Tubercolosi dell'apparato respiratorio

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

La tubercolosi dell'apparato respiratorio, spesso abbreviata in TBC o TB, è una malattia infettiva e contagiosa causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, noto anche come bacillo di Koch. Sebbene la tubercolosi possa colpire quasi ogni organo del corpo umano, la forma respiratoria è la più comune e la più rilevante dal punto di vista della salute pubblica, poiché è l'unica forma in grado di trasmettersi da persona a persona attraverso l'aria. Questa patologia interessa principalmente i polmoni (tubercolosi polmonare), ma può coinvolgere anche le strutture correlate come la pleura, i linfonodi intratoracici, la laringe, la trachea e i bronchi.

Dal punto di vista fisiopatologico, l'infezione inizia quando i bacilli raggiungono gli alveoli polmonari. Qui, il sistema immunitario tenta di circoscrivere l'infezione formando dei piccoli ammassi di cellule immunitarie chiamati granulomi. In molti casi, il sistema immunitario riesce a contenere i batteri in uno stato di quiescenza, portando a quella che viene definita "infezione tubercolare latente". In questa fase, l'individuo non presenta sintomi e non è contagioso. Tuttavia, se le difese immunitarie si indeboliscono, i batteri possono riattivarsi, moltiplicarsi e causare la malattia attiva, distruggendo il tessuto polmonare e creando cavità (caverne tubercolari) che facilitano la diffusione dei bacilli all'esterno.

Nonostante i progressi della medicina moderna, la tubercolosi rimane una delle principali cause di morte per malattie infettive a livello globale. La sua gestione richiede un approccio multidisciplinare che comprenda la diagnosi precoce, il trattamento farmacologico prolungato e rigorose misure di sorveglianza sanitaria per prevenire la diffusione dei ceppi resistenti ai farmaci.

2

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria della tubercolosi respiratoria è l'inalazione di goccioline microscopiche (nuclei di goccioline di Wells) contenenti il batterio Mycobacterium tuberculosis. Queste goccioline vengono emesse nell'aria da una persona affetta da tubercolosi polmonare o laringea attiva quando tossisce, starnutisce, parla o canta. Una volta inalate, le particelle più piccole possono superare le barriere delle vie aeree superiori e depositarsi negli alveoli polmonari, dando inizio al processo infettivo.

Non tutte le persone esposte al batterio sviluppano la malattia. Il rischio di progressione dall'infezione latente alla malattia attiva dipende strettamente dallo stato del sistema immunitario dell'ospite. I principali fattori di rischio includono:

  • Immunodepressione: L'infezione da HIV è il fattore di rischio più potente per lo sviluppo della tubercolosi attiva, poiché il virus distrugge i linfociti T CD4+, essenziali per contenere i bacilli tubercolari.
  • Patologie croniche: Condizioni come il diabete mellito, l'insufficienza renale cronica in dialisi e alcune forme di cancro (come linfomi o leucemie) aumentano significativamente la vulnerabilità.
  • Terapie immunosoppressive: L'uso prolungato di corticosteroidi, farmaci chemioterapici o farmaci biologici (come gli inibitori del TNF-alfa utilizzati per l'artrite reumatoide o le malattie infiammatorie intestinali) può favorire la riattivazione del batterio.
  • Fattori ambientali e sociali: La malnutrizione, l'abuso di alcol, il fumo di tabacco e la vita in ambienti sovraffollati o scarsamente ventilati (come carceri, dormitori o campi profughi) facilitano sia la trasmissione che la progressione della malattia.
  • Esposizione professionale: I lavoratori del settore sanitario o coloro che operano in settori con esposizione a polveri di silice (favorendo la silicosi) corrono un rischio maggiore.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della tubercolosi respiratoria si sviluppano solitamente in modo graduale, nell'arco di settimane o mesi. Questo esordio insidioso spesso porta i pazienti a sottovalutare la gravità della situazione nelle fasi iniziali. Il sintomo cardine della tubercolosi polmonare è la tosse persistente, che dura da più di tre settimane. Inizialmente può essere secca, ma col tempo tende a diventare produttiva, con l'espulsione di catarro.

