatrici permanenti e si associa spesso a un gonfiore dei tessuti circostanti.

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Diagnosi

La diagnosi di impetigine è prevalentemente clinica. Un medico esperto o un dermatologo è solitamente in grado di identificare l'infezione basandosi esclusivamente sull'aspetto visivo delle lesioni, in particolare la presenza delle tipiche croste meliceriche o delle bolle flaccide.

In casi specifici, possono essere necessari approfondimenti diagnostici:

  1. Tampone cutaneo e coltura batterica: Si preleva un campione del liquido delle vescicole o del materiale sotto le croste. Questo esame è utile se l'infezione non risponde alla terapia antibiotica standard, per identificare eventuali ceppi resistenti come l'MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina).
  2. Esami del sangue: Raramente necessari, vengono richiesti solo se si sospetta una diffusione sistemica dell'infezione o per monitorare complicazioni come la glomerulonefrite post-streptococcica (attraverso il dosaggio del titolo antistreptolisinico o TAS).
  3. Diagnosi differenziale: Il medico deve distinguere l'impetigine da altre condizioni simili come l'herpes simplex, la tigna, la dermatite da contatto o le reazioni a punture di insetto.
5

Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è eliminare l'infezione, alleviare il disagio e prevenire la diffusione del batterio ad altre persone o ad altre parti del corpo del paziente.

Terapia Topica (Locale)

Per le forme localizzate e non complicate, la terapia d'elezione è l'applicazione di pomate antibiotiche.

  • Antibiotici topici: I principi attivi più utilizzati sono la mupirocina, l'acido fusidico o la retapamulina. Il trattamento solitamente dura dai 5 ai 7 giorni.
  • Igiene delle lesioni: Prima di applicare la pomata, è consigliabile ammorbidire le croste con impacchi di acqua tiepida o soluzioni antisettiche delicate per facilitarne la rimozione e permettere all'antibiotico di penetrare meglio.

Terapia Sistemica (Orale)

L'uso di antibiotici per via orale è riservato ai casi in cui l'impetigine è molto diffusa, colpisce più aree del corpo, o nel caso dell'impetigine bollosa estesa.

  • Antibiotici orali: Si utilizzano comunemente la cefalexina, l'amoxicillina associata all'acido clavulanico o la dicloxacillina. In caso di allergia alle penicilline, si può ricorrere alla clindamicina o all'eritromicina.
  • È fondamentale completare l'intero ciclo antibiotico prescritto, anche se i sintomi migliorano dopo i primi giorni, per evitare recidive e lo sviluppo di resistenze batteriche.

Misure di Supporto

  • Mantenere le aree infette coperte con garze sterili per ridurre il rischio di contagio.
  • Utilizzare saponi antisettici per la detersione quotidiana della pelle.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'impetigine è eccellente. Con un trattamento antibiotico appropriato, le lesioni iniziano a guarire entro 48-72 ore e si risolvono completamente in 7-10 giorni senza lasciare cicatrici (tranne nel caso dell'ectima).

Le complicazioni sono rare ma possibili:

  • Cellulite infettiva: L'infezione può scendere negli strati più profondi della pelle, causando arrossamento esteso, gonfiore e febbre.
  • Glomerulonefrite post-streptococcica: Una rara infiammazione dei reni che può seguire un'infezione da streptococco. Si manifesta con urine scure e ipertensione.
  • Sindrome della cute ustionata da stafilococco (SSSS): Una condizione grave che colpisce principalmente i neonati, causata dalle tossine dello stafilococco che provocano il distacco di ampie zone di epidermide.
7

Prevenzione

La prevenzione si basa principalmente su rigorose norme igieniche:

  • Lavaggio delle mani: Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver toccato le lesioni o aver applicato farmaci.
  • Igiene personale: Non condividere asciugamani, lenzuola, rasoi o indumenti con persone infette.
  • Cura delle unghie: Tenere le unghie corte e pulite per evitare che il grattamento provochi lesioni profonde e trasporti i batteri.
  • Disinfezione: Pulire accuratamente le ferite, i tagli e le punture d'insetto con disinfettanti comuni.
  • Isolamento temporaneo: I bambini affetti da impetigine dovrebbero rimanere a casa da scuola o dall'asilo fino a 24-48 ore dopo l'inizio della terapia antibiotica, quando non sono più considerati contagiosi.
8

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra se:

  • Si sospetta la presenza di impetigine (comparsa di croste giallastre o bolle).
  • Le lesioni non migliorano dopo 3-4 giorni di trattamento domiciliare o topico.
  • L'area interessata presenta segni di peggioramento come calore eccessivo, dolore severo o pus.
  • Compare febbre o un senso di spossatezza.
  • Si notano cambiamenti nel colore delle urine (segno di possibile coinvolgimento renale).
  • Le lesioni si diffondono rapidamente a diverse parti del corpo.