Con il progredire della distruzione del tessuto polmonare e l'erosione dei vasi sanguigni bronchiali, può comparire l'emottisi, ovvero la presenza di sangue nel catarro, che rappresenta un segnale di allarme importante. Il paziente avverte spesso un vago dolore al petto, che può peggiorare con la respirazione profonda o la tosse, specialmente se è presente un coinvolgimento della pleura.

A livello sistemico, la tubercolosi si manifesta con segni di infezione cronica. La febbre è comune, solitamente di grado lieve (febbricola) e con un caratteristico andamento pomeridiano o serale. Uno dei sintomi più tipici è la profusa sudorazione notturna, che costringe spesso il paziente a cambiare la biancheria da letto. Il metabolismo alterato e lo stato infiammatorio portano a un marcato calo ponderale involontario, accompagnato da mancanza di appetito.

Il paziente riferisce inoltre una profonda stanchezza e un senso di malessere generale che interferisce con le normali attività quotidiane. Nelle fasi avanzate, o in caso di versamento pleurico massivo, può insorgere la dispnea (difficoltà respiratoria), indicativa di una compromissione della funzione polmonare. In alcuni casi, possono verificarsi anche brividi intensi, simili a quelli di una sindrome influenzale che però non accenna a risolversi.

4

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la tubercolosi respiratoria inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, ma richiede test specifici per la conferma. Gli strumenti diagnostici si dividono in test di screening (per rilevare l'infezione) e test diagnostici definitivi (per confermare la malattia attiva).

  1. Test di screening:

    • Test cutaneo alla tubercolina (Mantoux): Consiste nell'iniezione intradermica di una piccola quantità di derivato proteico purificato (PPD). Dopo 48-72 ore si valuta la reazione cutanea. Un pomfo di dimensioni superiori a una certa soglia indica che il sistema immunitario ha già incontrato il batterio.
    • Test IGRA (Interferon-Gamma Release Assay): Un esame del sangue che misura la risposta immunitaria al batterio. È più specifico della Mantoux e non è influenzato dalla precedente vaccinazione BCG.
  2. Diagnostica per immagini:

    • Radiografia del torace: È l'esame di primo livello per individuare anomalie polmonari come infiltrati, cavità o versamenti pleurici. Sebbene non possa confermare con certezza la TBC, fornisce indizi cruciali.
    • TC del torace: Offre una visione molto più dettagliata, utile per identificare piccoli focolai, linfoadenopatie o complicazioni non visibili alla radiografia standard.
  3. Esami microbiologici (Gold Standard):

    • Esame microscopico dell'espettorato: Ricerca dei bacilli acido-alcol resistenti (BAAR) tramite colorazione di Ziehl-Neelsen. È rapido ma meno sensibile.
    • Test molecolari (PCR, es. GeneXpert): Identificano il DNA del batterio in poche ore e possono rilevare simultaneamente la resistenza alla rifampicina, uno dei farmaci principali.
    • Esame colturale: È il metodo più affidabile. I campioni vengono coltivati in terreni specifici. Poiché il micobatterio cresce molto lentamente, possono essere necessarie da 2 a 8 settimane per il risultato finale. La coltura permette di eseguire l'antibiogramma, fondamentale per scegliere i farmaci efficaci.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento della tubercolosi respiratoria ha l'obiettivo di curare il paziente, prevenire la morte, ridurre la trasmissione e impedire lo sviluppo di resistenze farmacologiche. A differenza di altre infezioni batteriche, la TBC richiede una terapia combinata di lunga durata (minimo 6 mesi).

Il regime standard per la tubercolosi sensibile ai farmaci si divide in due fasi:

  1. Fase intensiva (primi 2 mesi): Prevede l'assunzione giornaliera di quattro farmaci: rifampicina, isoniazide, pirazinamide ed etambutolo. Questa fase serve a uccidere rapidamente la maggior parte dei batteri e a rendere il paziente non contagioso (solitamente entro 2 settimane dall'inizio).
  2. Fase di mantenimento (successivi 4 mesi): Prosegue con l'assunzione di rifampicina e isoniazide per eliminare i batteri persistenti e prevenire le ricadute.