Impetigine

Definizione

L'impetigine è un'infezione batterica superficiale della pelle, altamente contagiosa, che rappresenta una delle patologie cutanee più comuni nei bambini, sebbene possa colpire individui di ogni fascia d'età. Si manifesta principalmente in due forme cliniche: l'impetigine non bollosa (la più frequente, caratterizzata da croste giallastre) e l'impetigine bollosa (caratterizzata da vesciche più grandi).

Dal punto di vista fisiopatologico, l'infezione interessa l'epidermide, lo strato più esterno della cute. Può presentarsi come forma primaria, quando il batterio invade la pelle sana attraverso piccole soluzioni di continuo non visibili, o come forma secondaria (nota anche come impetiginizzazione), quando si sovrappone a una condizione cutanea preesistente che ha compromesso la barriera dermica, come la dermatite atopica, la scabbia o semplici punture di insetto.

Sebbene l'impetigine sia generalmente una condizione benigna e autolimitante, la sua elevata trasmissibilità richiede un intervento tempestivo per prevenire focolai in contesti comunitari come scuole, asili e palestre. Se non trattata adeguatamente, l'infezione può estendersi o, in rari casi, portare a complicazioni sistemiche più gravi.

Cause e Fattori di Rischio

L'impetigine è causata principalmente da due tipi di batteri: lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes (streptococco beta-emolitico di gruppo A). Negli ultimi decenni, lo Staphylococcus aureus è diventato l'agente eziologico prevalente in quasi tutte le forme di impetigine, inclusa quella bollosa, che è causata specificamente da ceppi di stafilococco che producono tossine esfoliative.

Il contagio avviene solitamente per contatto diretto con le lesioni di una persona infetta o, meno frequentemente, attraverso il contatto con oggetti contaminati (fomiti) come asciugamani, lenzuola, giocattoli o indumenti. I batteri penetrano nella cute attraverso tagli, abrasioni, graffi o aree infiammate.

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre l'infezione:

  • Età: I bambini tra i 2 e i 5 anni sono i più colpiti a causa del sistema immunitario ancora in via di sviluppo e della stretta interazione sociale.
  • Clima: L'incidenza aumenta durante l'estate e l'autunno, o in regioni con clima caldo e umido, che favorisce la proliferazione batterica e la sudorazione.
  • Affollamento: Scuole, asili nido e caserme facilitano la diffusione del batterio.
  • Sport di contatto: Discipline come il wrestling o il rugby aumentano il rischio di trasmissione cutanea.
  • Igiene precaria: La difficoltà nel mantenere una pulizia costante della pelle e delle mani favorisce la persistenza dei batteri.
  • Patologie cutanee preesistenti: Qualsiasi condizione che causi prurito e porti il paziente a grattarsi (come la varicella o l'eczema) crea micro-lesioni che fungono da porta d'ingresso per i patogeni.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'impetigine variano a seconda della forma clinica, ma il segno distintivo comune è la comparsa di lesioni cutanee localizzate, spesso pruriginose.

Impetigine Non Bollosa (Crostosa)

È la forma più comune (circa il 70% dei casi). Inizia tipicamente con la comparsa di un piccolo arrossamento o di una minuscola vescicola che si rompe rapidamente. Il liquido che ne fuoriesce si secca formando le caratteristiche croste color miele (meliceriche).

  • Le lesioni si localizzano frequentemente intorno al naso e alla bocca, ma possono diffondersi agli arti.
  • Il paziente avverte spesso un prurito intenso, che porta al grattamento e alla conseguente auto-inoculazione del batterio in altre zone del corpo.
  • Può essere presente un lieve dolore o fastidio nell'area interessata.
  • In alcuni casi si osserva una linfoadenopatia regionale, ovvero l'ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona dell'infezione.

Impetigine Bollosa

Questa forma è causata esclusivamente dallo Staphylococcus aureus. Si manifesta con la comparsa improvvisa di una bolla flaccida e trasparente, che può raggiungere dimensioni di 1-2 centimetri.

  • Le bolle sono inizialmente piene di un liquido chiaro che poi diventa torbido.
  • A differenza della forma non bollosa, queste bolle non si rompono immediatamente; quando accade, lasciano un'erosione cutanea umida e rossa con un bordo sottile di pelle residua.
  • Le lesioni compaiono spesso sul tronco, sulle ascelle e nelle zone inguinali.
  • Sebbene meno comune, può associarsi a sintomi sistemici come febbre e senso di malessere generale.

Ectima

L'ectima è una forma più profonda e grave di impetigine che penetra nel derma. Si manifesta con ulcere cutanee dolorose coperte da croste spesse e scure. Questa variante può lasciare cicatrici permanenti e si associa spesso a un gonfiore dei tessuti circostanti.

Diagnosi

La diagnosi di impetigine è prevalentemente clinica. Un medico esperto o un dermatologo è solitamente in grado di identificare l'infezione basandosi esclusivamente sull'aspetto visivo delle lesioni, in particolare la presenza delle tipiche croste meliceriche o delle bolle flaccide.

In casi specifici, possono essere necessari approfondimenti diagnostici:

  1. Tampone cutaneo e coltura batterica: Si preleva un campione del liquido delle vescicole o del materiale sotto le croste. Questo esame è utile se l'infezione non risponde alla terapia antibiotica standard, per identificare eventuali ceppi resistenti come l'MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina).
  2. Esami del sangue: Raramente necessari, vengono richiesti solo se si sospetta una diffusione sistemica dell'infezione o per monitorare complicazioni come la glomerulonefrite post-streptococcica (attraverso il dosaggio del titolo antistreptolisinico o TAS).
  3. Diagnosi differenziale: Il medico deve distinguere l'impetigine da altre condizioni simili come l'herpes simplex, la tigna, la dermatite da contatto o le reazioni a punture di insetto.

Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è eliminare l'infezione, alleviare il disagio e prevenire la diffusione del batterio ad altre persone o ad altre parti del corpo del paziente.

Terapia Topica (Locale)

Per le forme localizzate e non complicate, la terapia d'elezione è l'applicazione di pomate antibiotiche.

  • Antibiotici topici: I principi attivi più utilizzati sono la mupirocina, l'acido fusidico o la retapamulina. Il trattamento solitamente dura dai 5 ai 7 giorni.
  • Igiene delle lesioni: Prima di applicare la pomata, è consigliabile ammorbidire le croste con impacchi di acqua tiepida o soluzioni antisettiche delicate per facilitarne la rimozione e permettere all'antibiotico di penetrare meglio.

Terapia Sistemica (Orale)

L'uso di antibiotici per via orale è riservato ai casi in cui l'impetigine è molto diffusa, colpisce più aree del corpo, o nel caso dell'impetigine bollosa estesa.

  • Antibiotici orali: Si utilizzano comunemente la cefalexina, l'amoxicillina associata all'acido clavulanico o la dicloxacillina. In caso di allergia alle penicilline, si può ricorrere alla clindamicina o all'eritromicina.
  • È fondamentale completare l'intero ciclo antibiotico prescritto, anche se i sintomi migliorano dopo i primi giorni, per evitare recidive e lo sviluppo di resistenze batteriche.

Misure di Supporto

  • Mantenere le aree infette coperte con garze sterili per ridurre il rischio di contagio.
  • Utilizzare saponi antisettici per la detersione quotidiana della pelle.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'impetigine è eccellente. Con un trattamento antibiotico appropriato, le lesioni iniziano a guarire entro 48-72 ore e si risolvono completamente in 7-10 giorni senza lasciare cicatrici (tranne nel caso dell'ectima).

Le complicazioni sono rare ma possibili:

  • Cellulite infettiva: L'infezione può scendere negli strati più profondi della pelle, causando arrossamento esteso, gonfiore e febbre.
  • Glomerulonefrite post-streptococcica: Una rara infiammazione dei reni che può seguire un'infezione da streptococco. Si manifesta con urine scure e ipertensione.
  • Sindrome della cute ustionata da stafilococco (SSSS): Una condizione grave che colpisce principalmente i neonati, causata dalle tossine dello stafilococco che provocano il distacco di ampie zone di epidermide.

Prevenzione

La prevenzione si basa principalmente su rigorose norme igieniche:

  • Lavaggio delle mani: Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver toccato le lesioni o aver applicato farmaci.
  • Igiene personale: Non condividere asciugamani, lenzuola, rasoi o indumenti con persone infette.
  • Cura delle unghie: Tenere le unghie corte e pulite per evitare che il grattamento provochi lesioni profonde e trasporti i batteri.
  • Disinfezione: Pulire accuratamente le ferite, i tagli e le punture d'insetto con disinfettanti comuni.
  • Isolamento temporaneo: I bambini affetti da impetigine dovrebbero rimanere a casa da scuola o dall'asilo fino a 24-48 ore dopo l'inizio della terapia antibiotica, quando non sono più considerati contagiosi.

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra se:

  • Si sospetta la presenza di impetigine (comparsa di croste giallastre o bolle).
  • Le lesioni non migliorano dopo 3-4 giorni di trattamento domiciliare o topico.
  • L'area interessata presenta segni di peggioramento come calore eccessivo, dolore severo o pus.
  • Compare febbre o un senso di spossatezza.
  • Si notano cambiamenti nel colore delle urine (segno di possibile coinvolgimento renale).
  • Le lesioni si diffondono rapidamente a diverse parti del corpo.
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