È fondamentale che il paziente assuma i farmaci con estrema regolarità. L'interruzione prematura o l'assunzione irregolare della terapia è la causa principale della comparsa di ceppi multi-resistenti (MDR-TB), che richiedono trattamenti molto più lunghi (fino a 18-24 mesi), più tossici e meno efficaci. In molti contesti viene applicata la strategia DOTS (Directly Observed Treatment Short-course), in cui un operatore sanitario supervisiona direttamente l'assunzione dei farmaci.

Oltre alla terapia farmacologica, può essere necessario il supporto nutrizionale per contrastare il deperimento fisico. In rari casi di complicazioni gravi, come emorragie polmonari massive o danni tissutali irreversibili che non rispondono ai farmaci, può essere preso in considerazione l'intervento chirurgico di resezione polmonare.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi della tubercolosi respiratoria è generalmente eccellente se la malattia viene diagnosticata precocemente e se il paziente aderisce rigorosamente al protocollo terapeutico. La stragrande maggioranza dei pazienti guarisce completamente senza sequele significative.

Tuttavia, il decorso può essere complicato da diversi fattori. Se non trattata, la tubercolosi polmonare è spesso fatale o evolve in una forma cronica debilitante. Le possibili complicazioni includono:

  • Danni polmonari permanenti: La guarigione delle caverne può lasciare cicatrici fibrose che riducono la capacità respiratoria.
  • Bronchiettasie: Dilatazioni irreversibili dei bronchi che favoriscono infezioni ricorrenti.
  • Pleurite tubercolare: Infiammazione della pleura che può portare a versamenti cronici o ispessimenti pleurici.
  • Diffusione extrapolmonare: Il batterio può diffondersi attraverso il sangue ad altri organi (TBC miliare, meningite tubercolare, TBC ossea).

Nei pazienti con co-infezione da HIV o affetti da forme multi-resistenti, la prognosi è più riservata e richiede una gestione clinica estremamente complessa in centri specializzati.

7

Prevenzione

La prevenzione della tubercolosi si basa su tre pilastri fondamentali: il controllo della trasmissione, il trattamento dell'infezione latente e la vaccinazione.

  • Controllo della trasmissione: Identificare e trattare rapidamente i casi di TBC attiva è la misura più efficace. I pazienti contagiosi devono essere isolati in stanze ben ventilate e devono indossare mascherine chirurgiche fino a quando non diventano non contagiosi. Gli operatori sanitari utilizzano respiratori specifici (FFP2 o FFP3).
  • Trattamento dell'infezione latente: Le persone che sono state a stretto contatto con un malato e che risultano positive ai test di screening (Mantoux o IGRA) possono ricevere una terapia preventiva (solitamente con isoniazide o rifampicina per alcuni mesi) per evitare che l'infezione si trasformi in malattia attiva.
  • Vaccinazione: Il vaccino BCG (Bacillo di Calmette-Guérin) è utilizzato in molti paesi ad alta endemia. Sebbene non prevenga sempre l'infezione polmonare negli adulti, è molto efficace nel proteggere i bambini dalle forme più gravi e letali di tubercolosi, come la meningite tubercolare.
  • Misure igieniche: Migliorare le condizioni abitative, garantire una buona ventilazione degli ambienti chiusi e promuovere l'igiene respiratoria (coprirsi la bocca quando si tossisce) sono azioni essenziali a livello comunitario.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista pneumologo se si manifesta una tosse che non scompare dopo tre settimane, specialmente se accompagnata da catarro. La comparsa di sangue nell'espettorato, anche in piccole tracce, deve essere valutata con urgenza.

Altri segnali che richiedono un consulto medico includono una febbricola persistente senza una causa evidente, una sudorazione notturna così intensa da bagnare i vestiti e una perdita di peso rapida e inspiegabile. Se si è consapevoli di essere stati a contatto prolungato con una persona a cui è stata diagnosticata la tubercolosi, è necessario sottoporsi ai test di screening anche in assenza di sintomi, per escludere un'infezione latente che potrebbe attivarsi in futuro.

Tubercolosi dell'apparato respiratorio

Definizione

La tubercolosi dell'apparato respiratorio, spesso abbreviata in TBC o TB, è una malattia infettiva e contagiosa causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, noto anche come bacillo di Koch. Sebbene la tubercolosi possa colpire quasi ogni organo del corpo umano, la forma respiratoria è la più comune e la più rilevante dal punto di vista della salute pubblica, poiché è l'unica forma in grado di trasmettersi da persona a persona attraverso l'aria. Questa patologia interessa principalmente i polmoni (tubercolosi polmonare), ma può coinvolgere anche le strutture correlate come la pleura, i linfonodi intratoracici, la laringe, la trachea e i bronchi.

Dal punto di vista fisiopatologico, l'infezione inizia quando i bacilli raggiungono gli alveoli polmonari. Qui, il sistema immunitario tenta di circoscrivere l'infezione formando dei piccoli ammassi di cellule immunitarie chiamati granulomi. In molti casi, il sistema immunitario riesce a contenere i batteri in uno stato di quiescenza, portando a quella che viene definita "infezione tubercolare latente". In questa fase, l'individuo non presenta sintomi e non è contagioso. Tuttavia, se le difese immunitarie si indeboliscono, i batteri possono riattivarsi, moltiplicarsi e causare la malattia attiva, distruggendo il tessuto polmonare e creando cavità (caverne tubercolari) che facilitano la diffusione dei bacilli all'esterno.

Nonostante i progressi della medicina moderna, la tubercolosi rimane una delle principali cause di morte per malattie infettive a livello globale. La sua gestione richiede un approccio multidisciplinare che comprenda la diagnosi precoce, il trattamento farmacologico prolungato e rigorose misure di sorveglianza sanitaria per prevenire la diffusione dei ceppi resistenti ai farmaci.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria della tubercolosi respiratoria è l'inalazione di goccioline microscopiche (nuclei di goccioline di Wells) contenenti il batterio Mycobacterium tuberculosis. Queste goccioline vengono emesse nell'aria da una persona affetta da tubercolosi polmonare o laringea attiva quando tossisce, starnutisce, parla o canta. Una volta inalate, le particelle più piccole possono superare le barriere delle vie aeree superiori e depositarsi negli alveoli polmonari, dando inizio al processo infettivo.

Non tutte le persone esposte al batterio sviluppano la malattia. Il rischio di progressione dall'infezione latente alla malattia attiva dipende strettamente dallo stato del sistema immunitario dell'ospite. I principali fattori di rischio includono:

  • Immunodepressione: L'infezione da HIV è il fattore di rischio più potente per lo sviluppo della tubercolosi attiva, poiché il virus distrugge i linfociti T CD4+, essenziali per contenere i bacilli tubercolari.
  • Patologie croniche: Condizioni come il diabete mellito, l'insufficienza renale cronica in dialisi e alcune forme di cancro (come linfomi o leucemie) aumentano significativamente la vulnerabilità.
  • Terapie immunosoppressive: L'uso prolungato di corticosteroidi, farmaci chemioterapici o farmaci biologici (come gli inibitori del TNF-alfa utilizzati per l'artrite reumatoide o le malattie infiammatorie intestinali) può favorire la riattivazione del batterio.
  • Fattori ambientali e sociali: La malnutrizione, l'abuso di alcol, il fumo di tabacco e la vita in ambienti sovraffollati o scarsamente ventilati (come carceri, dormitori o campi profughi) facilitano sia la trasmissione che la progressione della malattia.
  • Esposizione professionale: I lavoratori del settore sanitario o coloro che operano in settori con esposizione a polveri di silice (favorendo la silicosi) corrono un rischio maggiore.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della tubercolosi respiratoria si sviluppano solitamente in modo graduale, nell'arco di settimane o mesi. Questo esordio insidioso spesso porta i pazienti a sottovalutare la gravità della situazione nelle fasi iniziali. Il sintomo cardine della tubercolosi polmonare è la tosse persistente, che dura da più di tre settimane. Inizialmente può essere secca, ma col tempo tende a diventare produttiva, con l'espulsione di catarro.

Con il progredire della distruzione del tessuto polmonare e l'erosione dei vasi sanguigni bronchiali, può comparire l'emottisi, ovvero la presenza di sangue nel catarro, che rappresenta un segnale di allarme importante. Il paziente avverte spesso un vago dolore al petto, che può peggiorare con la respirazione profonda o la tosse, specialmente se è presente un coinvolgimento della pleura.

A livello sistemico, la tubercolosi si manifesta con segni di infezione cronica. La febbre è comune, solitamente di grado lieve (febbricola) e con un caratteristico andamento pomeridiano o serale. Uno dei sintomi più tipici è la profusa sudorazione notturna, che costringe spesso il paziente a cambiare la biancheria da letto. Il metabolismo alterato e lo stato infiammatorio portano a un marcato calo ponderale involontario, accompagnato da mancanza di appetito.

Il paziente riferisce inoltre una profonda stanchezza e un senso di malessere generale che interferisce con le normali attività quotidiane. Nelle fasi avanzate, o in caso di versamento pleurico massivo, può insorgere la dispnea (difficoltà respiratoria), indicativa di una compromissione della funzione polmonare. In alcuni casi, possono verificarsi anche brividi intensi, simili a quelli di una sindrome influenzale che però non accenna a risolversi.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la tubercolosi respiratoria inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, ma richiede test specifici per la conferma. Gli strumenti diagnostici si dividono in test di screening (per rilevare l'infezione) e test diagnostici definitivi (per confermare la malattia attiva).

  1. Test di screening:

    • Test cutaneo alla tubercolina (Mantoux): Consiste nell'iniezione intradermica di una piccola quantità di derivato proteico purificato (PPD). Dopo 48-72 ore si valuta la reazione cutanea. Un pomfo di dimensioni superiori a una certa soglia indica che il sistema immunitario ha già incontrato il batterio.
    • Test IGRA (Interferon-Gamma Release Assay): Un esame del sangue che misura la risposta immunitaria al batterio. È più specifico della Mantoux e non è influenzato dalla precedente vaccinazione BCG.
  2. Diagnostica per immagini:

    • Radiografia del torace: È l'esame di primo livello per individuare anomalie polmonari come infiltrati, cavità o versamenti pleurici. Sebbene non possa confermare con certezza la TBC, fornisce indizi cruciali.
    • TC del torace: Offre una visione molto più dettagliata, utile per identificare piccoli focolai, linfoadenopatie o complicazioni non visibili alla radiografia standard.
  3. Esami microbiologici (Gold Standard):

    • Esame microscopico dell'espettorato: Ricerca dei bacilli acido-alcol resistenti (BAAR) tramite colorazione di Ziehl-Neelsen. È rapido ma meno sensibile.
    • Test molecolari (PCR, es. GeneXpert): Identificano il DNA del batterio in poche ore e possono rilevare simultaneamente la resistenza alla rifampicina, uno dei farmaci principali.
    • Esame colturale: È il metodo più affidabile. I campioni vengono coltivati in terreni specifici. Poiché il micobatterio cresce molto lentamente, possono essere necessarie da 2 a 8 settimane per il risultato finale. La coltura permette di eseguire l'antibiogramma, fondamentale per scegliere i farmaci efficaci.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della tubercolosi respiratoria ha l'obiettivo di curare il paziente, prevenire la morte, ridurre la trasmissione e impedire lo sviluppo di resistenze farmacologiche. A differenza di altre infezioni batteriche, la TBC richiede una terapia combinata di lunga durata (minimo 6 mesi).

Il regime standard per la tubercolosi sensibile ai farmaci si divide in due fasi:

  1. Fase intensiva (primi 2 mesi): Prevede l'assunzione giornaliera di quattro farmaci: rifampicina, isoniazide, pirazinamide ed etambutolo. Questa fase serve a uccidere rapidamente la maggior parte dei batteri e a rendere il paziente non contagioso (solitamente entro 2 settimane dall'inizio).
  2. Fase di mantenimento (successivi 4 mesi): Prosegue con l'assunzione di rifampicina e isoniazide per eliminare i batteri persistenti e prevenire le ricadute.

È fondamentale che il paziente assuma i farmaci con estrema regolarità. L'interruzione prematura o l'assunzione irregolare della terapia è la causa principale della comparsa di ceppi multi-resistenti (MDR-TB), che richiedono trattamenti molto più lunghi (fino a 18-24 mesi), più tossici e meno efficaci. In molti contesti viene applicata la strategia DOTS (Directly Observed Treatment Short-course), in cui un operatore sanitario supervisiona direttamente l'assunzione dei farmaci.

Oltre alla terapia farmacologica, può essere necessario il supporto nutrizionale per contrastare il deperimento fisico. In rari casi di complicazioni gravi, come emorragie polmonari massive o danni tissutali irreversibili che non rispondono ai farmaci, può essere preso in considerazione l'intervento chirurgico di resezione polmonare.

Prognosi e Decorso

La prognosi della tubercolosi respiratoria è generalmente eccellente se la malattia viene diagnosticata precocemente e se il paziente aderisce rigorosamente al protocollo terapeutico. La stragrande maggioranza dei pazienti guarisce completamente senza sequele significative.

Tuttavia, il decorso può essere complicato da diversi fattori. Se non trattata, la tubercolosi polmonare è spesso fatale o evolve in una forma cronica debilitante. Le possibili complicazioni includono:

  • Danni polmonari permanenti: La guarigione delle caverne può lasciare cicatrici fibrose che riducono la capacità respiratoria.
  • Bronchiettasie: Dilatazioni irreversibili dei bronchi che favoriscono infezioni ricorrenti.
  • Pleurite tubercolare: Infiammazione della pleura che può portare a versamenti cronici o ispessimenti pleurici.
  • Diffusione extrapolmonare: Il batterio può diffondersi attraverso il sangue ad altri organi (TBC miliare, meningite tubercolare, TBC ossea).

Nei pazienti con co-infezione da HIV o affetti da forme multi-resistenti, la prognosi è più riservata e richiede una gestione clinica estremamente complessa in centri specializzati.

Prevenzione

La prevenzione della tubercolosi si basa su tre pilastri fondamentali: il controllo della trasmissione, il trattamento dell'infezione latente e la vaccinazione.

  • Controllo della trasmissione: Identificare e trattare rapidamente i casi di TBC attiva è la misura più efficace. I pazienti contagiosi devono essere isolati in stanze ben ventilate e devono indossare mascherine chirurgiche fino a quando non diventano non contagiosi. Gli operatori sanitari utilizzano respiratori specifici (FFP2 o FFP3).
  • Trattamento dell'infezione latente: Le persone che sono state a stretto contatto con un malato e che risultano positive ai test di screening (Mantoux o IGRA) possono ricevere una terapia preventiva (solitamente con isoniazide o rifampicina per alcuni mesi) per evitare che l'infezione si trasformi in malattia attiva.
  • Vaccinazione: Il vaccino BCG (Bacillo di Calmette-Guérin) è utilizzato in molti paesi ad alta endemia. Sebbene non prevenga sempre l'infezione polmonare negli adulti, è molto efficace nel proteggere i bambini dalle forme più gravi e letali di tubercolosi, come la meningite tubercolare.
  • Misure igieniche: Migliorare le condizioni abitative, garantire una buona ventilazione degli ambienti chiusi e promuovere l'igiene respiratoria (coprirsi la bocca quando si tossisce) sono azioni essenziali a livello comunitario.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista pneumologo se si manifesta una tosse che non scompare dopo tre settimane, specialmente se accompagnata da catarro. La comparsa di sangue nell'espettorato, anche in piccole tracce, deve essere valutata con urgenza.

Altri segnali che richiedono un consulto medico includono una febbricola persistente senza una causa evidente, una sudorazione notturna così intensa da bagnare i vestiti e una perdita di peso rapida e inspiegabile. Se si è consapevoli di essere stati a contatto prolungato con una persona a cui è stata diagnosticata la tubercolosi, è necessario sottoporsi ai test di screening anche in assenza di sintomi, per escludere un'infezione latente che potrebbe attivarsi in futuro.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.